The Tree of Life

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
The Tree of Life
The Tree of Life (trailer).jpg
Fotogramma dal film
Paese di produzione USA
Anno 2011
Durata 138 min.
480 min. (Original cut)
360 min. (Director's cut)[1]
Colore colore
Audio sonoro
Rapporto 1,85:1
Genere drammatico
Regia Terrence Malick
Soggetto Terrence Malick
Sceneggiatura Terrence Malick
Produttore Dede Gardner, Sarah Green, Grant Hill, Brad Pitt, Bill Pohlad
Casa di produzione Cottonwood Pictures
Plan B Entertainment
River Road Entertainment
Distribuzione (Italia) 01 Distribution
Fotografia Emmanuel Lubezki
Montaggio Hank Corwin
Musiche Alexandre Desplat
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani
« Ci sono due vie per affrontare la vita: la via della natura, e la via della grazia. »
(Signora O'Brien)

The Tree of Life è un film del 2011 diretto da Terrence Malick.

Quinta opera del regista statunitense, ha per protagonisti Brad Pitt, Sean Penn e Jessica Chastain, oltre ad aver segnato l'esordio di Hunter McCracken, Laramie Eppler e Tye Sheridan.

La storia è narrata per mezzo di flashback, accompagnati da un flusso di musica costante. Dopo la parte iniziale il film presenta una sequenza sulla storia dell'universo dopo il Big Bang, con l'obiettivo di mettere a confronto la vita di un macrocosmo (l'universo) e quella di un microcosmo (la famiglia).

Il film è stato distribuito dopo un'attesa di quasi due anni (la sua uscita era inizialmente prevista per il dicembre 2009). È stato presentato in concorso al 64º Festival di Cannes, nel maggio 2011, dove ha vinto la Palma d'oro per il miglior film.[2]

Trama[modifica | modifica sorgente]

Il film narra l'evoluzione di Jack O'Brien, un ragazzo del Texas, e dei suoi fratelli. Gli O'Brien sono una famiglia texana di ceto medio e rigorosamente cristiana degli anni cinquanta. Il padre dà ai figli un'educazione severa per insegnar loro ad avere successo nella vita, pretendendo da loro che non abbiano certi comportamenti, che solo gli adulti dovrebbero avere. Egli impone duramente il proprio modello educativo ai figli e, spesso, li punisce fisicamente, causando profondo scontento alla moglie con cui discute violentemente, accusandola di essere una donna debole. La madre, invece, fa conoscere loro il valore dell'amore e dei sentimenti. Nella mente di Jack i due genitori simboleggiano la Natura, che è violenta e vive solo per dominare, e la Grazia ,che invece è la via dell’obbedienza e del sacrificio.[3]

Jack, divenuto adolescente, rinnega l'esistenza di Dio, giunge a desiderare la morte del padre ed intraprende un percorso interiore confuso. La morte del fratello alla prematura età di diciannove anni determina un ulteriore grave disagio nel suo stato di angoscia e incertezza. Da adulto Jack è un'anima persa nel mondo moderno nel quale non riesce a trovare se stesso ed il senso della propria esistenza: il suo tormentato pensiero fluisce come un "io narrante" in cerca di risposte.

Il film si conclude con una toccante visione onirica e, dopo una sorta di resa, viene finalmente "varcata" una soglia: Jack "ritrova" sua madre e i suoi fratelli, raggiungendo una consapevole riconciliazione con il padre, che in una scena fondamentale del film ammette di aver sbagliato a puntare nella sua vita sull'ambizione e riconosce che la cosa migliore della sua vita sono i suoi figli.

Tematiche[modifica | modifica sorgente]

Il tema fondamentale del film, all'interno del quale il regista texano utilizza ancora una volta la voce fuori campo, diventata un suo segno distintivo, è la ricerca del senso della vita. Esso viene affrontato giustapponendo immagini e riprese di accadimenti dello spazio (pianeti, stelle e galassie), scenari naturali incontaminati dall'uomo (deserti, oceani, vulcani), ricostruzioni dell'"infinitamente piccolo" (immagini al microscopio elettronico di movimenti cellulari) e le vicende della famiglia protagonista.

A detta di taluni critici, l'opera sarebbe confrontabile e affiancabile a 2001: Odissea nello spazio di Stanley Kubrick[4]. La verosimiglianza di questo paragone è legata, oltre che all'impiego del tecnico Douglas Trumbull, all'impostazione strutturale e ritmica del film. Entrambi inseriscono una vicenda umana particolare nel quadro della evoluzione dell'Universo. Entrambi si giovano di una fotografia e un impatto visivo notevole e di un commento musicale particolarmente accurato[5] e si caratterizzano per la prevalenza della suggestione visiva e sonora su dialoghi e trama. Mentre tuttavia l'opera di Kubrick appare concentrata sull'aspetto della evoluzione tecnologica, in una prospettiva sostanzialmente materialista se non nichilista, il film di Malick è prevalentemente incentrato sulla dimensione delle emozioni e apertamente orientato a lasciare dischiuse risposte, o quantomeno dubbi, metafisici.

Altro tema evidente del film è il complesso di Edipo,[6] atteso il legame quasi simbiotico di Jack con la madre e il contrasto, che si spinge fino a sognarne la morte, con il padre. Le due figure rappresentano nella mente di Jack i due poli ideali della Educazione, tra la vita secondo Natura (simboleggiata dal padre) e la Grazia (rappresentata della madre). Il primo modello è quello della lotta per la sopravvivenza, il secondo quello dell'Amore disinteressato. La madre insegna a vivere ogni momento della vita quotidiana e a coglierlo nella sua bellezza e unicità. Il padre vuol far capire ai figli che le maniere forti sono l'unica soluzione per andare avanti in un mondo cattivo, dove fatalità e morte regnano sovrane.

Tra i due poli il film cerca costantemente una difficile riconciliazione, che viene alla fine collocata nella prevalenza della seconda: il Padre ammette a Jack di aver sempre sbagliato nella sua vita a disprezzare la Bellezza, sedotto dalla ricerca della soddisfazione di gratificazioni materiali, desiderando essere amato perché uomo importante, invece che vivere lo Splendore.

In tutto il film compaiono riferimenti alla religione cristiana e in particolare al Libro di Giobbe nel quale l'uomo si interroga sul senso del dolore. A tal proposito è significativa la frase di apertura “Dov’eri tu quand’io ponevo le fondamenta della Terra?” (Gb 38,4), che rimanda a questo testo sacro e l'omelia al funerale dell'amico, nella quale il sacerdote fa riflettere i fedeli proprio sul significato e la ineluttabilità della sofferenza nella vita umana. La sequenza della storia dell'universo con la lotta per la sopravvivenza dei primi animali (e un primo episodio di pietà, quando l'animale preistorico "grazia" la sua preda[7]) si mette a confronto con la storia di alcuni esseri umani (in questo caso la famiglia O'Brien) che nei tempi antichi si sono evoluti da una situazione primordiale. Il film infatti, oltre a trattare temi come la morte, l'aldilà, la nascita, l'infanzia, l'adolescenza e la mentalità del mondo contemporaneo, mette in luce una riflessione sull'evoluzione del macrocosmo dell'universo e dei microcosmi costituiti dal nucleo familiare e dalla mente di Jack.

Il film si conclude con la riconciliazione non solo di Jack con la lezione del padre e della madre e la elaborazione del lutto per la morte del fratello, ma anche con la armonizzazione di Natura e Tecnologia, simboleggiate dalle tre immagini finali in sequenza dei girasoli nel silenzio, delle vetrate dei grattacieli di Houston che riflettono un cielo puro e delle nubi e in un ponte, che idealmente conduce verso il tramonto. L'ultima immagine sui titoli di coda, quella di una fiamma nell'oscurità (Opus 161 di Thomas Wilfred, immagine realizzata con l'ausilio del clavilux[8]) e che lascia aperta la porta alla interpretazione dello spettatore (si potrebbe interpretare come l'immagine di Dio, la Speranza, la Via di uscita, la Meta).

Il film si presta quindi a una lettura orientata alla metafisica e non aliena alla speranza, anche se non compromessa con un culto particolare e quindi sostanzialmente laica, e valorizza l'importanza della Bellezza e della solidarietà tra gli esseri viventi.

Distribuzione[modifica | modifica sorgente]

The Tree of Life stato presentato in anteprima al 64º Festival di Cannes il 16 maggio 2011. Negli Stati Uniti il film ha avuto una distribuzione limitata a partire dal 27 maggio.

Le date di uscita internazionali nel 2011 sono state:[9]

Box office[modifica | modifica sorgente]

  • budget: $32,000,000
  • incasso globale: $54,303,319[10]

Riconoscimenti[modifica | modifica sorgente]

Curiosità[modifica | modifica sorgente]

  • Le iniziali del padre e del figlio (John e Jack O' Brien) compongono il nome inglese di Giobbe (Job).
  • La scena nella quale una farfalla si posa sulla mano e svolazza intorno al braccio del personaggio della mamma, non era nella sceneggiatura e fu girata per caso[11].
  • Nel telegramma si annuncia che il fratello R.L. è morto in un incidente stradale.
  • Il film presenta alcuni spunti autobiografici, tra cui l'ambientazione texana, il fatto che il padre di Malick suonava l'organo in chiesa, il fatto che il regista avesse due fratelli e il fatto che uno di questi, che suonava la chitarra come il personaggio di R.L. nel film, morì tragicamente suicida.
  • Il regista, insoddisfatto degli effetti di computer graphic, ingaggiò Douglas Trumbull, storico responsabile degli effetti speciali di 2001 Odissea nello Spazio e di Blade Runner.
  • Tra i ruoli minori troviamo la debuttante Carlotta Maggiorana[12], che pochi mesi dopo divenne la valletta mora di Avanti un altro! su Canale 5.
  • Alla Cineteca di Bologna (Cinema Lumière) la pellicola, per errore, è stata proiettata invertendo il primo tempo con il secondo e viceversa: nonostante ciò, secondo la stampa italiana risulta che nessuno degli spettatori se ne sia accorto.[13][14]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Una director's cut di 6 ore per The Tree of Life?, badtaste.it, 17 giugno 2011. URL consultato il 23 agosto 2014.
  2. ^ (EN) Awards 2011, festival-cannes.fr. URL consultato il 23 agosto 2014.
  3. ^ The tree of life: una recensione, ilfattoquotidiano.it, 23 maggio 2011. URL consultato il 24 agosto 2014.
  4. ^ (EN) Is Terrence Malick assuming Stanley Kubrick's mantle?, theguardian.com, 2 luglio 2011. URL consultato il 23 agosto 2014.
  5. ^ (EN) Malick’s Music of the Spheres: The Tree of Life, screeningthepast.com. URL consultato il 23 agosto 2014.
  6. ^ Recensione The Tree of Life (2011), filmscoop.it. URL consultato il 23 agosto 2014.
  7. ^ (EN) What Terrence Malick Meant with The Tree of Life’s Dinosaurs, Revealed, slate.com, 12 aprile 2012. URL consultato il 23 agosto 2014.
  8. ^ (EN) The Tree of Life (2011) - What is the mysterious morphing orange light?, imdb.com. URL consultato il 23 agosto 2014.
  9. ^ The Tree of Life - Release info, imdb.com. URL consultato il 23 agosto 2014.
  10. ^ (EN) The Tree of Life (2011), boxofficemojo.com. URL consultato il 23 agosto 2014.
  11. ^ Precisazione fornita nella conferenza stampa di presentazione del film a Cannes, ora visibile a questo link.
  12. ^ Intervista esclusiva Carlotta Maggiorana: bellezza in primo piano, chedonna.it, 2 febbraio 2010. URL consultato il 23 agosto 2014.
  13. ^ Io, spettatrice ignara ho visto Malick al contrario, repubblica.it, 8 giugno 2011. URL consultato il 23 agosto 2014.
  14. ^ "L'albero della vita"? Va bene anche al contrario, tgcom24.mediaset.it, 8 giugno 2011. URL consultato il 23 agosto 2014.

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

Cinema Portale Cinema: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di Cinema