Gran Premio d'Italia 1978

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Italia Gran Premio d'Italia 1978
311º GP del Mondiale di Formula 1
Gara 14 di 16 del Campionato 1978
Monza 1976.jpg
Data 10 settembre 1978
Nome ufficiale XLIX Gran Premio d'Italia
Circuito Monza
Percorso 5,800 km
Distanza 40[1] giri, 232,00[2] km
Clima Soleggiato
Note Gara sospesa per incidente al 1º giro
Risultati
Pole position Giro più veloce
Stati Uniti Mario Andretti Stati Uniti Mario Andretti
Lotus-Ford Cosworth in 1'37"520 Lotus-Ford Cosworth in 1'38"23
(nel giro 33)
Podio
1. Austria Niki Lauda
Brabham-Alfa Romeo
2. Regno Unito John Watson
Brabham-Alfa Romeo
3. Argentina Carlos Reutemann
Ferrari

Il Gran Premio d'Italia 1978 è stata la quattordicesima prova della stagione 1978 del Campionato mondiale di Formula 1. Si è corsa domenica 10 settembre 1978 sul Circuito di Monza. La gara è stata vinta dall'austriaco Niki Lauda su Brabham-Alfa Romeo; per il vincitore si trattò del diciassettesimo successo nel mondiale. Ha preceduto sul traguardo il britannico John Watson, anch'egli su Brabham-Alfa Romeo, e l'argentino Carlos Reutemann su Ferrari. Lo statunitense Mario Andretti su Lotus-Ford Cosworth e il canadese Gilles Villeneuve su Ferrari, giunti sul traguardo, rispettivamente, primo e secondo, vennero penalizzati di un minuto per partenza anticipata, venendo così retrocessi al sesto e settimo posto della graduatoria.

La partenza del gran premio venne funestata da un grave incidente che coinvolse diversi piloti, costringendo a un'interruzione della gara e a una seconda partenza; a seguito delle ferite riportate, lo svedese Ronnie Peterson, della Lotus, perì il giorno seguente al gran premio, presso l'Ospedale Niguarda di Milano. In conseguenza di questo decesso Mario Andretti si laureò matematicamente campione del mondo di Formula 1 per la stagione 1978, per l'unica volta nella carriera, in considerazione del fatto che Peterson era rimasto l'unico pilota che poteva ancora superarlo nella classifica del mondiale piloti.

Vigilia[modifica | modifica wikitesto]

Mario Andretti era a un passo dal laurearsi campione del mondo piloti per il 1978.

Sviluppi futuri[modifica | modifica wikitesto]

A sorpresa, rispetto le voci precedenti, Umberto Agnelli, vicepresidente del gruppo FIAT, dichiarò l'intenzione della Ferrari di voler confermare, quale pilota titolare per il 1979, assieme al già annunciato Jody Scheckter proveniente dalla Wolf, il canadese Gilles Villeneuve e non il più esperto Carlos Reutemann. L'argentino venne subito avvicinato alla Lotus per la stagione successiva, ove avrebbe preso il posto di Ronnie Peterson. Lo svedese era in procinto di passare alla McLaren, per far coppia con Patrick Tambay. James Hunt era invece destinato alla Wolf.[3] Nel weekend del gran premio la Lotus ufficializzò l'ingaggio di Reutemann, che venne preferito a Clay Regazzoni e Bruno Giacomelli.[4] Per Giacomelli venne anche prospettata l'ipotesi di diventare pilota titolare alla McLaren, con Patrick Tambay in uscita verso la Williams.[5] La Matra, che riforniva di motori la Ligier, annunciò la volontà di abbandonare la F1 al termine della stagione. La scuderia affermò la propria volontà di continuare a competere e decise di affidarsi a motori Ford Cosworth. Venne anche annunciato il passaggio di Patrick Depailler alla scuderia francese per il 1979, per far coppia con Jacques Laffite.[6]

Delle problematiche ambientali e la scadenza dell'accordo tra i Comuni di Monza e Milano con la SIAS, la società che gestiva l'autodromo brianzolo, al 31 dicembre 1978, misero in dubbio la prosecuzione dell'attività sportiva sul tracciato monzese. La Regione Lombardia, al termine di un incontro con i responsabili dell'Automobile Club Milano ai primi di agosto, ribadì come non vi fossero degli impedimenti alla prosecuzione dell'attività automobilistica derivanti da leggi regionali, almeno fino all'approvazione di un disegno di legge che, istituendo il parco regionale della Valle del Lambro, vi ricomprendesse anche il sito dell'autodromo. I rappresentanti dell'AC Milano proposero, in tal caso, la creazione di un nuovo tracciato, che potessero sostituire quello esistente, da localizzare sempre nei dintorni di Monza.[7] Il 5 settembre, con un comunicato congiunto, i due comuni coinvolti annunciarono di volere prolungare di un anno il contratto con la SIAS per la gestione del tracciato.[8] L'8 settembre l'AC Milano presentò il progetto per la costruzione di un nuovo autodromo, il Monza 2, che avrebbe sostituito l'autodromo presente, qualora l'attività sportiva sullo stesso fosse stata vietata per ragioni ambientali. Il tracciato, lungo 6,975 km, avrebbe ricalcato il disegno di quello del vecchio autodromo e sarebbe stato costruito in una zona ancora da individuare, a Nord di Milano.[9]

Analisi per il campionato piloti[modifica | modifica wikitesto]

Mario Andretti comandava la classifica piloti con 12 punti di vantaggio sul suo compagno di scuderia Ronnie Peterson, l'unico che poteva ancora impensierirlo nella lotta al titolo. L'italoamericano avrebbe fatto suo il campionato se avesse vinto e lo svedese non fosse giunto a podio, oppure fosse giunto secondo con Peterson che non otteneva punti.

La Lotus si era già aggiudicata matematicamente la Coppa Costruttori.

Aspetti tecnici[modifica | modifica wikitesto]

La Wolf ripresentò il modello WR5. La BS Fabrications fornì a Nelson Piquet una McLaren M23: questo fu l'ultimo gran premio valido per il mondiale al quale prese parte questo modello, nato nel 1973; esso fu il più vincente della storia del mondiale di F1, con ben 16 successi (e 4 in gare non valide per il campionato), e i titoli piloti di Emerson Fittipaldi, nel 1974, e di James Hunt, nel 1976.

Aspetti sportivi[modifica | modifica wikitesto]

Gimax tentò, senza successo, di qualificarsi al gran premio. Fu l'ultimo pilota a iscriversi a una gara del mondiale di F1 con uno pseudonimo.

Nonostante le preoccupazioni per il futuro del tracciato gran parte della pista venne riasfaltata e vennero aggiunte tribune per altri 3.200 spettatori, portando il totale dei posti a sedere a 15.000.[10]

L'esordiente Gimax, al secolo Carlo Franchi, trovò un volante alla Surtees, ove prese il posto di Rupert Keegan, infortunatosi nel precedente Gran Premio d'Olanda. L'altro pilota italiano, Alberto Colombo, già non qualificato nei gran premi di Belgio e Spagna con l'ATS, venne impiegato sulla Merzario, che per la prima, e unica, volta schierò due vetture. Venne prospettata l'ipotesi che l'Alfa Romeo potesse presentare per questo gran premio una sua vettura (affidata a Vittorio Brambilla, che l'aveva già testata a lungo), oltre che continuare a fornire i propulsori alla Brabham.[11] Successivamente l'Alfa Romeo rimandò l'esordio all'approntamento di un nuovo propulsore.[12] Questa scelta venne accolta con favore da Niki Lauda, pilota della Brabham (che pure aveva testato la vettura approntata dall'Alfa),[13] in quanto ciò consentiva un maggior impegno della casa italiana nella fornitura dei motori.[14] Non partecipò alla gara, dopo la non qualificazione in Olanda, l'Interscope Racing; abbandonò il mondiale, definitivamente, la Martini.

Anche in questa occasione, visto l'elevato numero di iscritti, furono necessarie le prequalifiche. Arturo Merzario venne direttamente inserito nella lista dei piloti partecipanti alle qualifiche, su decisione della FOCA.[15] Il suo inserimento era però legato alla eventuale presenza della vettura dell'Alfa Romeo.[16] In assenza di tale vettura venne confermata la sua partecipazione alle qualifiche.

Prequalifiche[modifica | modifica wikitesto]

Resoconto[modifica | modifica wikitesto]

Le prequalifiche si svolsero nel fine settimana precedente a quello del gran premio. Vi parteciparono sette piloti, e solo i migliori tre vennero ammessi alle qualifiche. Tra i non qualificati ci furono Keke Rosberg, che scontò la rottura del propulsore della sua Wolf gestita dalla Theodore Racing, Rolf Stommelen, che lamentò per la tenuta di strada della sua vettura, e Alberto Colombo, che soffrì per un problema al cambio.[10]

Risultati[modifica | modifica wikitesto]

Nella sessione di prequalifica[17] si è avuta questa situazione:

Pos Pilota Costruttore Tempo Status
1 25 Messico Héctor Rebaque Regno Unito Lotus-Ford Cosworth 1'39"88 PQ
2 29 Brasile Nelson Piquet Regno Unito McLaren-Ford Cosworth 1'40"11 PQ
3 30 Stati Uniti Brett Lunger Regno Unito McLaren-Ford Cosworth 1'40"24 PQ
NPQ 23 Austria Harald Ertl Regno Unito McLaren-Ford Cosworth 1'40"27 NPQ
NPQ 32 Finlandia Keke Rosberg Canada Wolf-Ford Cosworth 1'40"75 NPQ
NPQ 36 Germania Rolf Stommelen Regno Unito Arrows-Ford Cosworth 1'40"93 NPQ
NPQ 34 Italia Alberto Colombo Italia Merzario-Ford Cosworth 1'42"24 NPQ

Qualifiche[modifica | modifica wikitesto]

Resoconto[modifica | modifica wikitesto]

Jean-Pierre Jabouille conquistò la seconda fila con la Renault.

Jochen Mass, infortunatosi a una gamba in dei test privati a Silverstone la settima precedente il gran premio, venne sostituito all'ATS dall'austriaco Harald Ertl, che aveva già affrontato, senza successo, le prequalifiche con una Ensign. Inizialmente era stato prospettato l'esordio per l'italiano Piercarlo Ghinzani.[8]

Nella prima giornata di prove, caratterizzata da un improvviso aumento delle temperature, che mise a dura prova la tenuta dei motori, il tempo migliore fu di Mario Andretti su Lotus, in 1'37"780, alla media di 213,540 km/h, tempo che rappresentava il nuovo record ufficioso della pista, di due decimi più basso di quello fatto segnare da Gilles Villeneuve nelle prove libere della settimana precedente al gran premio. Dietro ad Andretti si pose il compagno di scuderia Ronnie Peterson, che ruppe il motore nella sessione del mattino e fu costretto a utilizzare il muletto, una Lotus 78, per il resto della giornata. Terzo chiuse Jean-Pierre Jabouille su Renault, che precedette Villeneuve. Vi furono invece dei problemi tecnici per la Brabham-Alfa Romeo, con Niki Lauda che scontò la rottura del propulsore, chiudendo ottavo.[5]

Al sabato Andretti confermò la pole, sedicesima nel mondiale e settima in stagione, portando il suo tempo a 1'37"520. In prima fila si qualificò Gilles Villeneuve, staccato di tre decimi, mentre la seconda fila fu per Jean-Pierre Jabouille e Niki Lauda. A causa del miglioramento dei tempi di questi piloti, l'altro corridore della Lotus, Ronnie Peterson, retrocedette in quinta posizione. La Renault di Jabouille toccò nel corso delle prove i 273 km/h.[18]

Risultati[modifica | modifica wikitesto]

Nella sessione di qualifica[19] si è avuta questa situazione:

Pos Pilota Costruttore Tempo Griglia
1 5 Stati Uniti Mario Andretti Regno Unito Lotus-Ford Cosworth 1'37"520 1
2 12 Canada Gilles Villeneuve Italia Ferrari 1'37"866 2
3 15 Francia Jean-Pierre Jabouille Francia Renault 1'37"930 3
4 1 Austria Niki Lauda Regno Unito Brabham-Alfa Romeo 1'38"215 4
5 6 Svezia Ronnie Peterson Regno Unito Lotus-Ford Cosworth 1'38"256 5
6 27 Australia Alan Jones Regno Unito Williams-Ford Cosworth 1'38"271 6
7 2 Regno Unito John Watson Regno Unito Brabham-Alfa Romeo 1'38"610 7
8 26 Francia Jacques Laffite Francia Ligier-Matra 1'38"917 8
9 20 Sudafrica Jody Scheckter Canada Wolf-Ford Cosworth 1'38"937 9
10 7 Regno Unito James Hunt Regno Unito McLaren-Ford Cosworth 1'38"938 10
11 11 Argentina Carlos Reutemann Italia Ferrari 1'38"959 11
12 35 Italia Riccardo Patrese Regno Unito Arrows-Ford Cosworth 1'39"179 12
13 14 Brasile Emerson Fittipaldi Brasile Fittipaldi-Ford Cosworth 1'39"421 13
14 3 Francia Didier Pironi Regno Unito Tyrrell-Ford Cosworth 1'39"531 14
15 17 Svizzera Clay Regazzoni Regno Unito Shadow-Ford Cosworth 1'39"621 15
16 4 Francia Patrick Depailler Regno Unito Tyrrell-Ford Cosworth 1'39"630 16
17 16 Germania Hans-Joachim Stuck Regno Unito Shadow-Ford Cosworth 1'39"701 17
18 22 Irlanda Derek Daly Regno Unito Ensign-Ford Cosworth 1'40"075 18
19 8 Francia Patrick Tambay Regno Unito McLaren-Ford Cosworth 1'40"163 19
20 33 Italia Bruno Giacomelli Regno Unito McLaren-Ford Cosworth 1'40"199 20
21 30 Stati Uniti Brett Lunger Regno Unito McLaren-Ford Cosworth 1'40"302 21
22 37 Italia Arturo Merzario Italia Merzario-Ford Cosworth 1'40"702 22
23 19 Italia Vittorio Brambilla Regno Unito Surtees-Ford Cosworth 1'40"805 23
24 29 Brasile Nelson Piquet Regno Unito McLaren-Ford Cosworth 1'40"846 24
NQ 25 Messico Héctor Rebaque Regno Unito Lotus-Ford Cosworth 1'41"063 NQ
NQ 10 Austria Harald Ertl Germania ATS-Ford Cosworth 1'41"185 NQ
NQ 9 Paesi Bassi Michael Bleekemolen Germania ATS-Ford Cosworth 1'41"677 NQ
NQ 18 Italia Gimax Regno Unito Surtees-Ford Cosworth 1'44"408 NQ

Gara[modifica | modifica wikitesto]

Resoconto[modifica | modifica wikitesto]

Durante il warm-up Ronnie Peterson danneggiò la sua Lotus, rendendola inutilizzabile per la gara. Per partecipare allora gli venne affidato nuovamente il muletto, come già nelle qualifiche, una Lotus 78, sulla quale venne montato il motore della vettura incidentata. Al termine del giro di ricognizione lo svedese rientrò ai box per alcuni inconvenienti all’alimentazione ma venne comunque rimandato in pista poco dopo.

Il via della gara venne dato con le vetture in fondo allo schieramento non ancora del tutto ferme sugli stalli di partenza. Alla variante Goodyear, arrivò per primo Gilles Villeneuve seguito da Niki Lauda, Mario Andretti, Jean-Pierre Jabouille, John Watson, Alan Jones, Jacques Laffite, Jody Scheckter e Riccardo Patrese.

Subito dietro s'innescò un incidente che coinvolse dieci piloti: Ronnie Peterson, James Hunt, Derek Daly, Didier Pironi, Hans-Joachim Stuck, Vittorio Brambilla, Clay Regazzoni, Patrick Depailler, Brett Lunger e Carlos Reutemann. Ronnie Peterson partito male, forse perché il motore nell'incidente della mattina aveva imbarcato sabbia, rimase intruppato fra diverse vetture, con gli ultimi dello schieramento partiti praticamente lanciati. All'altezza della chicane James Hunt e Peterson, affiancati in quel momento, vennero a contatto: la Lotus dello svedese sbandò e andò a urtare il guardrail posto all’imbocco del vecchio anello ad alta velocità. La vettura, con l'avantreno disintegrato, prese fuoco, fermandosi in mezzo la pista.

Il caos in pista fu notevole, tanto da rallentare anche l'arrivo dei soccorsi. Peterson aveva delle fratture agli arti inferiori ma era ancora cosciente, e venne estratto a fatica da ciò che restava della sua vettura da alcuni suoi colleghi, come Hunt e Clay Regazzoni, oltre che dai volontari di CEA Squadra Corse, i quali spensero prontamente le fiamme (dopo questo avvenimento, essi saranno soprannominati "i Leoni della CEA" per denotare il coraggio e la tenacia nei soccorsi). Per questo suo impegno Hunt venne premiato con la Conchiglia d'oro da parte dell'Automobile Club di Svezia.[20]

Vittorio Brambilla, colpito al capo da uno pneumatico perso da qualche vettura, venne trasportato all'ospedale privo di coscienza in condizioni critiche, mentre un altro pilota, Hans-Joachim Stuck, rimase anch'egli colpito da una ruota impazzita, ma senza gravi conseguenze.

Fu molto lungo il lavoro dei commissari di pista per pulire il tracciato dai detriti. Oltre a Peterson, Brambilla e Stuck, non poterono riprendere la gara Brett Lunger e Didier Pironi, a causa dell'indisponibilità delle rispettive vetture. Rimasero così in gara 19 vetture, mentre nessuno dei non qualificati, che avrebbe potuto sostituire i non partenti, fu pronto per la ripartenza, fissata per le 17:15, poi posticipata alle 17:30, due ore dopo la prima partenza. Nel nuovo giro di formazione Jody Scheckter fece sbattere la sua Wolf contro le barriere alla seconda di Lesmo. Il pilota rimase incolume. I piloti, guidati da Carlos Reutemann e Mario Andretti, chiesero di poter ispezionare il luogo del nuovo incidente e chiesero la riparazione del guardrail, scontrandosi con la volontà degli organizzatori di procedere immediatamente alla partenza. Venne deciso di accettare la richiesta dei piloti, decidendo così di riparare il guardrail.

Ronnie Peterson estratto dalla sua vettura in fiamme dopo l'incidente alla partenza.

Si ripartì alle 18:15, con la gara ridotta a soli 40 giri a causa del possibile arrivo dell'oscurità. Alla nuova partenza Gilles Villeneuve e Mario Andretti anticiparono lo starter (che indugiò nel dare il semaforo verde) e guidavano il gruppo seguiti ora da Jean-Pierre Jabouille, Niki Lauda, Carlos Reutemann e Alan Jones. Il motore turbo della Renault cedette al sesto giro, mentre John Watson risalì fino alla quinta posizione dopo 9 giri. Watson, al termine della gara, dichiarò che era stato indotto a credere che la gara fosse stata resa non valida per il campionato, vista la partenza dei primi due così anticipata, a cui non aveva fatto subito seguito una penalizzazione.

La direzione di gara, solo dopo aver visionato le immagini della partenza, decise di penalizzare Villeneuve e Andretti di un minuto, per la partenza anticipata. Ora perciò era Lauda a condurre (anche se di fatto era terzo dietro ai due penalizzati) davanti a Reutemann, Watson e Alan Jones.

Al giro 18 Riccardo Patrese e Jacques Laffite superarono Jones ma il padovano si ritirò dieci giri dopo col motore rotto. Tre giri dopo Watson superò Carlos Reutemann mentre Jones fu costretto a fermarsi per cambiare gli pneumatici.

Quando mancavano 5 giri al termine Andretti passò Villeneuve, tagliando il traguardo davanti al canadese; in classifica i due, penalizzati, erano effettivamente solo sesto e settimo. Vinse così Niki Lauda davanti a Watson, Reutemann, Laffite, Patrick Tambay e, appunto, Andretti e Villeneuve.[21]

La Brabham colse una doppietta che mancava da quattro stagioni (Gran Premio degli Stati Uniti 1974, Carlos Reutemann primo, Carlos Pace secondo). Dodicesima e ultima vittoria per una vettura motorizzata Alfa Romeo. Mario Andretti ottenne la certezza matematica del titolo iridato visto che Peterson, gravemente infortunato, era il solo pilota che poteva ancora impensierirlo per il campionato.

Risultati[modifica | modifica wikitesto]

I risultati del gran premio[22] furono i seguenti:

Pos No Pilota Costruttore Giri Tempo/Ritiro Pos. Griglia Punti
1 1 Austria Niki Lauda Regno Unito Brabham-Alfa Romeo 40 1h07'04"54 4 9
2 2 Regno Unito John Watson Regno Unito Brabham-Alfa Romeo 40 +1"48 7 6
3 11 Argentina Carlos Reutemann Italia Ferrari 40 +20"47 11 4
4 26 Francia Jacques Laffite Francia Ligier-Matra 40 +37.53 8 3
5 8 Francia Patrick Tambay Regno Unito McLaren-Ford Cosworth 40 +40"39 19 2
6 5 Stati Uniti Mario Andretti[23] Regno Unito Lotus-Ford Cosworth 40 +46"33 1 1
7 12 Canada Gilles Villeneuve[23] Italia Ferrari 40 +48"48 2
8 14 Brasile Emerson Fittipaldi Brasile Fittipaldi-Ford Cosworth 40 +55"24 13
9 29 Brasile Nelson Piquet Regno Unito McLaren-Ford Cosworth 40 +1'06"83 24
10 22 Irlanda Derek Daly Regno Unito Ensign-Ford Cosworth 40 +1'09"11 18
11 4 Francia Patrick Depailler Regno Unito Tyrrell-Ford Cosworth 40 +1'16"57 16
12 20 Sudafrica Jody Scheckter Canada Wolf-Ford Cosworth 39 +1 giro 9
13 27 Australia Alan Jones Regno Unito Williams-Ford Cosworth 39 +1 giro 6
14 33 Italia Bruno Giacomelli Regno Unito McLaren-Ford Cosworth 39 +1 giro 20
NC 17 Svizzera Clay Regazzoni Regno Unito Shadow-Ford Cosworth 33 +7 giri 15
Rit 35 Italia Riccardo Patrese Regno Unito Arrows-Ford Cosworth 28 Motore 12
Rit 7 Regno Unito James Hunt Regno Unito McLaren-Ford Cosworth 19 Distributore 10
Rit 37 Italia Arturo Merzario Italia Merzario-Ford Cosworth 14 Motore 22
Rit 15 Francia Jean-Pierre Jabouille Francia Renault 6 Motore 3
Rit 6 Svezia Ronnie Peterson Regno Unito Lotus-Ford Cosworth 0 Incidente mortale 5
Rit 3 Francia Didier Pironi Regno Unito Tyrrell-Ford Cosworth 0 Incidente 14
Rit 16 Germania Hans Joachim Stuck Regno Unito Shadow-Ford Cosworth 0 Incidente 17
Rit 30 Stati Uniti Brett Lunger Regno Unito McLaren-Ford Cosworth 0 Incidente 21
Rit 19 Italia Vittorio Brambilla Regno Unito Surtees-Ford Cosworth 0 Incidente 23
NQ 25 Messico Héctor Rebaque Regno Unito Lotus-Ford Cosworth
NQ 10 Austria Harald Ertl[24] Germania ATS-Ford Cosworth
NQ 9 Paesi Bassi Michael Bleekemolen Germania ATS-Ford Cosworth
NQ 18 Italia Gimax Regno Unito Surtees-Ford Cosworth
NPQ 23 Austria Harald Ertl[24] Regno Unito Ensign-Ford Cosworth
NPQ 32 Finlandia Keke Rosberg Canada Wolf-Ford Cosworth
NPQ 36 Germania Rolf Stommelen Regno Unito Arrows-Ford Cosworth
NPQ 38 Italia Alberto Colombo Italia Merzario-Ford Cosworth

Classifiche[modifica | modifica wikitesto]

Polemiche dopo la gara e il processo[modifica | modifica wikitesto]

Al termine della gara vi furono pesanti polemiche in merito alla sicurezza del tracciato monzese. Niki Lauda, che non si presentò sul podio e lasciò immediatamente il tracciato,[27] affermò:

« Sono nauseato di Monza. Non ne voglio più sentire parlare e non mi importa nulla di questa vittoria.[28] »

Mario Andretti, neo campione del mondo, aggiunse:

« Non pensavo proprio che potesse chiudersi in questa maniera, con Ronnie e Vittorio all'ospedale. Era molto che non capitava più nulla, e io speravo di chiudere la stagione con soltanto la gioia nel cuore. Nella prima partenza siamo stati colti di sorpresa dal semaforo verde. Nella seconda c'è stata molta confusione, tutti si muovevano. Ci vorrebbe una soluzione pratica, per questo problema: uno starter professionista che desse il via in tutte le gare del Campionato mondiale. Noi conosceremmo lui, i suoi sistemi, e lui i nostri. Ognuno si saprebbe regolare meglio. Fino a che ci saranno le corse automobilistiche non si potranno eliminare totalmente gli incidenti. Le macchine e le piste avranno sempre dei difetti. Questo è sicuro. Possiamo fare dei piccoli passi avanti, ma poco alla volta, senza arrivare alla sicurezza assoluta. Quindi, non mi sento di condannare né Monza né un altro tracciato. Certo che, qui, quella chicane subito dopo la partenza è pericolosissima: la pista, molto larga, invita il gruppo, al via, ad aprirsi a ventaglio, e poi ci si chiude tutti come in un imbuto. Sarebbe una cosa da evitare, così come i guard-rail, che non dovrebbero essere mal messi ad angolo retto sulla possibile direzione d'uscita di una macchina, ma in senso orizzontale, in maniera che la vettura, In caso di uscita di strada, rimbalzasse soltanto di striscio.[28] »
Quello che restava della vettura di Ronnie Peterson dopo l'incidente alla prima partenza.

Clay Regazzoni, che era stato inizialmente era stato accusato per l'incidente da Bernie Ecclestone, replicò:

« «È inutile che venga qui a combinare i suoi sporchi affari. Poi danno la colpa al piloti. L'incidente di oggi è stato provocato in gran parte anche da una errata partenza data dal direttore di corsa Restelli. Ouando è scattato il verde c'erano ancora molti piloti che non avevano completato l'allineamento, e quindi hanno effettuato una partenza lanciata. Un uomo come lui dovrebbe sapere che in poche centinaia di metri noi arriviamo alle chicanes ad oltre 200 all'ora.[29] »

In merito ai soccorsi il ticinese accusò il dr. Watkins, medico del mondiale, di non essere giunto tempestivamente sul luogo dell'incidente.[29]

Il primario del pronto soccorso dell'Ospedale Niguarda di Milano, ove erano stati ricoverati Ronnie Peterson e Vittorio Brambilla comunicò che lo svedese aveva ustioni di primo grado e numerose fratture mentre Brambilla aveva subito una frattura laterale esterna sinistra alla volta cranica con trauma cranico-encefalico. Aggiunse che Brambilla era più grave dello svedese anche se lo svedese avrebbe dovuto subire una degenza molto più lunga.[30]

Lo svedese, che subì un intervento di oltre sei ore al fine di ridurre le molte fratture, entrò, alle 06:15 del lunedì mattina, in coma respiratorio e decedette alle 09:50.[31] Il decesso venne attribuito a una tromboembolia gassosa.[32] La decisione di operare il pilota subito dopo l'incidente venne criticata da specialisti svedesi e italiani.[33] Gli accertamenti effettuati dopo il decesso esclusero che il corpo fosse stato intossicato da ossido di carbonio o da altre sostanze sprigionate dall'incendio della sua monoposto.[34] Nel pomeriggio del 13 settembre, con un aereo della sua scuderia, il corpo dello svedese venne trasportato a Stoccolma.[34] Due giorni dopo si svolsero le esequie del pilota nella sua città natale, Örebro, presso la chiesa di San Nikolai, a cui parteciparono la sua scuderia e diversi piloti e manager della Formula 1.[35]

In Svezia si propose, a seguito della morte di Peterson, di vietare le corse automobilistiche e di riconventire ad altro uso il Circuito di Anderstorp.[36]

Le condizioni di Brambilla migliorarono invece gradualmente.[31] Il 18 settembre venne sciolta la prognosi per il pilota monzese, che comunque non prese più parte a nessun gran premio nella stagione.[37]

Con la morte di Peterson, avvenuta a Milano, la competenza del caso passò alla Procura della Repubblica del capoluogo lombardo, che affidò il caso ad Armando Spataro. Il magistrato dispose il sequestro di tutte le vetture coinvolte, l'acquisizione e delle immagini disponibili e dell'autopsia di Peterson. L'inchiesta sportiva venne condotta dal direttore dell'Autodromo Nazionale di Monza, Giuseppe Bacigaluppi, coadiuvato da Robert Langford, in rappresentanza della CSI.[38] Anche il governo italiano, tramite il ministro per il Turismo e Spettacolo, Carlo Pastorino, promosse una sua indagine amministrativa sull'incidente.[39]

Secondo la ricostruzione fatta Hunt si trovò chiuso tra Patrese e Peterson, la sua vettura agganciò quella dello svedese che andò a picchiare contro il guardrail, ripiombando in pista all'arrivo della monoposto di Brambilla.[40] James Hunt accusò Riccardo Patrese per la manovra, considerata troppo brusca, di spostamento verso l'interno del tracciato, che avrebbe costretto il britannico a toccare la vettura di Peterson. Patrese rigettò le accuse.[41] Anche Emerson Fittipaldi criticò la manovra del padovano, chiedendo che gli venisse ritirata la licenza per correre in Formula 1, mentre Carlos Reutemann rivelò che, prima del gran premio, aveva chiesto all'Arrows, scuderia di Patrese, di raccomandare al pilota un comportamento più prudente.[42] Alcune immagini, girate da un'emittente privata milanese, Antenna Nord, mostravano però anche uno spostamento dalla traiettoria di Jody Scheckter verso destra, nel tentativo di passare Jacques Laffite: questo movimento avrebbe a sua volta costretto Patrese a spostarsi a sinistra.[43]

Gli organizzatori del GP di Watkins Glen, quello successivo a quello di Monza, rifiutarono l'iscrizione alla gara di Patrese, in seguito alle polemiche scoppiate sulla sua condotta di gara.[44] La decisione fu influenzata dalla pressione di alcuni colleghi del padovano (Niki Lauda, James Hunt, John Watson e Emerson Fittipaldi) che si sarebbero rifiutati di prendere parte al gran premio in caso di sua presenza.[45]

La Procura di Milano inviò delle comunicazioni giudiziarie a Patrese e allo starter, Gianni Restelli.[46] La procura si avvalse del contributo di una commissione tecnica di cui fecero parte diverse personalità, tra cui Cesare Fiorio, allora presidente dell'Asa Fiat-Lancia-Abarth Corse.[47]

Patrese e Restelli vennero citati a giudizio, per omicidio colposo, nel febbraio del 1981. Mario Andretti prese le difese di Patrese affermando che l'incidente era dovuto a una fatalità e non vi erano responsabilità di Patrese.[48] Per l'accusa invece Patrese aveva effettuato una manovra che aveva costretto la vettura di James Hunt a collidere con quella di Ronnie Peterson. Rastelli venne invece accusato di aver azionato la luce verde del via troppo precipitosamente, quando le ultime file dello schieramento non erano ancora ferme. Secondo la stampa il giudizio della commissione di esperti scagionava Patrese e Restelli, ma vi sarebbe stata una tesi opposta in una relazione della polizia stradale di Arcore.[49]

L'accusa, dopo il dibattimento, chiese la condanna a 8 mesi, con la condizionale, per Riccardo Patrese per omicidio colposo, mentre per Gianni Restelli venne chiesta l'assoluzione per non aver commesso il fatto.[50] Nonostante le testimonianze non favorevoli di James Hunt e Arturo Merzario nei confronti di Patrese, vennero entrambi assolti.[51]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Corsa prevista su 52 giri, ridotta a causa del ritardo dovuto agli incidenti.
  2. ^ Previsti inizialmente 301,600 km.
  3. ^ (ES) Xavier Ventura, Se confirma el ingreso de Reutemann en "Lotus" in El Mundo Deportivo, 6-8-1978, p. 25. URL consultato il 18-8-2012.
  4. ^ Ercole Colombo, Chapmam spiega il perché s'è assicurato Reutemann in La Stampa, 8-9-1978, p. 10.
  5. ^ a b Cristiano Chiavegato, Monza, già festa per Andretti in La Stampa, 9-9-1978, p. 13.
  6. ^ Depailler lascia la Tyrrell per Ligier in La Stampa, 10-9-1978, p. 15.
  7. ^ Monza: F.1 batte ecologia in Stampa Sera, 3-8-1978, p. 14.
  8. ^ a b Ercole Colombo, Milano e Monza non cacciano l'autodromo in La Stampa, 6-9-1978, p. 10.
  9. ^ Ercole Colombo, Presentato Monza 2 in La Stampa, 9-9-1978, p. 13.
  10. ^ a b Ercole Colombo, Pre-prove: sul circuito c'è già aria di vigilia in Stampa Sera, 4-9-1978, p. 15.
  11. ^ Ercole Colombo, Esordio a Monza per l'Alfa-Alfa? in La Stampa, 30-7-1978, p. 14.
  12. ^ Chiarimenti sull'Alfa in La Stampa, 26-8-1978, p. 10.
  13. ^ Giorgio Terruzzi, F. 1, Lauda ha provato la nuova Alfa-"È una macchina abbastanza buona" in La Stampa, 24-8-1978, p. 10.
  14. ^ Monza, prove Ferrari per battere la Lotus in La Stampa, 30-8-1978, p. 12.
  15. ^ Merzario inscrito de "oficio" en el G.P. de Italia in El Mundo Deportivo, 10-8-1978, p. 22. URL consultato il 17-8-2012.
  16. ^ Diez pilotos en las precalificaciones del G.P. de Italia in El Mundo Deportivo, 11-8-1978, p. 23. URL consultato il 17-8-2012.
  17. ^ Risultati delle prequalifiche
  18. ^ Cristiano Chiavegato, Villeneuve-Ferrari all'attacco di Andretti-Lotus in La Stampa, 10-9-1978, p. 15.
  19. ^ Risultati delle qualifiche
  20. ^ Premiato Hunt dagli svedesi in Stampa Sera, 22-9-1978, p. 11.
  21. ^ Giorgio Viglino, Quattro lunghe e drammatiche ore a Monza in Stampa Sera, 11-9-1978, p. 10.
  22. ^ Risultati del gran premio
  23. ^ a b Mario Andretti e Gilles Villeneuve giunti, rispettivamente, primo e secondo, vennero penalizzati di un minuto per partenza anticipata.
  24. ^ a b Harald Ertl fu iscritto alle prequalifiche dalla Ensign. Non prequalificato, venne poi ingaggiato dalla ATS per sostituire Jochen Mass.
  25. ^ Mario Andretti campione del mondo piloti per la stagione 1978, visto il decesso di Ronnie Peterson, unico pilota ancora in grado matematicamente di insidiarlo in graduatoria.
  26. ^ La Lotus era già matematicamente vincitrice della Coppa Costruttori per il 1978.
  27. ^ Ercole Colombo, Villeneuve fa sognare i tifosi-L'Alfa festeggia la vittoria in Stampa Sera, 11-9-1978, p. 10.
  28. ^ a b Cristiano Chiavegato, Lauda è nauseato-Andretti è sconvolto in Stampa Sera, 11-9-1978, p. 10.
  29. ^ a b Cristiano Chiavegato, I piloti si difendono, nessuno è colpevole in Stampa Sera, 11-9-1978, p. 11.
  30. ^ Timori per Brambilla in Stampa Sera, 11-9-1978, p. 10.
  31. ^ a b Giorgio Viglino, Monza, ancora una tragedia in Stampa Sera, 11-9-1978, p. 13.
  32. ^ I perché del collasso in La Stampa, 12-9-1978, p. 13.
  33. ^ Medici svedesi accusano in La Stampa, 12-9-1978, p. 13.
  34. ^ a b Marzio Fabbri, Anche Scheckter all'origine del dramma? in La Stampa, 13-9-1978, p. 15.
  35. ^ Walter Rosboch, La difesa di Chapman ai funerali di Peterson in La Stampa, 16-9-1978, p. 17.
  36. ^ Accuse degli inglesi e degli svedesi in La Stampa, 13-9-1978, p. 11.
  37. ^ Brambilla sta bene - Visita di Patrese in La Stampa, 19-9-1978, p. 14.
  38. ^ Michele Fenu, Il magistrato sequestra tutto in La Stampa, 12-9-1978, p. 13.
  39. ^ Anche il governo indaga su Monza in La Stampa, 13-9-1978, p. 11.
  40. ^ La fatale carambola in La Stampa, 12-9-1978, p. 13.
  41. ^ Ercole Colombo, Patrese insiste nel difendersi in La Stampa, 12-9-1978, p. 13.
  42. ^ Patrese imputato in Stampa Sera, 13-9-1978, p. 9.
  43. ^ Una tv accusa Scheckter in Stampa Sera, 14-9-1978, p. 9.
  44. ^ Vietato correre per Patrese in La Stampa, 22-9-1978, p. 17.
  45. ^ Carlo Ricono, Quattro piloti non volevano in La Stampa, 22-9-1978, p. 17.
  46. ^ Ercole Colombo, Brambilla migliora, indagini sempre più serrate in La Stampa, 13-9-1978, p. 11.
  47. ^ Nuovo film sul dramma all'esame del magistrato in La Stampa, 16-9-1978, p. 17.
  48. ^ Patrese: "Non ho paura perché sono innocente" in La Stampa, 21-02-1981, p. 21.
  49. ^ Periti favorevoli-polizia contraria in La Stampa, 21-02-1981, p. 21.
  50. ^ Marzio Fabbri, Patrese: l'accusa ha chiesto 8 mesi al processo per la morte di Peterson in La Stampa, 29-10-1981, p. 9.
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Campionato mondiale di Formula 1 - Stagione 1978
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