Rosario Crocetta

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Rosario Crocetta
Rosario Crocetta nel 2012.

Rosario Crocetta nel 2012.


Presidente della Regione Siciliana
In carica
Inizio mandato 10 novembre 2012
Predecessore Raffaele Lombardo

Dati generali
Partito politico Partito Democratico (dal 2008)
Precedenti:
PCI (fino al 1991)
PRC (1991-98)
Verdi (1998-2000)
PdCI (2000-08)
Professione Impiegato ENI
Rosario Crocetta
Monogramma del Parlamento Europeo
Unione europea
Parlamento europeo
Rosario Crocetta
Luogo nascita Gela
Data nascita 8 febbraio 1951
Partito Partito Democratico
Legislatura VII
Gruppo Alleanza Progressista dei Socialisti e dei Democratici
Circoscrizione Italia Insulare
Incarichi parlamentari

  • Vicepresidente Commissione speciale sulla criminalità organizzata, la corruzione e il riciclaggio di denaro
  • Membro della Commissione per il controllo dei bilanci
  • Membro della Commissione per le libertà civili, la giustizia e gli affari interni
  • Membro della Delegazione per le relazioni con i paesi del Mashreq
  • Membro sostituto della Commissione per le petizioni
Pagina istituzionale

Rosario Crocetta (Gela, 8 febbraio 1951) è un politico italiano.

Il 28 ottobre 2012 venne eletto Presidente della Regione Siciliana, entrando in carica il 10 novembre successivo. Dal 28 gennaio 2013 è inoltre membro del Comitato delle Regioni[1]

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Figlio di un impiegato all'acquedotto[2] e di una sarta, è fratello minore dell'ex senatore del PCI Salvatore Crocetta. Dopo aver conseguito il diploma ha lavorato con l'ENI a Gela. Ha collaborato dapprima con l'Unità, poi con il manifesto ed infine con Liberazione; nel 1987 ha pubblicato la raccolta di poesie Diario di una giostra.

Dichiara di parlare quattro lingue: italiano, arabo, inglese e francese[3].

Nella ricerca di una sua collocazione politica all'interno della Sinistra italiana, ha aderito prima al Partito Comunista Italiano e poi a Rifondazione Comunista, con cui è stato assessore alla cultura del comune di Gela dal 1996 al 1998. In quell'anno è stato eletto consigliere comunale con la Federazione dei Verdi e, consulente dell'assessore regionale ai beni culturali Salvatore Morinello[4] fino al 2000, si è impegnato tra l'altro nell'elaborazione di progetti culturali condivisi tra i Paesi del Mediterraneo e si è iscritto al Partito dei Comunisti Italiani.

Sindaco di Gela[modifica | modifica wikitesto]

Assessore comunale alla Pubblica Istruzione dal 2000 al 2001, nel maggio del 2002 si candida a sindaco della sua città per l'alleanza di centrosinistra. In un primo momento risulta eletto il candidato del centrodestra Giovanni Scaglione, con un margine esiguo, 197 voti in più rispetto al candidato dell'Ulivo[5]. In seguito Crocetta farà ricorso e nel 2003 il giudice del Tribunale Amministrativo Regionale della Sicilia farà effettuare un nuovo spoglio nel quale risultano 307 voti di vantaggio a favore di Crocetta e lo proclamerà primo cittadino[5], accertando la presenza di irregolarità e illeciti nella tornata elettorale cittadina, e garantendo così la volontà dei cittadini gelesi. In un'intercettazione telefonica è emerso che un boss mafioso intimava a un presidente di seggio di «far il possibile pur di non far vincere il "comunista finocchio"»[3].

In campagna elettorale e durante l'intero mandato si è fatto portavoce della necessità di combattere Cosa Nostra[6], autodefinendosi "sindaco antimafia". Tra le sue iniziative antimafia lo svolgimento delle gare per l'appalto delle opere pubbliche alla presenza dei Carabinieri ed il licenziamento di impiegati comunali vicini alla mafia[3].

Al termine dei cinque anni di mandato, si ricandida nella carica di primo cittadino e viene riconfermato dal voto popolare al termine delle consultazioni amministrative del 2007, in cui stravince al primo turno con il 64,8% dei consensi.

Nella campagna per le elezioni regionali in Sicilia del 2008 è proposto come assessore ai lavori pubblici dalla candidata presidente del centrosinistra Anna Finocchiaro[7], che tuttavia non viene eletta.

Il 1º ottobre 2008 aderisce al Partito Democratico[8].

Parlamentare europeo[modifica | modifica wikitesto]

Alle elezioni europee del 2009 è candidato nella circoscrizione Italia insulare nella lista del Partito Democratico e con 150.091 preferenze risulta eletto al Parlamento europeo[9] assieme ad un altro simbolo dell'antimafia come Rita Borsellino e si dimette da sindaco di Gela dopo due anni dalla riconferma.

Il 18 aprile 2012 diviene vicepresidente della Commissione speciale antimafia (Crim) dell'Unione europea[10].

Il 16 dicembre 2012 si dimette da parlamentare europeo[11].

Presidente della Regione Siciliana[modifica | modifica wikitesto]

Nell'agosto 2012 viene ufficializzata la sua candidatura a Presidente della Regione Siciliana per le elezioni regionali in Sicilia del 2012. I partiti che sostengono Crocetta sono il Pd, l'UdC, l'Api e il Psi.

Il 28 ottobre viene eletto Presidente della Regione Siciliana con il 30,48% dei voti. Tuttavia la sua coalizione non ottiene la maggioranza assoluta in assemblea regionale arrivando a 39 seggi su 90[12].

Crocetta entra in carica il 10 novembre successivo[13], divenendo così il primo sindaco e il secondo presidente di regione dichiaratamente omosessuale nella storia d'Italia[5][14].

All'atto dell'insediamento, Crocetta annuncia una politica di rigore per i conti della Regione Siciliana[15] In seguito al risultato della lista elettorale "Crocetta presidente" alle elezioni regionali, che ottiene il 6,17 % di voti e 5 parlamentari all'ARS, si decide a trasformare la sua lista in partito autonomo dal PD che viene presentato il 22 novembre 2012 e ribattezzato "Il Megafono - Lista Crocetta" mantenendo come simbolo il disegno di un megafono che compariva già nel logo della lista elettorale.

Primi provvedimenti[modifica | modifica wikitesto]

Tra i primi provvedimenti ci sono l'annuncio della chiusura di 13 società regionali[15], il licenziamento di 21 giornalisti nominati dai precedenti Presidenti[16], il taglio degli stipendi dei dirigenti regionali[17] e una drastica riduzione dei consulenti esterni[18].

Lotta alla mafia e alla corruzione[modifica | modifica wikitesto]

Sul piano del contrasto alla mafia e alla corruzione Crocetta e la sua giunta hanno ottenuto la costituzione di parte civile della Regione Siciliana nel processo sulla trattativa Stato-mafia in corso a Palermo[19].

Ha poi disposto la rotazione di molti dirigenti ed impiegati pubblici in vari assessorati[20].

Taglio agli sprechi[modifica | modifica wikitesto]

Il 3 marzo 2013 annuncia l'intenzione di abolire le province della Sicilia e sostituirle con consorzi tra comuni[21]. Il 19 marzo seguente, la relativa norma passa all'Assemblea regionale siciliana con 53 voti a favore, 28 contrari e un astenuto[22],ma non ha ancora trovato attuazione. Vengono anche ridotte drasticamente le auto di rappresentanza[23].

Di converso però ha approvato una delibera che aumenta da 3 a 18 i dipendenti della Regione assegnati alla sede estera di Bruxelles[24]

Sviluppo economico[modifica | modifica wikitesto]

In data 28 febbraio 2013 Crocetta, i ministri Fabrizio Barca e Corrado Passera, l'amministratore delegato di FS Mauro Moretti e l'amministratore delegato RFI Michele Mario Elia hanno firmato un contratto per la realizzazione della direttrice Messina-Catania-Palermo con lo scopo di ridurre i tempi di percorrenza ferroviaria[25].

Nel giugno 2013 Crocetta sigla alcuni accordi con Tunisair e Ryanair per avviare il funzionamento dell'aeroporto di Comiso.[26][27]

Elezioni politiche del 2013[modifica | modifica wikitesto]

Alle elezioni politiche italiane del 24 e 25 febbraio 2013 presenta la lista Il Megafono - Lista Crocetta, al Senato in Sicilia a sostegno di Pier Luigi Bersani[28], che ottiene il 6,1 % eleggendo il senatore Giuseppe Lumia[29].

Altri provvedimenti[modifica | modifica wikitesto]

Le deleghe assessorali a Franco Battiato e a Zichichi sono state ritirate il 27 marzo 2013, nel primo caso per alcune frasi pronunciate a Bruxelles considerate lesive delle istituzioni (il cantautore aveva definito il parlamento come "un troiaio"), nel secondo caso per le molte assenze. Al loro posto Crocetta ha nominato, rispettivamente, Michela Stancheris (già segretaria di Crocetta) al Turismo, sport e spettacolo e l'archeologa Maria Rita Sgarlata ai Beni culturali e identità siciliana.[30][31][32][33]

Nel giugno 2013 l'Ordine dei Giornalisti e l'Assostampa Sicilia annunciano che presenteranno nei suoi confronti esposti alla Procura e alla Presidenza della Repubblica e del Consiglio dei Ministri per violazione della legge sulla stampa e esercizio abusivo della professione[34].

Le giunte[modifica | modifica wikitesto]

Crocetta è presidente della Regione Siciliana dal 10 novembre 2012[35][36]. L'articolo 9 dello Statuto speciale siciliano dal 2001 dà al presidente della Regione il potere di nominare e revocare gli assessori da preporre ai singoli rami dell'Amministrazione regionale. Quello di Crocetta è il 58º Governo della Regione siciliana[37] ed è stato costituito il 12 novembre 2012 con la nomina di Lucia Borsellino, figlia di Paolo, ad Assessore della Salute[38]. Gli altri 11 assessori vengono nominati tra il 19 e il 29 novembre. Intanto il 28 novembre, dopo appena cinque giorni dalla sua nomina, Francesca Basilico D'Amelio viene sostituita all'Economia da Luca Bianchi[39][40]. Il 30 il nuovo governo si riunisce per la prima volta[41]. Tra gli assessori il professore Antonino Zichichi ai Beni Culturali, il pm della DDA Nicolò Marino all'Energia e Servizi pubblici e il cantautore Franco Battiato al Turismo-sport e spettacolo[42].

Il 27 marzo 2013 vengono revocati Antonio Zichichi e Franco Battiato[43][44][45]. Il 3 aprile vengono sostituiti rispettivamente da Mariarita Sgarlata e Michela Stancheris[46][47].

Il 23 settembre 2013 la direzione regionale del PD, su proposta del suo segretario Giuseppe Lupo, delibera l'uscita dei democratici dal governo Crocetta, invitando i suoi assessori a dimettersi chiedendo un rimpasto di governo e criticando le scelte del governatore che escluderebbero la collegialità della coalizione. Senza il sostegno del PD Crocetta non ha più la maggioranza all'Ars[48]. La crisi si fa più forte quando i 4 assessori tecnici di area PD (Bianchi, Bartolotta, Lo Bello e Scilabra) rifiutando di dimettersi e difendendo il loro lavoro in Giunta, vengono espulsi dal PD insieme al Presidente[49]. Tuttavia dopo pochi giorni la crisi rientra. In un incontro tra il Presidente Crocetta e il Segretario Lupo si stabilisce di agire con maggiore condivisioni nelle scelte con il Partito Democratico e per sancire ciò il Governatore abbandona il gruppo all'ARS de Il Megafono per aderire al gruppo del PD[50].

Il 25 marzo 2014 Luca Bianchi dà le dimissioni che Crocetta accetta due giorni dopo[51][52].

Tra il 14 e il 16 aprile 2014 Crocetta opera il suo primo ampio rimpasto di governo. Il 14 aprile 5 assessori vengono confermati e 5 sostituiti. Il 16 aprile è nominata una nuova assessora, mentre un'altra cambia Assessorato[53][54].

Il 13 settembre 2014 scoppia il "caso Sgarlata" e si apre un nuovo fronte polemico con il PD siciliano guidato dal "cuperliano" Fausto Raciti[55][56]. Il 15 settembre la Sgarlata si dimette[57][58] e due giorni dopo è sostituita all'Assessorato regionale del territorio e dell'ambiente da Piergiorgio Gerratana[59][60].

Dopo un incontro nella sede romana dei democratici con il segretario regionale Fausto Raciti, il vice di Matteo Renzi, Lorenzo Guerini, e i deputati Davide Faraone e Giuseppe Lupo[61], Crocetta il 22 ottobre azzera la Giunta assumendo temporaneamente tutte funzioni assessoriali[62][63].

Il secondo rimpasto inizia il 3 novembre quando vengono nominati due nuovi assessori, una viene confermata e un'altra viene richiamata[64]. Il 4 novembre la terza giunta Crocetta è completata con altre sette nuove nomine[65][66]. Il 31 dicembre Marcella Castronovo si dimette da assessore della funzione pubblica[67].

Il 7 gennaio 2015 Crocetta accoglie le dimissioni[68] e il 21 gennaio nomina Ettore Leotta all'Assessorato regionale delle autonomie locali e della funzione pubblica[69][70]. Questi si dimette il successivo 23 giugno[71]. Il 25 Crocetta accoglie le dimissioni e nomina contestualmente Giovanni Pistorio nuovo assessore[72][73]. Il giorno dopo, 26 giugno, è Nino Caleca a dimettersi[74]. Sarà sostituito il 27 da Rosaria Barresi[75][76].

Il 2 luglio, dopo una riflessione di due giorni, si dimette Lucia Borsellino e Crocetta nell'accettare le dimissioni assume le funzioni di assessore della salute ad interim[77][78][79]. Il 16 luglio l'Assessorato della salute è affidato al deputato regionale PD Baldo Gucciardi[80][81].

Il 21 luglio Linda Vancheri lascia la guida dell'Assessorato regionale delle attività produttive e il 24 Crocetta ne assume l'interim[82][83]. Il 1º ottobre l'Assessorato sarà affidato a Maria Lo Bello, già Assessore regionale per l'istruzione e la formazione professionale[84][85].

Il 27 ottobre Crocetta revoca nove assessori su 12[86][87]. Si va così verso la formazione della quarta giunta in tre anni. Questa vedrà la luce il 4 novembre. Crocetta mantiene l'interim delle autonomie locali e della funzione pubblica per la rinuncia di Antonio Fiumefreddo[88][89][90].

Al 5 novembre 2015 le persone che si sono sedute nel governo regionale Crocetta sono state 41, ma gli assessori nominati (tra conferme e rotazioni) è pari a 55. In media un assessore designato ogni 19 giorni[91]. Il 17 novembre nomina il suo 56° assessore:Luisa Lantieri alla funzione pubblica [92].

Mozioni di sfiducia[modifica | modifica wikitesto]

Il 29 ottobre 2013, il Parlamento siciliano vota la mozione di sfiducia presentata dal Movimento 5 Stelle con le minime 18 firme (il gruppo M5S all'Ars conta 14 deputati a cui si sono aggiunti 4 di centrodestra). Il testo viene appoggiato anche da tutta l'opposizione di centrodestra nonostante le critiche del Pds-Mpa. Tuttavia nonostante ottenga più voti rispetto alle firme di presentazione il testo è respinto con 31 si e 46 no. A favore Movimento 5 Stelle, Popolo della Libertà, Partito dei Siciliani-MPA, Grande Sud, Cantiere Popolare-PID, Lista Musumeci. Contro PD, Unione di Centro, Articolo 4, Democratici e Riformisti per la Sicilia, Il Megafono, Gruppo Misto a cui sono aggiunti diversi dissidenti di area centrodestra che invece hanno votato contro facendo toccare ai contrari la maggioranza assoluta[93].

Il 13 ottobre 2014 le opposizioni di centrodestra e il movimento 5 Stelle presentano all'ARS una nuova mozione di sfiducia nei confronti del Presidente Crocetta che conta 40 firme. Il 31 ottobre 2014 si discute la mozione ma questa viene respinta con 37 voti a favore e 44 contrari. A favore Movimento 5 Stelle, Forza Italia, Nuovo Centro Destra, Partito dei Siciliani-MPA, Grande Sud-PID-Cantiere Popolare, Lista Musumeci mentre contro Partito Democratico, Unione di Centro, Articolo 4, Democratici e Riformisti per la Sicilia, Sicilia Democratica, Il Megafono-Lista Crocetta[94].

Il 15 dicembre 2015 l'Assemblea Regionale Siciliana respinge una nuova mozione di sfiducia con 28 voti favorevoli, 50 contrari e 2 astenuti. A favore Movimento 5 Stelle, Forza Italia, Grande Sud-PID-Cantiere Popolare e Lista Musumeci; contrari Patito Democratico, Unione di Centro, Nuovo Centro Destra, Patto dei Democratici per le Riforme-Sicilia Futura, Sicilia Democratica. Si astiene il Partito dei Siciliani-MPA.

Gli attentati sventati[modifica | modifica wikitesto]

Nel 2003 fu sventato un agguato della Stidda che aveva assoldato un killer venuto dalla Lituania, Minius Marius Denisenko, per uccidere il primo cittadino gelese durante la processione dell'Immacolata dell'8 dicembre[95]. Da quel momento gli viene assegnata la scorta:[96] è costretto a spostarsi su un'auto blindata mentre quattro uomini lo sorvegliano giorno e notte.[97]

L'8 febbraio 2008 viene reso pubblico l'esito di una indagine dei magistrati di Caltanissetta e si scopre che Rosario Crocetta è il bersaglio di un progetto di attentato da parte della mafia[96]. Da questo momento, Crocetta avrà raddoppiata la propria scorta (gli agenti che lo proteggono passano da tre a sei, lo stesso numero di coloro che difendono le più alte cariche dello Stato).

Nel gennaio del 2010 la Direzione Distrettuale Antimafia sventa un piano di Cosa Nostra per uccidere Rosario Crocetta ed arresta 5 affiliati al clan mafioso Emmanuello di Gela[98]. Crocetta ha commentato:

« Ringrazio Dio per ogni giorno di vita che mi regala. La mia vita, da quando ho iniziato a fare il sindaco di Gela, è sempre stata in pericolo. »
(Rosario Crocetta[99])

Procedimenti giudiziari[modifica | modifica wikitesto]

Il 18 aprile 2014 è indagato dalla procura della Corte dei Conti insieme al commissario della società regionale Sicilia e-servizi Antonio Ingroia, per un danno erariale da oltre 2,2 milioni di euro per i 74 dipendenti transitati dall'ex socio privato nella spa regionale[100].

Il 23 settembre 2014 è stato rinviato a giudizio dal Gup del tribunale di Palermo, su richiesta della procura, per diffamazione nei confronti del presidente della commissione regionale antimafia Nello Musumeci [101].

Il 16 febbraio 2016 viene indagato dalla procura di Siracusa, insieme a quattro dirigenti regionali, per "omissione di atti d'ufficio, danneggiamento del patrimonio archeologico, storico e artistico e omissione di lavori in edifici che minacciano rovina" (il Castello Svevo di Augusta)[102].

Opere[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Members of the Committee of the Regions: Rosario Crocetta
  2. ^ Crocetta superstar sul New York Times - Live Sicilia
  3. ^ a b c Claudia Fusani, Crocetta: "Così ho vinto la mafia" Gare d'appalto davanti ai carabinieri, in La Repubblica, 15 maggio 2007. URL consultato il 21 gennaio 2010.
  4. ^ Morinello, l'uomo che scoprì Crocetta 'Lo conosco: Rosario spaccherà i partiti' - la Repubblica.it
  5. ^ a b c Sindaco gay a Gela "Il primo in Italia", in La Repubblica, 11 marzo 2003. URL consultato il 21 gennaio 2010.
  6. ^ Saverio Lodato, La mia lotta alla mafia che divide la sinistra, in L'Unità, 19 luglio 2006, p. 10. URL consultato il 21 gennaio 2010.
  7. ^ Massimo Lorello, Dal 41 bis all'abusivismo piano antimafia di Veltroni, in La Repubblica, 27 marzo 2008, p. 2 sezione:Palermo. URL consultato il 21 gennaio 2010.
  8. ^ Goffredo De Marchis, Crocetta, simbolo dell'antimafia "Basta divisioni, entro nel Pd", in La Repubblica, 1° ottobre 2008. URL consultato il 21 gennaio 2010.
  9. ^ Elezioni europee ed amministrative del 6 - 7 giugno 2009 da Ministero dell'Interno, elezioni.interno.it. URL consultato il 9 giugno 2009.
  10. ^ Commissione antimafia Ue a Sonia Alfano. Rosario Crocetta vicepresidente, in ANSA, 18 aprile 2012. URL consultato il 6 marzo 2013.
  11. ^ Rosario CROCETTA
  12. ^ Elezioni Regionali 28 ottobre 2012 - Sicilia, su Assessorato Regionale delle Autonomie Locali e della Funzione Pubblica. Servizio Elettorale. URL consultato il 5 novembre 2015.
  13. ^ Crocetta si insedia e promette "Sarà una Sicilia a sette stelle", in la Repubblica, 10 novembre 2012. URL consultato il 10 novembre 2012.
  14. ^ Dino Martirano, L'ascesa dell'ex Pci che cita il Vangelo, in Corriere della Sera, 30 ottobre 2012. URL consultato l'8 dicembre 2012.
  15. ^ a b Crocetta chiude 13 società della Regione Siciliana, sì a patto di stabilità, in il Fatto Quotidiano, 10 novembre 2012. URL consultato il 2 dicembre 2012.
  16. ^ Crocetta: 21 giornalisti della Regione già decaduti, se ora lavorano lo fanno gratis, in Corriere della Sera, 16 novembre 2012. URL consultato il 2 dicembre 2012.
  17. ^ Antonio Fraschilla, Crocetta taglia lo stipedio a tutti i dirigenti regionali, in la Repubblica, 2 dicembre 2012. URL consultato il 2 dicembre 2012.
  18. ^ Riccardo Vescovo, Crocetta taglia i consulenti di Lombardo, in Giornale di Sicilia, 3 dicembre 2012. URL consultato il 3 dicembre 2012.
  19. ^ Mafia: trattativa Stato-boss, Regione Siciliana oggi chiedera' di costituirsi parte civile, in la Repubblica, 20 novembre 2012. URL consultato il 4 marzo 2013.
  20. ^ Nino Amadore, Sicilia, il governatore Crocetta avvia maxi-rotazione in un paio di assessorati, in Il Sole 24 ORE, 26 gennaio 2013. URL consultato il 4 marzo 2013.
  21. ^ Emauele Lauria, Province, l'annuncio di Crocetta "Oggi saranno abolite dalla giunta", in la Repubblica, 4 marzo 2013. URL consultato il 4 marzo 2013.
  22. ^ Sicilia Cancellate le provincie Grillini in asse con Crocetta palermo.repubblica.it
  23. ^ Antonio Fraschilla, Ars, tagliate le auto blu proroga per i precari, in la Repubblica, 30 aprile 2013. URL consultato il 5 novembre 2013.
  24. ^ "Nessuno per Bruxelles" Ma è giallo sull'atto di interpello
  25. ^ Palermo-Catania-Messina in treno contratto con Fs da cinque miliardi, in la Repubblica, 28 febbraio 2013. URL consultato il 4 marzo 2013.
  26. ^ Ryanair dice si a Comiso
  27. ^ Aeroporto di Comiso, dal 7 agosto i primi voli:collegamenti per Roma, Bruxelles e Londra
  28. ^ Crocetta: 'La società civile è con noi faremo un gruppo autonomista-democratico', in la Repubblica, 22 gennaio 2013, p. 2 sez.Palermo. URL consultato il 31 gennaio 2013.
  29. ^ Gli eletti al Senato in Sicilia, in Giornale di Sicilia, 25 febbraio 2013. URL consultato il 3 marzo 2013.
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  34. ^ Ordine dei giornalisti di Sicilia
  35. ^ Crocetta proclamato presidente Sforbiciata su auto blu e partecipate
  36. ^ Crocetta si insedia e promette "Sarà una Sicilia a sette stelle"
  37. ^ Governi della XVI Legislatura
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  44. ^ Crocetta revoca Battiato e Zichichi scuse a Roma per le frasi del cantautore
  45. ^ Zichichi licenziato al contrattacco "Crocetta rinuncia a voltare pagina"
  46. ^ Decreti presidenziali 3 aprile 2013
  47. ^ Regione, Stancheris al Turismo la Sgarlata va ai Beni culturali
  48. ^ Il Pd «rompe» con Crocetta: assessori via La replica: «Esterrefatto, ma vado avanti» - Corriere del Mezzogiorno
  49. ^ Crisi in Sicilia, nessuno si dimette "Crocetta e assessori fuori dal Pd"
  50. ^ Crocetta-Pd, scoppia la pace il governatore aderirà al gruppo
  51. ^ DECRETO PRESIDENZIALE 27 marzo 2014
  52. ^ Bianchi si dimette: "La politica è in un pantano" Crocetta: "Contro lui gruppi di potere"
  53. ^ Supplemento ordinario alla GAZZETTA UFFICIALE DELLA REGIONE SICILIANA (p. I) n. 18 del 2 maggio 2014 (n. 14)
  54. ^ Crocetta presenta la nuova giunta all’Ars, l’opposizione diserta l’aula. Il Pd si spacca, Cracolici: “Rischio logorio e fallimento”
  55. ^ Nuova bufera sulla giunta, Crocetta denuncia il suo assessore
  56. ^ Giorno decisivo per l'assessore Sgarlata. E il Pd "sfiducia" Crocetta
  57. ^ DECRETO PRESIDENZIALE 15 settembre 2014
  58. ^ Il caso piscina abusiva, la Sgarlata si dimette
  59. ^ DECRETO PRESIDENZIALE 17 settembre 2014
  60. ^ Caso Sgarlata, Crocetta nomina il nuovo assessore
  61. ^ Patto a Roma con i big del Pd, Crocetta pronto ad azzerare la giunta
  62. ^ DECRETO PRESIDENZIALE 22 ottobre 2014
  63. ^ Crocetta annuncia: "Firmate revoche assessori". Fi, Ncd e grillini presentano mozione sfiducia a governatore, Ars alla paralisi
  64. ^ Governo Crocetta-ter, il presidente assegna le deleghe. Li Calzi al Turismo, Purpura ai Beni culturali
  65. ^ GAZZETTA UFFICIALE DELLA REGIONE SICILIANA (p. I) n. 47 del 7 novembre 2014
  66. ^ Crocetta presenta la nuova squadra: "Non siamo commissariati da Roma"
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  69. ^ DECRETO PRESIDENZIALE 21 gennaio 2015
  70. ^ Ingroia contro Baccei: “Vuole chiuderci? È in conflitto d’interessi”
  71. ^ Regione, si dimette l'assessore Leotta. In arrivo al suo posto Pistorio
  72. ^ DECRETO PRESIDENZIALE 25 giugno 2015
  73. ^ Cambio in giunta, Crocetta nomina l'Udc Pistorio
  74. ^ "No ai ritorni al passato", si dimette l'assessore Caleca. Crocetta pronto a sostituirlo con Sara Barresi
  75. ^ DECRETO PRESIDENZIALE 27 giugno 2015.
  76. ^ Crocetta nomina la Barresi all'Agricoltura, oggi la firma del decreto
  77. ^ DECRETO PRESIDENZIALE 2 luglio 2015
  78. ^ Lucia Borsellino: "Non vedo più i motivi che mi portarono al governo"
  79. ^ Lucia Borsellino si è dimessa: lettera di rinuncia a Crocetta
  80. ^ DECRETO PRESIDENZIALE 16 luglio 2015
  81. ^ Il medico di Crocetta al telefono: la Borsellino va fatta fuori come suo padre. Ira del governatore che si autosospende
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  83. ^ La Vancheri lascia, la giunta perde un altro pezzo. Crocetta: "Era concordato"
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  87. ^ Crocetta rompe gli indugi: azzerata la giunta
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  89. ^ Crocetta vara il suo quarto governo: resta Baccei, entra Fiumefreddo. Raciti: "È un errore", scoppia il caos
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  96. ^ a b Un piano di morte per Crocetta i preparativi ascoltati in diretta, in La Repubblica, 09 febbraio 2008, p. 6 sezione: Palermo. URL consultato il 21 gennaio 2010.
  97. ^ Rosario Crocetta: “L’Europa sottovaluta la mafia” rosariocrocetta.com
  98. ^ Salvo Palazzolo, Gela, dal carcere duro la condanna a morte per un giudice e l'ex sindaco Crocetta, in La Repubblica, 20 gennaio 2010. URL consultato il 21 gennaio 2010.
  99. ^ Crocetta: ringrazio Dio per ogni giorno di vita che mi regala, in Giornale di Sicilia, 20 gennaio 2010. URL consultato il 21 gennaio 2010.
  100. ^ Assunzioni a Sicilia e-Servizi, guai per Crocetta e Ingroia: la Corte dei conti chiede 2,2 milioni di danni - Repubblica.it
  101. ^ Diffamazione, rinviati a giudizio Crocetta e Miccichè - Corriere del Mezzogiorno
  102. ^ TG Com

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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Raffaele Lombardo
dal 10 novembre 2012 in carica
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