vdB 69

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VdB 69
Nebulosa a riflessione
VdB 69.jpg
VdB 69
Dati osservativi
(epoca J2000)
CostellazioneUnicorno
Ascensione retta06h 08m 05s[1]
Declinazione-06° 21′ 41″[1]
Coordinate galattichel = 213,7; b = -12,5[2]
Distanza2700 a.l.
(830 pc)
Magnitudine apparente (V)9,68 (stella centrale)[2]
Dimensione apparente (V)1,2' x 1,2'[2]
Caratteristiche fisiche
TipoNebulosa a riflessione
Caratteristiche rilevantiparte di Monoceros R2
Mappa di localizzazione
VdB 69
Monoceros IAU.svg
Categoria di nebulose a riflessione

Coordinate: Carta celeste 06h 08m 05s, -06° 21′ 41″

vdB 69 è una nebulosa a riflessione visibile nella costellazione dell'Unicorno.

Si individua a circa 3° ad ovest della stella γ Monocerotis, una gigante arancione di magnitudine 3,99 ben visibile anche ad occhio nudo; può essere osservata con facilità con un potente telescopio amatoriale, in cui si mostra come una macchia chiara con una stella al centro, posta in gruppo di tre nebulose simili fra loro, di cui occupa la posizione centrale. La responsabile della sua illuminazione è BD-06 1418, una stella azzurra di classe spettrale B2.5V, che conferisce alla nube un colore marcatamente azzurrognolo. Questa stella appartiene all'associazione Monoceros R2, un'associazione OB legata all'omonima nube molecolare, posto a circa 830 parsec (2700 anni luce), il cui centro viene a trovarsi in direzione di questa e delle altre nubi luminose vicine;[3] all'interno di questo complesso nebuloso sono noti dei fenomeni di formazione stellare, come è testimoniato dalla presenza di diverse protostelle facenti parte di un giovane ammasso in formazione, numerosi getti di gas molecolare e discrete sorgenti di radiazione infrarossa e raggi X.[4] Le stelle dell'associazione Mon R2 si sono formate circa 6 milioni di anni fa, quando ha avuto luogo il primo ciclo di formazione stellare che ha interessato la regione; ad innescarla sarebbe stata una superbolla in espansione del diametro di alcune centinaia di parsec.[5]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Simbad Query Result, su simbad.u-strasbg.fr. URL consultato il 16 dicembre 2009.
  2. ^ a b c van den Bergh, S., A study of reflection nebulae., in Astronomical Journal, vol. 71, dicembre 1966, pp. 990-998, DOI:10.1086/109995. URL consultato il 16 dicembre 2009.
  3. ^ Herbst, W.; Racine, R., R-associations. V. Monoceros R2, in Astronomical Journal, vol. 81, ottobre 1976, pp. 840-844, 903, DOI:10.1086/111963. URL consultato il 16 dicembre 2009.
  4. ^ Xie, Taoling; Goldsmith, Paul F., The giant molecular cloud Monoceros R2. 1: Shell structure, in The Astrophysical Journal, Part 1, vol. 430, nº 1, luglio 1994, pp. 252-255, DOI:10.1086/174399. URL consultato il 16 dicembre 2009.
  5. ^ Heiles, Carl, Whence the Local Bubble, Gum, Orion? GSH 238+00+09, A Nearby Major Superbubble toward Galactic Longitude 238 degrees, in Astrophysical Journal, vol. 498, maggio 1998, p. 689, DOI:10.1086/305574. URL consultato il 16 dicembre 2009.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Tirion, Rappaport, Lovi, Uranometria 2000.0 - Volume II - The Southern Hemisphere to +6°, Richmond, Virginia, USA, Willmann-Bell, inc., 1987, ISBN 0-943396-15-8.
  • Tirion, Sinnott, Sky Atlas 2000.0 - Second Edition, Cambridge, USA, Cambridge University Press, 1998, ISBN 0-933346-90-5.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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