Èze

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Èze
comune
Èze – Stemma
Il paese d'Èze, veduta dal giardino botanico
Il paese d'Èze, veduta dal giardino botanico
Localizzazione
Stato Francia Francia
Regione Blason région fr Provence-Alpes-Côte d'Azur.svg Provenza-Alpi-Costa Azzurra
Dipartimento Nice Arms.svg Alpi Marittime
Arrondissement Nizza
Cantone Villefranche-sur-Mer
Territorio
Coordinate 43°43′N 7°22′E / 43.716667°N 7.366667°E43.716667; 7.366667 (Èze)Coordinate: 43°43′N 7°22′E / 43.716667°N 7.366667°E43.716667; 7.366667 (Èze)
Altitudine 424 m s.l.m.
Superficie 9,48 km²
Abitanti 2 865[1] (2009)
Densità 302,22 ab./km²
Altre informazioni
Cod. postale 6360
Fuso orario UTC+1
Codice INSEE 06059
Nome abitanti Ézasques (FR), Ezaschi (IT)
Cartografia
Mappa di localizzazione: Francia
Èze
Sito istituzionale

Èze (in italiano Eza[2], ormai desueto; in occitano Esa) è un comune francese di 2.865 abitanti situato nel dipartimento delle Alpi Marittime della regione della Provenza-Alpi-Costa Azzurra.

Con Senones (Vosgi), Laval (Mayenne), Sarras (Ardèche), Noyon (Oise) e Serres (Alte Alpi), Èze è uno dei rari toponimi dei comuni francesi a portare un nome palindromico.

Città[modifica | modifica wikitesto]

La città storica, in collina, è oggi conosciuta come Èze-Village mentre la moderna riviera, sorta nel novecento, è chiamata Èze-Bord-de-Mer.

Informazioni[modifica | modifica wikitesto]

È inerpicandosi per i tornanti d’oro del suo nero percorso, per riprendere i termini di Stephen Liégard, l’inventore dell’espressione Costa Azzurra, che il visitatore arriva ad Èze, lasciando alla sua sinistra il Sentiero di Nietzsche. È durante l’ascensione che il filosofo compose uno dei capitoli di Così Parlò Zarathustra.

All'entrata del villaggio, la Postierla del XIV secolo, nonostante i segni del tempo e le offese saracene e francesi, sembra ancora attendere gli eventuali assalitori. Un cannone del XIV secolo protegge la prima porta ad arco pieno. Dei merli tradiscono la presenza di bertesche sul cammino di ronda, raggiungibile da una scala situata proprio dietro la seconda porta, coronata da un arco spezzato.

Per meglio scoprire Èze bisogna lasciarsi guidare dall’istinto, fidarsi degli aromi di un gelsomino per trovarsi in uno dei suoi vicoli inondati di sole, su frammenti del muro risalenti all’età del bronzo, di fronte ad oggetti in ferro battuto minuziosamente lavorati ai quali si aggrappa un’indisciplinata camelia o di fronte a pitture a trompe l’œil come le false persiane su di una facciata della Via Principale.

Tra tutte le case del villaggio, quella dei Riquier in Piazza Pianeta, si distingue per la porta ornata di bassorilievi. I Riquier, originari di Nizza, furono tra i primi signori di Èze, ed il villaggio fu il loro più antico feudo fuori Nizza. La loro dominazione durò da XIII al XIV secolo. Nel 1930, uno degli ultimi proprietari di Casa Riquier ha collocato la Fontana all’italiana, il cui rifornimento idrico restò per molto tempo a carico delle cisterne del villaggio. Bisognerà attendere fino al 1952 perché l’acqua arrivi alle case.

Èze accoglie altre notevoli dimore, e in particolare lo Château de la Chèvre d’Or (Castello della Capra d'Oro) e lo Château Èze, antica residenza del principe Guglielmo di Svezia dal 1923 al 1953.

I pianterreni, trasformati in boutique e in atelier di artisti, servivano un tempo da cantine per i vini, o da stalla per il bestiame. Bisogna immaginare questi vicoli percorsi dagli asini di ritorno dai campi terrazzati della vallata dell’Aighetta, o di San Lorenzo d'Èze, carichi di fichi, di carruba, di olive e di agrumi quali i mandarini di Èze.

Centenario dell'unione di Èze alla Francia

La cappella della Santa Croce, conosciuta anche con il nome di “Cappella dei Penitenti Bianchi”, datata 1306, sarebbe il più antico edificio del comune.

È là che si riunivano i membri dell'ordine laico della Confraternita dei "Penitenti Bianchi" di Eza, incaricati di portare l’assistenza del villaggio alla Provenza fino alla fine del XIV secolo. In questa cappella, tra il 15 e il 16 aprile del 1860, gli abitanti votarono all’unanimità il ritorno del loro villaggio alla Francia. All’interno raccoglie oggi un ricco mobilio, e in particolare un crocifisso attribuito a Ludovico Brea.

La facciata spoglia della Chiesa di Nostra Signora dell’Assunzione, iniziata nel 1764 e consacrata nel 1772, contrasta con la magnificenza della navata e del coro, che si caratterizzano per gli ornamenti barocchi e le pitture trompe l’œil (pitture che ingannano l’occhio). All’interno, una croce egiziana ricorda che Èze (in latino Isia) affonda le sue radici nei misteri della dea Iside. Secondo la tradizione i Fenici vi avrebbero eretto un tempio in suo onore. Nel piccolo cimitero disposto sulle terrazze di fronte alla vallata dell’Aighetta, riposa dal 1974 l’attore e umorista Francis Blanche.

In vetta al villaggio, a 429 metri sul livello del mare, si può gustare uno dei panorami più eccezionali della riviera. Il profilo dei cactus e le vestigia del castello si stagliano nel cielo. Quest’ultime testimoniano lo zelo con il quale i soldati di Luigi XIV smantellarono questa fortezza quasi circolare disposta su vari livelli. Il Giardino Esotico, creato nel 1949 dall’ingegnere agronomo Jean Gastaud, raggruppa un centinaio di varietà di piante. Le sue agavi, aloe, euforbie e cactus (tra i quali l’Opuntia, con le sue spine traslucide che riflettono la luce mediterranea) s’incrociano e si riproducono in mezzo a queste aride rovine che sembrano illustrare a loro modo il motto del comune: Moriendo Renascor (Morendo Risorgo).

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Antichità[modifica | modifica wikitesto]

Come il resto del litorale delle Alpi Marittime, il territorio del comune d'Eza (Èze ed Esa) è occupato sin dai tempi antichi.

Il monumento più rimarchevole è quello del Monte Bastida (Mont-Bastide) che sovrasta Beaulieu-sur-Mer e la baia di San Giovanni, su uno sperone roccioso che costeggia la Cornice Grande (Grande Corniche).

La tradizione locale, fondata sulle elucubrazioni degli eruditi del XIX secolo ed inizio del XX, ne fece una fondazione fenicia, un palazzo miceneo od un oppidum ligure risalente alla prima Età del ferro.

Le ricerche recenti hanno permesso di mettere in luce un grosso borgo agricolo protetto da una solida cinta muraria, la cui organizzazione urbana è molto chiusa. Grandi abitazioni in pietra secca che sostengono un piano, s'organizzano attorno ad una grande via che attraversa il villaggio da una parte all'altra. Il piano terra (pianterreno) di ogni casa ricovera strutture od impianti di pressaggio, destinate alla produzione domestica del vino o dell'olio d'oliva.

Le tracce d'occupazione più antiche rimontano al I secolo a.C., ma il periodo più forte d'attività si situa tra l'epoca d'Augusto e quella dei Flavi[3].

Medioevo[modifica | modifica wikitesto]

Bruno Richerii, cavaliere, originario di Nizza, vicario di Hyères nel 1328, fu cosignore d'Eza. Come per i Badat, il gentilizio Richerii, antico casato consolare nizzardo, sarebbe stato nobilitato nel XIII secolo, grazie alla sua ricchezza e per il favore dei Genovesi che tale famiglia supportava[4]. Famiglio del re Roberto d'Angiò, Bruno era il figlio di Giovanni Richeri (Jean Riquier), cosignore d'Eza, e di Beatrice Badat[5].

Nel 1333, con suo fratello Marino, possedeva una parte della signoria d'Eza, mentre alcuni anni più tardi, la parte di Marino sembrava esser passata nelle mani di Bruno[6]. Secondo A. Venturini, egli avrebbe avuto per successore suo figlio, Onorato, cosignore d'Eza.

Il 24 luglio 1316, re Roberto d'Angiò domandò al siniscalco di rimettere, se vi fosse stato posto, Bonifacio Richieri, detto Bruno, figlio del defunto Giovanni Richeri (Jean Riquier) d'Eza, ed i suoi fratelli, nel possesso dei castelli di Mentone e di "Pepino" e di far cessare il disturbo che era loro apportato da Balianus Ventus e "consortes sui"[7].

Il 27 maggio 1348, il fratello del sotto-vicario d'Aix nel 1325 e del vicario di Grasse dal 1340 al 1341, Giovanni, Luigi Rebuffelli fu nominato castellano d'Eza[8]. Onorato Richerii, vicario di Hyères nel 1376, succedette a Bruno e divenne cosignore d'Eza[9].

Dopo il periodo altomedievale di appartenenza di Eza alla Provenza, il paese passa alla Contea di Savoia nel 1388, e da quel momento storico seguirà il destino del Ducato di Savoia.

Epoca moderna[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1543, Eza subisce l’offensiva della flotta ottomana di Solimano il Magnifico, alleato di re Francesco I di Francia, e durante i secoli XVII nel XVIII, durante la sua appartenenza al Regno di Sardegna e Piemonte, il villaggio sarà occupato e devastato più volte dall’esercito francese.

Il comune di Eza ha seguito quindi, con tutta la contea di Nizza, fin dal 1388, le vicende storiche prima della Contea di Savoia e del Ducato di Savoia, e poi dopo il Congresso di Vienna, dal 1815 al 1860, le sorti del Regno di Sardegna e Piemonte, per essere poi annesso nel 1861 alla Francia.

Fino all'inizio del XIX secolo, Eza inglobava inglobava l'allora sua frazione di Trinità che sarà denominata Trinità Vittorio, oggi La Trinité, che ne è stata distaccata dal Governo savoiardo del Regno di Sardegna nel 1818.

In epoca contemporanea Eza è stata servita, dal 1900 al 1929, da una linea della Tranvia di Nizza e del Litorale nizzardo.

Geografia[modifica | modifica wikitesto]

Il comune d'Èze (Eza) appartiene geograficamente alla regione fisica italiana, come tutto l'ex Contado di Nizza, e s'estende su un territorio scosceso, che va dal bordo del mare, dove una frazione forma "Èze-sur-Mer" (Eza sul Mare), toponimo che riprende il nome della stazione ferroviaria locale, mentre la segnaletica stradale indica "Èze-Bord-de-Mer" (letteralmente Eza in riva al mare), fino al al culmine dirupato, dove vecchie case pittoresche e medievali formano Èze-Village (Eza-paese).

Il quartiere di Saint-Laurent-d'Èze (San Lorenzo d'Eza) congiunge la riva del mare al centro storico del villaggio dove, dopo gl'incendi dolosi e terribili degli anni 1980, molti abitanti del luogo vi fecero costruire le loro ville.

Il Col d'Èze (Colle d'Eza) è situato in prossimità dell'omonimo comune d'Eza.

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti

Cultura locale e Patrimonio[modifica | modifica wikitesto]

Luoghi e monumenti[modifica | modifica wikitesto]

Edifici civili[modifica | modifica wikitesto]

Il villaggio d'Eza propone nel seno delle sue stradine e viuzze labirintiche, numerosi negozi e botteghe (boutiques) d'artigianato d'arte, ed il turismo è la principale risorsa del comune.

Un castello in rovina alberga ora un giardino esotico dalla vista straordinaria, e sovrasta un cimitero dove riposano alcune personalità.

Il "cammino" di Nietzsche che pare dal bordo del mare, serpeggia su un pendio ripido fino al villaggio arroccato, e si dice che il filosofo, alloggiando alla fine della sua vita a Nizza, malato, frequentò tale percorso, e se ne ispirò per scrivere la terza parte della sua opera 'Così parlò Zaratustra.

Edifici religiosi[modifica | modifica wikitesto]

Persone legate al Comune[modifica | modifica wikitesto]

Clorine Malaussena
Due giorni più tardi, lunedì 24 aprile alle dieci, ella ritorna ad Eza, dove riposa ancora oggi nel sepolcreto dei Fighiera. Il corteo funebre s'è formato sulla "Place César-Marie Figuiera" (Piazza Cesare Maria Fighiera), dove il suo feretro in legno d'olivo, è portato a spalla da sei Ezaschi: nessun nome su tale bara, e nemmeno alcuna data sulla cassa. Sua pronipote, Clorine Cottier, è inumata a suo fianco.

Araldica, motto e logotipo[modifica | modifica wikitesto]

Il motto della cittadina è Isia Moriendo Renascor ed il suo emblema è una fenice appollaiata su un osso, che ha per significato: Eza, morendo rinasco.

Galleria fotografica[modifica | modifica wikitesto]

Curiosità[modifica | modifica wikitesto]

  • Bono e The Edge, rispettivamente cantante e chitarrista degli U2, posseggono una villa sulla riviera di Èze.
  • Il sentiero che unisce Èze-Village con Èze-Bord-de-Mer è dedicato al filosofo tedesco Friedrich Nietzsche, che qui scrisse la terza parte di Così parlò Zarathustra.

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ INSEE popolazione legale totale 2009
  2. ^ [1]
  3. ^ ↑ Pascal Arnaud et Michiel Gazenbeek, Habitat rural antique dans les Alpes-Maritimes: Actes de la table ronde Valbonne, Centre d'études Préhistoire, Antiquité, Moyen Âge, 22 mars 1999, Antibes, 2001.
  4. ^ Poly, La provencee, pp.311-312
  5. ^ Venturini, Evolution, t.I, p.136
  6. ^ Venturini, Evolution, t.I, p.171
  7. ^ Perrat, Actes, p.180
  8. ^ AD du 13, série B3f32v
  9. ^ Venturini, Evolution, t.I, p.172
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