Sigale

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Sigale
comune
Sigale – Stemma
(dettagli)
Panorama di Sigale, con veduta sul costone scosceso su cui il borgo antico è arroccato
Panorama di Sigale, con veduta sul costone scosceso su cui il borgo antico è arroccato
Dati amministrativi
Stato Francia Francia
Regione Blason région fr Provence-Alpes-Côte d'Azur.svg Provenza-Alpi-Costa Azzurra
Dipartimento Nice Arms.svg Alpi Marittime
Arrondissement Nizza
Cantone Roquestéron
Territorio
Coordinate 43°52′N 6°57′E / 43.866667°N 6.95°E43.866667; 6.95 (Sigale)Coordinate: 43°52′N 6°57′E / 43.866667°N 6.95°E43.866667; 6.95 (Sigale)
Superficie 5,71 km²
Abitanti 214[1] (2009)
Densità 37,48 ab./km²
Altre informazioni
Cod. postale 6910
Fuso orario UTC+1
Codice INSEE 06135
Nome abitanti Sigalois (FR); Cigallesi (IT)
Localizzazione
Mappa di localizzazione: Francia
Sigale

Sigale (in italiano Cigalla od anche Cigala, e talora Sigalla o Sigalle, tutte attestate storicamente, anche se ormai desuete) è un comune francese di 214 abitanti situato nel dipartimento delle Alpi Marittime della regione della Provenza-Alpi-Costa Azzurra.
I suoi abitanti sono chiamati Sigalois in francese e, modernamente, Sigalesi in italiano, ed in passato sotto il ducato di Savoia e nel regno di Sardegna-Piemonte Cigallesi o Cigalesi.

Geografia[modifica | modifica sorgente]

Il territorio del comune di Sigale (già Cigalla o Cigala), appartiene geograficamente nella sua interezza, trovandosi tutto sulla riva sinistra dei fiumi Varo ed Esterone, alla regione fisica italiana, come tutto l'ex Contado di Nizza.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Comune d'origine greco-romana, forse razziato dai Saraceni tra l'VIII secolo ed il X secolo, poi infeudato ai conti di Provenza. Nel 1144, il villaggio è citato con il nome di "Cigala".

Medioevo[modifica | modifica sorgente]

Nel 1331, Roberto d'Angiò, re di Napoli e conte di Provenza, non avendo un erede maschio, vuol far riconoscere come eredi legittimi le sue nipoti, Giovanna e Maria.
Il siniscalco di Provenza, Filippo di Sanguinet, domanda dunque a tutti i prelati, nobili e comunità di venir a prestare giuramento di fedeltà, cosa che fa ad Avignone, il 15 aprile, il sindaco di Cigala Antonio Sigalone[2]

Alla morte di re Roberto nel 1343, è Giovanna d'Angiò che sale al trono. La morte del suo primo marito, Andrea d'Ungheria, nel 1345, ed il suo nuovo matrimonio con Luigi di Taranto, nel 1348, comporteranno una serie di conflitti ch'esigono mezzi finanziari sempre più importanti.

Il 10 ottobre 1352, Giovanna e Luigi, regina e re di Gerusalemme, di Sicilia, conti di Provenza e principi di Piemonte, dichiarano che la città di Grassa, i castra e le località dipendenti dalla sua vicaria, faranno sempre parte del loro possedimenti, non saranno mai alienati e confermano i loro privilegi. Giacomo Micheli, procuratore di Cigala ne ottiene copia il 20 ottobre 1353.

Nell'estate 1357 la Provenza è messa a mal partito dalle bande di saccheggiatori d' Arnaldo di Cervole, detto l'arciprete.
Esse sono seguite da quelle del conte d'Armagnac venute a combatterle, ma che non si comportano meglio.
Se la regione dell'Esterone non sembra esser stata toccata da tali bande, essa ha dovuto tuttavia pagare le spese ingaggiate per combatterle.

Il 5 aprile 1357, il notaio di Cigala, Rainaldo Chabaud, si presenta davanti al vice-giudice della corte di Grasse per protestare contro i canoni supplementari, nuove imposizioni che si sono esatte dalla popolazione della vallata dell'Esterone.
Nel 1361 e 1364, gli abitanti di Cigala e di Roccasterone si lamentano delle pretese esose, lagnandosi degli abusi degli agenti del fisco, gli esattori del tempo.

Al momento della crisi dinastica aperta dalla morte della regina Giovanna I di Napoli, della Casa d'Angiò, la comunità di Roccamartina (Roquemartine) aderisce all’Unione d'Aix (1382-1387), che sostiene re Carlo III di Napoli, del ramo d'Angiò di Durazzo, contro Luigi I d'Angiò, re di Napoli.
Essa fa anche parte dei più fedeli sostenitori del casato d'"Angiò Durazzo" e mantiene il suo sostegno anche dopo la resa o "capitolazione" d’Aix[3].

Cigala si adegua al resto della Provenza orientale che, seguendo Nizza ed il suo Contado, si dona il 19 ottobre 1388 al conte di Savoia, Amedeo VII, detto il "Conte rosso", accettando l'atto giuridico ed amministrativo di dedizione di Nizza alla Savoia, il quale conferma i suoi privilegi, le sue franchigie ed i suoi diritti.
Nel 1399, il dissidio tra i Grimaldi di Boglio ed il conte di Savoia condurrà i primi ad impadronirsi del castello di Cigalla e di Roccasterone. Nel 1400, il conflitto si placa ed i castelli sono resi al conte di Savoia, Amedeo VIII.

Tempi Moderni[modifica | modifica sorgente]

Il Municipio, la Fontana ed il Lavatoio

Amministrata fino al 1775 da tre consoli eletti, un Consiglio ordinario di dodici membri, un "bailo", cioè un "balivo", giudice di "bassa e media giustizia", liberamente eletto dal Consiglio comunale a partire dal 1471, assistito da un luogotenente-balio, e da diversi altri ufficiali municipali (tesoriere, riguardatori, pacieri, ecc.).
Dalle prime magistrature (consoli e balii) emerge poco a poco un "notabilato" di cui, attraverso le deliberazioni comunali ed atti di giustizia, si può seguire l'evoluzione fra l'inizio del XVI secolo e la prima metà del XVIII secolo.
A partire dalla riforma sardo-piemontese del 1775, la carica di console (sindaco), della durata da sei mesi ad un anno, non sarà più devoluta che ad una sola persona, scelta per ordine d'anzianità nel Consiglio; il primo magistrato sarà assistito da due consiglieri, da un segretario e da un luogotenente-giudice sarà assistito da due consiglieri, da un segretario e da un luogotenente-giudice.

Per rimpinguare le casse dello Stato savoiardo e rinnovare la nobiltà nizzarda, Vittorio Amedeo II di Savoia, primo re di Sardegna, rivaluta le imposte municipali dei comuni della contea di Nizza, immutate dopo la sua Dedizione a Casa Savoia ed incamererà all'Erario ducale prima o reale poi dal 1720, per infeudamento diretto, quei comuni che sono incapaci di riscattare i loro diritti.
Cigala è così infeudata come signoria nel 1651 al senatore Giambattista Biancardi, d’una famiglia originaria di Sospello, poi eretta a contea in favore del capitano Annibale Lea nel 1664.
Nel 1722, è il cavaliere Ottavio Maria Biancardi che diventa conte di Cigalla.
Dopo essere ritornato nel patrimonio reale sabaudo, il feudo è infine venduto nel 1760 a Giuseppe Vittorio Martini Ballayra di Cocconato, censore dell’Università di Torino, la cui famiglia lascerà alcune tracce, specificamente architettoniche, a Torino, sotto il nome di "Martini di Cigala", ch’essa porta sempre ancor oggi.
Ma tali infeudazioni, puramente nominali, non cambieranno nulla alle libertà, ai beni (molini e possedimenti) ed alle imposte del comune, che non versa alcun canone feudale, tranne quelle dovute al vicario del villaggio ed al vescovo di Glandèves.
Del pari il castello resterà possesso del potere centrale ed il bailo, malgrado un tentativo conosciuto d'intervento del signore, continuerà a rendere la giustizia a nome del sovrano.

Posto avanzato degli Stati di Savoia e Piemonte e poi di Sardegna di fronte alla Francia, Cigalla fu tra il XVI secolo e la fine estrema del XVIII secolo, una piccola piazzaforte comandata da un capitano-governatore.
Per il fatto della sua posizione, essa fu parecchie volte invasa dai Francesi.
Oltre alle due occupazioni ch'essa subisce sotto Luigi XIV, la borgata fu segnatammente messa al sacco un giorno ed un notte nel 1793 dal 2º Reggimento francese dei Volontari di Lozère[4], in occasione della conquista del contado di Nizza da parte delle truppe rivoluzionarie francesi.

La borgata, ben più estesa di quanto non lo si crederebbe al giorno d'oggi, era ugualmente il centro amministrativo e religioso della regione detta "Valle di Cigala" (Vallée de Sigale)".
Essa era in origine dotata di due castelli, Cigalone (Sigalon), a nord, e Cigala (Sigale) sull'attuale ubicazione della "Torre dell'Orologio", corrispondente ai due villaggi originali, di un'opera fortificata e d'una cinta muraria, le cui vestigia permettono di rappresentarne adeguatamente l'estensione.
Il castello era affidato dal potere centrale ad un "Capitano".
Il comune si dotò fin dal 1583 — vale a dire appena vent'anni dopo Nizza — d'un sistema d'adduzione o captazione dell'acqua coronato da una bella fontana gotica, eretta dai consoli Antonio Micheli, Gabriele Orcello e Gabriele Tomello, fontana che è oggi la più antica del Contado dopo quella di Peglia.
Essa possedeva un "monte granatico" che dava un prestito in soldi ai contadini per l'acquisto a modico prezzo di grani, un "Ospedale di Carità" (Hôpital de charité) ed una confraternita di Penitenti bianchi.
Nel XVII secolo, si numeravano a Cigalla diversi ecclesiastici, due o tre notai, un medico od un chirurgo, tutt'e due formati dalla Facoltà di Nizza, e parecchi artigiani (fabbro, muratore, ecc.).
Nel 1701, il rapporto statistico dell’intendente di finanza Migliaredo contava a Cigalla 197 capi di famiglia, ossia pressappoco mille abitanti.

Il comune di Cigalla è stato quindi parte integrante della storica Contea di Nizza fino al 1860, ed ha seguito pertanto con essa, fin dal 1388, anno di dedizione di Nizza alla Savoia, le vicende storiche prima della Contea di Savoia e del Ducato di Savoia, e poi dopo il Congresso di Vienna, dal 1815 al 1860, le sorti del regno di Piemonte e Sardegna, facendone parte per quasi mezzo secolo, per essere poi annesso nel 1861 alla Francia, dopo referendum nell'aprile del 1860, secondo le clausole del Trattato di Torino fra Vittorio Emanuele II, re di Sardegna e Piemonte e Napoleone III, imperatore dei Francesi, con cui era ceduto dal primo ministro Camillo Benso, conte di Cavour, il Contado di Nizza alla Francia, per il suo aiuto nella seconda guerra d'indipendenza e l'unità d'Italia.

Contrariamente a quanto si può leggere qua e là, Cigala non fu incorporata alla Francia al momento del trattato di Torino del 1760, per cui il comune resta sardo-piemontese fino alla riattaccamento definitivo del 1860.

Evoluzione demografica[modifica | modifica sorgente]

Abitanti censiti

Araldica[modifica | modifica sorgente]

Lo stemma del comune di Sigale è costituito da un blasone d'argento al monte di verde sommato d’un cardo selvatico al naturale.
Il blasone è stato immaginato nel XX secolo da Charles-Alexandre Fighiera a partire dalle armi della famiglia "Biancardi", il cui cognome è stato francesizzato in Blancardi.
L'immagine è felice, ma il richiamo ad un gentilizio che non ebbe mai alcuna sovranità sul borgo è poco indovinato e non molto indicato.

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica sorgente]

La Chiesa di San Michele, la fontana al centro della piazzetta ed il lavatoio pubblico del piccolo paese di Sigale.
Pitture murali della Cappella della "Madonna d'Entrevignes" (Notre-Dame-d'Entrevignes.
  1. Chiesa parrocchiale di San Michele di Sigala (Église paroissiale Saint-Michel de Sigale): bell'edificio sacro romanico del XIII secolo, iscritto tra i Monumenti storici, al quale fu aggiunta una navata parallela, portata a compimento nel 1520.
    Racchiude in particolare un Rosario probabilmente dovuto a "Giovanni Rocca", del 1650 circa, dei bei reliquiari barocchi, una commovente Vergine in legno policromo ed una delicata statua in legno dorato rappresentante la Vergine col Bambino (Vierge à l'Enfant), probabilmente della metà del XVIII secolo.
    L'altare maggiore è stato purtroppo guastato e deturpato disgraziatamente dall'intervento d'un vecchio sindaco.
  2. Cappella della Madonna d'Entrevignes (Chapelle Notre-Dame-d'Entrevignes)[5], iscritta fra i Monumenti storici, a qualche chilometro prima dell'entrata al villaggio: è stata ricostruita nel XVI secolo ed ornata da affreschi di «Nizzardi primitivi» (primitifs niçois), il cui ultimo dipinto, cioè il più recente, porta la data del 1536.
    Vi si distinguono due maniere, di cui una è di grande qualità e ricorda lontanamente l'influenza di Giotto, il tutto rivisitato naturalmente dalla pittura piemontese.
    Tali dipinti murali sono gli ultimi di quelli che si possono attribuire ai pittori primitivi nizzardi.
  3. La Fontana di Sigale, detta anche "Fontana municipale", eretta nel 1583, è stata iscritta tra i Monumenti storici, e reca l'iscrizione: «Hic fons factus fuit regnante Carlo Emmanuele Duce Sabaudiae, Consulibus Anthonio Mica[e]lis, Gabriele Orcel, Gabriele Tomel. 1583», che tradotta dalla lingua latina significa:
    «Questa fontana fu eretta sotto il regno di Carlo Emanuele, duca di Savoia, dai Consoli Antonio Micheli, Gabriele Orcello, Gabriele Tomello, nel 1583».
    Un'altra epigrafe, sotto la precedente, ricorda che la fontana fu restaurata nel 1811 da P. A. Dalmassi sindaco e ufficiale pubblico dell'Impero francese.
  4. All'entrata stessa del villaggio, graziosa cappella rustica, detta di San Sebastiano, che accoglie una pala d'altare rappresentante l'incoronazione della Vergine.
  5. Vestigia dei bastioni e del castello alto, una porta gotica, resti di alcune facciate antiche, di cui una s'orna d'una finestra a bifora, ecc. La torre dell'orologio, che s'innalza sulla postazione del secondo castello, data dal XIX secolo. Il meccanismo d'orologeria è originale.

Galleria fotografica[modifica | modifica sorgente]

Mappa Comune FR insee code 06135
Sigale - Il Lavatoio pubblico all'aperto, sulla piazza davanti alla casa comunale
Veduta agreste di Sigala dalla strada di Roccasterone, con sfondo montuoso
Grafico della Popolazione code 06135
Veduta di Sigala dominata dall'alto dello sperone della Torre dell'Orologio o detta delle Ore, nell'antico castello di Cigalone
Sigale - La rue de la Baume, nel centro storico dell'antico borgo medioevale del piccolo paese, dalle strette vie selciate


Persone legate al Comune[modifica | modifica sorgente]

  • Vittorio Amedeo II di Savoia: il duca di Savoia, ispezionando le frontiere del Contado di Nizza con il regno di Francia, fece sosta a Cigala (Sigale) nel 1689.
    Don Giacomo Faissola, allora vicario della chiesa di San Michele, ne ha lasciata una bella testimonianza nel registro parrocchiale.
    Eccola, trascritta sul'originale:
    "L’anno mille sei cento ottanta nove ed il ventiquattresimo giorno del mese di Maggio, S. A. R. (Sua Altezza Reale) Vittorio Amedeo secondo è arrivato in questo luogo di Cigalla ad ore otto del mattino, proveniente da Poggetto, essendo passato per San Pietro, accompagnato da cinquanta cavalieri o pressappoco.
    Egli aveva qui al suo seguito Monsignor il Marchese di San Giorgio, governatore del castello di Nizza, Monsignor il Marchese di Lapietra ed altri Signori, tutto il suo (...) "treno" dove c'erano 48 muli.
    E le sue guardie del corpo sono indietreggiate per Il (...).
    La detta A. R. (Altezza Reale) salì dapprima al castello dove dimorò circa una mezz'ora.
    Con grande familiarità poi, questo buon principe venne sulla piazza che è davanti alla chiesa parrocchiale, dove Egli ricevette gradevolmente coloro, uomini e donne, che venivano ad abbracciarlo od a baciare la sua mano.
    Fui sempre presso di Lui e di tanto in tanto Egli mi fece delle domande.
    Gli presentai del pane, ed Egli mi disse, "Tagliate, Monsignore", e dopo che gliene ebbi tagliato una piccola fetta, Egli prese il pane Lui medesimo e con le mani, senza coltello, ne tagliò una grossa fetta, e cominciò a mangiare, essendo montato a cavallo.
    Subito dopo, Egli s’indirizzò a me e tirò il cappello dicendo: "Monsignore, io vi ringrazio", e prese il suo cammino dal lato della Rocca..."

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ INSEE popolazione legale totale 2009
  2. ^ Léo Imbert, Notes sur Sigale au Moyen Âge, pp. 79-90, Nice Historique, 1949, numéro 161 Texte
  3. ^ Geneviève Xhayet, «Partisans et adversaires de Louis d'Anjou pendant la guerre de l'Union d'Aix», Provence historique, Fédération historique de Provence, volume 40, n° 162, «Autour de la guerre de l'Union d'Aix», 1990, cartes pp. 417-418 et p. 419.
  4. ^ J. Combet, La Révolution dans le Comté de Nice..., libr. F. Alcan, Paris, 1925, et D. Durandy, Mon Pays (cf. «Personnalités liées à la commune»).
  5. ^ Mérimée|PA00080858: Chapelle Notre-Dame d'Entrevignes
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