Douglas XB-42 Mixmaster

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Douglas XB-42 Mixmaster
Douglas XB-42 050620-F-1234P-008.jpg
il Douglas XB-42A in volo
Descrizione
Tipobombardiere
Equipaggio3
ProgettistaEdward F. Burton
CostruttoreStati Uniti Douglas
Data primo volo6 maggio 1944
Data entrata in serviziomai
Esemplari2
Altre variantiDouglas XB-43
Dimensioni e pesi
Lunghezza16,36 m (53 ft 8 in)
Apertura alare21,49 m (49 ft 0 in)
Altezza5,74 m (18 ft 10 in)
Superficie alare51,56 (555 ft²)
Peso a vuoto9 475 kg (20 890 lb)
Peso max al decollo16 194 kg (35 700 lb)
Propulsione
Motore2 Allison V-1710-125,
12 cilindri a V,
raffreddati a liquido
Potenza1 375 hp (1 025 kW)
Prestazioni
Velocità max660 km/h (410 mph, 356 kt) a 8 960 m (29 400 ft)
Velocità di crociera502 km/h (312 mph, 271 kt)
Autonomia2 897 km (1 800 mi, 1 564 nm)
Tangenza8 960 m (29 400 ft)
Armamento
Mitragliatrici4, in torrette alari telecomandate, calibro 12,7 mm (0.5 in)
Bombefino a 3 629 kg (8 000 lb)
NoteDati relativi all'esemplare XB-42

Dati tratti da Enciclopedia l'Aviazione[1].

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Il Douglas XB-42 Mixmaster era un monoplano, bimotore dalla inconsueta configurazione con elica controrotante spingente disposta all'estremità di coda. Venne realizzato dall'azienda statunitense Douglas intorno alla metà degli anni quaranta; rimase allo stadio di prototipo.

Storia del progetto[modifica | modifica wikitesto]

Il progetto del Mixmaster nacque nel giugno del 1943 quando la Douglas Aircraft Company stipulò un contratto con la United States Army Air Forces per la realizzazione di un bombardiere medio. Inizialmente classificato come assaltatore, il nuovo velivolo venne identificato con la sigla XA-42[1][2].

Vista frontale dell'XB-42A

La designazione venne definitivamente mutata in XB-42 (ad identificare il ruolo classico di bombardiere) prima del primo volo del prototipo, che ebbe luogo il 6 maggio del 1944[1][2].

Le prestazioni del velivolo risultarono al di sopra delle aspettative[1] ed il progetto proseguì con la realizzazione di un secondo prototipo che venne portato in volo il 1º agosto del 1944. Nel dicembre del 1945, quando l'USAAF aveva già deciso di non dare corso alla produzione in serie dell'XB-42, il secondo prototipo stabilì un record volando tra Long Beach e Washington alla velocità media di 430 mph (692 km/h). Pochi giorni dopo questo esemplare andò tuttavia perso in un incidente[3].

L'esemplare superstite subì una consistente modifica mediante l'installazione, a titolo sperimentale, di due motori a getto in gondole subalari e venne pertanto ridesignato XB-42A; portò successivamente a termine un vasto programma di prove che si concluse nel giugno del 1949[1].

Dalle esperienze maturate con il Mixmaster venne sviluppato il successivo XB-43 Jetmaster dotato dei soli turbogetti.

Tecnica[modifica | modifica wikitesto]

Vista posteriore dove si notano chiaramente l'impennaggio cruciforme e le due eliche controrotanti.

Il Mixmaster era un monoplano ad ala media, propulso da due motori V-12 Allison V-1710-125 raffreddati a liquido. Caratteristica peculiare era rappresentata dalla configurazione spingente delle eliche: si trattava di due eliche tripala controrotanti, disposte nel cono di coda (posteriormente agli impennaggi), azionate tramite un albero di trasmissione ed un riduttore[1].

Un'altra particolarità del velivolo era rappresentata dalla disposizione della cabina di pilotaggio: pilota e copilota, pur seduti affiancati, erano alloggiati sotto due distinti cupolini. Il navigatore/bombardiere era alloggiato all'estremità vetrata della fusoliera.

Gli impennaggi erano di tipo cruciforme ed il carrello d'atterraggio, di tipo triciclo anteriore, prevedeva che gli elementi posteriori si ritraessero in alloggiamenti ricavati nei lati della fusoliera.

L'armamento offensivo era costituito da 8 000 lb di bombe (pari a 3 629 kg) alloggiate in una vano ricavato nel tronco della fusoliera.

Per la difesa del velivolo erano previste due torrette alari telecomandate armate ciascuna con due mitragliatrici calibro 0.5 in (12,7 mm)[1]. Altre fonti[2] indicano la presenza di altre due armi dello stesso tipo disposte in postazione fissa ai lati del muso e sparanti nella direzione di marcia.

Versioni[modifica | modifica wikitesto]

Un'altra vista della versione XB-42A
  • XB-42: due esemplari costruiti, numeri di serie 43-50224 e 43-50225. Il secondo esemplare venne modificato nella cabina di pilotaggio, per la quale venne abbandonata la soluzione del doppio cupolino. Questo esemplare andò distrutto in un incidente di volo.
  • XB-42A: l'esemplare superstite venne modificato mediante l'installazione di due turbogetti Westinghouse 19B-2 da 7,1 kN di spinta che andavano ad aggiungersi ai due motori a pistoni in fusoliera[4].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c d e f g Achille Boroli, Adolfo Boroli, L'Aviazione (Vol.6), Novara, Istituto Geografico De Agostini, 1983, p. 199.
  2. ^ a b c (EN) DOUGLAS XB-42 MIXMASTER, su National Museum of the USAF, http://www.nationalmuseum.af.mil/. URL consultato il 26 gennaio 2009 (archiviato dall'url originale l'8 febbraio 2008).
  3. ^ (EN) News in Brief, in Flight, 27 dicembre 1946. URL consultato il 3 dicembre 2010.
  4. ^ (EN) DOUGLAS XB-42A MIXMASTER, su National Museum of the USAF, http://www.nationalmuseum.af.mil/. URL consultato il 26 gennaio 2009 (archiviato dall'url originale il 16 luglio 2011).

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Achille Boroli, Adolfo Boroli, L'Aviazione (Vol.6), Novara, Istituto Geografico De Agostini, 1983, p. 199.
  • (EN) René J. Francillion, McDonnell Douglas Aircraft since 1920, London, Putnam, 19879, ISBN 0-370-00050-1.
  • (EN) Jim Winchester, The World's Worst Aircraft: From Pioneering Failures to Multimillion Dollar Disasters, Londra, Amber Books Ltd, 2005, p. 199, ISBN 1-904687-34-2.

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]