Leonardo Messina

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Leonardo Messina (San Cataldo, 22 settembre 1955) è un mafioso e collaboratore di giustizia italiano, ha contribuito all'arresto di 200 mafiosi collaborando con il giudice Paolo Borsellino.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Soprannominato "Narduzzo", già a 19 anni venne denunciato per rissa[1]. Diventato uomo d'onore della Famiglia di San Cataldo nel 1982, fu uomo di fiducia di Giuseppe "Piddu" Madonia (capo del mandamento di Vallelunga Pratameno e rappresentante mafioso della provincia di Caltanissetta) ma, nonostante le incriminazioni e le condanne per furto, rapina e traffico di stupefacenti e alcuni provvedimenti di soggiorno obbligato a suo carico, fu sempre considerato dagli inquirenti un esponente di secondo piano della mafia del nisseno[2][1].

Rimase comunque a lavorare nella miniera di Pasquasia fino al 1984 quando venne arrestato per l'omicidio di uno spacciatore di droga nisseno, accusa dalla quale venne assolto definitivamente nel 1991[1]. Tornato a svolgere la routine mafiosa (tra traffico di droga ed omicidi), nell'aprile del 1992, mentre stava preparando un agguato a San Cataldo durante la tradizionale "Scinnenza" del Venerdì Santo nei confronti di Cataldo Terminio, suo rivale nella corsa alla guida della Famiglia, fu arrestato e finì in carcere[1]. Temendo ritorsioni nei confronti dei suoi familiari e, come sostenne in seguito, forse spinto dal discorso della vedova dell'agente Vito Schifani ai funerali delle vittime di Capaci, chiese di incontrare l’allora capo della Squadra mobile di Caltanissetta Carmelo Casabona, al quale manifestò la sua intenzione di collaborare con la giustizia: venne perciò trasferito negli uffici romani del Servizio Centrale Operativo, dove il 30 giugno dello stesso anno infatti iniziò a deporre davanti ai giudici Paolo Borsellino e Vittorio Aliquò, all'ispettore Enrico Lapi e al dirigente Antonio Manganelli[3]. Grazie a tali dichiarazioni, fu possibile mettere in atto l'Operazione Leopardo, portata a termine nella notte del 17 novembre 1992 con 203 mandati di cattura per associazione a delinquere di stampo mafioso, estorsione e voto di scambio eseguiti tra Sicilia, Piemonte, Lombardia, Lazio e Calabria, nonchè l'incriminazione di noti uomini politici, come gli onorevoli Rudy Maira, Silvio Coco e Gianfranco Occhpinti[4][5]: l'operazione venne coordinata da Giovanni Tinebra, Procuratore capo della Repubblica presso il Tribunale di Caltanissetta, dai dirigenti dello SCO, Achille Serra ed Antonio Manganelli e dal questore di Caltanissetta Vittorio Vasquez[6].

Messina fu il primo collaboratore di giustizia a mettere a verbale il nome di Giulio Andreotti come referente politico di Cosa Nostra e fu anche l'unico a sostenere che il senatore a vita fosse stato "punciuto", cioè formalmente affiliato all'organizzazione mafiosa[7]; fu anche il primo collaboratore a parlare della cosiddetta "Stidda", concorrente di Cosa Nostra nella Sicilia meridionale[8], e rese anche importanti ed inquietanti rivelazioni sulla Massoneria deviata e i suoi rapporti con Cosa Nostra[9][10][11].

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c d E PER VENDETTA IL PENTIMENTO - La Repubblica, su ricerca.repubblica.it.
  2. ^ INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/11114 presentata da MAIRA RAIMONDO LUIGI BRUNO (DEMOCRATICO CRISTIANO) in data 18/02/1993, su dati.camera.it.
  3. ^ Mafia-appalti, sparito il pentito che parlò a Borsellino del coinvolgimento di Raul Gardini, su www.ildubbio.news, 25 ottobre 2019. URL consultato il 2 maggio 2021.
  4. ^ ECCO LE COSCHE ANTI - CORLEONESI - La Repubblica, su ricerca.repubblica.it.
  5. ^ DIECI ANNI DI MALAFFARE TRA VOTI E APPALTI COMPRATI - La Repubblica, su ricerca.repubblica.it.
  6. ^ COLPO MORTALE ALLA ' NUOVA MAFIA' - la Repubblica.it, su Archivio - la Repubblica.it. URL consultato il 3 maggio 2021.
  7. ^ ' ANDREOTTI PAGO' PER I VOTI A UN MAFIOSO' - la Repubblica.it, su Archivio - la Repubblica.it. URL consultato il 3 maggio 2021.
  8. ^ COLPO ALLA MAFIA PARALLELA TRA LA SICILIA E LA GERMANIA - la Repubblica.it, su Archivio - la Repubblica.it. URL consultato il 3 maggio 2021.
  9. ^ LA VERITA' DEL PENTITO MESSINA TRA DUBBI E INTERROGAZIONI - la Repubblica.it, su Archivio - la Repubblica.it. URL consultato il 3 maggio 2021.
  10. ^ ' MASSONI I VERTICI DI COSA NOSTRA' - la Repubblica.it, su Archivio - la Repubblica.it. URL consultato il 3 maggio 2021.
  11. ^ ' E ORA COSA NOSTRA CERCA NUOVE ALLEANZE' - la Repubblica.it, su Archivio - la Repubblica.it. URL consultato il 3 maggio 2021.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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