Barbie

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
bussola Disambiguazione – Se stai cercando altri significati, vedi Barbie (disambigua).
Logo della linea Barbie

Barbie è una linea di action doll commercializzata dalla Mattel a partire dal 9 marzo 1959. È la bambola più venduta al mondo e prodotto di punta della sua casa di produzione. Il personaggio della linea più venduto è stata la Totally Hair Barbie, con capelli acconciabili lunghi fino ai piedi della bambola, distribuita nel 1992.

Storia[modifica | modifica sorgente]

La bambola Barbie è stata introdotta sia bionda che bruna nel marzo 1959

Mentre Ruth Handler guardava sua figlia giocare con delle bambole di carta, si rese conto che spesso le piaceva dare alle bambole dei ruoli da adulti. All'epoca la maggior parte delle bambole rappresentava neonati. Realizzando che poteva trattarsi di una ottima scelta di mercato, Handler suggerì l'idea di una linea di bambole dall'aspetto adulto a suo marito Elliot, il co-fondatore della casa di giocattoli Mattel. Inizialmente l'idea non sembrò entusiasmarlo molto. Rielaborando l'idea di una bambola simile all'idea che aveva in mente, commercializzata in Germania, (la Bild Lilli[1]), la Handler, aiutata dall'ingegnere Jack Ryan, creò la prima Barbie, a cui fu dato il nome della figlia degli Handler, Barbara appunto. Barbie fece la sua apparizione nei negozi il 9 marzo 1959, vestita con un costume zebrato, e con i capelli legati con una lunga coda. Costruita in Giappone, nel primo anno di "vita" furono venduti 350.000 suoi esemplari.

Barbie è stato anche il primo giocattolo ad avere una strategia di mercato basata massicciamente sulla pubblicità televisiva, strategia successivamente ripresa da tutti i giocattoli a venire. È stato stimato che oltre un miliardo di Barbie sono state vendute in oltre 150 nazioni, e la Mattel ha dichiarato che vengono vendute tre Barbie al secondo[2].

Barbara Stefania Roberts[modifica | modifica sorgente]

Mentre Barbie si rivelava uno dei giocattoli più venduti al mondo, Mattel ne accresceva il mito, inventando una vera e propria biografia. Alla bambola venne assegnato un nome completo, Barbara Stefania Roberts, oltre ad una famiglia e ad amici, che costituivano un nuovo sistema di personaggi e accessori da vendere a ragazzine e collezionisti. La famiglia di Barbie è composta da molte sorelle: Skipper (in vendita dal 1964 al 2009), i gemelli Tutti e Todd, Stacie (dal 1992), Shelly (dal 1995), e la piccola Krissy (dal 1999). Per molti anni il suo fidanzato è stato Ken (nome derivato dall'elisione del nome Kenneth, altro figlio degli Handler), col quale non si è mai sposata. Il loro amore sarebbe nato nel 1961 su un set televisivo. Il 13 febbraio 2004, dopo 43 anni di fidanzamento, la coppia avrebbe deciso di separarsi. Secondo la biografia scritta in questi lunghi anni da Mattel, Barbie è stata single per un periodo, nonostante un breve flirt con il surfista Blaine. Nel febbraio 2006, la coppia è tornata insieme[3][4].

La migliore amica di Barbie è Midge, un personaggio scomparso per molti anni e recuperato da Mattel solo recentemente. Midge è sposata con Alan, dal quale ha avuto due figli. Barbie ha anche molti amici di etnie differenti, tra i quali l'ispano-americana Teresa, gli afro-americani Christie e Steven (fidanzati) e Kayla, una ragazza giapponese.

Barbie avrebbe frequentato la Willows High School a Willows, Wisconsin e la Manhattan International High School a New York (ispirata alla reale Stuyvesant High School).

Barbie ha avuto 38 animali: gatti, cani, cavalli, un panda, un cucciolo di leone e persino una zebra. Barbie ha avuto decappottabili rosa, camper e molti altri veicoli. Ha inoltre una patente di volo per aerei commerciali, sui quali ha lavorato anche come hostess.

Il 12 agosto 2004 Barbie ha annunciato la sua campagna elettorale per diventare presidente degli Stati Uniti, rappresentando il Partito delle Ragazze, con un vero e proprio programma elettorale messo per iscritto da Mattel.

Controversie[modifica | modifica sorgente]

  • Nel settembre 2003 l'Arabia Saudita ha messo fuori legge la vendita delle bambole Barbie, trovandole non conformi con i principi dell'Islam. Il "Comitato per la Propagazione della Virtù e la Prevenzione dal vizio" ha affermato che "le bambole ebree Barbie, con i loro abiti succinti e le loro pose peccaminose, sono il simbolo della decadenza del perverso occidente. State in guardia da lei"[5]. In Medio Oriente è stata creata una bambola alternativa chiamata Fulla simile a Barbie, ma disegnata per essere più accettabile nel mercato islamico. Fulla non è prodotta dalla Mattel, e Barbie è comunque disponibile nei negozi di altri paesi del Medio Oriente, come l'Egitto[6]. Voci non accreditate fanno notare tuttavia che Fulla sarebbe la copia esatta della bambola Tanya prodotta inizialmente dalla ditta Ceppi Ratti in Italia negli anni 70, dagli anni novanta è stato modificato il volto di Tanya. In Iran, Sara e Dara sono le bambole alternative alla Barbie[7].
  • Nel corso degli anni il termine «Barbie» ha spesso assunto il significato dispregiativo di ragazza di bell'aspetto ma priva di spessore e sostanzialmente stupida. In questo senso il termine è usato nell'adattamento italiano del film Mean Girls, e nella canzone Barbie Girl del gruppo danese Aqua, contro cui la Mattel ha intentato una causa per violazione del diritto d'autore. Nel luglio 2002, il giudice Alex Kozinski ha deciso che la canzone è protetta come parodia secondo il primo emendamento della costituzione degli Stati Uniti[8][9].
  • Nel luglio 1992 la Mattel ha messo in commercio una Barbie parlante, programmata con varie frasi. Ogni esemplare in commercio poteva pronunciare solo una frase fra 270 possibili. Una delle 270 possibili frasi era "La matematica è difficile!". Questa frase ha suscitato molto malcontento da parte di una associazione femminile universitaria, che ha portato la Mattel alcuni mesi dopo a rimuovere la frase incriminata dal prodotto, e ad offrire una sostituzione per i pezzi già venduti[10].
  • Una delle critiche più frequenti mosse contro la bambola è quella di promuovere una immagine della donna anatomicamente poco realistica, con il rischio conseguente che le bambine aspirino ad avere quel tipo di corpo e portarle all'anoressia. Per tale motivo dal 1997, il corpo della Barbie è stato modellato affinché abbia un bacino più ampio[11].
  • Nel marzo 2000 nei media si sono diffuse voci che dicevano che la plastica utilizzata per la fabbricazione di alcune Barbie contenesse alcune sostanze tossiche, potenzialmente pericolose per le bambine che vi giocavano. L'accusa è stata smentita da un esperto[12][13].
  • Nel dicembre 2005 la dottoressa Agnes Nairn dell'università di Bath in Inghilterra ha pubblicato delle ricerche secondo le quali le adolescenti spesso passano per una fase di odio verso le proprie Barbie, facendole diventare oggetto di diversi tipi di punizione, fra cui la decapitazione o il metterle nel forno a microonde. La dottoressa Nairn ha affermato che si tratta di un rito di passaggio in cui si rifiuta il proprio passato.[14][15].
  • Nel giugno 2001 la MGA Entertainment lanciò sul mercato una nuova linea di fashion doll chiamate Bratz. Nel giro di pochi anni le Bratz conquistarono una grossa fetta di mercato, facendo di fatto calare la vendita di Barbie[16]. Per correre ai ripari la Mattel lanciò le My Scene, una linea di bambole, non del tutto dissimili alle Bratz, e che vedevano fra le varie bambole del gruppo anche la stessa Barbie. Nell'aprile 2005, la MGA Entertainment ha intentato causa contro la Mattel, dichiarando che le My Scene sarebbero una copia delle Bratz. Attualmente si è in attesa del verdetto della corte della California[17].
  • La Mattel invece ha citato in giudizio la MGA Entertainment e Carter Bryant, ex disegnatore di bambole per la Mattel, dichiarando che Bryant avrebbe rivelato alla concorrenza alcuni segreti industriali della ditta.[18] Nel luglio 2008, la corte ha riconosciuto Bryant colpevole, in quanto avrebbe creato la maggior parte dei modelli per le bambole Bratz, mentre era ancora assunto dalla Mattel, nel 1999-2000. La sentenza pertanto permette alla Mattel di ricevere un cospicuo risarcimento, per violazione di copyright da parte della MGA, nonostante tuttora la compagnia neghi che le Bratz siano state create basandosi sui disegni di Bryant.[19]

Collezionismo[modifica | modifica sorgente]

  • Mattel ha stimato che esistono oltre 100.000 collezionisti di Barbie. Il 90% sono donne, di un'età di circa 40 anni, che acquistano una ventina di nuove Barbie ogni anno. Il 45% di loro spendono oltre 1000 dollari ogni anno per la loro collezione.[senza fonte]
  • Le prime Barbie sono quelle che hanno assunto il più alto valore commerciale, e mentre una Barbie nel 1959 veniva venduta per 3 dollari, la stessa Barbie è stata aggiudicata per 3552,50 dollari su eBay nell'ottobre 2004[20].
  • Il marchio Barbie ha da lungo tempo intessuto uno stretto legame con il visore stereoscopico View-Master, incrociando così il collezionismo per lo stereoscopio con quello per la bambola. Per questo sistema sono stati realizzati, a partire dalla metà degli anni sessanta del XX secolo svariati set di dischetti, il primo e più celebre dei quali è Barbie around the World Trip, uscito per la Sawyer's, prima, e per la GAF, poi, con numero di catalogo B500, e distribuito anche in italiano con il titolo Barbie in giro per il mondo. A questo hanno fatto seguito svariati altri set, prodotti dalle case di giocattoli che hanno successivamente acquisito il marchio View-Master. Sono inoltre stati commercializzati altri gadget legati ai due storici marchi, specialmente una volta che la Mattel ha acquisito il View-Master in seguito all'incorporazione della Tyco Toys. Tra questi uno speciale visore View-Master Model L rosa, con il marchio Barbie in bianco, e una Barbie "Retro" View-Master, riedizione di una delle primissime Barbie, dotata di un mini visore View-Master Model G nero.

Influenze nella cultura di massa[modifica | modifica sorgente]

Filmografia[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Barbie (serie di film).

Cinema[modifica | modifica sorgente]

Della serie Fairytopia

Televisione[modifica | modifica sorgente]

Set di dischetti View-Master (parziale)[modifica | modifica sorgente]

Pubblicazioni[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ In una intervista con M.G.Lord, l'autore di Forever Barbie, Ruth Handler disse di aver visto la bambola a Lucerna, Svizzera. Comunque, il libro puntualizza che in altre interviste la donna ha detto di averla vista a Zurigo o Vienna.
  2. ^ BBC NEWS | Business | Vintage Barbie struts her stuff
  3. ^ BBC NEWS | Americas | Passion over for Barbie and Ken
  4. ^ CNN.com - Madeover Ken hopes to win back Barbie - Feb 10, 2006
  5. ^ http://www.adl.org/main_Arab_World/barbie.htm
  6. ^ Al-Ahram Weekly | Living | Move over, Barbie
  7. ^ BBC News | MIDDLE EAST | Muslim dolls tackle 'wanton' Barbie
  8. ^ BBC NEWS | Americas | Barbie loses battle over bimbo image
  9. ^ Aqua Barbie Girl lyrics
  10. ^ COMPANY NEWS: Mattel Says It Erred; Teen Talk Barbie Turns Silent on Math - NYTimes.com
  11. ^ BBC News | Business | Barbie undergoes plastic surgery
  12. ^ Vintage Barbie Dolls Can Be Dangerous To Your Health!
  13. ^ Malibu Barbie, Holiday Barbie ... Toxic Barbie?
  14. ^ BBC NEWS | UK | England | Somerset | Barbie dolls become 'hate' figure
  15. ^ Press Release - 19 December 2005 University of Bath
  16. ^ BBC NEWS | Business | Barbie blues for toy-maker Mattel
  17. ^ Bratz Doll Maker Files Lawsuit Against Mattel
  18. ^ Barbie takes on the Bratz for $500m - Telegraph
  19. ^ NATIONAL BRIEFING - washingtonpost.com
  20. ^ Scoop - Where the Magic of Collecting Comes Alive! - 1959 Blonde Ponytail Barbie Brings Over $3,000!
  21. ^ BarbieCollector.com - Welcome to the official Mattel site for Barbie Collector
  22. ^ BarbieCollector.com - Welcome to the official Mattel site for Barbie Collector
  23. ^ [1]
  24. ^ (EN) Who Made America? | Innovators | Ruth Handler

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]