Rossella O'Hara

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Scarlett O'Hara
Vivien Leigh Gone Wind Restaured.jpg
Universo Via col vento
Lingua orig. Inglese
Autore Margaret Mitchell
Interpretata da
  • Vivien Leigh in Via col vento (1939)
  • Lucia Mannucci in La storia di Rossella O'Hara (1964, TV)
  • Joanne Whalley in Rossella (1994, TV)
Sesso Femmina
Parenti
  • Gerald O'Hara, padre
  • Ellen Robillard O'Hara, madre
  • Suellen, sorella
  • Carreen, sorella
  • Wade Hampton Hamilton, figlio
  • Ella Lorena Kennedy, figlia
  • Eugenie Victoria Butler, figlia
  • Katie Colum "Cat" Butler, figlia (in Rossella)

Katie Scarlett O'Hara (Rossella O'Hara nella versione italiana) è un personaggio immaginario, protagonista femminile dell'unico romanzo di Margaret Mitchell Via col vento (1936, vincitore del Premio Pulitzer l'anno dopo) e di varie pellicole cinematografiche e televisive, in modo particolare l'omonimo film del 1939 di Victor Fleming, celeberrimo e vincitore di 10 Oscar.

Il nome Rossella è l'italianizzazione dell'originale Scarlett (di cui richiama efficacemente il senso, "rosso scarlatto"); a sua volta, il nome Scarlett venne scelto dalla Mitchell solo poco prima di dare il volume alle stampe, visto che fino ad allora si riferiva al personaggio chiamandolo "Pansy"[1]. Anche nelle varie versioni successive, in Italia il nome è rimasto sempre Rossella, grazie al grande successo del film di Fleming e l'identificazione con la protagonista.

Vivien Leigh e Rossella[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Via col vento#Vivien Leigh.

Tra le varie trasposizioni sul piccolo e grande schermo, l'immagine di Rossella O'Hara è infatti ancora principalmente legata a quella di Vivien Leigh, attrice britannica che per prima diede volto alla forte donna del Sud e che venne scelta tra oltre 1400 attrici proprio a ridosso dell'inizio della produzione. Per l'interpretazione, la Leigh ottenne il primo dei suoi due Oscar. "La sua indimenticabile interpretazione della civettuola, testarda e infine saggia eroina [...] offusca ogni prova successiva"[2].

La complicata vicenda del casting di Rossella è stata narrata del film per la TV statunitense Moviola: The Scarlett O'Hara War (1980)[3] di John Erman che vinse 2 Emmy Awards per i costumi e il trucco: nella pellicola Vivien Leigh era interpretata da Morgan Brittany.

Volti di Rossella[modifica | modifica wikitesto]

Dopo la Leigh, il personaggio di Rossella si trasferisce sul piccolo schermo, trovando una nuova interprete in Lucia Mannucci nella produzione di Rai Uno La storia di Rossella O'Hara (1964).

Vivien Leigh nei panni di Scarlett OHara

Nei primi anni settanta il giapponese Kazuo Kikuta scrive il libro Scarlett, basandosi sui personaggi della Mitchell: dal libro venne tratto un fortunato musical di Harold Rome della durata di quattro ore e diviso in due parti[4]. La traduzione inglese dell'opera venne compiuta da Horton Foote che fece profondi cambiamenti, a partire dal titolo (divenuto ancora Via col vento): il nuovo musical, presentato al Teatro del West End di Londra nel 1972[5] aveva June Ritchie nel ruolo della protagonista.

Alla fine degli anni ottanta la scrittrice Alexandra Ripley acquista i diritti dell'opera della Mitchell e nel 1991 pubblica il romanzo Rossella[6], cronologicamente ambientato poco dopo la fine delle vicende del primo e l'addio di Butler. Nel 1994 da questa seconda opera venne tratta l'omonima miniserie televisiva Rossella in cui la protagonista è interpretata da Joanne Whalley (accreditata all'epoca come Joanne Whalley-Kilmer, in quanto moglie di Val Kilmer).

Caratteristiche del personaggio[modifica | modifica wikitesto]

Rossella è un personaggio atipico, soprattutto per la narrativa romantica. La troviamo già sedicenne, la sua vita è agiata e può permettersi una condotta frivola visto il grosso patrimonio dei genitori. È egocentrica, arrivista, viziata e superficiale nonostante la sua mente sia acuta. Si sforza molto e si preoccupa di apparire come impone la società, di esserne all'altezza, nascondendo così il suo vero io. Mostra molto affetto per il vicino di casa, Ashley, a cui dichiara ripetutamente il suo amore e il desiderio di sposarlo, anche quando lui sarà già destinato ad un'altra, seguendo la tradizione della famiglia Wilkes che prevede matrimoni fra cugini. Questo la tormenterà per tutto il romanzo, credendo che Ashley la ami quanto lei lo ama, ma pensando che siano solo le circostanze a separarli, non ricevendo mai da lui un netto rifiuto, o una negazione dei suoi sentimenti. Ashley sarà uno dei personaggi a conoscere meglio la natura di Rossella, secondo solo a Rhett Butler, che con la sua presenza le permette di essere se stessa e le dà ripetute occasioni per trasgredire regole informali, come il lutto. La vita di Rossella è fatta di pettegolezzi e ripicche, come sposare senza amore un altro, quando Ashley rifiuta la sua proposta per unirsi invece a Melanie, l'unica donna per lui, confessione che farà a Rossella solo in punto di morte della moglie. Rossella è anche una personalità forte, come dimostra la guerra, che la costringe a rimboccarsi le maniche, lavorare e prendere lei le redini della terra Tara. Le difficoltà che seguono il conflitto la renderanno ancora più aspra e soprattutto materialista, portandola a matrimoni di convenienza, inganni e a togliersi in parte la maschera che le vietava di compiere determinati atti per non destare scalpore, facendo parlare le malelingue di sé. In terze nozze si decide a sposare Rhett, ammettendo che lo fa anche per il suo denaro. Rhett sa bene quali sentimenti legano Rossella ad Ashley, ma l'amore che li lega alla loro figlia Diletta, permette loro di riallacciare il rapporto, costringendo Rossella a non dare più credito ai pettegolezzi sul suo conto per non lasciare questo fardello sulle spalle anche della figlia. Dopo la morte di quest'ultima, e la morte di Melanie, Rhett non trova più una ragione di continuare la loro vita matrimoniale, soprattutto sapendo che Rossella può finalmente buttarsi fra le braccia di Ashley ora libero, lasciandola con la famosa frase, in risposta alla domanda "che ne sarà di me", " francamente me ne infischio". Ma Rossella vedendo Ashley addolorato per la morte della moglie, e capendo che per lei non c'era mai stato spazio, intuisce di aver amato un'illusione, buttando invece l'occasione di essere felice con un uomo che l'amava per quel che era realmente. Infine c'è da aggiungere che Rossella è molto legata a Tara, la sua terra natia, a cui fa sempre riferimento nei momenti di bisogno, come un luogo dove rifugiarsi dalle avversità.

Curiosità[modifica | modifica wikitesto]

In onore di Scarlett, nel 1939 è stato dato il suo nome ad un cocktail[7] formato da Southern Comfort, succo di mirtilli e lime.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ K.Grigsby Kates, Shrewd, Selfish Scarlett: A Complicated Heroine, MPR, 28 gennaio 2008 - Consultato il 10 febbraio 2011
  2. ^ L'Universale Cinema - Garzanti, 2003 - p. 674
  3. ^ Scheda di The Scarlett O'Hara War su IMDb
  4. ^ La produzione giapponese fu diretta dal coreografo statunitense Joe Layton, con la direzione musicale di Lehman Engel
  5. ^ Una produzione di Harold Fielding, anche questa diretta da Joe Layton
  6. ^ Alexandra Ripley su IMDb. URL consultato il 10-02-2011.
  7. ^ Cocktailtimes.com - Consultato il 24 marzo 2011

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]