Anna Karenina (film 1997)

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Anna Karenina
Titolo originale Anna Karenina
Paese di produzione USA, Regno Unito, Russia
Anno 1997
Durata 108 min
Colore colore
Audio sonoro
Genere drammatico
Regia Bernard Rose
Soggetto Lev Nikolaevic Tolstoj
Sceneggiatura Bernard Rose
Fotografia Daryn Okada
Musiche Sergei Rachmaninov, Pëtr Il'ič Čajkovskij, Sergei Prokofiev
Interpreti e personaggi

Anna Karenina è un film del 1997 diretto da Bernard Rose, prima versione USA del romanzo omonimo di Lev Nikolaevic Tolstoj ad essere girata in Russia, con Sophie Marceau e Sean Bean.

Trama[modifica | modifica sorgente]

Russia. Il giovane Levin (Alfred Molina), dopo essersi consultato con l'amico Stefano "Stiva" Oblonski (Danny Huston), prende coraggio e decide di confessare il suo amore alla giovane principessa Kitty Scerbatskaya (Mia Kirshner). Riceve un netto rifiuto dalla giovane poiché essa è innamorata del giovane ed affascinante ufficiale conte Vronski (Sean Bean). Nel frattempo, giunge a Mosca da San Pietroburgo l'elegante e misteriosa sorella di Stiva, Anna Karenina (Sophie Marceau), arrivata in soccorso del fratello che vuole ottenere il perdono della moglie Dolly (Saskia Wickham). Vronski, anche lui in stazione per raggiungere sua madre, la contessa Vronskaia (Phyllida Law), rimane affascinato dalla donna; ma mentre stanno uscendo dalla stazione, un mugik rimane incastrato sotto le rotaie del treno e muore. Il fatto farà presagire ad Anna un qualcosa di malaugurante. Mentre Levin va a fare visita al fratello Nicolaj (David Schofield), Kitty partecipa ad un ballo dove sono invitati anche Stiva, Anna e Vronski. L'ufficiale, talmente ammaliato dalla donna, dimentica la promessa fatta a Kitty e balla con Anna per tutta la serata, suscitando non poco sdegno in lei. Sul treno di ritorno per San Pietroburgo, Anna si rende conto che Vronski l'ha seguita, pazzamente innamorato di lei, sebbene sia una donna sposata, e nemmeno la presenza del marito, Alessio Karenin (James Fox) riesce a fermare il conte. Iniziano così dei pedinamenti, favoriti anche dalla contessa Betsy Tsveskaia (Jennifer Hall), amica della donna e cugina d Vronski, che mettono Anna in imbarazzo, finché un giorno i due si abbandonano alla loro passione. A Mosca, Kitty si è ammalata per il dispiacere procuratole da Vronski e Levin si è rifugiato in campagna in compagnia di Stiva e si dedica alla caccia e al lavoro nei campi per dimenticare l'amore per la principessa. La contessa Vronskaia avverte il figlio degli spiacevoli pettegolezzi circa la sua relazione con Anna, ma l'uomo rifiuta di separarsi da lei. Alle corse dei cavalli degli ufficiali è presente Anna con il marito Alessio; un incidente con il cavallo di Vronski suscita la reazione della donna che urla spaventata e rifiuta l'offerta del marito di tornare a casa. Sulla via del ritorno Anna confessa il suo tradimento con Vronski. Karenin dona la possibilità alla moglie di dimenticare il tutto e tornare ad essere una famiglia normale, ma scopre che lei è incinta del conte. Minaccia così di separarla dal figlio Seriogia e le intima di non rivedere più il suo amante. Tornato in città, Levin viene invitato a casa Oblonski per una cena. Qui incontra Kitty e capisce che il suo amore per lei non si è mai assopito. I due si riconciliano; Kitty accetta la proposta di Levin di sposarlo e poco dopo si sposano sotto gli occhi della nobiltà russa. A San Pietroburgo, Anna ha un aborto spontaneo. In fin di vita chiede perdono al marito Alessio sotto gli occhi di Vronski. Quest'ultimo cerca di suicidarsi ma fallisce. Stiva cerca di persuadere la sorella a rimanere in casa con Alessio, ma Anna è triste. Vronski, sfidando così le regole della buona società, si presenta a casa Karenin e i due fuggono insieme. Karenin confida allora le sue preoccupazione alla contessa Lidia Ivanovna (Fiona Shaw) che assume così il controllo della casa e si prende cura di Seriogia. Levin e Kitty si sono trasferiti in campagna nella tenuta del marito, ma lì ricevono la notizia che Nicolaj è in fin di vita. I due coniugi partono per stare al capezzale del malato e Levin scopre che la moglie è incinta. Vronski e Anna si trovano in Italia, sulle sponde del Lago di Garda, dove trascorrono felici le loro giornate, ma la donna è preoccupata per il figlio che ha lasciato con il padre. Vronski la persuade così a fare ritorno in Russia, dove prega il marito di concederle il permesso di rivedere Seriogia, ma Karenin, tramite la contessa Ivanovna, glielo nega. Vronski cerca di far accettare Anna nella sua famiglia, ma sua madre rifiuta qualsiasi legame con la donna che tutti considerano un'adultera. Mentre Levin festeggia la nascita del suo primo figlio, Anna disubbidisce all'ordine di suo marito e va a trovare Seriogia di nascosto mentre il bambino è addormentato, ma vengono scoperti da Karenin che la caccia via. Distrutta dal dolore, Anna comincia ad assumere del laudano che l'aveva aiutata a superare l'aborto. Avendo lei pubblicamente abbandonato il marito, nessuno della nobiltà russa vuole avere a che fare con lei; comincia così a trascorrere le giornate in solitudine, mentre Vronski esce e viene a conoscenza della giovane principessa Sorokina tramite sua madre, mentre suo fratello Stiva cerca di convincere Karenin a concederle il divorzio. Dopo aver litigato aspramente riguardo al trasferirsi in campagna in attesa della lettera del marito, Anna comincia a sospettare dell'infedeltà di Vronski con la principessa Sorokina e diventa sempre più dipendente dal laudano. Dopo aver visto la principessa Sorokina dare dei documenti a Vronski sulla porta di casa, Anna perde la pazienza e fa una scenata di gelosia a Vronski, dove entrambi alzano la voce. Poco dopo, Vronski esce ed Anna capisce che non c'è più nulla per lei: la sua vita è distrutta, non può più rivedere il figlio e il divorzio non le interessa più. Decide così di uscire e si reca alla stazione, dove vede arrivare un treno. Sconsolata, si butta sotto di esso chiedendo perdono a Dio.

Dopo molti mesi, Vronski parte con il suo reggimento sulle montagne del Caucaso. In treno incontra Levin che cerca di convincerlo a rivalutare la propria vita, ma l'ufficiale è distrutto dopo il suicidio di Anna. Levin torna così dalla sua famiglia, e vede che il figlio lo riconosce. La scena finale vede Levin che firma un manoscritto Leo Tolstoj.

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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