Rose Reilly

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Rose Reilly
Rose Reilly Milan 1975.jpg
Nazionalità Scozia Scozia
Italia Italia
Calcio Football pictogram.svg
Ruolo Attaccante
Ritirato 1995
Carriera
Giovanili
1963-1971 non conosciuta Stewarton & Thistle
Squadre di club1
1971-1974 non conosciuta Stewarton & Thistle ? (?)
1974-1975 Stade Reims? (?)
1973 ACF Milan ? (?)
1974Bianco e Rosso (Croce) e Rosso e Nero (Strisce).svg Lombarda Calcio? (?)[1]
1975-1977 ACF Milan ? (?)
1978-1979 Jolly Catania ? (?)
1980-1983 Alaska Lecce ? (?)
1984-1986 Trani 80 ? (?)
1986-1988 Flag blue HEX-539ADE.svg Napoli Select ? (?)
1988-1990 Firenze ? (?)
1990-1991 Azzurro e Bianco.svg Prato Sport ? (?)
19??-19?? Bisection vertical White HEX-FF0000.svg Bari ? (?)
1994-1995 Agliana ? (?)
Nazionale
1972-1973 Scozia Scozia 10 (?)
1984-1985 Italia Italia 14 (6)
1 I due numeri indicano le presenze e le reti segnate, per le sole partite di campionato.
Il simbolo → indica un trasferimento in prestito.
Statistiche aggiornate al 22 gennaio 2018

Rose Reilly, coniugata Peralta (Kilmarnock, 2 gennaio 1955), è un'ex calciatrice scozzese naturalizzata italiana; rappresentò a livello internazionale sia la Scozia che l'Italia, attiva tra gli anni settanta e i novanta.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Rose Reilly palleggia a 9 anni davanti ai suoi coetanei maschi

Scozzese nata a Kilmarnock, crebbe a Stewarton, nell'allora Ayrshire[2]; manifestò già da piccola la sua inclinazione per il calcio tanto da offrire la bambola ricevuta per natale a 3 anni in cambio di un pallone[2], che l'avrebbe accompagnata per buona parte della sua infanzia[2].

Benché tecnicamente dotata, tanto da suscitare, al termine di un incontro con i maschi in cui segnò 8 goal, l'interesse di un osservatore del Celtic che dovette desistere quando scoprì che si trattava di una ragazza[2], Reilly non aveva alcuna possibilità di carriera in patria in quanto la Federazione femminile scozzese dell'epoca (S.W.F.A) manteneva (e l'avrebbe mantenuto fino al 1974) un bando che durava da mezzo secolo alle attività femminili sui campi delle società ad essa affiliate[2]. A 12 anni si guadagnava con piccoli lavori il necessario per pagarsi scarpe ed equipaggiamento da calcio[2] e per andare a veder giocare il Celtic il cui attaccante Jimmy Johnstone era suo modello di riferimento[2].

Nel 1971, nelle file dello Stewarton & Thistle (oggi Kilmarnock Ladies), vinse la prima edizione della Coppa di Scozia femminile e, nel novembre 1972, esordì per la Scozia a Greenock in un incontro perso 2-3 contro l'Inghilterra[2][3].

Un giornalista scozzese del Daily Record di Glasgow organizzò un provino di alcune calciatrici presso un emissario dei francesi dello Stade Reims[2] a seguito del quale Reilly e la sua connazionale Edna Neillis[3] (anch'ella destinata a una lunga carriera sportiva in Italia) si trasferirono nel continente nel 1973; alla prima stagione nella squadra dello Champagne le due scozzesi furono notate dal Milan che le mise sotto contratto; Reilly militava contemporaneamente per entrambe le squadre per le quali si alternava nei fine-settimana giocando il sabato per una squadra e la domenica per l'altra[2][3]; Campione d'Italia F.I.G.C.F. 1973 con il Milan, nel 1975 rivinse il titolo italiano (F.I.G.C.F.) in parallelo a quello francese con Reims[4].

Il 1975 fu anche l'anno in cui Reilly, Cook e Neillis furono radiate dalla S.W.F.A. per avere criticato la scarsa professionalità della scelta federale circa l'assegnazione del posto di C.T. della Nazionale femminile, affidata a un ex calciatore dilettante[5].

Nel 1978 Reilly lasciò il Milan per trasferirsi alla Jolly Catania con cui alla prima stagione vinse subito lo scudetto e, a titolo individuale, il titolo di capocannoniere del torneo. Due anni più tardi, nel 1980, fu acquistata dall'Alaska Lecce alla cui stagione più fruttuosa contribuì pesantemente, portandola alla vittoria in tre edizioni consecutive di campionato dal 1981 al 1983 e in due Coppe Italia nel 1981 e 1982[6]; quando nel 1984 Lecce cedette il titolo sportivo, acquistato dal Trani 80, Reilly si trasferì nel nuovo club con cui si aggiudicò ulteriori tre campionati.

Benché avente fatto parte a titolo non ufficiale della Nazionale italiana femminile, l'esordio avvenne il 21 agosto 1984 nel corso del Mundialito di quell'anno, competizione internazionale a inviti antesignana della Coppa del Mondo femminile: la prima partita del torneo fu contro il Belgio, vittoria 4-0 cui Reilly contribuì con un goal. L'Italia giunse fino alla finale di torneo[7] e ivi batté 3-1 la Germania Ovest, aggiungendo il suo ai goal di Carolina Morace e Betty Vignotto, per la vittoria di un titolo di campione del mondo ufficioso[4][8].

Tra il 1984 e il 1985 furono 14 gli incontri per l'Italia con 6 goal; in totale, compresi anche esibizioni e incontri contro selezioni internazionali non validi per il conteggio ufficiale, furono 22 (con 13 goal). Si scoprì in seguito che la carta d'identità rilasciata nel 1983 a Reilly non era affatto indicativa del riconoscimento della cittadinanza italiana[9] e che quindi non avrebbe avuto legalmente titolo a militare per l'Italia, anche se la F.I.G.C.F. ufficializzò a posteriori le presenze; la mancata cittadinanza significò che ogni anno Rose Reilly era tenuta a rinnovare il proprio permesso di soggiorno[9].

Dopo il suo periodo più fruttuoso militò per ancora circa un decennio in Italia fino al 1995, quando si ritirò a quarant'anni per aprire a Catania un negozio d'articoli sportivi e nel tempo libero giocare a calcio a 7 con una locale squadra maschile[2]; durante uno di tali incontri si provocò uno strappo al polpaccio e fu indirizzata, per la terapia, presso un ortopedico oriundo argentino, Norberto Peralta, che divenne suo marito e con cui ebbe una figlia, Meghan[2]. Tornata in Scozia nel 2001 per assistere sua madre, vive tra il Paese di nascita e quello d'adozione; nel 2007 fu ammessa nelle Hall of Fame dello sport[10] e del calcio scozzese[11]. Il 1º dicembre 2015 ricevette una laurea honoris causa dall'Università della Scozia Occidentale nel campus di Ayr[2].

Palmarès[modifica | modifica wikitesto]

Club[modifica | modifica wikitesto]

Nazionale[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Secondo il giornalista Luigi Tadini della Libertà di Piacenza (partita Sisal Piacenza-Lombarda 2-4 del 7 luglio 1974) Rose Reilly che segnò il primo gol della partita era un neo-acquisto.
  2. ^ a b c d e f g h i j k l m (EN) Ginny Clark, Rose Reilly: the only Scottish footballer to win the World Cup… as Italy captain, in The Guardian, 17 luglio 2017. URL consultato il 22 gennaio 2018.
  3. ^ a b c (EN) Alan Campbell, Tributes paid as pioneering Scots female footballer who starred for country and AC Milan dies at 62, in Daily Record, 29 luglio 2015. URL consultato il 22 gennaio 2018 (archiviato dall'url originale il 31 luglio 2015).
  4. ^ a b (EN) Rose Reilly : The Scot Who Won A World Cup (PDF), in Famous Tartan Army Magazine, nº 12, FTA Publications, 21 ottobre 2012, pp. 30-31. URL consultato il 22 gennaio 2018.
  5. ^ Williams, p. 40.
  6. ^ Gol, scudetti e spettacolo: nasce così il ciclone Alaska, in Giornale di Puglia, 25 aprile 2017. URL consultato il 22 gennaio 2018.
  7. ^ Mundialito, le Azzurre in finale, in la Repubblica, 26 agosto 1984. URL consultato il 22 gennaio 2018.
  8. ^ Giampaolo Testero ed Erik Garin, Mundialito (Women) 1982-1988, su rsssf.com, Rec.Sport.Soccer Statistics Foundation. URL consultato il 22 gennaio 2018.
  9. ^ a b Sappino, Scheda Rose Reilly.
  10. ^ (EN) Rose Reilly, su sshf.co.uk, Scottish Sports Hall of Fame. URL consultato il 22 gennaio 2018.
  11. ^ (EN) Rose Reilly, su scottishfootballhalloffame.co.uk, Hall of Fame del calcio scozzese. URL consultato il 22 gennaio 2018.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]