Piazza del Duomo (L'Aquila)

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Piazza del Duomo
(Piazza del Mercato)
L'aquila03.jpg
Veduta della facciata del Duomo dalla piazza
Localizzazione
StatoItalia Italia
CittàL'Aquila
DistrettoI - Centro storico
Codice postale67010
Informazioni generali
Superficie11,250 m2
Pavimentazionesampietrini
IntitolazioneDuomo dei Santi Massimo e Giorgio
CostruzioneXIII secolo
Collegamenti
Inizio1254
Fine1927 (lavori delle fontane)
IntersezioniCorso Federico II, Corso Vittorio Emanuele, Via dell'Arcivescovado, Via Cimino, Via Roio, Via Sassa
Luoghi d'interesse
Mappa

Coordinate: 42°20′55.93″N 13°23′53.45″E / 42.34887°N 13.39818°E42.34887; 13.39818

Veduta aerea della Piazza
Piazza del Duomo nel 2015

«Lasciatemi qui, dove la piazza chiara si apre, declive ai gradini all’arco e alle torri del Duomo; piena di tende, di gabbie di polli, fruttifera e insigne di peperoni, di bretelle, di padelle, di pantofole, di paralumi e di piatti mal cotti…»

(Carlo Emilio Gadda, Le meraviglie d'Italia[1])

Piazza del Duomo, o del Mercato, è la maggiore e la più importante delle piazze dell'Aquila. Cuore del potere religioso, in antitesi a Piazza Palazzo sede invece del potere politico, centro sociale e culturale della città, nonchè punto d'incontro degli aquilani e sede dei principali eventi cittadini, ospita dal 1303 il mercato cittadino. Le sue dimensioni, 140 metri sul lato lungo e 70 metri su quello corto, per un totale di circa un ettaro d'ampiezza, la rendono una delle piazze più grandi d'Italia.

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

Di forma quadrangolare, è situata in posizione baricentrica nel centro storico della città, a lato dell'asse di attraversamento del corso Vittorio Emanuele. È caratterizzata da un notevole dislivello che termina nella Cattedrale dei Santi Giorgio e Massimo, edificata nel XIII secolo e più volte restaurata. Su di essa si affacciano numerosi edifici storici ma nessun palazzo nobiliare, così che nessun conte possa mai dominare sullo spazio comune dei cittadini[2]. Nel medioevo, inoltre, la piazza ospitava l'olmo della giustizia dove si svolgevano le esecuzioni capitali. Nel Quattrocento, sul lato meridionale della piazza erano presenti delle botteghe artigiane dette Le Cancelle, dalla tipica struttura con la porta che era usata anche come "vetrina" per la merce.

Dopo il terremoto del 1703, in seguito alla distruzione della precedente Confraternita del Suffragio, venne realizzata la Chiesa di Santa Maria del Suffragio (detta popolarmente chiesa delle Anime Sante), dotando dunque la piazza di ben due chiese.

Nei primi anni del Novecento, nell'ambito di un lungo e impegnativo progetto di sistemazione urbanistica della città cominciato nel 1927, la piazza è stata ornata a capo e a piedi di due fontane monumentali realizzate dallo scultore Nicola D'Antino[3], poi autore anche della Fontana Luminosa. Contemporaneamente, Le Cancelle furono smontate per far posto al Palazzo delle Poste, in stile neoclassico, e rimontate immediatamente dietro questo.

Dopo il terremoto dell'Aquila del 2009 la piazza venne inclusa nella zona rossa per essere riaperta al pubblico (con limitazioni) solo il 21 giugno; è tuttora una delle poche piazze accessibili nel centro storico del capoluogo abruzzese.

Edifici sulla piazza[modifica | modifica wikitesto]

Chiesa delle Anime Sante
Ingresso dell'episcopio arcivescovile all'Aquila

Cattedrale dei Santi Giorgio e Massimo o Duomo[modifica | modifica wikitesto]

Intitolato ai santi Giorgio e Massimo, il Duomo venne eretto alla fine del Duecento. In stile romanico, presentava tre rosoni di cui il mediano contribuiva ad illuminare l'interno. Distrutto nel terremoto del 1703 e riedificato poco dopo, venne nuovamente restaurato in stile neoclassico nel 1887, nel 1915 a seguito del terremoto di Avezzano e infine nel 1928 anno in cui furono aggiunte le due torri campanarie. L'interno, tardo barocco, un dipinto di Girolamo Cenatiempo raffigurante la Madonna fra i santi Massimo e Giorgio mentre alle pareti sono due affreschi di Donato Teodoro ed un coro ligneo intagliato.

Chiesa di Santa Maria del Suffragio o delle Anime Sante[modifica | modifica wikitesto]

Posta a sinistra del Duomo, sul lato maggiore della piazza, la Chiesa delle Anime Sante presenta un'architettura settecentesca di derivazione borrominiana ed è caratterizzata dalla suggestiva facciata concava completata nel 1770 ad opera dell'architetto Carlo Burrati. All'inizio dell'Ottocento la chiesa venne provvista di un'elegante cupola cilindrica, opera di Giuseppe Valadier. Nell'interno, in stile barocco, si può trovare il Sant'Antonio da Padova di Teofilo Patini. La chiesa è rimasta fortemente lesionata dal terremoto del 2009 subendo anche il crollo parziale della cupola ed è stata subito assunta come emblema dei danni causati dal sisma al patrimonio artistico abruzzese.

Le Cancelle

Le Cancelle[modifica | modifica wikitesto]

Le Cancelle sono portali in pietra di origine rinascimentale a scopo commerciale. Ogni Cancella presenta due aperture, una ad arco e rialzata sul piano stradale per la vendita e una di fianco più stretta e alta con vano a tutto sesto, chiamata erroneamente Porta del Morto[4], per l'ingresso nelle abitazioni. Dapprima poste direttamente sulla Piazza, a fianco dell'odierna Chiesa delle Anime Sante, vennero nel Novecento smontate pietra per pietra e ricostruite dietro il Palazzo delle Poste, nell'odierna Via dei Ramieri.

Palazzo Arcivescovile[modifica | modifica wikitesto]

Palazzo adiacente al Duomo, è la sede dell'Arcidiocesi dell'Aquila che nel 2006 ha festeggiato i 750 anni dalla sua fondazione. Il palazzo, di architettura settecentesca, presenta un suggestivo cortile interno in cui è sito l'Oratorio di San Luigi Gonzaga con dipinti di Pompeo Cesura.

Palazzo delle Poste[modifica | modifica wikitesto]

Il Palazzo delle Poste venne edificato nel 1922 sul luogo dove precedentemente sorgevano Le Cancelle; la sua realizzazione comportò anche la demolizione della canonica e della sacrestia dell'adiacente Chiesa delle Anime Sante. L'edificio è anteceduto da una scalinata che porta ai tre portoni d'ingresso in ferro battuto. La facciata presenta due ordini di colonne, ioniche e corinzie, intramezzati da marcapiano e sovrastante cornicione. Il 16 novembre 2016 sono terminati i lavori di ricostruzione del palazzo[5].

Palazzo Federici

Palazzo Federici[modifica | modifica wikitesto]

Edificio risalente alla prima metà del XX secolo. Questo palazzo eclettico segnò la fine dei lavori sull'asse centrale dell'Aquila. È costituito da portici nella parte inferiore, che è sovrastata da una struttura simmetrica. La simmetria viene marcata da due estremità, coincidenti con i piedritti principali della struttura, di marmo, dotate di balconi.

Palazzo Betti[modifica | modifica wikitesto]

Edificio settecentesco opposto al Duomo. L'edificio, racchiuso da due pilastri di marmo bianco, è dotato di balconcino nella parte centrale.

Curiosità[modifica | modifica wikitesto]

  • La piazza compare stilizzata sulla copertina di Topolino n°2823 del 30 dicembre 2009 dedicata alla città dell'Aquila[6].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ [1] Archiviato il 15 febbraio 2010 in Internet Archive. cfr. Sandro Cordeschi, L’Aquila, i luoghi della poesia
  2. ^ Sulle ali dell'Aquila - Viaggio nella storia della città, pag. 71
  3. ^ [2][collegamento interrotto] Nicola D'Antino, lo scultore delle fontane dell'Aquila
  4. ^ L'Italia - Abruzzo e Molise, pag. 94
  5. ^ abruzzoweb, L'AQUILA: FINITI I LAVORI A PALAZZO POSTE, IL FUTURO TRA HOTEL E UFFICIO POSTALE, su abruzzoweb.it. URL consultato il 16-11-16.
  6. ^ Topolino (libretto) # 2823, su coa.inducks.org. URL consultato il 17 febbraio 2013.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Associazione Culturale "Territori", Sulle ali dell'Aquila - Viaggio nella storia della città, L'Aquila, GTE, 1999.
  • Giuseppina Gimma, Le fontane di Piazza Duomo all'Aquila, L'Aquila, BetaGamma, 1997.
  • Touring Club Italiano - La Biblioteca di Repubblica, L'Italia - Abruzzo e Molise, Touring Editore, 2005.
  • Touring Club Italiano, Abruzzo: L'Aquila e il Gran Sasso, Chieti, Pescara, Teramo, i parchi e la costa adriatica., Touring Editore, 2005.

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