Kevin Anderson (tennista)

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Kevin Anderson
Anderson US16 (25) (29828029026).jpg
Kevin Anderson nel 2016
Nazionalità Sudafrica Sudafrica
Altezza 203 cm
Peso 89 kg
Tennis Tennis pictogram.svg
Carriera
Singolare1
Vittorie/sconfitte 300-212 (58,59%)
Titoli vinti 4
Miglior ranking 5º (16 luglio 2018)[1]
Ranking attuale 5º (16 luglio 2018)[1]
Risultati nei tornei del Grande Slam
Australia Australian Open 4T (2013, 2014, 2015)
Francia Roland Garros 4T (2013, 2014, 2017, 2018)
Regno Unito Wimbledon F (2018)
Stati Uniti US Open F (2017)
Altri tornei
Olympic flag.svg Giochi olimpici 2T (2008)
Doppio1
Vittorie/sconfitte 56-69 (44,8%)
Titoli vinti 1
Miglior ranking 58º (17 novembre 2014)[1]
Ranking attuale 535º (16 luglio 2018)[1]
Risultati nei tornei del Grande Slam
Australia Australian Open 3T (2013)
Francia Roland Garros
Regno Unito Wimbledon QF (2008)
Stati Uniti US Open 2T (2010)
Altri tornei
Olympic flag.svg Giochi olimpici 1T (2008)
1 Dati relativi al circuito maggiore professionistico.
Statistiche aggiornate al 16 luglio 2018

Kevin Anderson (Johannesburg, 18 maggio 1986) è un tennista sudafricano di origine statunitense.

Soprannominato "struzzo" ha rappresentato il Sudafrica sia in Coppa Davis che alle Olimpiadi di Pechino del 2008. Ha vinto quattro tornei del circuito ATP, ha raggiunto inoltre la finale nello US Open 2017 e nel torneo di Wimbledon 2018, suoi migliori risultati nei tornei dello Slam. Il suo miglior piazzamento nella classifica ATP di singolare è il 5º posto raggiunto il 16 luglio 2018.

Carriera[modifica | modifica wikitesto]

Carriera nel college[modifica | modifica wikitesto]

Anderson gioca tre stagioni nel campionato college negli Stati Uniti con l'Università dell'Illinois a Urbana-Champaign, laureandosi tre volte campione nazionale in singolare e due volte in doppio. Alla fine della stagione 2007 abbandona i campionati dei college per cominciare la carriera professionistica.[2]

Professionismo[modifica | modifica wikitesto]

2003-2004, tornei Futures[modifica | modifica wikitesto]

Nel 2003, a 17 anni, Anderson disputa il suo primo torneo professionistico e vince quattro incontri del tabellone principale. Grazie a quest'unica partecipazione arriva alla posizione numero 1178 nel ranking ATP. Finisce l'anno inoltre alla 902ª posizione nella classifica di doppio.

Nel novembre 2004 conquista il suo primo torneo Futures a Gaborone, in Botswana, sconfiggendo anche tennisti delle prime 300 posizioni della classifica; nelle due settimane successive colleziona anche una finale e una semifinale in altri due Futures a Pretoria, scalando così in soli 20 giorni quasi 400 posizioni. Conclude l'anno al 665º posto del ranking con soli tre tornei disputati.

2005-2006, prime partecipazioni ai tornei Challenger[modifica | modifica wikitesto]

Nel 2005 disputa tornei Futures esclusivamente negli Stati Uniti e, in agosto, raggiunge la semifinale di del Futures USA F21. A novembre gioca il suo primo torneo del circuito Challenger, qualificandosi e sconfiggendo il numero 192 del mondo Jan-Michael Gambill al primo turno. Finisce dunque la stagione alla posizione nº 766.

Nel 2006 disputa i primi tornei professionistici della stagione a giugno, ancora negli Stati Uniti, perdendo in finale in due Futures. A novembre, sconfiggendo il numero 107 Kevin Kim, raggiunge il primo quarto di finale in un torneo Challenger. Finisce la stagione al 517º posto in classifica ATP dopo essere stato 513º, suo miglior risultato. In doppio vince un paio di Futures americani a giugno e finisce l'anno al numero 530.

2007, prime partecipazioni ai tornei ATP e primi tornei Challenger vinti[modifica | modifica wikitesto]

Nel 2007 accede per la prima volta a un tabellone principale di un torneo dell'ATP Tour in singolare a New Haven, battendo nelle qualificazioni il nº 88 ATP Chris Guccione, viene sconfitto al primo turno dal nº 41 Arnaud Clément. Nel settembre di quell'anno si afferma sia in singolare che in doppio al Challenger di New Orleans, portando il suo record nella classifica ATP al 211º posto in singolare e al 395º in doppio.

2008, prima finale in un torneo ATP e top 100 del ranking[modifica | modifica wikitesto]

Comincia bene il 2008 raggiungendo i quarti in un Challenger in Nuova Caledonia e supera quindi le qualificazioni all'Australian Open, entrando per la prima volta nel tabellone di uno Slam, dove perde al primo turno costringendo al quinto set il nº 84 ATP Alejandro Falla; il risultato lo porta al 190º posto del ranking. In marzo supera le qualificazioni al Tennis Channel Open di Las Vegas e batte quindi in due set la sesta testa di serie Michaël Llodra. Al secondo turno supera John Isner 7–6, 7–5 e per la prima volta raggiunge i quarti di un torneo ATP, nei quali batte Evgeny Korolev per 6–2, 6–0. Batte ancora in due set Robby Ginepri in semifinale e in finale perde da Sam Querrey in 3 set.

Al secondo turno del Sony Ericsson Open di Miami batte il nº 3 del mondo Novak Djokovic, ottenendo la sua prima vittoria contro un top ten, per poi uscire al terzo turno contro Igor Andreev dopo tre set combattuti. La finale raggiunta al Challenger di Surbiton in giugno in singolare lo proietta al 95º posto del ranking. Al torneo di Wimbledon, in coppia con Robert Lindstedt, arriva ai quarti di finale, dove i due si arrendono a Daniel Nestor e Nenad Zimonjić che vinceranno il torneo. Ai successivi Giochi olimpici di Pechino perde al secondo turno da Nicolas Kiefer 4–6, 7–6, 4–6 e in coppia con Jeff Coetzee viene battuto dagli spagnoli Nicolás Almagro e David Ferrer per 6–3, 3–6, 4–6. Chiude l'anno in calando e l'unica soddisfazione è la vittoria nel trofeo Challenger di Champaign.

2009, vittoria al Challenger di Sanremo[modifica | modifica wikitesto]

All'Open de Rennes nel 2009

Inizia male il 2009 con una serie di sconfitte nei primi turni e si riprende in maggio vincendo il Challenger di Sanremo superando in tre set nella finale Blaž Kavčič. Di rilievo la vittoria in giugno su Fognini agli AEGON Championships sull'erba del Queen's di Londra, dove perde al secondo turno da Sam Querrey. Esce nelle qualificazioni sia al Roland Garros che a Wimbledon. Il resto della stagione è anonimo e gli unici risultati discreti sono le finali raggiunte in due tornei Challenger. Chiude l'anno al 161º posto in singolare e al 171º in doppio.

2010, terzo turno agli US Open[modifica | modifica wikitesto]

All'inizio del 2010 riesce a superare le qualificazioni in diversi tornei ATP e in aprile vince il Challenger di Baton Rouge, al quale non partecipa alcun top 100. Questi risultati gli garantiscono la sua migliore classifica con l'85º posto. Nei tornei successivi viene sconfitto sempre alle qualificazioni o nei primi turni deo tornei ATP, ma si mette in mostra al primo turno di Wimbledon perdendo al quinto set contro il nº 5 del mondo Nikolay Davydenko, dopo aver vinto i primi due. Subito dopo arriva alle semifinali agli Atlanta Tennis Championships, dove viene sconfitto in tre set da Isner. In agosto batte nei primi turni della Rogers Cup a Toronto i quotati Leonardo Mayer e Sam Querrey, al terzo turno viene sconfitto dal nº 1 Rafael Nadal. Ai successivi US Open vince il suo primo incontro di uno Slam battendo in tre set Somdev Devvarman, al secondo turno supera in 5 set il nº 28 ATP Thomaz Bellucci e viene eliminato al terzo dal nº 38 Richard Gasquet per 4-6, 6-7, 5-7. Finisce l'annata perdendo la finale del Challenger di Seul e al 61º posto del ranking dopo essere stato 58º, suo nuovo record.

2011, primo titolo ATP[modifica | modifica wikitesto]

Ormai inserito direttamente nei tabelloni principali ATP, inizia il 2011 arrivando alle semifinali del Brisbane International, dove perde in tre set dal nº 8 ATP Andy Roddick in tre set. Sconfitto al primo turno negli Australian Open da Blaž Kavčič, si riprende subito e vince il primo titolo ATP nel torneo di casa dell'SA Open a Johannesburg, che gli consente di arrivare alla 40ª posizione del ranking. La scalata prosegue e raggiunge i quarti a Delray Beach e al Masters 1000 di Miami, dove viene battuto da Djokovic. Raggiunge così il 33º posto, suo nuovo best ranking. Segue una serie di discreti risultati tra cui le prime vittorie al Roland Garros e a Wimbledon, uscendo comunque al secondo turno in entrambi gli Slam. Batte a sorpresa il nº 4 del mondo Andy Murray 6-3, 6-1 al secondo turno della Rogers Cup in Canada, perdendo poi dal nº 17 Stanislas Wawrinka in tre combattuti set. In settembre supera due turni agli US Open, dove perde al terzo dal nº 8 ATP Mardy Fish. Il mese successivo arriva ai quarti del China Open a Pechino perdendo in tre set da Marin Cilic dopo aver sconfitto in due set il nº 15 Andy Roddick al primo turno e Albert Montañés al secondo. Il risultato lo porta al 30º posto del ranking, nuovo record di Anderson.

2012, secondo titolo ATP[modifica | modifica wikitesto]

Agli Australian Open 2012 supera per la prima volta il primo turno e dopo aver battuto al secondo Sergiy Stakhovsky viene sconfitto al terzo dal numero 7 ATP Tomas Berdych. Il 4 marzo vince il torneo di Delray Beach, suo secondo titolo ATP, e due settimane dopo raggiunge la 28ª posizione del ranking. La trasferta americana continua con tre eliminazioni in due set al terzo turno: a Indian Wells in due set da Djokovic, a Miami da Fish e a Houston da Juan Monaco. I tornei sulla terra battuta in Europa non lo vedono protagonista e chiude con l'eliminazione al terzo turno al Roland Garros, sconfitto in 5 set da Berdych; si tratta comunque del suo miglior risultato nel torneo. Nel resto della stagione Anderson non raccoglie risultati di rilievo, arriva ai quarti al Queen's dove perde da Grigor Dimitrov che lo batte anche al primo turno a Wimbledon, poi raramente supera il secondo turno. Riesce comunque a mantenersi stabile in classifica e chiude l'anno al 37º posto.

2013, prima volta al quarto turno in uno Slam[modifica | modifica wikitesto]

Il 2013 comincia con la finale raggiunta a Sydney, dove perde in 3 set dal padrone di casa Bernard Tomić, nº 64 del ranking. Arriva per la prima volta al quarto turno all'Australian Open, venendo sconfitto dal nº 6 Berdych 3-6, 2-6, 6-7. A Indian Wells batte il nº 4 Ferrer al secondo turno ma si arrende nuovamente a Berdych nei quarti. In aprile arriva in finale nell'ATP 250 di Casablanca, perdendo da Tommy Robredo in 3 setma ritoccando il suo record nel ranking con il 26º posto. La stagione sul rosso prosegue senza risultati di rilievo e si chiude a Parigi dove per la prima volta giunge al quarto turno ma viene superato nettamente in tre set da Ferrer dopo aver sconfitto Milos Raonic al terzo. Anche a Wimbledon migliora il suo record arrivando al terzo turno, nel quale trova ancora Berdych a eliminarlo in 4 set. La semifinale raggiunta a Bogotà, la finale ad Atlanta e i quarti a Washington lo portano al 19º posto del ranking. Fino alla fine della stagione non supera più i secondi turni ma chiude in 20ª posizione.

2014, conferma ai vertici[modifica | modifica wikitesto]

Nel 2014

Come nell'anno precedente, Anderson giunge al quarto turno dell'Australian Open 2014 e viene seccamente sconfitto dalla sua bestia nera Berdych. Conferma anche i buoni risultati a Delray Beach, dove arriva in finale ma la perde da Cilic in 3 set molto combattuti. Al successivo torneo di Acapulco supera ancora Ferrer nei quarti ma viene battuto in finale da Dimitrov dopo una partita equilibrata. A Indian Wells batte al terzo turno il nº 3 Wawrinka e nei quarti perde dal nº 8 Federer 5-7, 1-6. La stagione sulla terra rossa europea non gli regala soddisfazioni, il risultato migliore è il 4º turno raggiunto al Roland Garros, in cui viene sconfitto in 4 set da Ferrer. A Wimbledon batte in 5 set Fognini al terzo turno e accede per la prima volta al quarto, dove viene battuto dall'idolo di casa Murray in 3 set. Nella trasferta sul cemento americano arriva ai quarti a Washington e a Toronto, mentre agli US Open viene battuto al terzo turno da Cilic, che si aggiudicherà il torneo. Questi risultati gli consentono di ritoccare il suo miglior ranking con il 16º posto raggiunto in ottobre. Al Masters 1000 di fine anno a Parigi Bercy batte al terzo turno Wawrinka ma si deve arrendere ancora a Berdych nei quarti.

2015, quarti di finale negli US Open e 10º posto nel ranking ATP[modifica | modifica wikitesto]

Nel 2015, dopo la semifinale raggiunta a Auckland, Anderson torna a disputare il quarto turno agli Australian Open e viene battuto da Nadal in 3 set. Il mese dopo perde la finale a Memphis in due set dal nº 5 ATP Kei Nishikori, che lo batte anche in semifinale ad Acapulco. Non va oltre il terzo turno a Roma e al Roland Garros, battuto rispettivamente da Federer e Gasquet. Perde sull'erba del Queen's la finale contro Murray e a Wimbledon nel quarto turno contro Djokovic. A fine agosto vince il terzo titolo ATP battendo in finale nel torneo di Winston-Salem il francese Pierre-Hugues Herbert. Agli US Open arriva per la prima volta ai quarti di finale di uno Slam battendo negli ottavi in 4 set il nº 3 del mondo Andy Murray, venendo poi battuto nettamente da Wawrinka. Il grande risultato gli garantisce il suo miglior piazzamento ATP con il 10º posto. Al prestigioso Shanghai Rolex Masters batte Fognini e Nishikori prima di perdere nei quarti da Jo-Wilfried Tsonga. Chiude la sua migliore stagione con un record di 46 vittorie e 24 sconfitte e il 12º posto nel ranking.

2016, problemi fisici[modifica | modifica wikitesto]

Nell'anno 2016 alcuni problemi fisici ne limitano il rendimento. Dopo un inizio stentato, in marzo si deve fermare per sottoporsi a un piccolo intervento chirurgico alla caviglia. Nel periodo successivo ha problemi al ginocchio sinistro, alla spalla destra, all'inguine, all'anca e alla coscia destra.[2] Riesce comunque ad arrivare ai quarti nella Rogers Cup a Toronto, dove perde da Wawrinka 1-6, 3-6, mentre giunge al terzo turno a Cincinnati, agli US Open, dove perde dal nº 11 ATP Jo-Wilfried Tsonga, a Chengdu e a Stoccolma. Chiude la tribolata stagione al 67º posto del ranking.

2017, finale agli US Open[modifica | modifica wikitesto]

Washington 2017, il potente servizio di Anderson, che arriva alla velocità di 220 km orari.[3]

I problemi fisici si trascinano[2] e salta l'inizio stagione 2017 in Australia. Riprende a metà febbraio e colleziona una serie di sconfitte ai primi turni fino a fine aprile, quando batte David Ferrer al secondo turno a Barcellona e perde al terzo da Nadal. Lentamente i risultati cominciano ad essere favorevoli e ottiene qualche vittoria importante all'Estoril, agli Internazionali d'Itaia, a Ginevra e soprattutto al Roland Garros, dove supera il nº 19 Kyrgios al secondo turno e Kyle Edmund al terzo prima di ritirarsi negli ottavi contro il nº 8 Marin Cilic. Risale così alla 37ª posizione del ranking e rientra dopo 15 giorni per la stagione sull'erba; anche a Wimbledon esce agli ottavi perdendo in 5 set contro il nº 28 Sam Querrey. Ritrovata la forma si presenta al torneo ATP 500 di Washington, dove batte in un incontro equilibrato il favorito Dominic Thiem agli ottavi, in semifinale regola in due set Jack Sock e perde la finale contro la rivelazione dell'anno, il nº 8 Alexander Zverev. Lo stesso Zverev lo batte nei quarti della Rogers Cup dopo che Anderson aveva superato in due set i quotati Pablo Carreno Busta e Querrey nei due turni precedenti.

Gli ottimi risultati gli consentono di presentarsi agli US Open come testa di serie nº 28. Sconfigge prima il qualificato JC Aragone, poi l'ex top ten Ernests Gulbis, e al terzo turno si libera in tre set di Borna Corić. Sconfiggendo al quarto turno Paolo Lorenzi 6-4, 6-3, 6-7, 6-4 eguaglia il risultato del 2015 arrivando ai quarti, dove batte lo statunitense testa di serie n°12 Sam Querrey 7-6, 6-7, 6-3, 7-6 e arriva per la prima volta nella semifinale di uno Slam. Supera Pablo Carreño Busta con il punteggio di 4-6, 7-5, 6-3, 6-4 e accede alla sua prima finale negli Slam dove viene sconfitto da Rafael Nadal per 6-3, 6-3, 6-4. Arriva così alla 15ª posizione del ranking e malgrado il finale di stagione incerto chiude 14º.

2018: prima finale a Wimbledon e prima volta in Top 5[modifica | modifica wikitesto]

Debutta nel 2018 raggiungendo la finale del Maharashtra Open a Pune, in India. Perde 6-7, 2-6 da Gilles Simon ma il risultato porta Anderson all'11º posto del ranking. Ai successivi Australian Open viene battuto al primo turno dal nº 49 ATP Kyle Edmund. Comincia invece bene la trasferta americana vincendo il suo quarto titolo ATP in febbraio sul cemento del New York Open battendo in finale Sam Querrey 4-6, 6-3, 7-61. Arriva in finale anche al successivo ATP 500 di Acapulco, ma viene battuto dal nº 9 mondiale del Potro per 4-6, 4-6. Non va oltre i quarti di finale nei Masters 1000 di Indian Wells e Miami, perdendo in entrambe le occasioni in tre set rispettivamente da Coric e Carreño Busta.

Fa il suo debutto sulla terra rossa europea uscendo al primo turno all'Estoril ma arriva in semifinale al Madrid Masters, dove viene battuto dal nº 7 ATP Dominic Thiem per 4-6, 2-6. Il risultato gli vale il 7º posto nella classifica ATP, suo nuovo best ranking. Al secondo turno degli Internazionali d'Italia è costretto al ritiro per un infortunio a una coscia dopo aver perso il primo set contro Aljaz Bedene.[4] Riesce a recuperare per il Roland Garros e raggiunge gli ottavi di finale, dove si fa rimontare due set di vantaggio dall'emergente specialista della terra rossa Diego Schwartzman e perde con il risultato di 6-1, 6-2, 5-7, 6-70, 2-6.

Partecipa quindi all'ATP 500 del Queen's di Londra, dove esce al primo turno ma si rende protagonista di un grande torneo di Wimbledon; nei primi turni supera con relativa facilità nell'ordine Gombos, Seppi (a cui cede un set) e Kohlschreiber. Al quarto turno ha bisogno di tre tie-break per battere Monfils in 4 set e accede per la prima volta ai quarti nei quali, dopo essere stato sotto di due set, rimonta a sorpresa il favorito Federer, campione uscente e 8 volte vincitore del torneo, imponendosi con il punteggio di 2-6, 6-75, 7-5, 6-4, 13-11. Contro John Isner disputa la semifinale più lunga nella storia di Wimbledon vincendola con il punteggio di 7-66, 65-7, 65-7, 6-4, 26-24 in 6 ore e 36 minuti.[5] In finale viene battuto da Novak Đoković con il risultato di 2-6, 2-63, 6-7 dopo aver sprecato 5 set-point nel terzo set. Nonostante la sconfitta, raggiunge la 5ª posizione della classifica mondiale migliorando il suo best ranking.

Vita privata[modifica | modifica wikitesto]

Sposato dal 2011 con la golfista Kelsey O'Neal, non ha figli; la coppia vive prevalentemente negli Stati Uniti. Il suo migliore amico nel circuito ATP è Denis Istomin. Con un altro tennista, G. D. Jones, ha creato il sito web RealLifeTennis.com. Nel 2012 è diventato membro dell'ATP Player Council.[2]

Statistiche[modifica | modifica wikitesto]

Singolare[modifica | modifica wikitesto]

Vittorie (4)[modifica | modifica wikitesto]

Legenda
Grande Slam (0)
ATP World Tour Finals (0)
ATP World Tour Master 1000 (0)
ATP World Tour 500 Series (0)
ATP World Tour 250 Series (4)
Numero Data Torneo Superficie Avversario in finale Punteggio
1. 6 febbraio 2011 Sudafrica SA Tennis Open, Johannesburg Cemento India Somdev Devvarman 4-6, 6-3, 6-2
2. 4 marzo 2012 Stati Uniti Delray Beach International Tennis Championships, Delray Beach Cemento Australia Marinko Matosevic 6-4, 7-62
3. 30 agosto 2015 Stati Uniti Pilot Pen Tennis, Winston-Salem Cemento Francia Pierre-Hugues Herbert 6-4, 7-5
4. 19 febbraio 2018 Stati Uniti New York Open, New York Cemento (i) Stati Uniti Sam Querrey 4-6, 6-3, 7-61

Finali perse (13)[modifica | modifica wikitesto]

Legenda
Grande Slam (2)
ATP World Tour Finals (0)
ATP World Tour Master 1000 (0)
ATP World Tour 500 Series (4)
ATP World Tour 250 Series (7)
Numero Data Torneo Superficie Avversario in finale Punteggio
1. 9 marzo 2008 Stati Uniti Tennis Channel Open, Las Vegas Cemento Stati Uniti Sam Querrey 6-4, 3-6, 4-6
2. 12 gennaio 2013 Australia Sydney International, Sydney Cemento Australia Bernard Tomić 3-6, 7-62, 3-6
3. 14 aprile 2013 Marocco Grand Prix Hassan II, Casablanca Terra battuta Spagna Tommy Robredo 66-7, 6-4, 3-6
4. 28 luglio 2013 Stati Uniti BB&T Atlanta Open, Atlanta Cemento Stati Uniti John Isner 7-63, 62-7, 62-7
5. 23 febbraio 2014 Stati Uniti Delray Beach International Tennis Championships, Delray Beach Cemento Croazia Marin Čilić 66-7, 7-67, 4-6
6. 1º marzo 2014 Messico Abierto Mexicano Telcel, Acapulco (1) Cemento Bulgaria Grigor Dimitrov 61-7, 6-3, 65-7
7. 15 febbraio 2015 Stati Uniti Memphis Open, Memphis Cemento (i) Giappone Kei Nishikori 4-6, 4-6
8. 21 giugno 2015 Regno Unito AEGON Championships, Londra Erba Regno Unito Andy Murray 3-6, 4-6
9. 8 agosto 2017 Stati Uniti Citi Open, Washington Cemento Germania Alexander Zverev 4-6, 4-6
10. 10 settembre 2017 Stati Uniti US Open, New York Cemento Spagna Rafael Nadal 3-6, 3-6, 4-6
11. 6 gennaio 2018 India Maharashtra Open, Pune Cemento Francia Gilles Simon 64-7, 2-6
12. 3 marzo 2018 Messico Abierto Mexicano Telcel, Acapulco (2) Cemento Argentina Juan Martín del Potro 4-6, 4-6
13. 15 luglio 2018 Regno Unito Wimbledon, Londra Erba Serbia Novak Đoković 2-6, 2-6, 63-7

Doppio[modifica | modifica wikitesto]

Vittorie (1)[modifica | modifica wikitesto]

Legenda
Grande Slam (0)
ATP World Tour Finals (0)
ATP World Tour Master 1000 (0)
ATP World Tour 500 Series (1)
ATP World Tour 250 Series (0)
Numero Data Torneo Superficie Compagno Avversari in finale Punteggio
1. 1º marzo 2014 Messico Abierto Mexicano Telcel, Acapulco Cemento Australia Matthew Ebden Spagna Feliciano López
Bielorussia Maks Mirny
6-3, 6-3

Finali perse (3)[modifica | modifica wikitesto]

Legenda
Grande Slam (0)
ATP World Tour Finals (0)
ATP World Tour Master 1000 (0)
ATP World Tour 500 Series (2)
ATP World Tour 250 Series (1)
Numero Data Torneo Superficie Compagno Avversari in finale Punteggio
1. 19 febbraio 2012 Stati Uniti SAP Open, San Jose Cemento (i) Germania Frank Moser Bahamas Mark Knowles
Belgio Xavier Malisse
4–6, 6–1, [5–10]
2. 5 agosto 2012 Stati Uniti Citi Open, Washington, D.C. Cemento Stati Uniti Sam Querrey Filippine Treat Conrad Huey
Regno Unito Dominic Inglot
65–7, 7–67, [5–10]
3. 26 ottobre 2014 Spagna Valencia Open 500, Valencia Cemento (i) Francia Jérémy Chardy Paesi Bassi Jean-Julien Rojer
Romania Horia Tecău
4-6, 2-6

Tornei minori[modifica | modifica wikitesto]

Singolare[modifica | modifica wikitesto]

Vittorie (6)[modifica | modifica wikitesto]
Legenda tornei minori
Challenger (4)
Futures (2)
Numero Data Torneo Superficie Avversario in finale Punteggio
1. 21 novembre 2004 Botswana Gaborone Cemento Sudafrica Wesley Whitehouse 61-7, 6-4, 7-610
2. 24 giugno 2007 Stati Uniti Sacramento Cemento Perù Iván Miranda 7-64, 6-3
3. 16 settembre 2007 Stati Uniti Trial Lawyers Men's Challenger, New Orleans Cemento Stati Uniti Sam Warburg 6-4, 6-0
4. 16 novembre 2008 Stati Uniti JSM Challenger, Champaign Cemento (i) Stati Uniti Kevin Kim 6-3, 6-4
5. 10 maggio 2009 Italia Sanremo Tennis Cup, Sanremo Terra battuta Slovenia Blaž Kavčič 2-6, 6-2, 7-5
6. 18 aprile 2010 Stati Uniti Sporting Challenger, Baton Rouge Cemento Germania Tobias Kamke 67-7, 7-67, 6-1

Risultati in progressione[modifica | modifica wikitesto]

Sigla Risultato
V Vincitore
F Finalista
SF Semifinalista
O Oro olimpico
A Argento olimpico
SF Bronzo olimpico
QF Quarti di Finale
4T Quarto turno
3T Terzo turno
2T Secondo turno
1T Primo turno
RR Round Robin
LQ Turno di qualificazione
A Assente
ND Non disputato
Legenda superfici
Cemento
Terra battuta
Erba
Superficie variabile
Torneo 2008 2009 2010 2011 2012 2013 2014 2015 2016 2017 2018 Carriera V-P
Grande Slam
Australia Australian Open, Melbourne 1T 1T 1T 1T 3T 4T 4T 4T 1T A 1T 11–10
Francia Roland Garros, Parigi LQ LQ 1T 2T 3T 4T 4T 3T 1T 4T 4T 17–9
Regno Unito Wimbledon, Londra 1T LQ 1T 2T 1T 3T 4T 4T 1T 4T F 18–10
Stati Uniti US Open, New York LQ LQ 3T 3T 1T 2T 3T QF 3T F 19–8
Vittorie-Sconfitte 0–2 0–1 2-4 4–4 4-4 9-4 11-4 12-4 2-4 12-3 9-3 65-37
Statistiche carriera
Finali ATP World Tour 1 0 0 1 1 3 2 3 0 2 4 17
Tornei vinti 0 0 0 1 1 0 0 1 0 0 1 4
Ranking di fine anno 104 162 61 32 37 20 16 12 67 14 N/A

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c d (EN) Kevin Anderson - Ranking history, su atpworldtour.com. URL consultato il 10 gennaio 2018.
  2. ^ a b c d (EN) Kevin Anderson - Overview, atpworldtour.com. URL consultato il 10 gennaio 2018.
  3. ^ (EN) Gentle giant Kevin Anderson ready to hit new heights against grand slam veteran Rafael Nadal in US Open final, su telegraph.co.uk. URL consultato il 1º gennaio 2018.
  4. ^ (EN) Injury forces Anderson to quit Italian Open, su sport24.co.za. URL consultato il 14 luglio 2018.
  5. ^ Wimbledon, Anderson in finale in 6 ore 36'. Isner cede 26-24 al 5° set!, su gazzetta.it. URL consultato il 14 luglio 2018.

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]