vdB 158

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vdB 158
Nebulosa a riflessione
VdB 158.jpg
vdB 158
Dati osservativi
(epoca J2000)
CostellazioneAndromeda
Ascensione retta23h 37m 52s[1]
Declinazione+48° 29′ 48″[1]
Coordinate galattichel = 204,7; b = -11,4[2]
Distanza1435 a.l.
(440 pc)
Magnitudine apparente (V)9,55 (stella centrale)[2]
Dimensione apparente (V)1,7' x 1,7'[2]
Caratteristiche fisiche
TipoNebulosa a riflessione
Mappa di localizzazione
VdB 158
Andromeda IAU.svg
Categoria di nebulose a riflessione

Coordinate: Carta celeste 23h 37m 52s, +48° 29′ 48″

vdB 158 è una nebulosa a riflessione visibile nella costellazione di Andromeda.

La sua posizione si individua circa due gradi a nord di λ Andromedae, una stella di magnitudine 3,81; si tratta della parte illuminata di una lunga nube di gas e polveri oscure che si estende in senso nordest-sudovest, nota come GAL 110-13, la cui forma allungata sarebbe il risultato della collisione fra due nubi molecolari, da cui è derivata una compressione che ha provocato dei fenomeni di formazione stellare al suo interno.[3]

La nube è illuminata da due nane bianco-azzurre di classe spettrale B9V, catalogate come HD 222046 e HD 222086, cui se ne aggiunge una terza di classe B8V, HD 222142, la principale responsabile della luce ricevuta dalla nube; queste tre stelle mostrano un moto proprio comune, indicando che si tratta di un gruppo di stelle fisicamente legate fra di loro e che hanno un'origine comune. Inoltre la loro distanza di circa 400 parsec (1435 anni luce), le pone nella stessa regione di Lacerta OB1, un'associazione OB la cui stella più brillante è la 10 Lacertae.[4] Questi fenomeni di formazione stellare potrebbero anche essere stati favoriti dall'esplosione di una supernova generata da uno dei membri più massicci dell'associazione Lac OB1, oltre che dall'azione del vento stellare delle componenti più massicce del sistema, che hanno contribuito anche a modellare la nube GAL 110-13; l'evento dell'esplosione della supernova sarebbe confermato anche dalla presenza di alcune stelle fuggitive osservate nei dintorni dell'associazione.[5]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Simbad Query Result, su simbad.u-strasbg.fr. URL consultato il 15 ottobre 2009.
  2. ^ a b c van den Bergh, S., A study of reflection nebulae., in Astronomical Journal, vol. 71, dicembre 1966, pp. 990-998, DOI:10.1086/109995. URL consultato il 14 ottobre 2009.
  3. ^ Odenwald, Sten; Fischer, Jacqueline; Lockman, Felix J.; Stemwedel, Sally, The unusual cometary star-forming region G110-13, in Astrophysical Journal, Part 1, vol. 397, nº 1, settembre 1992, pp. 174-186, DOI:10.1086/171777. URL consultato il 23 ottobre 2009.
  4. ^ Lee, Hsu-Tai; Chen, W. P., Triggered Star Formation by Massive Stars, in The Astrophysical Journal, vol. 657, nº 2, marzo 2007, pp. 884-896, DOI:10.1086/510893. URL consultato il 23 ottobre 2009.
  5. ^ Gies, D. R.; Bolton, C. T., The binary frequency and origin of the OB runaway stars, in Astrophysical Journal Supplement Series, vol. 61, giugno 1986, pp. 419-454, DOI:10.1086/191118. URL consultato il 23 ottobre 2009.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Tirion, Rappaport, Lovi, Uranometria 2000.0 - Volume I - The Northern Hemisphere to -6°, Richmond, Virginia, USA, Willmann-Bell, inc., 1987, ISBN 0-943396-14-X.
  • Tirion, Sinnott, Sky Atlas 2000.0 - Second Edition, Cambridge, USA, Cambridge University Press, 1998, ISBN 0-933346-90-5.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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