Messerschmitt Bf 162

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Messerschmitt Bf 162
Messerschmitt Bf 162 sketch.jpg
schizzo di un Messerschmitt Bf 162
Descrizione
Tipobombardiere leggero
Equipaggio3
ProgettistaRobert Lusser
CostruttoreGermania Messerschmitt
Data primo volofebbraio 1937
Utilizzatore principaleGermania Luftwaffe
Esemplari3
Sviluppato dalMesserschmitt Bf 110
Dimensioni e pesi
Bf 162.jpg
Tavole prospettiche
Lunghezza12,75 m
Apertura alare17,16 m
Altezza3,58 m
Propulsione
Motore2 Daimler-Benz DB 600 A
Potenza960 CV (706 kW) ciascuno
Prestazioni
Velocità max480 km/h
Armamento
Mitragliatrici2 MG 15 calibro 7,92 mm
Bombe1 000 kg

i dati sono estratti da Die Deutsche Luftrüstung 1933-1945 (Band 3)[1]

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Il Messerschmitt Bf 162 "Jaguar" era un bombardiere leggero bimotore ad ala bassa realizzato dall'azienda aeronautica tedesca Messerschmitt AG alla fine degli anni trenta.

Ideato come variante del Bf 110 dal capoprogetto Robert Lusser e simile al ricognitore Bf 161, il Bf 162 pur possedendo i requisiti per il ruolo, il Reichsluftfahrtministerium (RLM), il ministero che nel periodo hitleriano sovraintendeva l'intera aviazione tedesca, gli preferì lo Junkers Ju 88.

Storia del progetto[modifica | modifica wikitesto]

Lo sviluppo del progetto del Messerschmitt P.1035, sigla con cui erano identificati i progetti non ancora sottoposti all'RLM, ebbe inizio all'allora Bayerische Flugzeugwerke nel settembre 1934, quasi nello stesso periodo del concepimento del Bf 110. Ne ebbe l'incarico Robert Lusser che pensò di proporre all'RLM un velivolo multiruolo che avesse tra le sue possibilità di impiego quelle di bombardiere o ricognitore a lungo raggio. Lo sviluppo non si discostò molto dal Bf 110 tanto che sia la fusoliera[2], l'ala, l'impennaggio di coda ed il carrello d'atterraggio risultarono molto simili e solo il muso, completamente vetrato per le esigenze di osservazione, lo distingueva nettamente dall'altro progetto.[3] e lo accomunava con il parallelo sviluppo da ricognizione.

L'RLM, nel 1935, emise una specifica per la fornitura di uno schnellbomber, bombardiere veloce, ad uso tattico alla quale risposero la Bayerische Flugzeugwerke, con il modello a cui avevano assegnato la denominazione Bf 162, la Henschel Flugzeugwerke AG con l'Hs 127 e la Junkers Flugzeug- und Motorenwerke AG con lo Ju 88.

Il primo prototipo, il Bf 162 V1 ed immatricolato con marche civili D-AIXA, venne portato in volo per la prima volta nel febbraio 1937, in ritardo di qualche mese rispetto allo Ju 88 e che con le sue prestazioni aveva già impressionato i funzionari RLM. A questo fece seguito un secondo prototipo, il Bf 162 V2 (D-AOBE), nel settembre dello stesso anno[4] ed un terzo, il Bf 162 V3 (D-AOVI), quando però la decisione dell'RLM era già stata presa in favore del più promettente e prima sviluppato Ju 88 anche per l'esigenza dell'imminente progetto dell'annessione della Polonia. Quest'ultimo difatti entrò in servizio, con solo 12 esemplari, il 1º settembre 1939, primo giorno di attacco della campagna di Polonia. Il progetto venne quindi interrotto ma i prototipi vennero comunque assegnati alla Luftwaffe e dotati di immatricolazione militare.

Impiego operativo[modifica | modifica wikitesto]

I tre esemplari, anche se non assegnati a reparti operativi, vennero utilizzati come strumento di propaganda e strategia di disinformazione al pari di quanto fatto, nel 1940, con il fantomatico Heinkel He 113, in realtà un He 100 opportunamente ridipinto. Una serie di fotografie opportunamente ritoccate e che riproducevano i Bf 162 in volo, venne fornita agli organi di stampa tedeschi, i quali pubblicarono la notizia attribuendo anche il nome di "Messerschmitt Jaguar", usato peraltro solamente in questo contesto. Il codice numerico, al quale non fece riscontro alcuna produzione in serie, venne in seguito riassegnato dall'RLM al caccia monomotore a getto Heinkel He 162.

Utilizzatori[modifica | modifica wikitesto]

Germania Germania

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Nowarra 1993, pp. 266-267.
  2. ^ Messerschmitt Bf 162 Jaguar in LuftArchiv.de.
  3. ^ (DE) Robert Kühni, Messerschmitt BF 161, su FliegerWeb.com, http://www.fliegerweb.com/aktuell/. URL consultato il 18 dicembre 2008.
  4. ^ Nowarra 1993, p. 214.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • (DE) Heinz J. Nowarra, Die Deutsche Luftrüstung 1933-1945, Band 3, Koblenz, Bernard & Graeffe Verlag, 1993, ISBN 3-7637-5467-9.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]