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Sabena

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Disambiguazione – Se stai cercando altri significati, vedi Sabena (disambigua).
Sabena NV
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Un Airbus A320-200 della compagnia
StatoBelgio (bandiera) Belgio
Fondazione23 maggio 1923
Chiusura7 novembre 2001
Sede principaleZaventem
SettoreTrasporto aereo
ProdottiCompagnia aerea
Sito webwww.sabena.com e www.sabena.be
Compagnia aerea di bandiera
Codice IATASN
Codice ICAOSAB
Indicativo di chiamataSABENA
Primo volo23 maggio 1923
HubBruxelles-Zaventem
Frequent flyerQualiflyer
Flotta84 (nel 2001)
Destinazioni99 (nel 2001)
Voci di compagnie aeree presenti su Wikipedia

Sabena NV, acronimo di Société Anonyme Belge d'Exploitation de la Navigation Aérienne e indicata nei suoi primi anni di vita come SABENA, è stata la compagnia aerea di bandiera del Belgio fino al 2001, anno della sua chiusura.

Un Douglas DC-6 di Sabena all'aeroporto di Londra-Heathrow nel 1960

Fondata nel 1923 è stata dichiarata fallita nel 2001. In quel momento era una delle più antiche compagnie aeree soltanto più giovane di KLM e Avianca fondate nel 1919. Nel 1949 la compagnia fu uno dei fondatori della "Société Internationale de Télécommunications Aéronautiques" (SITA).

Prima della seconda guerra mondiale rinfoltì la propria flotta con l'inserimento del DC-3 Dakota. Tuttavia occorrerà attendere la fine della guerra per la ripresa dell'attività in un periodo che sarà di grande evoluzione per il trasporto aereo.[1][2] Vengono così, via via introdotti altri modelli di aeromobile quali il DC-6, il Boeing 707, il Boeing 747 e il DC-10.[3] Ad un certo punto pensò anche di acquistare dei Concorde.[4][5]

Dal 1946 alla data del suo fallimento, la compagnia non ha mai cessato di sviluppare la sua rete mondiale con un occhio di riguardo al continente africano per via delle colonie.[1][6] Alcuni degli scali africani sono stati Kinshasa, Dakar, Entebbe, Douala, Kano, etc. Soltanto l'Asia rimase fuori dalla sua rete a parte le rotte per Tokyo e l'India.

Nel 1994, Paul Rusesabagina, il direttore dell'Hôtel des Mille Collines, di proprietà del gruppo Sabena, di Kigali, nell'ex territorio belga del Ruanda, ha dato rifugio a oltre 1.200 Tutsi e alcuni Hutu nell'hotel, salvandoli dal massacro compiuto dalla milizia Interahamwe durante il Genocidio del Ruanda. Tali eventi sono mostrati nel film Hotel Rwanda del 2004.[7]

Tuttavia, nonostante le sue numerose attività, Sabena non è mai stata una compagnia molto redditizia. Come tutte le compagnie a carattere statale, subisce molte ingerenze politiche, le cui scelte peseranno sul futuro della compagnia.[8][9] Infatti, nel 1993, Air France aveva acquisito una minoranza con l'intento di creare il primo gruppo europeo e sviluppare un asse fra i due hub Parigi e Bruxelles. La rivalità interna fra le fazioni francofona e fiamminga non aiutarono il progetto e quando la comunità europea non diede il benestare alla fusione, nessuno si oppose obbligando quindi Air France a recedere da quella che poteva essere un'iniziativa lungimirante.

Successivamente, per aggirare il divieto, il Governo belga cedette il 49% della società all'azienda privata SAirGroup, società svizzera e quindi extracomunitaria, che controllava già Swissair e altre aziende. La nuova azionista impose il riammodernamento della flotta con l'introduzione dei nuovi aeromobili Airbus, ordinandone 36, 17 in più di quelli effettivamente necessari. Ma la crisi generale del settore, accentuata dagli attentati dell'11 settembre 2001, condusse Swissair (già afflitta da problemi interni) a non onorare gli impegni finanziari precedentemente presi con Sabena. Il 2 ottobre 2001 Swissair sospese le operazioni per fallire successivamente.

Il mancato versamento da parte di Swissair obbligò quindi la Sabena a formalizzare il 3 ottobre 2001 la sua esposizione economica ed infine a sospendere definitivamente tutte le operazioni il 7 novembre 2001.[10][11][12]

Nell'attività di nuovo vettore aereo belga subentrò SN Brussels Airlines, che ereditò i codici internazionali ed il logo di una "S" stilizzata.

Nel novembre 2006, cinque anni dopo il fallimento di Sabena, SN Brussels Airlines e Virgin Express annunciarono di fondersi e fondare la nuova Brussels Airlines.

Nel novembre 2001, alla data della chiusura, la flotta di Sabena consisteva in 87 velivoli più 15 in ordine:[13]

Galleria d'immagini

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  1. 1 2 (EN) Mark Finlay, Early Years: How Former Belgian Flag Carrier Sabena Came To Be, su Simple Flying, 22 maggio 2023. URL consultato il 30 luglio 2026.
  2. (EN) Nicholas Cummins, Sabena - What Went Wrong, su Simple Flying, 17 aprile 2020. URL consultato il 30 luglio 2026.
  3. (EN) Jacek Domański, 23 May 1923 - SABENA airline is founded, su afterburner.com.pl, 22 maggio 2025. URL consultato il 30 luglio 2026.
  4. (EN) Justin Hayward e Luke Bodell, Concorde Secrets: What Airlines Had Orders For The Supersonic Jet?, su Simple Flying, 9 ottobre 2020. URL consultato il 30 luglio 2026.
  5. (EN) Thomas Haynes, The 16 airlines that cancelled Concorde orders, su Key Aero, 23 ottobre 2020. URL consultato il 30 luglio 2026.
  6. (EN) Sebastián Polito, Belgian aviation: from Sabena to Brussels Airlines, su Flightradar24, 29 novembre 2025. URL consultato il 30 luglio 2026.
  7. Rwandan Hotel Is Still Haunted by Horror, Marc Lacey, February 28, 2005, New York Times.
  8. (EN) Peter Gumbel, The Last Days of Sabena, su TIME, 20 ottobre 2002. URL consultato il 30 luglio 2026.
  9. (EN) Jürgen Oste e Jacques Vilrokx, SABENA's survival under threat, 27 febbraio 2001. URL consultato il 30 luglio 2026 (archiviato dall'url originale il 4 gennaio 2026).
  10. (EN) Mark Milner, Keith Harper e Andrew Clark, Financial crisis grounds Swissair fleet, in The Guardian, 3 ottobre 2001. URL consultato il 30 luglio 2026.
  11. (EN) Swissair refuses Sabena cash, su FlightGlobal, 1º luglio 2001. URL consultato il 30 luglio 2026.
  12. (EN) European airlines in crisis, su CNN, 3 ottobre 2001. URL consultato il 30 luglio 2026.
  13. (EN) Sabena Fleet Details and History, su Planespotters.net, 3 febbraio 2026. URL consultato il 9 febbraio 2026.

Voci correlate

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Altri progetti

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Collegamenti esterni

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