Douglas XP3D

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Douglas XP3D
Douglas XP3D-1.jpg
Descrizione
Tipo idropattugliatore marittimo
Equipaggio 5-7
Costruttore Stati Uniti Douglas
Data ordine 1933
Data primo volo 6 febbraio 1935
Data entrata in servizio 1935
Data ritiro dal servizio 1937
Utilizzatore principale Stati Uniti US Navy
Esemplari 1
Altre varianti Douglas YOA-5
Dimensioni e pesi
Lunghezza 21,22 m (69 ftin)
Apertura alare 28,96 m (95 ft 0 in)
Altezza 6,84 m (22 ft 5¼ in)
Superficie alare 120,3 (1 295 ft²)
Carico alare 89 kg/m² (18 lb/ft²)
Peso a vuoto 6 858 kg (15 120 lb)
Peso carico 10 391 kg (22 909 lb)
Peso max al decollo 12 676 kg (27 946 lb)
Propulsione
Motore 2 radiali Pratt & Whitney R-1830-58 Twin Wasp
Potenza 900 hp (671 kW) ciascuno
Prestazioni
Velocità max 295 km/h (183 mph, 159 kt) a 2 440 m (8 000 ft)
Velocità di salita a 1 525 m (5 000 ft) in 6 min 6 s
Autonomia 3 300 km (2 050 mi, 2 939 nmi)
Tangenza 5 760 m (18 900 ft)
Armamento
Mitragliatrici 3 M1919 Browning calibro .30 in (7,62 mm)
Bombe 1 360 kg (3 000 lb)
Note dati relativi alla conversione XP3D-2

i dati sono estratti da McDonnell Douglas Aircraft since 1920[1]

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Il Douglas XP3D fu un idrovolante da pattugliamento marittimo a scafo centrale, bimotore, monoplano ad ala alta, sviluppato dall'azienda aeronautica statunitense Douglas Aircraft Company negli anni trenta e rimasto allo stadio di prototipo.

Realizzato parallelamente con il Douglas YB-11, poi ridesignato YO-44 ed infine YOA-5, aereo anfibio da bombardamento leggero, ricognizione ed osservazione aerea[2], venne commissionato dall'United States Navy, la marina militare statunitense, per dotare la sua componente aerea di un nuovo modello da destinare al controllo aereo delle coste. Valutato assieme al Consolidated XP3Y-1 (il futuro PBY Catalina) che gli venne preferito in quanto economicamente vantaggioso, tuttavia il suo sviluppo proseguì venendo testato in condizioni operative fino alla sua perdita per incidente nel febbraio 1937.

Storia del progetto[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1933, nell'ambito di un programma di rinnovamento della propria flotta aerea, la U.S. Navy contattò la Douglas e la Consolidated sottoscrivendo con entrambe le aziende un ordine di fornitura per un singolo prototipo di idropattugliatore destinato a sostituire in servizio i precedenti Consolidated P2Y e Martin P3M.[3]

A tale scopo la Douglas Aircraft incaricò il proprio ufficio tecnico di disegnare un modello adatto allo scopo, utilizzando i progetti di massima che daranno origine anche al similare e più piccolo YB-11, commissionato dall'United States Army, l'esercito statunitense, per dotare la propria componente aerea, l'allora United States Army Air Corps.[4] L'aspetto, comune dei due modelli, era relativo ad un velivolo a scafo centrale con velatura monoplana, equipaggiato con due motori radiali Wright R-1820 Cyclone montati in distinte gondole posizionate al di sopra del piano alare, in una soluzione simile ed ingrandita a quella già sperimentata nel Douglas Dolphin[5], tuttavia mentre l'YB-11 destinato all'esercito era un aereo anfibio, l'XP3D era un idrovolante puro, ed è stato quindi dotato di carrellatura amovibile per permettere i suoi spostamenti dalla superficie acquatica verso terra e viceversa, piuttosto che equipaggiarlo con un carrello d'atterraggio funzionante a tutti gli effetti.[6]

Impiego operativo[modifica | modifica wikitesto]

Il velivolo dopo la conversione allo standard XP3D-2.

Il prototipo XP3D-1 venne assegnato al Patrol Squadron 3 (VP-3), il quale lo utilizzò brevemente fino alla sua restituzione agli stabilimenti della Douglas per la sua conversione. L'XP3D-2 così modificato venne quindi utilizzato dal VP-11F come un aereo VIP fino alla sua distruzione in un incidente sulla baia di Acapulco, in Messico, in data 8 febbraio 1937.[1]

Varianti[modifica | modifica wikitesto]

XP3D-1
prototipo, equipaggiato con una coppia di motori radiali R-1830-58 da 825 hp (615 kW) montati sopra il piano alare.
XP3D-2
conversione del XP3D-1, caratterizzato dal piano alare rialzato, galleggianti equilibratori retraibili e motorizzato con una coppia di radiali R-1830-64 da 900 hp (671 kW) collocati sul bordo d'attacco alare.

Utilizzatori[modifica | modifica wikitesto]

Stati Uniti Stati Uniti

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Francillon 1979, p. 195.
  2. ^ Johnson 2009, p. 120.
  3. ^ Swanborough e Bowers 1976, p. 80.
  4. ^ Johnson 2011, p. 159.
  5. ^ Francillon 1979, p. 192.
  6. ^ Francillon 1979, p. 194.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • (EN) John M. Andrade, U.S. Military Aircraft Designations and Serials Since 1909, Hinckley, UK, Midland Counties Publications, 1979, ISBN 0-904597-22-9.
  • (EN) Paul Eden, Soph Moeng, The Complete Encyclopedia of World Aircraft, London, Amber Books, 2002, ISBN 978-0-7607-3432-2.
  • (EN) René J. Francillion, McDonnell Douglas Aircraft since 1920, London, Putnam, 1979, ISBN 0-370-00050-1.
  • (EN) E. R. Johnson, American Flying Boats and Amphibious Aircraft: An Illustrated History, Mcfarland & Co Inc Pub, 2009, ISBN 0-7864-3974-2.
  • (EN) E. R. Johnson, United States Naval Aviation, 1919-1941: Aircraft, Airships and Ships Between the Wars, Mcfarland & Co Inc Pub, 2011, ISBN 0-7864-8585-X.
  • (EN) F.G. Swanborough, Peter M. Bowers, United States Navy Aircraft since 1911, London, Putnam, 1976, ISBN 0-370-10054-9.

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]