Douglas DC-8

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Douglas DC-8
Un Japan Airlines Douglas DC-8 all'aeroporto di Londra-Gatwick nel 1980
Descrizione
Tipo Aereo di linea, trasporto
Equipaggio 3 più gli assistenti
Costruttore Stati Uniti Douglas
Data primo volo 1º giugno 1955
Utilizzatore principale Stati Uniti United Airlines (storico)
Altri utilizzatori Stati Uniti UPS Airlines (storico)
Ghana Meridian Airways
Esemplari 556[1]
Dimensioni e pesi
Tavole prospettiche
Lunghezza 45,87 m (150 ft 6 in)
Apertura alare 43,41 m (142 ft 5 in)
Freccia alare 30°
Altezza 12,90 m (42 ft 4 in)
Superficie alare 253,2 (2,725 ft²)
Peso a vuoto 80 100 kg (176 500 lb)
Peso max al decollo 143 000 kg (315 000 lb)
Passeggeri 120-177
Capacità 18 890 kg (41 645 lb)
11 755 kg (25 915 lb) (a max carico)
Capacità combustibile 88 550 L (23 392 US gal)
Propulsione
Motore 4 turboventola Pratt & Whitney JT3D-3
Spinta 80 kN (18 000 lbf) ciascuno
Prestazioni
VNE 720 km/h (390 kt)
Velocità di crociera 876 km/h (0,82 Ma, 473 kt)
Corsa di decollo 2 800 m (9 300 ft)
Atterraggio 1 998 m (6 555 ft)
Autonomia 12 130 km (6 550 nmi) (max)
10 843 km (5 855 nmi) (a max carico)
Quota di servizio 10 668 m (35 000 ft)
Note dati relativi alla versione DC-8-50

dati estratti da Flight[2]

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Il Douglas DC-8, indicato anche come McDonnell Douglas DC-8, è un aereo di linea e cargo quadrimotore a getto sviluppato dall'azienda aeronautica statunitense Douglas Aircraft Company dal 1958 al 1972.

Storia del progetto[modifica | modifica wikitesto]

La Douglas Aircraft Company iniziò lo sviluppo di un suo jet fin dal 1957, nella speranza di anticipare la Boeing, che stava facendo lo stesso con il futuro Boeing 707 ma i notevoli problemi al motore ne ritardarono l'uscita di undici mesi, così che quando i problemi furono risolti, il 707 si era già accaparrato gran parte del mercato.

Il velivolo ebbe un discreto successo, specialmente con l'ultima versione, che allora era la più grande al mondo e che fu adottata anche dall'Alitalia.

L'ultimo esemplare di DC8, il 556º, fu consegnato il 13 maggio 1972, quindici anni dopo il primo, anche in considerazione del fatto che, nel frattempo, era arrivato sul mercato degli aerei a grande capacità il nuovo Boeing 747. A Luglio 2015 si registrano ancora 5 esemplari in servizio.

Il DC8 si è dimostrato un ottimo aereo, fissando uno standard del lusso volante.

Il 21 agosto 1961, durante un test di volo, un Douglas DC-8 ruppe il muro del suono a Mach 1.012 (660 mph) in volo di discesa da 41.088 ft. A detta dei tecnici la cosa non era stata prevista, tuttavia il fatto dimostrò che il DC-8 aerodinamicamente ne era all'altezza. Diventò così il primo aereo passeggeri ad aver superato la barriera del suono, prima del Tupolev Tu-144 e del Concorde.

Versioni costruite[modifica | modifica wikitesto]

Un Douglas DC-8-62F di Alitalia Cargo nel 1978
Cockpit di un DC-8
Cabina passeggeri di un DC-8
  • Versioni da 10 a 50: le più piccole, da 189 posti, riadattabili a cargo, prodotte tra tutte fino al 1966.
  • Da 61 a 63: versioni più famose e lussuose, molto capienti, prodotte fino al 1972.
  • 26 DC-8-10
  • 36 DC-8-20
  • 57 DC-8-30
  • 32 DC-8-40
  • 89 DC-8-50
  • 39 DC-8-50C
  • 15 DC-8-50F
  • 78 DC-8-61
  • 10 DC-8-61C
  • 51 DC-8-62
  • 10 DC-8-62C
  • 6 DC-8-62F
  • 47 DC-8-63
  • 53 DC-8-63C
  • 7 DC-8-63F

Utilizzatori[modifica | modifica wikitesto]

Al luglio 2015 rimanevano in servizio un totale di cinque DC-8 (in tutte le varianti) con i seguenti utilizzatori:[3]

Civili[modifica | modifica wikitesto]

RD del Congo RD del Congo
Ghana Ghana

Governativi[modifica | modifica wikitesto]

Stati Uniti Stati Uniti

Utilizzatori principali (storici)[modifica | modifica wikitesto]

Incidenti[modifica | modifica wikitesto]

L'aereo fu protagonista di alcuni gravi incidenti aerei. Tra essi vanno annoverati, l'incidente del volo AZ 112 marchiato I-DIWB, che si schiantò nei pressi di Carini andando a urtare una montagna con la perdita di tutti gli occupanti. Sempre dalla Sicilia nel 1972, un volo dell'Alitalia proveniente da Palermo con destinazione New York passando da Milano, si schiantò su una montagna: questa volta sopravvissero ottantatré persone.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ DC-8 Model Summary Through May 2009, active.boeing.com. URL consultato il 21 giugno 2009.
  2. ^ Flight 1961, p. 818.
  3. ^ (EN) World Airliner Census (PDF), in Flight International, July 2015, p. 20. URL consultato il 27 settembre 2015.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Velivoli comparabili[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]