Ponte dell'Olio

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Ponte dell'Olio
comune
Ponte dell'Olio – Stemma Ponte dell'Olio – Bandiera
Ponte dell'Olio – Veduta
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Regione-Emilia-Romagna-Stemma.svg Emilia-Romagna
Provincia Provincia di Piacenza-Stemma.png Piacenza
Amministrazione
Sindaco Sergio Copelli (lista civica sostenuta dal PD[1]) dal 25/05/2014
Territorio
Coordinate 44°52′00″N 9°38′00″E / 44.866667°N 9.633333°E44.866667; 9.633333 (Ponte dell'Olio)Coordinate: 44°52′00″N 9°38′00″E / 44.866667°N 9.633333°E44.866667; 9.633333 (Ponte dell'Olio)
Altitudine 217 m s.l.m.
Superficie 43,92 km²
Abitanti 4 821[2] (30-09-2014)
Densità 109,77 ab./km²
Frazioni Biana, Cassano, Castione, Folignano, Monte Santo, Sarmata, Torrano, Zaffignano
Comuni confinanti Bettola, Gropparello, Rivergaro, San Giorgio Piacentino, Vigolzone
Altre informazioni
Cod. postale 29028
Prefisso 0523
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 033036
Cod. catastale G842
Targa PC
Cl. sismica zona 3 (sismicità bassa)
Nome abitanti Pontolliesi
Patrono san Rocco
Giorno festivo 16 agosto
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Ponte dell'Olio
Ponte dell'Olio
Posizione del comune di Ponte dell'Olio nella provincia di Piacenza
Posizione del comune di Ponte dell'Olio nella provincia di Piacenza
Sito istituzionale

Ponte dell'Olio (al Pont da l'Oli in dialetto piacentino[3]) è un comune italiano di 4.821 abitanti della provincia di Piacenza.

Geografia[modifica | modifica wikitesto]

Il comune di Ponte dell'Olio è situato sui Colli piacentini all'imboccatura della Val Nure, cioè a metà circa del corso del torrente Nure che ne lambisce il territorio. La vetta più elevata del comune è Montesanto di m 676. La zona è ricca d'acqua, convogliata per la maggior parte in rii artificiali che ancora oggi solcano la campagna.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Ponte dell'Olio ha un'origine medievale: la prima menzione del ponte sul Nure con annesso un ostello e la prima menzione della chiesa di San Giacomo, sono del IX secolo, testimoniano un ruolo importante come punto snodo alla confluenza delle due strade principali della pianura e della città all'inizio della valle, vi era un grande afflusso di viandanti e viaggiatori e molti scambi commerciali con la Liguria.

Olio, sapone e grano[modifica | modifica wikitesto]

Nel labirinto delle mulattiere, delle strade, dei sentieri appenninici c'era un traffico molto intenso tra la Liguria e le terre padane. In verità l'attività di scambio tra la val Nure e il genovese risaliva alla seconda metà del quindicesimo secolo. Nella prima metà del sedicesimo secolo era fiorente l'esportazione illegale dei grani valnurensi. C'era anche un forte coinvolgimento di Pontedellolio nel commercio di olio e di grani; infatti c'erano sei torchi per l'olio e diversi mulini. I commercianti determinano la parte più importante dell'economia di Ponte. La merce trattata consiste principalmente in olio d'oliva, lino, sapone, miele, scorze di arancia, olio da brusar (olio per le lampade), formaggio, fagioli e zucchero. È dal 2006 circa che vi sono anche diversi centri estetici.

I terreni e le località[modifica | modifica wikitesto]

Gli appezzamenti terrieri sono riferiti agli abitanti del borgo di Ponte. Dai dati si può dedurre che le terre circostanti al borgo, esclusi gli orti, erano per lo più coltivate a cereali, a vite o ad alberi filari; l'area di bosco era molto ridotta, come il maggese. Nella Cisiaga (un rio) c'era un mulino, e sulla Farosa (antica strada) si pagava l'imbottatura ai marchesi Cusani.

L'allevamento degli animali[modifica | modifica wikitesto]

Il rilevamento nell'abitato di Ponte non dà risultati di grande rilievo, perché non riflette forse, l'effettiva consistenza del patrimonio zootecnico esistente nel territorio circostante.

Vita quotidiana attraverso le gride[modifica | modifica wikitesto]

Le gride, i bandi e gli avvisi sono i documenti a stampa che descrivono fatti e misfatti quotidiani e disciplinano tutti i settori della vita sociale e delle attività economiche. Le gride erano gridate, lette ad alta voce per le strade dei centri abitati e nelle piazze, da un banditore, al suono del tamburo per richiamare l'attenzione della gente. Poi le gride venivano affisse in luogo pubblico.

Il mercato del martedì[modifica | modifica wikitesto]

La realtà pubblica più rilevante, in quanto confluenza dei fattori economici locali, è il mercato settimanale, che ha connotazioni sociali importanti ed è un esempio di economia chiusa.

La fiera[modifica | modifica wikitesto]

Si è vista la vivacità economica e commerciale di Pontedellolio attraverso le testimonianze documentarie. La fiera annuale a Ponte, a partire dal 1617, è l'evento maggiore che fa del borgo e del suo territorio nel campo di scambi commerciali, un centro di primo piano per la varietà di prodotti. La fiera di tre giorni continui, iniziava il 13 agosto, continuava nel giorno di San Rocco e finiva il 17 agosto. L'istituzione della fiera di Ponte nasceva con tutte le agevolazioni; oggi si direbbe le promozioni, che possono rivitalizzare l'economia locale e creare un polo economico in media Val Nure.

L'Ottocento[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1806 Ponte divenne sede di una municipalità che riunì anche altri paesi. Funzionava regolarmente un'assemblea municipale. Ponte divenne anche sede di una pretura di seconda classe. L'espansione demografica verificatesi nei primi quindici anni del secolo era destinata a subire una brusca battuta d'arresto in coincidenza con l'epidemia di tifo petecchiale sviluppatesi localmente nel 1817.

Territorio, viabilità e acque[modifica | modifica wikitesto]

Per quanto riguarda il paese la classificazione contemplava tre aree principali: le contrade del borgo e della piazza, la strada della mola e il cantone della fornace. Nel primo tratto di borgata esistevano, di particolare rilevanza catastale, due forni, la fornace Zurlini con corte, le osterie del sole e di san Marco, due cisterne comunali, la torre dell'orologio pubblico e alcuni negozi. Nella contrada della piazza avevano sede un fono ed il palazzo dei conti Selvatico, dotato di una stupenda ghiacciaia di forma circolare; c'era anche una fabbrica-fornace. Nel borgo le case giungevano poco oltre l'edificio di San Rocco. La campagna appariva solcata da svariati corsi d'acqua e punteggiata da case rustiche.

Dal Nure partivano diversi rii, utilizzati per irrigare e far funzionare mulini e folli. Il principale si chiama rio San Giorgio e ha origine esattamente sotto al mastio del castello di Riva.

Risorse economiche[modifica | modifica wikitesto]

L'agricoltura e l'allevamento sono attività di primo piano nella zona. I prodotti della terra e dell'allevamento potevano essere venduti nel mercato settimanale o nelle fiere annuali. A Ponte c'era un'elevata percentuale di cucitrici e filatrici da lino.Dal 2000 anche il commercio è diventato importante.

I pellegrini[modifica | modifica wikitesto]

Dopo la metà del 1100, i pellegrini provenienti dal Nord Europa e diretti in Spagna a Santiago de Compostela, salivano i sentieri dell'Appennino Ligure passando per la Val Nure e inevitabilmente a Ponte dell'Olio, allora chiamato Ponte Albarola (oggi Albarola è una frazione del comune di Vigolzone, situata circa un km. a valle). Vi sorgeva una piccola chiesa dedicata a San Giacomo e gestita dai frati con annesso un hospitale: una struttura dedicata a fornire il ristoro, e non solo cure mediche, ai pellegrini.

Istruzione[modifica | modifica wikitesto]

A Ponte, in età napoleonica, la percentuale di alfabetizzazione maschile e femminile era la più elevata rispetto a quella delle frazioni.

Parrocchia[modifica | modifica wikitesto]

Sotto l'impulso della Curia Piacentina nell'anno 1879 fu creata la Parrocchia di Ponte dell'Olio che comprendeva la chiesa di San Giacomo e la chiesa di San Rocco

Il ponte sul Nure[modifica | modifica wikitesto]

Per lo sviluppo del commercio fu necessario provvedere allo studio e alla realizzazione di un ponte in sasso per i passeggeri, che fu detto "di Maria Luigia d'Austria", duchessa di Parma e Piacenza (anni 1835 e 1836), poiché ne aveva ordinato lei la costruzione.

L'opera del trasporto su rotaia[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Tranvia Piacenza-Bettola e Ferrovia Piacenza-Bettola.
Ex ponte ferroviario

Nel periodo 1853-1856 presero corpo progetti di ferrovia da Piacenza a Genova attraverso Ponte dell'Olio, e trasporto merci con sistema decauville, da Ponte dell'Olio a Ferriere. A partire dal 1880 una società inglese realizzò le tramvie Piacenza-Cremona e Piacenza-Ponte dell'Olio. A Ponte si muovevano velocemente tre corse del tram a vapore. Il tram passava sul ponte (quello attuale, passeggero). Il binario era posato sulla sinistra, venendo da Piacenza, e proseguiva per il borgo; la stazione si trovava vicino alla chiesa di San Rocco. Nel 1932 viene eliminato il tram a vapore e si realizza una ferrovia elettrica. La struttura corre su un tracciato periferico al centro abitato, con binari ancorati su massicciata. A Ponte venne costruito un nuovo ponte, sul Nure, apposta per la ferrovia (è il terzo ponte in curva costruito in Italia). Durante la seconda guerra mondiale il ponte venne bombardato dai partigiani, per non permettere i rastrellamenti dei tedeschi, e venne risistemato solo dopo la fine della guerra.

Galleria fotografica de "L'opera del trasporto su rotaia"[modifica | modifica wikitesto]

Economia[modifica | modifica wikitesto]

Industria[modifica | modifica wikitesto]

L'attività manifatturiera a Ponte dell'Olio è stata precoce. È infatti almeno dal XIII secolo che si iniziò ad impiegare l'forza cinetica dell’acqua del torrente Nure a scopo produttivo. A quel tempo fu appunto realizzato il rio San Giorgio che, derivando l’acqua nei pressi del castello di Riva, diede impulso alla nascita di diversi impianti. Nel XIX secolo, lungo il canale artificiale, sorgevano almeno una decina di mulini, un paio di cartiere, frantoi oleari e tre magli per la metallurgia, le cui abilità operative, fin da quegli anni, potrebbero essere alla base dell’avvio di una viteria che ha cessato la produzione nel 2010 dopo decenni di presenza sui mercati internazionali. Sempre dalla seconda metà del secolo sono sorti due bottonifici, uno dei quali fu chiuso negli anni cinquanta del Novecento.

Fin dai tempi dei Romani il terreno argilloso delle colline di Ponte dell’Olio e del contiguo territorio comunale di Vigolzone viene impiegato per l’estrazione della marna, una roccia sedimentaria usata per la fabbricazione di calci idrauliche e cementi. Questa particolarità iniziò ad essere sfruttata a scopo industriale dagli imprenditori Emilio e Giovanni Rossi, che alla fine dell’Ottocento costruirono in paese una fornace per la cottura della calce in zolle. Diversi potenziamenti impiantistici e migliorie portarono ad un rilevante ampliamento del complesso, che fu ultimato nel 1920. Nel 1939 fu costruita una teleferica – abbattuta nel 1954 – per il trasporto del sasso calcareo dalle cave della collina (in particolare quelle denominate Teglio e Riglio) agli stabilimenti produttivi del paese. Fino al 1937, quando presero servizio i camion, il materiale veniva inoltre spostato con carrelli motorizzati su rotaia di marca Decauville. Nel Dopoguerra la società cambiò nome da “Fornace di Calce Val Nure V. Ghizzoni e soci" in "Cementirossi" e nel 1958 lo stabilimento fu chiuso per essere trasferito a Piacenza, dov’è tuttora in funzione. L’area delle fornaci e l’attigua villa dell’imprenditore Giovanni Rossi, nella quale ha sede il Municipio, costituiscono oggi un discretamente conservato comparto di archeologia industriale di proprietà comunale.

L’industrializzazione del territorio fu facilitata dalla presenza del collegamento ferroviario Piacenza-Bettola, il cui smantellamento avvenuto nel 1967 non ostacolò l’insediamento né di piccole fabbriche meccaniche, né di una più nota a livello internazionale azienda di macchine utensili.

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[4]

Viabilità e trasporti[modifica | modifica wikitesto]

La stazione tranviaria

Ponte dell'Olio è interessata dal percorso della strada provinciale 654R di Val Nure, precedentemente strada statale 654 di Val Nure, sulla quale si innesta in paese il tracciato della strada provinciale 36 di Godi.

A partire dal 1881 il territorio comunale fu inoltre servito da una stazione lungo la tranvia Piacenza-Bettola. Originariamente capolinea, l'impianto divenne semplice località di transito l'anno successivo, con il completamento della linea. La stessa venne sostituita nel 1933 da un analogo impianto lungo la parallela nuova ferrovia gestita dalla Società Italiana Ferrovie e Tramvie e soppressa poi nel 1967.

Luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

  • Antiche fornaci
  • Castello di Riva
  • Palazzo San Bono
  • Palazzo Scribani Rossi
  • Antico torchio dell'azienda agricola "I Perinelli"
  • Castello di Torrano
  • Chiesa di Torrano
Palazzo Soavi in piazza Primo maggio in uno scatto d'epoca

Villa San Bono[modifica | modifica wikitesto]

Villa San Bono è un edificio neoclassico a due piani con annessi un oratorio, un campanile ed edifici più bassi, di tipo rurale, circondati da un ampio cortile nel quale fu collocata anche una filanda costruita nel XVIII secolo dalla famiglia francese Sabonet. La facciata anteriore presenta due ordini di finestre: quelle in basso sono tipiche da convento, mentre quelle superiori sono sormontate da cornici orizzontali. Ai lati vi si trovano due portoni per l'accesso. Il palazzo ha ampi saloni con pareti e soffitti affrescati. Nel 1819 vi soggiornò la regina consorte Carolina di Brunswick, moglie del re Giorgio IV del Regno Unito.

La villa appartenne ai conti cremonesi Guarnieri-Passerini e nel XIX secolo ai piacentini Ghizzoni, mentre nel XX secolo passò all'imprenditore locale Giovanni Rossi e quindi al convento di San Raimondo ed alla Curia Arcivescovile di Piacenza.

All'interno della proprietà non sono più visibili gli edifici che ospitavano la filanda (chiusa nel 1853 dalla famiglia Ghizzoni, che realizzò il viale San Bono), la ghiacciaia e la grande vasca della raccolta dell'acqua.

Festività e celebrazioni[modifica | modifica wikitesto]

  • Fiera di San Rocco, festa patronale che si tiene il 16 agosto
  • Fiera di primavera, ha luogo la prima domenica di maggio
  • Fiera della Pancetta Piacentina per la promozione il tipico salume DOP
  • "I Sapori del Borgo", rassegna enogastronomica che si svolge la seconda domenica di novembre per la promozione dei prodotti della cucina piacentina.

Persone legate a Ponte dell'Olio[modifica | modifica wikitesto]

  • Isabella Ferrari, attrice
  • Mia Molinari, ballerina
  • Marco Andreolli, calciatore
  • Renzo Capra, ingegnere, padre dell'azienda bresciana per l'energia, la raccolta ed il trattamento dei rifiuti ASM diventata A2A, dopo la fusione con la multiutility milanese, di cui è stato nominato presidente del Comitato di Sorveglianza
  • Giulio Gioia, pittore, vive a Cuba gran parte dell'anno, promotore della battaglia per la civilizzazione dei controllori di volo negli anni settanta
  • Nicole Pelizzari, conduttrice televisiva
  • Diego Di Biagio

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Stefano Pronti, Ponte dell'Olio, Vicende Storiche (1200 - 1860), Tip.le.co., Piacenza, 2002
  • Pier Giorgio Oliveti, Mauro Busi, Andrea Chiari, Lungo l'Arda e il Nure, De Agostini, Novara, 1990

Galleria fotografica[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ I candidati sindaco sostenuti dal PD eletti nel territorio di Piacenza, Partito Democratico. URL consultato il 12 gennaio 2015.
  2. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 09 OTTOBRE 2011.
  3. ^ AA. VV., Dizionario di toponomastica. Storia e significato dei nomi geografici italiani, Milano, GARZANTI, 1996, p. 508.
  4. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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