Università degli Studi di Palermo

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Università degli Studi di Palermo
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Palermo-Palazzo-Chiaramonte-bjs2007-01.jpg
La sede del rettorato a Palazzo Steri
Stato Italia Italia
Città Palermo
Altre sedi Trapani,
Marsala (enologia e viticoltura),
Caltanissetta,
Agrigento.
Nome latino Panormitana Studiorum Universitas
Soprannome UNIPA
Fondazione 12 gennaio 1806
Tipo Statale
Scuole Scuola delle Scienze di Base e Applicate; Scuola delle Scienze Giuridiche ed Economico-Sociali; Scuola delle Scienze Umane e del Patrimonio Culturale; Scuola di Medicina e Chirurgia; Scuola Politecnica
Rettore Fabrizio Micari
Studenti 48 338 (2015/16[1])
Affiliazioni UNIMED
Sport CUS Palermo
Sito web www.unipa.it/

L'Università degli Studi di Palermo è una università statale italiana fondata il 12 gennaio 1806. Precedentemente era denominata Regia Accademia degli Studi. È una delle maggiori università italiane per numero di iscritti. La sede del Rettorato è situata nello storico Palazzo Chiaramonte-Steri, mentre buona parte delle altre strutture sono situate nella cittadella universitaria, nel Parco d'Orléans.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Facoltà di Scienze della Formazione
Facoltà di Ingegneria

Le origini[modifica | modifica wikitesto]

La città di Palermo, nonostante fosse la capitale dell'Impero normanno, rimase per lungo tempo priva di università. A Palermo nel Quattrocento esistevano lo Studio francescano e lo Studio generale, i cui corsi, tuttavia, permettevano di conseguire la laurea in altre università. Nel 1550, questi due Studi vennero sopraffatti dalla nascita del Collegio dei Gesuiti (detto anche Collegio Massimo), che conquistò in breve tempo un ruolo di protagonista e rilasciava la laurea in Teologia. Il collegio gesuitico cessò la propria attività nel novembre 1767, con l'espulsione dei Gesuiti dal Regno di Napoli e Sicilia.

Il 5 novembre 1779 sorse a Palermo la Regia Accademia degli studi San Ferdinando[2][3], negli stessi locali del precedente Collegio Massimo dei Gesuiti, che rilasciava lauree in filosofia e teologia, seppur dotata di quattro facoltà (giurisprudenza, teologia, filosofia e medicina) e venti cattedre. Nel 1804, con il ritorno in Sicilia dei Gesuiti e non essendo più disponibili i locali utilizzati fino ad allora, l'Accademia si dovette spostare presso la Casa dei Teatini, attuale sede della Facoltà di Giurisprudenza. Nell'agosto del 1805 Federico di Borbone decise il riconoscimento dell'Accademia panormita degli studi in Università degli Studi, e i corsi cominiarono il 12 gennaio 1806[4]. Il governo borbonico cercò di ampliare subito l'ateneo istituendo nuove cattedre, la scarsità di risorse però non permise, almeno inizialmente, di utilizzare docenti forestieri.

Primi decenni[modifica | modifica wikitesto]

Nel decennio 1826-1835 l'ateneo toccò il primo massimo di 784 iscritti, mentre nel 1859 si superarono per la prima volta i mille iscritti, dei quali solo il 25% proveniva da Palermo, il restante proveniva da fuori i confini della provincia.

Negli stessi anni la percentuale di iscritti alla facoltà di Giurisprudenza costituiva il 50% del totale. Nel 1860 con l'arrivo di Garibaldi fu soppressa la facoltà di teologia.

Fine Ottocento[modifica | modifica wikitesto]

Dal 1876 fu concessa l'iscrizione alle donne anche se nei primi anni costituivano una percentuale bassissima (16 iscritte) ed erano tutte iscritte al corso di ostetricia. La presenza femminile diventa però continua solo alla fine del secolo. Durante questo periodo vennero istituiti i corsi di laurea in Ingegneria ed Architettura. Il numero di iscritti che conseguiva la laurea si mantenne sempre molto basso almeno fino al 1909 e non superava i 200 laureati annui.

Alla fine del secolo, oltre a docenti siciliani come Gaetano Mosca, Giovanni Gentile, Simone Corleo, Vittorio Emanuele Orlando, Santi Romano, cominciarono ad arrivare anche docenti dal resto dell'Italia e dall'estero (Adolf Holm, Alessandro Paternostro, Raffaele Schiattarella, Giuseppe Salvioli), e l'ateneo assunse un ruolo di punta nella modernizzazione intellettuale dell'isola[5].

Di rilievo nazionale a cavallo dei due secoli fu la scuola romanistica, con Giuseppe Gugino, Salvatore Riccobono, Salvatore Di Marzo, Giovanni Baviera e da ultimo Lauro Chiazzese. [6]

Periodo fascista[modifica | modifica wikitesto]

Negli anni trenta l'ateneo, come gli altri atenei italiani, venne assorbito dalla cultura fascista. Nello stesso periodo vengono istituite nuove facoltà che si affiancano a quelle storiche di Lettere e filosofia, Giurisprudenza e Medicina, che mantengono il loro ruolo egemone in quanto a numero di iscritti. Nel 1923 venne istituita la facoltà di Ingegneria, nel 1937 venne istituita la facoltà di Economia e Commercio, nel 1939 come affiliazione di Giurisprudenza venne creata la laurea in Scienze politiche, nel 1941 venne istituita la Facoltà di Agraria, nel 1944 venne istituita la laurea di Architettura come affiliazione di Ingegneria.

Nel 1936 Emilio Segrè fondò e diresse il laboratorio di fisica sperimentale.

Durante la Seconda guerra mondiale le iscrizioni aumentavano in maniera esponenziale, soprattutto quelle delle donne con aumenti anche del 60% annui. Al termine della guerra si erano superati i 10.000 iscritti dei quali quasi il 30% erano donne.

Il Dopoguerra[modifica | modifica wikitesto]

Dagli anni cinquanta ad oggi l'aumento degli iscritti è stato costante, il boom di iscrizione avviene dopo il 1963. Il numero di iscritti passò da 19 000 nel 1965 fino a superare la quota di 30 000 iscritti nel 1969. In questo periodo le nuove facoltà cominciarono ad avere molto iscritti e le facoltà di Giurisprudenza e Medicina persero il loro ruolo predominante.

Tempi recenti[modifica | modifica wikitesto]

Il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano nel corso di un incontro con Gianfranco Pasquino, presso la Facoltà di Ingegneria dell'Università degli Studi di Palermo.

Nel 1992 vengono istituite le sedi distaccate a Trapani, Enna, Caltanissetta, Agrigento, Marsala e Cefalù.

Gli iscritti continuano ad aumentare anche nei decenni successivi fino a superare i 63.000 iscritti. Nel 2006 la prima facoltà per iscritti risulta essere Scienze della Formazione, seguita da Lettere e Filosofia e Giurisprudenza. Nell'ultimo decennio il numero di iscritti nell'anno accademico 2013-2014 è sceso a 46.583.

Nel 2015 l'università conta 1.600 docenti e 2.000 unità di personale tecnico, amministrativo e bibliotecario. [7]

Docenti celebri all'Università di Palermo[modifica | modifica wikitesto]

Sergio Mattarella, fu docente di diritto parlamentare all'Università di Palermo e attuale Presidente della Repubblica
Arrows-folder-categorize.svg Le voci sui singoli soggetti sono elencate nella Categoria:Docenti dell'Università di Palermo

(elencati in ordine alfabetico)

Rettori[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Rettori dell'Università degli Studi di Palermo.

L'attuale rettore è Fabrizio Micari, che il 31 ottobre 2015 si è insediato, succedendo a Roberto Lagalla [9].

Gli iscritti nel tempo[modifica | modifica wikitesto]

Studenti

Offerta formativa[modifica | modifica wikitesto]

Portale dell'offerta formativa[modifica | modifica wikitesto]

Scuole[modifica | modifica wikitesto]

Corsi di Laurea e Master[modifica | modifica wikitesto]

Per l'Anno Accademico 2015/2016, l'Università offre:

  • 124 Corsi di Laurea e Laurea Magistrale
  • 12 Master di Primo livello
  • 21 Master di Secondo livello
  • 2 Corsi di Perfezionamento [10]

L'attività di ricerca è divisa in 20 dipartimenti

Enti collegati[modifica | modifica wikitesto]

All'Università afferiscono:

Strutture[modifica | modifica wikitesto]

Rettorato[modifica | modifica wikitesto]

Il rettorato ha sede presso il Palazzo Chiaramonte-Steri in Piazza Marina. Si tratta di un Palazzo del XIII secolo restaurato recentemente, all'interno dell'edificio è presente un'area congressi. Il rettorato comprende anche alcuni edifici adiacenti quali Palazzo Abatelli e le Carceri dei Penitenziati (ex carceri dell'Inquisizione dove sono in corsi per la creazione di un museo). L'edificio ospita spesso mostre e manifestazioni culturali.

Parco d'Orléans[modifica | modifica wikitesto]

Collezione storica degli strumenti di fisica in via Archirafi
Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Parco d'Orléans.

La cittadella universitaria, il cui perimetro si estende lungo via Ernesto Basile, alla periferia sud della città, è attraversata per tutta la sua lunghezza da viale delle Scienze. Al suo interno hanno sede le facoltà di Agraria, Ingegneria, Economia, Architettura, Lettere e Filosofia e Scienze dell'educazione e della formazione. All'interno del campus è presente uno dei dormitori, una mensa, una banca e punti ristoro e di servizi. Sono inoltre presenti due aree verdi, nelle vicinanze del Parco d'Orléans, dove sono in atto lavori di rifacimento e allargamento.

Via Archirafi[modifica | modifica wikitesto]

Facoltà di Scienze

Presso il polo di via Archirafi ha sede la Facoltà di Scienze Matematiche, Fisiche e Naturali e i dipartimenti dell'area fisica, geologica, chimica, biologica, matematica-informatica, farmaceutica e naturalistica nonché le strutture didattiche attivate dai relativi dipartimenti. Lungo la trasversale via Lincoln si accede all'Orto botanico. L'intera struttura è composta da un susseguirsi di corpi bassi, uno per ogni dipartimento, dotati anche di piccole biblioteche ed aule lettura. In una delle traverse della via principale, si trova anche un Laboratorio di Informatica.

Via Maqueda[modifica | modifica wikitesto]

Le facoltà di Giurisprudenza e Scienze politiche si trovano nella centrale Via Maqueda presso due palazzi storici. In particolare la facoltà di Giurisprudenza dispone dell'edificio Casa dei teatini che fu la prima sede dell'università di Palermo.

  • Collegio San Rocco

Il collegio San Rocco è la sede della facoltà di Scienze politiche, situato all'interno di uno storico collegio cittadino in centro a poca distanza dalla facoltà di Giurisprudenza.

Policlinico Universitario “Paolo Giaccone”[modifica | modifica wikitesto]

Il policlinico universitario "Paolo Giaccone" si trova nelle vicinanze del Campus, l'area è adiacente all'Ospedale Civico. Nel mese di agosto del 2007 è stato approvato un piano di restauro e ampliamento dell'intero ospedale.

Vi ha sede la facoltà di Medicina e Chirurgia, con aule sparse per i Dipartimenti e i reparti ospedalieri e un edificio dedicato all'attività didattica, il Complesso Didattico "Aule Nuove".

Museo di Paleontologia e Geologia “G. G. Gemmellaro”[modifica | modifica wikitesto]

Museo di paleontologia e geologia Gaetano Giorgio Gemmellaro, Sala degli elefanti
Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Museo di paleontologia e geologia Gaetano Giorgio Gemmellaro.

Presso corso Tukory è presente il museo "G.G. Gemmellaro" all'interno del quale viene svolta anche attività didattica.

Alloggi[modifica | modifica wikitesto]

All'interno del Campus e in aree limitrofe sono presenti alloggi che vengono affidati agli studenti, attualmente l'ente dispone di oltre 900 posti letto; questi alloggi sono:

  • Santi Romano, il più grande, si trova all'interno del Campus
  • San Saverio
  • Biscottari, presso la facoltà di giurisprudenza
  • Casa del Goliardo, presso la presidenza
  • Schiavuzzo
  • Hotel Patria
  • SS. Annunziata, situata in Piazza Casa Professa(nelle vicinanze della facoltà di giurisprudenza)

Infrastrutture sportive[modifica | modifica wikitesto]

In un'area adiacente al campus sono presenti le infrastrutture sportive:

Sistema bibliotecario d'Ateneo[modifica | modifica wikitesto]

Il Sistema bibliotecario d'Ateneo, al cui patrimonio e ai cui servizi possono accedere oltre agli utenti interni (studenti, docenti e personale tecnico, amministrativo e di biblioteca) anche quelli esterni previa presentazione e accreditamento, è costituito da 12 biblioteche centrali di Facoltà e da 51 biblioteche di Dipartimento, articolate in circa 110 punti di servizio con 3 600 posti di lettura, da cui il pubblico accede ai servizi di informazione, consultazione e prestito. Il patrimonio complessivo (2014) è di circa 1 118 662 monografie, 254 014 annate di periodici (con 1 032 abbonamenti in corso a periodici cartacei e 315 abbonamenti in corso a periodici elettronici e basi di dati), 5 043 CD-ROM e DVD, 1 300 microforme (microfilm, microschede e simili), 14 460 spartiti musicali, carte geotopografiche e altri documenti su carta, e tramite la biblioteca digitale permette di accedere ai periodici elettronici e alle basi di dati. L'emeroteca virtuale è accessibile da qualsiasi terminale connesso alla rete universitaria e su internet tramite VPN, previa attivazione del servizio[12].

Curiosità[modifica | modifica wikitesto]

  • Circa il 1/3 degli studenti iscritti sono fuoricorso[13] e questo ha portato il senato accademico a costringere alla reimmatricolazione e alla perdita delle materie variate tra i piani di studi chi non si laurea entro il 2014, in quanto la ripartizione dei fondi statali è fatta in base agli immatricolati e non agli iscritti totali[14]
  • L'Università di Palermo aderisce al Consorzio Nettuno (Network per l'Università ovunque) attraverso il suo polo tecnologico.
  • L'università ha fondato una radio dal nome Libertà di Frequenza.
  • L'accesso alle donne fu consentito solo nel 1876.
  • Oggi è in atto una fase di 'reingegnerizzazione' di tutti i processi amministrativi. Alcuni esempi sono:[15], la WiFi del Campus Universitario, Il VoIP per le chiamate all'interno degli uffici, la gestione delle pratiche di immatricolazione ed iscrizione esclusivamente online.

Legami con altre università[modifica | modifica wikitesto]

Nel luglio 2007 è stato siglato un accordo con le Università degli Studi di Catania, Messina ed Enna per la creazione di un polo didattico unico da denominare Politecnico del Mediterraneo.

Attività sportive[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: CUS Palermo.

Le attività sportive dell'Università di Palermo sono coordinate dal CUS Palermo. Le attività sportive praticate sono:

Il CUS organizza e promuove campionati regionali e nazionali universitari, sono disponibili nuove attività sportive se il numero degli studenti interessati è di numero sufficiente.

Pubblicazioni[modifica | modifica wikitesto]

L'ateneo pubblica le seguenti riviste periodiche:

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ MIUR Anagrafe Nazionale Studenti
  2. ^ Di Pasquale,Gli studenti, p. 50.
  3. ^ Gabriella Portalone, Recensione a "Gli studenti dell'Università di Palermo dal 1797 al 1949", Palermo 2001, pp. 92.
  4. ^ https://www.unipa.it/ateneo/Storia-dellAteneo/index.html
  5. ^ http://www.treccani.it/enciclopedia/vittorio-emanuele-orlando_(Dizionario-Biografico)/
  6. ^ http://www1.unipa.it/dipstdir/pub/marrone/romanisti_palermo.htm
  7. ^ http://www.unipa.it/LAteneo-compie-210-anni-Micari-I-giovani-al-centro-della-nostra-azione-00001/
  8. ^ Enciclopedia Italiana, vol. 28, 1935.
  9. ^ http://m.livesicilia.it/2015/10/31/nuovo-rettore-allunipa-si-insedia-fabrizio-micari_680318/
  10. ^ Università degli Studi di Palermo, su www.unipa.it. URL consultato il 13 febbraio 2016.
  11. ^ Università degli Studi di Palermo - SISSIS - Home
  12. ^ Università degli Studi di Palermo. Sistema bibliotecario e archivio storico di Ateneo.
  13. ^ Fuori corso uno studente su tre guida alle materie più difficili - Palermo - Repubblica.it
  14. ^ [1] [2]
  15. ^ http://studenti.unipa.it

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Giuseppe La Grutta, Profilo storico dell'Ateneo di Palermo nel quadro delle istituzioni di insegnamento superiore e della legislazione universitaria nazionale. Nota di presentazione del Rettore dell'Università di Palermo alla Guida dello studente dell'anno accademico 1980-81, Palermo, Università degli Studi di Palermo, 1980.
  • Armando Di Pasquale, Gli studenti dell'Università di Palermo dal 1797 al 1949, Palermo, 2001.
  • Leonello Paoloni, Storia politica dell'Università di Palermo dal 1860 al 1943, Palermo, Sellerio, 2005, ISBN .
  • Orazio Cancila, Storia dell'Università di Palermo dalle origini al 1860, Roma-Bari, Laterza, 2006, ISBN .
  • Paolo Viola, Oligarchie. Una storia orale dell'Università di Palermo, Roma, Donzelli, 2006, ISBN .
  • Contributi per una storia della Facoltà di Ingegneria di Palermo, a cura di Francesco Paolo La Mantia, vol. 1°, Palermo, Edizioni Fotograf, 2006.
  • Contributi per una storia della Facoltà di Ingegneria di Palermo, a cura di Francesco Paolo La Mantia, vol. 2°, Palermo, Edizioni Fotograf, 2008.
  • Giovanni Cardamone, La Scuola di Architettura di Palermo nella Casa Martorana, presentazione di Marcella Aprile, prefazione di Mario Giorgianni, Palermo, Sellerio, 2012, ISBN 978-88-389-2654-9.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]