NGC 2182

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NGC 2182
Nebulosa a riflessione
NGC 2182.jpg
NGC 2182
Scoperta
ScopritoreWilliam Herschel
Data1786
Dati osservativi
(epoca J2000)
CostellazioneUnicorno
Ascensione retta06h 09m 30s[1]
Declinazione-06° 19′ 40″[1]
Coordinate galattichel = 213,8; b = -12,2[2]
Distanza2700 a.l.
(830 pc)
Magnitudine apparente (V)9,35 (stella centrale)[2]
Dimensione apparente (V)3,0' x 2,0'[2]
Caratteristiche fisiche
TipoNebulosa a riflessione
Caratteristiche rilevantiparte di Monoceros R2
Altre designazioni
vdB 72, Ced 68, LBN 998, H IV-38, GC 1373, h 381
Mappa di localizzazione
NGC 2182
Monoceros IAU.svg
Categoria di nebulose a riflessione

Coordinate: Carta celeste 06h 09m 30s, -06° 19′ 40″

NGC 2182 è una nebulosa a riflessione visibile nella costellazione dell'Unicorno.

Si individua a circa 2,5° ad ovest della stella γ Monocerotis, una gigante arancione di magnitudine 3,99 ben visibile anche ad occhio nudo; può essere osservata e fotografata attraverso un telescopio amatoriale di potenza medio-elevata, in cui si mostra come una macchia chiara con al centro la stella responsabile della sua illuminazione. Questa stella è HD 42261, una stella azzurra di classe spettrale B3V e di magnitudine 9,35, che conferisce alla nube un colore marcatamente azzurrognolo; fa parte dell'associazione Monoceros R2, un'associazione OB legata all'omonima nube molecolare, posta a circa 830 parsec (2700 anni luce).[3] Il centro di questa nube molecolare si trova circa 0,5° ad ovest, in coincidenza delle nebulose NGC 2170, vdB 68 e vdB 69.

La zona centrale della nube Monoceros R2 ospita dei fenomeni di formazione stellare, come è testimoniato dalla presenza di diverse protostelle facenti parte di un giovane ammasso in formazione, numerosi getti di gas molecolare e discrete sorgenti di radiazione infrarossa e raggi X.[4] Le stelle dell'associazione Mon R2 si sono formate circa 6 milioni di anni fa, quando ha avuto luogo il primo ciclo di formazione stellare che ha interessato la regione; ad innescarla sarebbe stata una superbolla in espansione del diametro di alcune centinaia di parsec.[5]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Simbad Query Result, su simbad.u-strasbg.fr. URL consultato il 16 dicembre 2009.
  2. ^ a b c van den Bergh, S., A study of reflection nebulae., in Astronomical Journal, vol. 71, dicembre 1966, pp. 990-998, DOI:10.1086/109995. URL consultato il 16 dicembre 2009.
  3. ^ Herbst, W.; Racine, R., R-associations. V. Monoceros R2, in Astronomical Journal, vol. 81, ottobre 1976, pp. 840-844, 903, DOI:10.1086/111963. URL consultato il 16 dicembre 2009.
  4. ^ Xie, Taoling; Goldsmith, Paul F., The giant molecular cloud Monoceros R2. 1: Shell structure, in The Astrophysical Journal, Part 1, vol. 430, nº 1, luglio 1994, pp. 252-255, DOI:10.1086/174399. URL consultato il 16 dicembre 2009.
  5. ^ Heiles, Carl, Whence the Local Bubble, Gum, Orion? GSH 238+00+09, A Nearby Major Superbubble toward Galactic Longitude 238 degrees, in Astrophysical Journal, vol. 498, maggio 1998, p. 689, DOI:10.1086/305574. URL consultato il 16 dicembre 2009.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Tirion, Rappaport, Lovi, Uranometria 2000.0 - Volume II - The Southern Hemisphere to +6°, Richmond, Virginia, USA, Willmann-Bell, inc., 1987, ISBN 0-943396-15-8.
  • Tirion, Sinnott, Sky Atlas 2000.0 - Second Edition, Cambridge, USA, Cambridge University Press, 1998, ISBN 0-933346-90-5.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]


Orion Nebula - Hubble 2006 mosaic 18000.jpg    New General Catalogue:    NGC 2180  •  NGC 2181  •  NGC 2182  •  NGC 2183  •  NGC 2184   
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