Tunisair

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Tunisair
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Boeing 737-600 Tunisair (TAR) TS-IOR - MSN 29502 816 - Named Tahar Haddad (9742095292).jpg
StatoTunisia Tunisia
Fondazione1948 a Tunisi
Sede principaleTunisi
ControllateTunisair Express
Persone chiaveElyes Mnakbi (CEO)
SettoreTrasporto
Prodotticompagnia aerea
Sito webwww.tunisair.com/
Compagnia aerea di bandiera
Codice IATATU
Codice ICAOTAR
Indicativo di chiamataTUNAIR
Primo volo1º aprile 1949
HubTunisi
Frequent flyerFidelys
Flotta18 (nel 2022)
Destinazioni100+ (nel 2022)
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Société Tunisienne de l'Air, o Tunisair (arabo: الخطوط التونسية) è la compagnia aerea di bandiera della Tunisia.[1] Costituita nel 1948, opera servizi internazionali di linea verso quattro continenti. La sua base principale è l'aeroporto Internazionale di Tunisi-Cartagine. La sede della compagnia aerea è a Tunisi, vicino all'aeroporto.[2]

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Un Douglas DC-4 di Tunisair visto a Parigi nel 1954.

Il vettore venne formato dal governo della Tunisia come Société Tunisienne de l'Air alla fine del 1948. L'investimento iniziale era di 60 milioni di FRF, con suddivisione della partecipazione tra il governo (35%), Air France (35%) e altri investitori (30%).[3] Air France trasferì alcuni dei suoi DC-3 e rotte (che includevano Tunisi-Annaba-Algeri, Tunisi-Ajaccio-Nizza, Tunisi-Bastia-Nizza, Tunisi-Roma e un volo cargo tra Tunisi e Marsiglia) alla nuova compagnia aerea affinché iniziasse le operazioni; ciò avvenne il 1º aprile 1949. Il primo amministratore delegato della società fu Rene Lefevre.[3]

La rete di rotte fu ampliata lungo la costa all'inizio degli anni '50. Nel 1951, Casablanca, Ghudamis e Tripoli furono incorporate come destinazioni. Nel maggio di quell'anno fu lanciato un servizio Tunisi-Tripoli-Sabhah, con scali a Sfax e Djerba aggiunti a settembre. La rotta per Ghudamis terminò nel 1952 e la rotta per Casablanca fu rilevata da Air France lo stesso anno. Nel 1953, il servizio per Marsiglia fu esteso a Parigi. Nel 1954, un Douglas DC-4 fu preso in leasing da Air France e utilizzato sulla rotta per Parigi.[3] Nel marzo 1955, la flotta comprendeva tre Douglas DC-3, un Douglas DC-4 e uno SNCASE Languedoc. Nel 1955, il vettore trasportò 92.344 passeggeri. Alla fine dell'anno, il numero dei dipendenti era 140. La compagnia aerea aveva un fatturato di £ 620.000 e i costi ammontavano a £ 550.000, nel 1955. Nel 1957, il governo tunisino divenne il maggiore azionista (51%) e la partecipazione detenuta da Air France fu ridotta al 15%.[3]

Il vettore prese in consegna il suo primo aereo a reazione, un Sud Caravelle III, il 31 agosto 1961. Un nuovo servizio per Francoforte fu inaugurato a ottobre, ma fu interrotto nel marzo dell'anno successivo a causa delle scarse prestazioni economiche. Un secondo Caravelle fu ordinato nel 1963 ed entrò in servizio nel marzo 1964. In collaborazione con Lufthansa, i voli per Francoforte ripresero nell'aprile 1966 utilizzando i Caravelle. Il Nord 262 venne messo in servizio per la prima volta nel 1969. L'introduzione di questo velivolo nella flotta permise al vettore di eliminare gradualmente un DC-3 e due DC-4.[3]

Un Sud Aviation Caravelle visto nel 1977.

Il numero di dipendenti era cresciuto fino a 888 nel marzo 1970. A quel tempo, Tunisair possedeva quattro Caravelle, due Cessna 402, un DC-3 e un Nord 262, che venivano utilizzati sui servizi nazionali e sulle rotte internazionali verso Algeria, Belgio, Francia, Germania, Paesi Bassi, Italia, Libia, Marocco e Svizzera. Tunis Air prese in consegna il suo primo Boeing, un Boeing 727-200, il 12 marzo 1972; venne messo in servizio sulla rotta Tunisi-Parigi. Il 1º aprile 1972, un Boeing 707 noleggiato da Sabena inaugurò il collegamento Tunisi-Londra. Lo stesso giorno furono lanciati nuovi servizi per il Lussemburgo e Gedda. Verso la fine dell'anno, un secondo Boeing 727 fu ordinato e consegnato poi nel luglio 1973. Nel 1973, un terzo Boeing 727 fu ordinato e consegnato nel dicembre dello stesso anno. Un quarto e un quinto 727 furono ordinati nel 1974 e nel 1975. La graduale incorporazione dei Boeing 727 permise a Tunisair di sostituire i Caravelle e di ritirare i restanti DC-3.[3]

Per la prima volta nella sua storia, nel 1995 il vettore iniziò a negoziare le sue azioni alla borsa di Tunisi.[4] Ahmed Smaoui assunse la carica di presidente e direttore generale della società nel marzo 1997.[5] Nel gennaio 1999, Abdelmalek Larifthe divenne il nuovo presidente. Ad aprile 2000, la compagnia aerea aveva 7259 dipendenti. In quel momento la flotta comprendeva un Airbus A300B4-200, due Airbus A319-100, dieci Airbus A320-200, quattro Boeing 727-200, tre Boeing 737-200, quattro Boeing 737-500 e tre Boeing 737-600 che servito le seguenti destinazioni: Abu Dhabi, Algeri, Amman, Amsterdam, Atene, Barcellona, Beirut, Berlino, Bilbao, Bordeaux, Bratislava, Bruxelles, Budapest, Il Cairo, Casablanca, Copenaghen, Dakar, Damasco, Djerba, Düsseldorf, Francoforte, Gafsa, Ginevra, Graz, Amburgo, Istanbul, Jeddah, Lille, Linz, Lisbona, Londra, Lussemburgo, Lione, Madrid, Malta, Marsiglia, Milano, Monastir, Monaco, Nizza, Nouakchott, Palermo, Parigi, Praga, Roma, Salisburgo, Sfax, Stoccolma, Strasburgo, Tabarka, Tolosa, Tozeur, Tunisi, Vienna, Varsavia e Zurigo.

Nel 2007, Nabil Chettaoui è stato nominato amministratore delegato (CEO).[6] Nel giugno 2011, Hamadi Thamri ha sostituito Chettaoui come presidente e amministratore delegato della società.[7] Nel luglio dello stesso anno, Mosca fu servita per la prima volta dal vettore con voli per l'aeroporto di Domodedovo.[8] Il primo servizio transatlantico della compagnia aerea, Tunisi-Montréal, è stato lanciato nel luglio 2016.[9]

Nel gennaio 2018, il management ha annunciato cifre più alte per l'attività del 2017 rispetto al 2016. Ha informato che il traffico passeggeri era aumentato del 17,1%, da 2.991.841 a 3.502.475 passeggeri. Ciò è stato accompagnato da un aumento dei ricavi, da 995,1 milioni di dinari a 1,28 miliardi di dinari, con un calo però della puntualità dei voli che mostrava un tasso del 44% contro il 55%.[10] l'anno precedente. La stampa ha poi parlato di un “anno eccezionale”.[11]

A giugno 2019, per migliorare i propri servizi e contrastare i ritardi, la direzione ha annunciato che avrebbe tagliato 200 voli programmati tra il 1º giugno e il 15 settembre 2019, pari al 10% dei suoi voli mensili.[12]

Identità aziendale[modifica | modifica wikitesto]

Sede[modifica | modifica wikitesto]

La sede principale di Tunisair si trova sulla Route X vicino a Tunisi.[13]

Management[modifica | modifica wikitesto]

L'azienda è controllata al 74% dal governo tunisino.[14] A dicembre 2020, l'amministratore delegato è Elyes Mnakbi, nominato dal ministero dei Trasporti nel 2016 in sostituzione di Sarra Rejeb, diventata dirigente della SNCFT.[15][16]

Flotta[modifica | modifica wikitesto]

Flotta attuale[modifica | modifica wikitesto]

Un Airbus A320-200 in avvicinamento a Zurigo nel 2011.
Un Airbus A330-200 a Parigi nel 2019.

A marzo 2022 la flotta di Tunisair è così composta[17]:

Aereo In flotta Ordini Passeggeri Note
J Y Totale
Airbus A319-100 2 16 90 106 [18]
Airbus A320-200 8 162 162
Airbus A320neo 2 3 12 138 150 [19]
Airbus A330-200 2 24 236 260 [20]
Boeing 737-600 4 126 126 [21]
Totale 18 3

Flotta storica[modifica | modifica wikitesto]

Un Boeing 727-200 nella vecchia livrea.

Tunisair operava in precedenza con i seguenti aeromobili[17]:

Aereo Esemplari Inserimento Dismissione Note
Airbus A300B4 3 1982 2002
Airbus A300-600 4 1997 2014
Airbus A310-300 2 1991 2001
Boeing 727-200 11 1978 2006
Boeing 737-200 sconosciuto
Boeing 737-300 7 1989 2005
Boeing 737-500 4 1992 2014
Boeing 737-700 1 2011 2011
Boeing 737-800 2 1999 2001
Boeing 747-100 1 1999 1999
Douglas DC-8-30 2 1979 1979
McDonnell Douglas DC-10 2 1982 1998
McDonnell Douglas MD-90 1 1998 1998

Incidenti[modifica | modifica wikitesto]

  • Il 28 luglio 2010, un Boeing 737-700, marche TS-IEA, subì danni sostanziali durante un'escursione di pista all'atterraggio a Conakry, Guinea. Una decina di occupanti rimasero feriti; il Boeing venne in seguito demolito.[22]
  • Il 6 febbraio 2013, un Airbus A320-200, marche TS-IMB, subì gravi danni durante atterraggio all'aeroporto di Tunisi-Cartagine (TUN), in Tunisia, quando il carrello anteriore collassò; l'aereo venne in seguito demolito.[23]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (EN) Tunisair appears to cancel A350-800 order - 6/7/2013 - Flight Global, su web.archive.org, 1º giugno 2014. URL consultato il 19 gennaio 2021 (archiviato dall'url originale il 1º giugno 2014).
  2. ^ (EN) Tunisair : Airline Tunisia - promotions and booking tickets online, su web.archive.org, 16 luglio 2011. URL consultato il 19 gennaio 2021 (archiviato dall'url originale il 16 luglio 2011).
  3. ^ a b c d e f (EN) Guttery, Ben R., Encyclopedia of African Airlines, Jefferson, North Carolina: McFarland & Company, Inc., 1998, ISBN 0-7864-0495-7.
  4. ^ (EN) A tough task in Tunisia - 5/1/2000 - Flight Global, su web.archive.org, 22 febbraio 2014. URL consultato il 19 gennaio 2021 (archiviato dall'url originale il 22 febbraio 2014).
  5. ^ (EN) State grip on Tunisair slips - 9/1/1997 - Flight Global, su web.archive.org, 2 aprile 2014. URL consultato il 19 gennaio 2021 (archiviato dall'url originale il 2 aprile 2014).
  6. ^ (EN) Executive appointments in brief - 2/19/2007 - Flight Global, su web.archive.org, 1º giugno 2014. URL consultato il 19 gennaio 2021 (archiviato dall'url originale il 1º giugno 2014).
  7. ^ (EN) Thamri named as new CEO of Tunisair - 6/14/2011 - Flight Global, su web.archive.org, 1º giugno 2014. URL consultato il 19 gennaio 2021 (archiviato dall'url originale il 1º giugno 2014).
  8. ^ (EN) Tunisair opens Moscow service - 7/7/2011 - Flight Global, su web.archive.org, 1º giugno 2014. URL consultato il 19 gennaio 2021 (archiviato dall'url originale il 1º giugno 2014).
  9. ^ (EN) Airline Routes-July 11, 2016 | Airports & Routes content from ATWOnline, su web.archive.org, 22 luglio 2016. URL consultato il 19 gennaio 2021 (archiviato dall'url originale il 22 luglio 2016).
  10. ^ (FR) Imen Zine, Tunisair : 2017, l'année des performances, su L'Economiste Maghrébin, 26 febbraio 2018. URL consultato il 19 gennaio 2021.
  11. ^ (FR) TUNISAIR : une saison 2017 exceptionnelle & des indicateurs prometteurs, su Réalités Online, 24 febbraio 2018. URL consultato il 19 gennaio 2021.
  12. ^ (FR) Imen Zine, Tunisair : annulation de 10% des vols par mois à partir du 1er juin, su L'Economiste Maghrébin, 30 maggio 2019. URL consultato il 19 gennaio 2021.
  13. ^ (EN) Tunisair : Airline Tunisia - promotions and booking tickets online, su web.archive.org, 16 luglio 2011. URL consultato il 19 gennaio 2021 (archiviato dall'url originale il 16 luglio 2011).
  14. ^ (EN) Aw ar2014 by Charles Kamau - issuu, su web.archive.org, 23 marzo 2016. URL consultato il 19 gennaio 2021 (archiviato dall'url originale il 23 marzo 2016).
  15. ^ (FR) Elyes Mnakbi, nouveau PDG de Tunisair, Sarra Rejeb à la tête de la SNCFT, su businessnews.com.tn.
  16. ^ (EN) News for Airlines, Airports and the Aviation Industry | CAPA, su centreforaviation.com. URL consultato il 19 gennaio 2021.
  17. ^ a b (EN) Tunisair Fleet Details and History, su www.planespotters.net. URL consultato il 31 dicembre 2020.
  18. ^ Marche TS-IMO e TS-IMQ.
  19. ^ Marche TS-IMX.
  20. ^ Marche TS-IFM e TS-IFN.
  21. ^ Marche TS-IOK, TS-ION e TS-IOP.
  22. ^ (EN) Harro Ranter, ASN Aircraft accident Boeing 737-7L9 (WL) TS-IEA Conakry International Airport (CKY), su aviation-safety.net. URL consultato il 19 gennaio 2021.
  23. ^ (EN) Harro Ranter, ASN Aircraft accident Airbus A320-211 TS-IMB Tunis-Carthage Airport (TUN), su aviation-safety.net. URL consultato il 19 gennaio 2021.

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