Angelo Capodicasa

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Angelo Capodicasa
Angelo Capodicasa daticamera.jpg

Presidente della Regione Siciliana
Durata mandato 21 novembre 1998 –
26 luglio 2000
Predecessore Giuseppe Drago
Successore Vincenzo Leanza

Viceministro del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti
Durata mandato 17 maggio 2006 –
5 maggio 2008
Presidente Romano Prodi
Predecessore Ugo Martinat
Successore Roberto Castelli

Deputato della Repubblica Italiana
Legislature - XV

- XVI

- XVII

Gruppo
parlamentare
XV:

Partito Democratico-L'Ulivo

XVI:

- Partito Democratico

XVII:

- Articolo 1 - Movimento Democratico e Progressista (Dal 28/02/2017-attualmente)

In precedenza:

- Partito Democratico (Da inizio legislatura al 28/02/2017)

Coalizione XV:

L'Unione

XVI:

PD-IdV

XVII:

Italia. Bene Comune

Circoscrizione Sicilia 1
Sito istituzionale

Dati generali
Partito politico Movimento Democratico e Progressista (Dal 2017)
In precedenza:
Partito Comunista Italiano (1962-1991)
Partito Democratico della Sinistra (1991-1998)
Democratici di Sinistra (1998-2007)
Partito Democratico (2007-2017)
Titolo di studio Laurea in Lettere e Filosofia
Professione Imprenditore

Angelo Capodicasa (Joppolo Giancaxio, 9 settembre 1949) è un politico italiano, è stato presidente della Regione siciliana e viceministro del governo Prodi II.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Iscritto al Partito Comunista Italiano sin dall'età di 13 anni[1], si laureò in lettere e filosofia ed iniziò la sua carriera politica diventando segretario provinciale ad Agrigento prima della Federazione Giovanile Comunista Italiana e poi del PCI. Eletto quattro volte deputato regionale (dal 1986 al 2006), fu capogruppo del suo partito all'Assemblea Regionale Siciliana) fino al 1991.

Dal 1991 al 1996 fu vice presidente dell'Assemblea e al 1991 al 1995 fu segretario regionale del Partito Democratico della Sinistra. Dal 1998[2] al 2000 fu il primo Presidente della Regione Siciliana proveniente dalla Sinistra, guidando due governi[3].

Nel momento del suo insediamento sollevò una questione in merito ai fondi riservati che i suoi predecessori avrebbero prosciugato. Per questi fatti nel maggio del 2009 la Corte di Cassazione confermerà la condanna a tre anni e l'interdizione perpetua dai pubblici uffici nei confronti degli ex presidenti della Regione Siciliana Giuseppe Drago e Giuseppe Provenzano che si sarebbero appropriati, senza fare rendiconti, dei fondi riservati della Presidenza della Regione[4]. Il 31 gennaio 2005 divenne segretario regionale dei Democratici di Sinistra[5].

Alle elezioni politiche del 2006, è stato eletto alla Camera nella circoscrizione Sicilia 1. Dal 18 maggio del 2006 fa parte del secondo governo Prodi[6] in qualità di viceministro delle Infrastrutture[7]. Nel dicembre del 2006 lascia la guida dei DS della Sicilia a Tonino Russo per incompatibilità con l'incarico di Governo[8]. Al 4º Congresso Nazionale dei Democratici di Sinistra aderisce alla mozione di Piero Fassino che punta alla costruzione del Partito Democratico[9].

Alle elezioni primarie del PD del 14 ottobre 2007 si candida nel collegio di Agrigento in sostegno di Walter Veltroni e viene eletto all'assemblea costituente[10]. Alle elezioni politiche del 2008 viene rieletto alla Camera dei deputati nella lista del Partito Democratico nella Circoscrizione Sicilia 1.

Nel dicembre 2012 si candida alle primarie del PD, in provincia di Agrigento, indette per eleggere i candidati del partito al Parlamento italiano in vista delle Elezioni politiche italiane del 2013. Le primarie parlamentari si sono svolte il 30 dicembre 2012 e Capodicasa ha ottenuto 3014 preferenze[11]. L'8 gennaio 2013 la direzione nazionale del PD candida Capodicasa in terza posizione per la Camera dei deputati nella circoscrizione Sicilia 1[12]; questa candidatura viene posta al vaglio dalla commissione nazionale di garanzia del Partito Democratico, presieduta da Luigi Berlinguer, in quanto Capodicasa è stato tirato in ballo dal pentito di Cosa nostra Maurizio Di Gati[13], la commissione dà comunque il via libera in quanto gli inquirenti non hanno trovato riscontri delle dichiarazioni e queste non hanno avuto conseguenze giudiziarie[14].

Opere[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Massimo Lorello, L' ultima volta degli ex comunisti Russo traghettatore verso il Pd, in La Repubblica, 15 aprile 2007, p. 4 sezione:Palermo. URL consultato il 24 marzo 2010.
  2. ^ Franco Nuccio, In Sicilia il primo ribaltone Udr Ds, in Corriere della Sera, 18 novembre 1998, p. 8. URL consultato il 24 marzo 2010 (archiviato dall'url originale il ).
  3. ^ Carmelo Lopapa, Capodicasa se ne va. E forse torna, in La Repubblica, 22 giugno 2000, p. 2 sezione:Palermo. URL consultato il 24 marzo 2010.
  4. ^ Dopo 3 gradi di giudizio, l'Udc ibleo difende Drago, in Corriere di Ragusa, 16 maggio 2009. URL consultato il 29 ottobre 2009.
  5. ^ Ds, comincia l'era Capodicasa, in La Repubblica, 1° febbraio 2005, p. 4 sezione:Palermo. URL consultato il 24 marzo 2010.
  6. ^ Simone Collini, Governo nel segno dell’Ulivo, in l'Unità, 18 maggio 2006, p. 4. URL consultato il 24 marzo 2010.
  7. ^ Capodicasa viceministro, in La Repubblica, 02 giugno 2006, p. 2 sezione:Palermo. URL consultato il 24 marzo 2010.
  8. ^ Tonino Russo eletto segretario DS
  9. ^ Capodicasa, in La Repubblica, 05 luglio 2007, p. 2 sezione:Palermo. URL consultato il 24 marzo 2010.
  10. ^ Regione Sicilia Eletti Assemblea Costituente, su ulivo.it. URL consultato il 24 marzo 2010.
  11. ^ Primarie Parlamentari PD - Risultati, su Sito ufficiale Primarie Parlamentari PD. URL consultato l'11 gennaio 2013.
  12. ^ Elezioni Politiche - Ordine di lista della Camera dei deputati (PDF), su Sito ufficiale Partito Democratico, 8 gennaio 2013. URL consultato il 9 gennaio 2013.
  13. ^ Emanuele Lauria, Pd, oggi verdetto sugli "impresentabili" ecco perché rischiano i quattro big, in la Repubblica, 18 gennaio 2013. URL consultato il 19 gennaio 2013.
  14. ^ Liste Pd, fuori Crisafulli, Papania e Caputo. I garanti: "Candidature inopportune", in la Repubblica, 18 gennaio 2013. URL consultato il 19 gennaio 2013.

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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Giuseppe Drago 21 novembre 1998 - 26 luglio 2000 Vincenzo Leanza
Predecessore Vice ministro del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti Successore Emblem of Italy.svg
Ugo Martinat 17 maggio 2006-5 maggio 2008 Roberto Castelli