Corpo militare della Croce Rossa Italiana

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Corpo militare volontario della Croce Rossa Italiana
Distintivo Corpo Militare CRI.jpg
Stemma araldico del Corpo militare volontario della Croce Rossa Italiana
Descrizione generale
Attiva 1866
Nazione Italia Italia
Tipo Corpo speciale volontario ausiliario delle FF.AA.
Ruolo Primo soccorso in zone di guerra o di operazioni umanitarie multinazionali, protezione civile, NBC
Dimensione 19.000 unità circa, 314 in servizio attivo
Ispettorato nazionale Via "M.O.vm S.Ten.me CRI Luigi Pierantoni, 3/5, Roma
Motto Inter arma caritas
Colori Beige Libia IC 038 per i mezzi
Decorazioni medagliere
Sito internet Corpo militare Cri
Parte di
Comandanti
Ispettore nazionale Maggior generale CRI Gabriele Lupini

[senza fonte]

Voci su unità militari presenti su Wikipedia

Il Corpo militare volontario della Croce Rossa Italiana[1] è un corpo militare speciale volontario ausiliario delle forze armate italiane, la cui costituzione risale al 1866.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

In seguito all'armistizio di Cassibile, unità del Corpo Militare prestarono soccorso alle persone ferite a Porta San Paolo, nel corso dei combattimenti per la difesa della capitale, ma anche in altre occasioni di resistenza alla Wehrmacht. Inoltre fu particolarmente significativa la partecipazione del Corpo agli scontri in Sardegna, durante la ritirata dei tedeschi verso la Corsica.

Fuori dalla penisola, dopo l'8 settembre, il "Gruppo Ospedali da Campo" (formato dal 73º, 74º e 79º ospedale) rimase isolato in Montenegro. Si ricongiuse dopo alcuni giorni di marcia con la 19ª Divisione "Venezia" e gli alpini della "Taurinense", confluendo in seguito nella Divisione italiana "Garibaldi", di cui fece parte fino al termine della guerra.

Nei quasi due anni di conflitto in Italia, le unità del Corpo Militare CRI, che includevano anche le Infermiere Volontarie, vennero inquadrate nella 209ª (in supporto al primo distretto britannico) e 212ª Divisione ausiliaria del Corpo Italiano di Liberazione. Con lo scioglimento nel settembre 1944 del CIL, vennero inquadrate nei Gruppi di Combattimento dell'esercito cobelligerante.

Il Corpo Militare partecipò attivamente alla guerra di Resistenza, simbolicamente culminata con l'uccisione alle Fosse Ardeatine di due Ufficiali, il tenente medico Luigi Pierantoni ed il sottotenente Cgmmissario Guido Costanzi. Dall'ottobre 1951 al gennaio 1955 l'ospedale da campo n. 68 partecipò con le forze dell'O.N.U. al conflitto in Corea, inquadrato nella Eighth United States Army. Il suo comandante, il Maggiore medico Fabio Pennacchi rappresentò il governo italiano alla firma dell'armistizio a Panmunjeom.

Il Corpo è stato impiegato anche in tempo di pace in occasione di catastrofi naturali, quali l'alluvione di Firenze (1966), il terremoto del Belice (1968), il terremoto del Friuli (1976), l'alluvione della Valtellina (1987), il terremoto in Armenia (1989), i soccorsi alla popolazione rumena (1990). Dall'agosto 1993 fino al marzo 1995 il Corpo Militare della ha gestito l'ospedale da campo n. 68, installato presso l'aeroporto di Falconara per l'assistenza ai feriti delle guerre jugoslave.

Con legge 25 giugno 1985 n .342 venne concessa al Corpo Militare della CRI la bandiera di guerra.

Disciplina normativa[modifica | modifica wikitesto]

La sua organizzazione ed il suo funzionamento sono regolati dal "Codice dell'ordinamento militare" (D.Lgs. 66/2010), che ha assorbito quasi interamente il Regio Decreto n. 484 del 10 febbraio 1936 e successive modificazioni, rimaste in vigore per oltre 70 anni.

Le attività[modifica | modifica wikitesto]

Il Corpo militare volontario esplica le proprie attività istituzionali sia in tempo di guerra, sia in tempo di pace.

In tempo di guerra il Corpo militare:

  • provvede all'assistenza, allo sgombero e alla cura dei feriti e delle vittime, tanto civili quanto militari;
  • organizza ed esegue misure di difesa sanitaria antiaerea;
  • disimpegna il servizio di ricerca e assistenza dei prigionieri di guerra, degli internati, dei dispersi, dei profughi, dei deportati e dei rifugiati;
  • svolge attività di assistenza sanitaria in relazione alla difesa civile.

In tempo di pace il Corpo militare volontario:

  • partecipa alle missioni internazionali di pace, a fianco dei reparti delle forze armate e delle forze di polizia impegnate in quei territori, provvedendo all'assistenza medico-sanitaria di civili e militari, collaborando a stretto contatto col personale militare sanitario degli altri reparti delle FF.AA., impiegando mezzi, materiali, potabilizzatori dell'acqua, attrezzature, nonché personale medico altamente specializzato;
  • provvede al mantenimento e alla gestione dei centri di mobilitazione e delle basi logistiche;
  • cura la custodia e il mantenimento delle dotazioni sanitarie;
  • provvede all'addestramento e all'aggiornamento del proprio personale;
  • si occupa della diffusione del diritto internazionale umanitario e delle norme di pronto soccorso sanitario tra il personale delle FF.AA.;
  • concorre al servizio di assistenza sanitaria nel caso di grandi manifestazioni ed eventi, nonché per esercitazioni militari;
  • fornisce assistenza sanitaria alle FF.AA. e alle forze di polizia nei poligoni di tiro o nel disinnesco ordigni eod.
  • è impiegato in caso di calamità naturali o disastri con funzioni di protezione civile.

Per svolgere le funzioni di soccorso sanitario di massa, in guerra come in caso di catastrofe, il Corpo opera attraverso l'impiego di reparti, unità e formazioni campali, raggruppamenti e gruppi sanitari mobili, ospedali da campo attendati e baraccati, treni ospedali, posti di soccorso attendati ed accantonabili, reparti di soccorso motorizzati.

Ordinariamente gran parte del personale del Corpo militare volontario è in posizione di riserva, ed è richiamato in servizio attivo, con precetto, al verificarsi di particolari esigenze di emergenza, ovvero per motivi di addestramento ed istruzione. Il personale che si trova in servizio permanente è quello numericamente sufficiente alla regolare gestione dei centri di mobilitazione e dell'Ispettorato nazionale del Corpo. Il Corpo militare volontario della Croce Rossa Italiana, ha 3 bande musicali dislocate a Roma, Firenze e Palermo e una fanfara dislocata a Torino, nel Centro polifunzionale della Croce Rossa Italiana di Settimo Torinese

Uniforme, gradi e fregi[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Gradi del Corpo militare volontario della Croce Rossa Italiana.
Militari del Corpo nel 2006 durante l'operazione Antica Babilonia in Iraq.

L'uniforme in uso è analoga a quella dell'Esercito Italiano, ed il suo personale è sottoposto all'ordinamento disciplinare e penale militare.[2]

Armi, materiali e mezzi[modifica | modifica wikitesto]

Armi[modifica | modifica wikitesto]

Materiali ed equipaggiamenti[modifica | modifica wikitesto]

Mezzi[modifica | modifica wikitesto]

Ruotati tattici[modifica | modifica wikitesto]

Ruotati Protetti[modifica | modifica wikitesto]

  • Iveco VM 90P - Allestimento ambulanza
  • Iveco 40-10 Turbo - Allestimento ambulanza
  • Iveco EuroCargo "Coccodrillo" - Allestimento ambulanza
  • Volkswagen LT 28 - Allestimento ambulanza

Ruotati Speciali[modifica | modifica wikitesto]

Macchine operatrici[modifica | modifica wikitesto]

I mezzi del Corpo utilizzano le targhe CRI.

STANAG vari[modifica | modifica wikitesto]

  • VIII bianco = VIII Centro di Mobilitazione di Firenze (8° Base Logistica)
  • II amaranto = II Nucleo Operativo Pronto Impiego di Bari
  • II bianco = II Nucleo Decontaminazione e Bonifica Genova (Nucleo NBCR)
  • IX amaranto = IX Centro di Mobilitazione di Roma
  • I.N. amaranto = Ispettorato Nazionale del Corpo Militare C.R.I. di Roma

Bracciale sanitario internazionale[modifica | modifica wikitesto]

(categoria B)
È stabilito dalla 1ª e dalla 2ª convenzione di Ginevra del 12 agosto 1949. Consiste in una fascia di tela bianca dell'altezza di cm. 10, sulla quale è cucita una croce di panno rosso.
È portato dal personale del servizio sanitario nei limiti e nelle forme indicate dalle citate convenzioni.
La violazione, da parte del personale che lo indossa, delle condizioni sotto le quali le convenzioni internazionali accordano la protezione, qualora non configurabili come reato, costituiscono comunque grave infrazione disciplinare.
Il bracciale si indossa solo con le uniformi da combattimento, di servizio e derivate su entrambe le maniche al di sopra del gomito.

Operazioni Nazionali e Missioni Internazionali[modifica | modifica wikitesto]

Operazioni in Territorio Nazionale in atto[modifica | modifica wikitesto]

Operazioni in Territorio Nazionale concluse[modifica | modifica wikitesto]

Missioni Oltremare in atto[modifica | modifica wikitesto]

Un assetto sanitario composto da 1 Ufficiale medico anestesista-rianimatore e 2 infermieri di area critica concorre al completamento dell'Aeromedical Staging Unit (E.A.U.) della Task Force Air, assicurando le evacuazioni sanitarie tattiche e strategiche dal teatro operativo afghano.

Nell'ambito della missione ISAF, il Corpo Militare CRI fornisce medici ed infermieri per per il completamento degli assetti sanitari del contingente militare italiano di stanza ad Herat, contribuendo al funzionamento del dispositivo "AeroMedical Evacuation Team" e del Role 1. Dal mese di ottobre del 2011, un ulteriore medico concorre per il controllo delle acque.

Missioni Oltremare concluse[modifica | modifica wikitesto]

Distribuzione dei Centri di mobilitazione, a livello nazionale[modifica | modifica wikitesto]

I Centri di Mobilitazione distribuiti su tutto il territorio nazionale, sono gestiti e diretti a livello nazionale dall'Ispettorato Nazionale del Corpo Militare, ed al livello territoriale dai Comandi Regione Militari.

  • I Centro di Mobilitazione - Torino, con competenza territoriale sulle regioni Piemonte e Valle d'Aosta
  • III Centro di Mobilitazione - Milano
  • IV Centro di Mobilitazione - Genova
  • V Centro di Mobilitazione - Verona (5ª Base logistica), con competenza territoriale sulle regioni Veneto, Friuli Venezia Giulia e sulle Province Autonome di Trento e Bolzano
- Ufficio Personale e Mobilitazione distaccato (V Centro) - Trieste
  • VI Centro di Mobilitazione - Bologna
  • VIII Centro di Mobilitazione - Firenze (8ª Base logistica)
  • IX Centro di Mobilitazione - Roma, con competenza territoriale sulle regioni Lazio, Umbria, Marche e Abruzzo
- Ufficio Personale e Mobilitazione distaccato (IX Centro) - Ancona (chiuso con O.C.650 del 23-12-2010)
- Ufficio Personale e Mobilitazione distaccato (IX Centro) - Perugia (chiuso con O.C.652 del 23-12-2010)
  • X Centro di Mobilitazione - Napoli, con competenza territoriale sulle regioni Campania, Molise e Calabria
  • XI Centro di Mobilitazione - Bari (11ª Base logistica), con competenza territoriale sulle regioni Puglia e Basilicata
  • XII Centro di Mobilitazione - Palermo
  • XIV Centro di Mobilitazione - Cagliari

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Storicamente noto solo come "Corpo militare" ha aggiunto nel proprio nome il termine "volontario" ai sensi dell'art. 5 del d. lgs. 178/2012.
  2. ^ Ciò non vale per le componenti del Corpo delle Infermiere Volontarie che sono solo assimilate al personale militare. Esse invece sono assoggettate all'ordinamento militare solo in caso di mobilitazione, così come avviene anche per i cappellani militari.
  3. ^ Partecipazione di alcuni militari del Corpo non richiamati in servizio dal XIV Centro di Mobilitazione, ma mobilitati dai Comitati Provinciali/Locali a titolo volontaristico con uniforme civile (tuta rossa).

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]