Disposofobia

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Accumulo patologico in un appartamento
Soggiorno di persona disposofobica
Soggiorno di individuo disposofobico
Alloggio di individuo disposofobico
Entrata di abitazione privata di individuo disposofobico

Disposofobia[1] (o accumulo patologico o accaparramento compulsivo o la mentalità Messie) è un disturbo mentale caratterizzato da un bisogno ossessivo di acquisire (senza utilizzare né buttare via) una notevole quantità di beni, anche se gli elementi sono inutili, pericolosi, o insalubri. L'accaparramento compulsivo provoca impedimenti e danni significativi ad attività essenziali quali muoversi, cucinare, fare le pulizie, lavarsi e dormire.

Non è chiaro se l'accumulo compulsivo sia un disturbo isolato o piuttosto un sintomo di un'altra condizione, come il disturbo ossessivo-compulsivo[2]. L'accumulare beni non necessari è anche noto come sillogomania.

Caratteristiche[modifica | modifica wikitesto]

Il termine letteralmente significa "paura di buttare", dall'inglese to dispose, "gettare", "buttare", "disfarsi (di qualcosa)", con il suffissoide -fobia, dal greco φόβος, phóbos, "panico", "paura".

Non esiste una definizione chiara di accumulo compulsivo in termini di criteri diagnostici accettati (come l'attuale DSM); tuttavia, Frost e Hartl (1996) forniscono come definizione le seguenti caratteristiche:[3]

  • acquisire, senza poi disfarsene, un gran numero di beni che appaiono inutili o di scarso valore
  • spazi vitali ingombrati in modo tale da impedire le attività per le quali tali spazi sono stati progettati
  • disagio significativo o menomazione nel funzionamento causati dall'accaparramento
  • ritrosia o incapacità a restituire oggetti presi in prestito; essendo i contorni non ben definiti, l'accaparramento impulsivo potrebbe a volte portare a cleptomania o furto.

Nelle sue forme peggiori, l'accumulo compulsivo può causare incendi, condizioni di scarsa igiene (ad esempio, infestazioni di topi o scarafaggi), lesioni inciampando nel disordine e altri rischi per la salute e la sicurezza, secondo Sanjaya Saxena, MD, direttore dell'Obsessive-Compulsive Disorders Program all'University of California, San Diego. Gli accaparratori (hoarders) possono erroneamente credere che gli oggetti accumulati siano molto preziosi, oppure possono sapere che gli oggetti accumulati sono inutili, o possono dare un forte valore personale ad oggetti di cui riconoscono il poco o nessun valore che hanno per altre persone. Un hoarder del primo tipo può, ad esempio, esibire una collezione di posate sostenendo che le posate siano d'argento e madreperla, trascurando il fatto che sulla confezione vi sia scritto chiaramente che sono in acciaio e plastica. Un hoarder del secondo tipo può avere un frigorifero pieno di cibo avanzato scaduto da mesi, ma in alcuni casi resisterebbe con veemenza a ogni tentativo da parte dei familiari di buttarlo via. In altri casi lo hoarder riconosce la necessità di ripulire il frigorifero, ma non riesce a farlo, in parte perché sente che non ne vale la pena, e in parte perché sopraffatto dalle simili condizioni in cui si trova il resto dei suoi spazi vitali.

Livelli di disposofobia[modifica | modifica wikitesto]

Sebbene non siano comunemente usati dagli psicologi clinici, alcuni criteri per cinque livelli di accumulo sono stati stabiliti dal National Study Group on Chronic Disorganisation (NSGCD) intitolato NGSCD Clutter Hoarding Scala. Utilizzando la prospettiva di un organizzatore professionale, questa scala si distingue cinque livelli di accumulo dove il livello I è il livello meno grave e V è il peggiore. All'interno di ogni livello ci sono quattro categorie specifiche che definiscono la gravità del disordine e del potenziale accumulo:

  • Struttura e zonizzazione;
  • Presenza di animali;
  • Funzioni di famiglia;
  • Igiene e pulizia.

Disposofobico I grado[modifica | modifica wikitesto]

La casa è considerata standard. Nessuna conoscenza speciale in collaborazione con il disorganizzato cronico è necessaria.

Disposofobico II grado[modifica | modifica wikitesto]

Nucleo familiare richiede organizzatori professionali o professionisti di settori connessi ad avere ulteriori conoscenze e la comprensione della disorganizzazione cronica.

Disposofobico III grado[modifica | modifica wikitesto]

L'organizzatore e le professionalità correlate che lavorano con un nucleo familiare di terzo livello necessitano di una formazione significativa sul tema della disorganizzazione cronica, e di aver sviluppato un network di risorse di supporto, in particolare professionisti di igiene mentale.

Disposofobico IV grado[modifica | modifica wikitesto]

Il nucleo familiare ha bisogno dell'aiuto di un organizzatore professionale e di un team coordinato di supporto. Problemi psicologici, medici e difficoltà finanziarie sono generalmente fonti principali o accessorie del problema. Saranno necessarie determinate risorse per portare una famiglia a un livello funzionale, tra cui servizi di disinfestazione da parassiti, imprese di pulizia, consulenza finanziaria e persone disponibili ad aiutare.

Disposofobico V grado[modifica | modifica wikitesto]

Il nucleo familiare necessiterà dell'intervento di una vasta gamma di agenzie. Gli organizzatori professionali non dovrebbero intervenire con azioni isolate presso questo tipo di nucleo familiare. La famiglia di quinto livello potrebbe essere sotto la cura di un tutore o aver ereditato la condizione da una persona con problemi mentali. È necessaria un'assistenza da molte fonti diverse, è necessario comporre una squadra. I membri del team dovrebbero essere identificati prima dell'inizio dell'intervento tra i rappresentanti dei servizi sociali, degli operatori di salute mentale (a meno che la situazione sia stata ereditata), tutori, imprese edili, specialisti di sicurezza casalinga, il padrone di casa, assistenza legale. Le strategie e gli accordi contrattuali relativi vanno definiti per iscritto prima di procedere .

Studi di caso[modifica | modifica wikitesto]

Il seguente studio di caso (modificato) è preso da un resoconto pubblicato sull'accumulo compulsivo:[4]

La cliente, D, viveva con i suoi due bambini, di 11 e 14 anni e descriveva il suo corrente disturbo di accumulo come un "piccolo problema che si è ingrandito" molti anni prima, insieme a corrispondenti difficoltà coniugali. D ha riportato che suo padre era un accumulatore e che lei aveva iniziato ad accumulare quando era bambina... Il volume di oggetti stipati prendeva approssimativamente il 70% dello spazio vitale della casa. Ad eccezione del bagno, nessuna stanza della casa poteva essere facilmente usata per la sua propria funzione. Entrambe le porte che davano all'esterno erano bloccate, così si entrava in casa attraverso il garage e la cucina, dove il tavolo e le sedie erano coperti di carte, giornali, bollette, libri, sacchetti di patatine finiti a metà e i compiti dei figli di dieci anni prima.

Il seguente studio di caso è preso da un resoconto pubblicato sull'accumulo compulsivo:[5]

Un'anziana donna di 79 anni è recentemente morta in un incendio nella sua villetta a schiera a Washington, DC, quando la sua condizione di "collezionista" ha impedito ai vigili del fuoco di raggiungerla in tempo. Un paio di giorni dopo, 47 vigili del fuoco provenienti da 4 città impiegarono 2 ore a combattere un incendio in una casa della California del Sud prima di riuscire a riportarlo sotto controllo. C'era un ingombro dal pavimento al soffitto che aveva reso loro quasi impossibile entrare nella casa.

La disposofobia è un disturbo molto diffuso negli Stati Uniti, a tal proposito è stato realizzato un docu-reality per la televisione originariamente trasmesso a partire dal 14 marzo 2010 dall'emittente statunitense TLC con il titolo Hoarding: Buried Alive. In Italia è mandato in onda da Real Time con il titolo Sepolti in casa. La parola "hoarding" è il termine inglese con il quale si indica il comportamento caratterizzante (accumulo) che porta a questa patologia.

Sottotipi e condizioni correlate[modifica | modifica wikitesto]

Disturbo ossessivo-compulsivo[modifica | modifica wikitesto]

Non è chiaro se l'accumulo compulsivo sia una condizione a sé stante, o piuttosto un sintomo di altre condizioni correlate.[2] Diversi studi hanno riportato una correlazione tra accumulo e la presenza e/o gravità del disturbo ossessivo-compulsivo (DOC). L'accumulo compulsivo non sembra implicare gli stessi meccanismi neurologici delle più comuni forme di disturbo ossessivo-compulsivo e non risponde agli stessi farmaci (che hanno come obiettivo la serotonina).[6][7][2] Il comportamento di accumulo è anche correlato con il disturbo ossessivo-compulsivo di personalità (OCPD). Ci potrebbe essere una sovrapposizione con una condizione conosciuta come disturbo del controllo degli impulsi (ICD), in particolare quando l'accumulo compulsivo è collegato ad acquisto compulsivo o comportamento di acquisto. Comunque, alcune persone con comportamento di accumulo compulsivo non mostrano altri segni di quanto è solitamente considerato DOC, OCPD or ICD. Coloro a cui è stato diagnosticato il Disturbo da deficit di attenzione e iperattività (DDAI) spesso hanno tendenze di accumulo.[8]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Iyna Bort Caruso, The Everything Home Storage Solutions Book, 2006, ISBN 1-59337-662-6.
    «At the extreme end are folks who suffer from what some call disposophobia — fear of disposing. In other words, they hoard. According to one report, ...».
  2. ^ a b c Steketee, G,; Frost, R. (2003). Compulsive hoarding: Current status of the research. Clinical Psychology Review, 23 (7), 905-27.
  3. ^ Frost, R.O.; Hartl, T.L. (1996). A cognitive-behavioral model of compulsive hoarding. Behavior Research and Therapy, 34 (4), 341-50.
  4. ^ Hartl, T.L.; Frost, R.O. (1999). Cognitive-behavioral treatment of compulsive hoarding: a multiple baseline experimental case study. Behavior Research and Therapy, 37 (5), 451-61.
  5. ^ Kaplan, A.; (2007). [1]. Hoarding: Studies Characterize Phenotype, Demonstrate Efficacy. Psychiatric Times.
  6. ^ Mary Duenwald, The Psychology of . . . Hoarding: What lies beneath the pathological desire to stockpile tons of stuff? in Discover, ottobre 2004.
  7. ^ Saxena, S., Cerebral Glucose Metabolism in Obsessive-Compulsive Hoarding in American Journal of Psychiatry, vol. 161, 2004, p. 1038, DOI:10.1176/appi.ajp.161.6.1038, PMID 15169692.
  8. ^ Hartl TL, Duffany SR, Allen GJ, Steketee G, Frost RO, Relationships among compulsive hoarding, trauma and attention-deficit/hyperactivity disorder in Behaviour research and therapy, vol. 43, nº 2, 2005, pp. 269–76, DOI:10.1016/j.brat.2004.02.002, PMID 15629755.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Psicologia Portale Psicologia: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di Psicologia