Omosessualità e buddhismo

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Nel buddhismo, il terzo dei Cinque precetti afferma che è necessario astenersi dai comportamenti sessuali non appropriati. Fra le molte interpretazioni di quali siano i comportamenti sessuali "non appropriati" ci sono: rapporti sessuali al di fuori del matrimonio, il sesso con un'altra persona senza il consenso del/la proprio/a partner, o il punto di vista - storicamente prevalente - secondo cui la definizione si limita a descrivere lo stupro, l'incesto e la zooerastia.

Giudizi delle scuole buddhiste sull'omosessualità[modifica | modifica wikitesto]

In genere il buddhismo critica l'attaccamento al sesso senza fare particolare distinzione tra quello eterosessuale e quello omosessuale. Tradizionalmente i monaci delle scuole Theravāda e della maggior parte delle scuole Mahāyāna sono celibi e si astengono dall'attività sessuale. Gli ecclesiastici buddhisti di alcune scuole Vajrayāna e di molte scuole coreane e giapponesi invece possono sposarsi.

La condanna di alcune scuole buddhiste dell'omosessualità per i laici è uno sviluppo del tardo buddhismo,[1] che non trova a sua giustificazione basi scritturiali nei canoni antichi. I più propensi a farlo sarebbero minoranze che equiparano l'omosessualità a una malattia o all'essere un travestito[2]. Alcuni esponenti del buddhismo in Asia hanno accettato e addirittura esaltato l'omosessualità. Presso alcune scuole invece si considera qualsiasi attività sessuale, per quanto legittima, fonte di attaccamento, illusione e sorgente di sofferenza, per cui si esorta ad una vita moderata o all'astinenza sessuale a prescindere dalle proprie inclinazioni.

Il venerabile K Sri Dhammananda[3] ha affermato, a proposito dell'omosessualità:

« Non c'è nulla di intrinsecamente sbagliato nel sesso. Quello che è sbagliato è l'attaccamento ad esso e l'esserne ridotti in schiavitù, oppure la credenza che indulgere nel sesso possa portare alla felicità suprema. Questo è il problema causato dallo sfruttamento del sesso da parte dell'industria dell'intrattenimento di massa – disseminare il mito che il sesso possa condurre ad uno stato di felicità durevole. [...] Per errata condotta s'intende un comportamento che arrechi danno o alla persona che compie l'atto oppure al compagno/a. Questo vuol dire ad esempio che se entrambe le persone coinvolte sono adulti consenzienti, non minorenni, non "attaccati" – giuridicamente o per altra via - a qualcun altro, non c'è danno alcuno. »

Le scuole buddhiste cinesi[modifica | modifica wikitesto]

In Cina, dove sono numerosi i credenti del Confucianesimo, si scoraggiava l'essere esclusivamente omosessuali perché ciò avrebbe impedito ad un credente di adempiere al suo dovere morale di confuciano, quello della riproduzione.[senza fonte] L'omosessualità non esclusiva era permessa e ampiamente praticata. La monogamia non è sempre stata ritenuta l'unica formula accettabile di convivenza di coppia in Asia. Le tradizioni cinesi attribuiscono comportamenti omosessuali all'Imperatore Giallo, il primo imperatore della Cina.

Le scuole buddhiste giapponesi[modifica | modifica wikitesto]

Statua del Buddha sull'isola di Lantau

Le culture dell'India, del Tibet, della Cina, dell'Asia sud-orientale e del Giappone, aree dove il Buddhismo era o è tuttora una delle religioni principali, storicamente non si sono mai preoccupate del tipo di attività sessuale o dell'oggetto del desiderio dei loro credenti.

Secondo le tradizioni giapponesi, l'omosessualità fu "inventata" dal Bodhisattva Manjusri della saggezza e dal saggio Kukai, il fondatore del buddhismo in Giappone. Un letterato buddhista giapponese, Kitamura Kigin, parlando ad un pubblico cristiano disse che le interpretazioni giapponesi di Buddha nel 1676 dicevano che l'eterosessualità doveva essere evitata dai preti, e che l'omosessualità doveva essere permessa:

« È stata la natura dei cuori degli uomini a far sì che essi abbiano ottenuto piacere da una bella donna sin dall'era degli dèi maschi e femmine, ma essere ubriacato dal fiorire di un meraviglioso giovane... sembrerebbe essere sia strano che sbagliato. Nonostante ciò, Buddha predica che il [Monte] Imose (associato con l'eterosessualità) era un posto che andava evitato e che i preti della dottrina entravano in questa Via (wakashudo, "la via della gioventù", cioè l'omosessualità) per trovare una via d'uscita per i loro sentimenti, dato che, in fondo, i loro cuori non erano fatti né di legno né di roccia.

Come l'acqua che scende dal picco di Tsukubane per formare le profonde acque del fiume Minano, questo amore ha sorpassato in profondità l'amore tra uomini e donne in questi ultimi giorni. È come una piaga non solo per il cuore degli aristocratici e dei cortigiani ma anche per il cuore dei combattenti coraggiosi. Persino gli abitanti delle montagne che tagliano gli arbusti per farne combustibile hanno imparato a ricevere piacere all'ombra di giovani alberi. »

(Wild Azaleas (1676).)

Jodo Shinshu, la forma prevalente di Buddhismo in Giappone (con una presenza significativa negli Stati Uniti, dice che "non c'è una differenza di base tra eterosessualità ed omosessualità".[4] In accordo con questo principio offre riti religiosi per coppie omosessuali. Questa tradizione di accettazione delle relazioni omosessuali risale al Giappone antico, interrompendosi brevemente solo all'inizio del 900 (quando le nazioni occidentali suggerirono un divieto).

Gli insegnamenti del Tantra affermano che alcune tipologie di atti sessuali sono dannose per il sottile sistema di energia del corpo. Dato che questi sistemi di energie sono uno dei punti più importanti e complicati della pratica Tantrica, si insegna ad evitare questi atti con più enfasi di quanto faccia la pratica convenzionale basata sul Sutra.

Il Buddhismo Nichiren[modifica | modifica wikitesto]

All'interno del Buddhismo di Nichiren, sviluppato a partire dagli insegnamenti del monaco Nichiren Daishonin, ed in particolare nell'ambito della Soka Gakkai, si sono sviluppate iniziative ed organizzazioni dedicate a persone LGBT.

In Italia esiste un gruppo, Arcobalena (nato nel 1992 contemporaneamente a un'iniziativa analoga nella Soka Gakkai americana) per persone LGBT buddhiste e non solo (il gruppo è aperto a tutti). È attivo a Roma, Bologna, Palermo Napoli, ed in molte altre città.

Nichiren Daishonin chiarisce la questione dei precetti (regole di comportamento per i monaci), specificando che l'unico precetto che viene richiesto ai laici è il precetto di Diamante, ciè non smettere mai di recitare Nam Myoho Renge Kyo.

Arcobalena, seguendo e ispirandosi a questa forma di Buddismo, è nato per sostenere tutte le persone GLBT che intendono dare valore alla loro natura e aiutarle a ottenere la Buddità nella forma presente. Non è facile ottenere l'illuminazione se fingi di essere altro da quello che sei per compiacere il tuo ambiente. L'Arcobalena da anni partecipa ai Pride nazionali per testimoniare che questo Buddismo può far brillare le vite di tutti, al di là delle infinite differenze di genere. Nel 2012 una rappresentanza dei gruppi Arcobalena italiani e tedeschi ha partecipato al World Pride di Londra. Da anni, inoltre, tiene contatti con i gruppi glbt americani e giapponesi (Gruppo B-net di Tokyo) . Visitate la pagina FB.

[5]

Opinione del Dalai Lama[modifica | modifica wikitesto]

Il 14º Dalai Lama, Tenzin Gyatso, premio nobel per la pace e il presidente americano George W. Bush

Il Dalai Lama, dagli Stati Uniti, ha affermato di non essere contrario ai matrimoni gay ed ha condannato l'omofobia:

"Se due persone, una coppia, ritengono che sia più pratico, soddisfacente e che siano d'accordo entrambi, allora d'accordo".

Stigmatizzando l'omofobia, ha dichiarato:"Le persecuzione, gli insulti, la violenza, non vanno bene , sono una violazione dei diritti umani ", ha aggiunto il Dalai Lama, in visita negli Usa, in un'intervista al celebre giornalista Larry King. Intervista che sarà diffusa integralmente il 10 marzo 2014 su Ora.tv.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ L'accademico buddhista indiano Ashvaghosha ritenne l'omosessualità sempre errata per la dottrina buddhista. Tali insegnamenti compaiono anche nel Śikṣāmuccaya che il Canone tibetano attribuisce a Śāntideva mentre il Canone cinese attribuisce la medesima opera a Dharmakīrti, nel Śikṣāmuccaya vengono descritti degli "inferni speciali" cui sono destinati gli uomini omosessuali. E lo scrittore tibetano Gampopa (1079-1153), uno dei fondatori del lignaggio tibetano Kagyu, proibì esplicitamente l'omosessualità nel suo commentario sul terzo precetto
  2. ^ In proposito vedasi l'articolo in lingua inglese
  3. ^ Ven Dr K Sri Dhammananda - Home
  4. ^ Salt Lake Buddhist Temple
  5. ^ Messagio del Presidente Ikeda per la Conferenza Gay, Lesbiche, Bisessuali e Transgender della SGI-USA FNCC 2006 Ai nobili compagni del gruppo GLBT della SGI-USA, che ho a cuore e rispetto! Vi mando le mie più sentite congratulazioni per la vostra conferenza piena di speranza al Centro Culturale Florida Nature. Sono pienamente consapevole che vi siete impegnati per l’avanzamento di kosen-rufu in America. Ammiro veramente i vostri sforzi. Non c’è dubbio che i Buddha e i bodhisattva dell’intero universo vi stanno elogiando per la vostra immensa dedizione. Il buddismo rende possibile il portare avanti pienamente la nostra innata, brillante umanità, permettendoci di manifestarla attraverso il nostro modesto, naturale comportamento di autentici essere umani. Ciò che conta è il vostro cuore, la vostra serietà e la vostra sincerità, e non la vostra posizione o il vostro status. E’ meritevole di rispetto chi lotta per kosen-rufu e per lo sviluppo della SGI. Questo individuo è in verità meraviglioso. Per favore, rispettatevi l’un l’altro mentre recitate un daimoku risonante con lo spirito di “molti corpi, una sola mente”. Spero continuerete ad avanzare privi di paura, qualsiasi cosa vi accada. Per favore, siate sinceri con voi stessi, e avanzate pieni di felicità in maniera coerente col vostro carattere. Vi sto mandando daimoku con la preghiera che godrete di buona salute, vivendo in maniera brillante e giovane. Per favore portate i miei più cari saluti alla vostra famiglia, al vostro partner e ai vostri amici. Daisaku Ikeda Presidente Soka Gakkai Internazionale 5 maggio 2006

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]