Carta da gioco
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Una carta da gioco è tipicamente una tessera di forma rettangolare (rotonda in India) di carta pesante o di plastica, delle dimensioni di una mano, usata per fare giochi di carte. Una serie completa di carte viene detta mazzo. Le carte da gioco sono alcuni degli strumenti più usati dagli illusionisti, così come nelle pratiche occulte quali la cartomanzia. Diversi giochi di carte coinvolgono (o comunque supportano) il gioco d'azzardo e subiscono la disapprovazione di alcuni gruppi religiosi. Sono anche oggetto di collezionismo (distintamente dalla carte realizzate apposta per giochi di carte collezionabili): mazzi nuovi o speciali sono prodotti comunemente per i collezionisti, spesso con temi politici, culturali o educativi.
Un lato di ogni carta, il fronte o la faccia, porta dei segni che la distinguono dalle altre e determinano il suo uso nelle regole di un particolare gioco, mentre l'altro, il dorso o il retro, è identico per tutte le carte di un mazzo, generalmente con motivo astratto. Nella maggioranza dei giochi le carte sono raggruppate in un mazzo ed il loro ordine viene reso casuale mediante una procedura detta mescola, per fornire un elemento di casualità nel gioco.
[modifica] Storia
[modifica] Origini
L'origine delle carte da gioco è ignota, ma le prime testimonianze del loro uso risalgono alla Cina poco dopo l'invenzione della carta, forse attorno al X secolo. Le antiche cinesi "carte moneta" avevano tre "semi": Jian o Qian (monete), Tiao (stringhe di monete, dove il nome stringa implica il foro che le monete cinesi hanno per poterle appendere e impilare su una corda), Wan (diecimila), e a questi si aggiungevano altre tre carte singole Qian Wan (Migliaia di Diecimila), Hong Hua (Fiore Rosso) e Bai Hua (Fiore Bianco). Queste erano rappresentate da ideogrammi con numerali da 2 a 9 sui tre semi. Wilkinson suggerisce che le prime carte siano state in realtà denaro reale e che fossero contemporaneamente lo strumento di gioco e la posta scommessa[1]. Le tessere del moderno Mahjong e del domino si sono probabilmente evolute da queste prime carte da gioco. La parola cinese p'ai viene usata per descrivere sia le carte che le tessere da gioco.
Il tempo ed i modi dell'introduzione delle carte da gioco in Europa è oggetto di discussioni. Il 38º canone del Concilio di Worcester (1240) viene spesso citato come dimostrazione dell'esistenza delle carte in Inghilterra alla metà del XIII secolo, ma i giochi de rege et regina che vi vengono menzionati più probabilmente erano gli scacchi. Se le carte da gioco fossero un fenomeno diffuso in Europa già nel 1278, Francesco Petrarca ne parlerebbe nel De remediis utriusque fortunae a proposito dei giochi d'azzardo, ma non è così. Altri scrittori dell'epoca (tra cui Giovanni Boccaccio e Geoffrey Chaucer) citano o si riferiscono a vari giochi, ma non esiste un singolo passaggio che si possa attribuire alle carte. In altre opere coeve, supponiamo dunque che la parola "carte" sia frutto di una errata traduzione o interpolazione.
È probabile che le antenate delle moderne carte da gioco siano arrivate in Europa attraverso i contatti con i Mamelucchi egiziani alla fine del XIV secolo, e per quell'epoca avevano già assunto una forma molto simile a quella odierna. In particolare il mazzo dei Mammelucchi conteneva 52 carte, che formavano quattro semi: Jawkân (bastoni da polo), Darâhim (denari), Suyûf (spade) e Tûmân (coppe). Ogni seme conteneva dieci carte, numerate da 1 a 10, e tre figure (o carte di corte) chiamate malik (re), nā'ib malik (viceré o deputato del re) e thānī nā'ib (secondo o sotto-deputato). Le figure mamelucche mostravano disegni astratti senza ritrarre persone (a causa della legge islamica che vietava di ritrarre figure umane), ma riportavano il nome di ufficiali dell'esercito. Un mazzo completo di carte da gioco mamelucche fu scoperto da Leo Ary Mayer nel Topkapi Sarayi Museum di Istanbul nel 1939; questo mazzo particolare non fu realizzato prima del XV secolo, ma le sue carte si accoppiavano a quelle di un frammento datato tra il XII e il XIII secolo. Ci sono alcune prove che suggeriscono che questo mazzo si sia evoluto da un mazzo precedente composto da 48 carte che aveva solo due figure per seme ed alcune altre prove sembrano suggerire che le prime carte cinesi arrivate in Europa siano passate per la Persia che a sua volta ha influenzato i Mamelucchi.
Si ignora se queste carte abbiano influenzato le carte indiane usate nel gioco della Ganjifa o se sia avvenuto il contrario. In ogni caso le carte indiane si distinguono per alcune caratteristiche: sono rotonde, generalmente dipinte a mano con schemi intricati e comprendono più di quattro semi (a volte fino a dodici).
[modifica] Diffusione in Europa e prime modifiche dell'aspetto
Alla fine del XIV secolo l'uso delle carte da gioco si diffonde rapidamente in Europa. Tra i primi riferimenti, notevoli i seguenti:
- 23 maggio 1376: un'ordinanza fiorentina vieta il gioco delle naibbe (naibe), nome arcaico per le carte da gioco, probabilmente derivato da 'nā'ib (dall'arabo "deputato", peraltro nome di una delle figure delle carte mamelucche);
- 1377: nel sermone Tractatus de moribus et disciplina humanae conversationis di un frate domenicano di Basilea descrive un gioco di carte.
- 1377: un'ordinanza parigina vieta il gioco delle carte nei giorni feriali
- 26 ottobre 1380 a Barcellona, nell'inventario del mercante Nicolas Sarmona viene elencato «un gioco di carte (nayps) di 44 pezzi».
Il mazzo di carte europeo più antico che ci si conosca è il mazzo chiamato «Italia 2», datato tra il 1390 ed il 1410.[3] Un altro mazzo tanto antico è il Stuttgarter Kartenspiel («Mazzo di Stoccarda») risalente al 1430. I mazzi più famosi e più antichi di tarocchi che siano pervenuti sino a noi sono invece i mazzi popolarmente chiamati dei Visconti.[4][5][6]
Gli europei variarono molto la struttura e l'aspetto delle carte da gioco nel XV secolo. Le figure delle carte cambiarono per rappresentare le famiglie reali europee ed i loro vassalli, originariamente "re", "cavalieri" e "servi". La regina venne introdotta in modi differenti: nei più antichi mazzi tedeschi arrivati fino a noi (1440 circa) la rimpiazza il re in due dei semi come carta di maggior valore. Durante il XV secolo sono comuni mazzi da 56 carte contenenti re, regina, cavaliere e servo. Anche i semi variano, molti produttori non ritennero che fosse necessario avere un insieme tipico di nomi per i semi, quindi i primi mazzi ne hanno varietà differenti (pur essendo sempre in numero di quattro). Gli stampatori tedeschi produssero carte usando cuori, campane, foglie e ghiande, semi presenti anche nei mazzi della Germania meridionale e orientale per il gioco dello Skat, e nei mazzi bavaresi per il gioco del Watten e del Mao Mao (diffusi anche in Alto Adige). Le più tarde carte italiane e spagnole del XVI secolo usano spade, bastoni, coppe e denari. È probabile che il mazzo dei tarocchi venga inventato in Italia in questo periodo, sebbene si creda erroneamente che sia stato importato in Europa dagli zingari. I tarocchi nacquero essenzialmente per il gioco dei tarocchi, ma oggi trova il suo uso più frequente come strumento di cartomanzia e per altre pratiche esoteriche: uno sviluppo cominciato nel 1780 circa, quando i filosofi occulti vollero associare i simboli sulle carte dei tarocchi ai geroglifici egizi.
I quattro semi cuori, quadri, picche e fiori hanno origine in Francia approssimativamente nel 1480 e sono probabilmente prevalsi perché più facili ed economici da riprodurre rispetto a disegni più elaborati (si vada tecniche di produzione). Il trèfle (così chiamato per la somiglianza alla foglia del trifoglio) deriva probabilmente dalla ghianda dei semi tedeschi, e così anche il pique, derivato dal seme della foglia tedesca (tuttavia assumendo il nome dell'arma, seguendo l'esempio delle spade italiane). In Inghilterra vengono usati i semi francesi, nominandoli hearts (cuori), clubs (bastoni, ma sono i fiori nostrani), spades (vanghe, a indicare le picche) e diamonds (quadri). Chatto si pronuncia sui nomi dei semi come segue:
| « Se le carte erano realmente conosciute in Italia e Spagna alla fine del XIV secolo, non è improbabile che il gioco sia stato introdotto in questo Paese [l'Inghilterra] da alcuni dei soldati inglesi che servirono sotto Hawkwood e altri capitani mercenari nelle guerre di Italia e Spagna. Comunque pare certo che le prime carte da gioco comunemente usate qui siano state dello stesso tipo, per quanto riguarda i segni dei semi, di quelle usate in Italia e Spagna. » |
Le figure sulle carte similmente attraversano alcuni cambiamenti in aspetto e nome. Sulle prime carte si ritrovano figure intere, e in Francia spesso hanno il nome di particolari eroi storici o fiabeschi. Rouen diventa un centro prolifico di produzione nel XVI secolo, da dove si originano molti degli elementi delle carte di corte ancora presenti nei mazzi moderni. È probabile che le carte di Rouen siano importate in Inghilterra diventandovi di uso comune, sebbene altri stili siano più popolari in Europa a quel tempo. Le figure sulle carte prodotte dagli artigiani di Rouen hanno il nome, in corrispondenza dei re di picche, cuori, quadri e fiori, rispettivamente di «David», «Alexander», «Caesar», «Charles», individuati nei personaggi storici di Davide, Alessandro Magno, Giulio Cesare e Carlo Magno. I fanti (inglese knave o, molto più tardi, jack, in francese valet) sono rispettivamente «Hector», Ettore (principe di Troia), «La Hire», il soprannome di Etienne de Vignoles (comandante francese al tempo di Giovanna d'Arco), «Ogier», ovvero Uggeri il Danese (un cavaliere di Carlo Magno) e «Judas», Giuda Maccabeo (che guidò la rivolta ebraica contro i siriani). Le regine sono «Pallas» (Pallade Atena), «Rachel», (Rachele la madre biblica di Giuseppe), «Argine» (di origine ignota, forse un anagramma di «regina») e «Judith», Giuditta (altra figura biblica). La tradizione parigina usa gli stessi nomi, ma assegnandoli a semi diversi: il re di picche, cuori, quadri e fiori erano rispettivamente Davide, Carlo Magno, Giulio Cesare e Alessandro Magno; le regine erano Pallade, Giuditta, Rachele e Argine; i fanti erano Uggeri, La Hire, Ettore e Giuda Maccabeo. Stranamente i nomi parigini ottengono più successo nei tempi a venire, anche con le carte prodotte a Rouen.
Un'altra suggestiva interpretazione[7] suggerisce che probabilmente Argine è una storpiatura di «Argeia», leggendaria principessa di Argo (nonché nome di vari personaggi della mitologia greca). Sempre secondo questa ipotesi Rachel sarebbe la storpiatura del nome «Ragnel», moglie di sir Gawain, uno dei cavalieri della tavola rotonda. In questo modo i personaggi sarebbero equamente suddivisi se accettiamo anche l'ipotesi che in realtà La Hire sia la storpiatura di «Aulus Hirtius», Aulo Irzio, uno dei comandanti di Cesare. La suddivisione è la seguente:
- personaggi biblici: David - Judith - Judas
- personaggi della mitologia greca: Alexander - Argeia - Hector
- personaggi di epoca romana: Caesar - Pallas - Aulus Hirtius
- personaggi cristiani: Charlemagne - Ragnel - Ogier
Inizialmente le carte del mazzo comunemente conosciuto come «a semi francesi» furono disegnate a figura intera, prendendo a prestito lo stile spagnolo. Molto simile al re di cuori era ad esempio il re di denari del mazzo di Phelippe Ayet.[8] Col passare dei secoli il disegno è divenuto man mano più schematico ed alcuni particolari sono andati perduti. Il re di cuori infatti brandiva un'ascia sopra la testa e non una spada dietro la testa. Il fante di picche portava una lancia che poi è divenuta l'indecifrabile oggetto che si può osservare sulle carte di fabbricazione odierna. In ultimo, verso la fine dell'Ottocento, si è deciso di capovolgere quelle figure che avevano il seme a destra per aumentare la leggibilità delle carte quando sono disposte a ventaglio.[9]
[modifica] Modifiche successive
Nei primi giochi i re sono la carta di valore maggiore, con nessuna eccezione. Già a partire dalla fine del 1400 si iniziò a dare un significato speciale alla carta nominalmente di valore minore, ora detto asso, tanto da renderla di valore maggiore (e dare al 2 il valore minore). Questo concetto può essere stato affrettato dalla Rivoluzione francese dove si comincia a fare giochi in cui l'Asso diventa il simbolo del sorgere in potere delle classi inferiori contro la nobiltà.
Le indicazioni del valore della carta sugli angoli e sui bordi cominciano a comparire alla metà del XIX secolo per permettere di tenere le carte ravvicinate a ventaglio con una sola mano e controllarle comunque tutte (in precedenza le carte si distribuivano e si leggevano tra le due mani).
L'innovazione successiva fu quella delle figure simmetriche (o a «due teste»), in modo che un giocatore non fosse tentato di capovolgere la carta per averla dritta, dato che questo poteva dare indicazioni agli altri giocatori di quali carte avesse in mano. Questa innovazione richiese l'abbandono di alcune delle caratteristiche delle figure precedenti che erano rappresentate per intero sulla carta.
La matta, o joker in inglese, è una creazione inizialmente per il gioco alsaziano dell'Euchre, e si diffonde dall'Europa all'America assieme al Poker, gioco nel quale oggi non è usata. Nonostante la somiglianza con il Pazzo dei tarocchi si ritiene che non ci sia alcuna correlazione. Nei mazzi moderni uno dei due joker è generalmente più colorato e dettagliato dell'altro, sebbene questa distinzione non sia sfruttata dalla maggioranza dei giochi. I due joker sono normalmente detti «Rosso» e «Nero». Diversamente dalle figure lo stile dei joker varia grandemente, e molti produttori lo usano come per imprimervi il loro marchio registrato.
[modifica] Carte da gioco oggi
[modifica] Francesi
Il mazzo principale in uso oggi consiste di 54 carte, ed include 13 carte per ognuno dei 4 semi (picche ♠, cuori ♥, quadri ♦ e fiori ♣, figure simmetriche sullo stile delle carte di Rouen) e due jolly (uno dei quali più colorato dell'altro). Le 13 carte per ogni seme sono composte da dieci carte numeriche, dall'1 (l'asso) fino al 10 (ognuna delle quali riportante tanti simboli del suo seme corrispondenti al suo valore numerico - il simbolo dell'asso è notevolmente più grosso di quello delle altre carte), da un fante, da una regina e da un re. Generalmente su due angoli opposti, quello in alto a sinistra e in basso a destra, (o, in alcuni casi, su tutti e quattro gli angoli) è riportato il valore della carta per facilitarne l'identificazione quando sono tenute in mano a ventaglio.
L'asso di picche ha un simbolo di solito più grosso e decorato degli altri, in una tradizione iniziata dopo una legge promulgata da Giacomo I d'Inghilterra che richiedeva una stampigliatura su quella carta come prova del pagamento della tassa sulla produzione delle carte da gioco.
Sebbene alcuni elementi delle figure siano raramente usati in gioco alcuni sono degni di nota:
- Il fante di picche e quello di cuori sono disegnati di profilo e pertanto vennero soprannominati (nei paesi anglosassoni) one-eyed Jack («fante con un occhio solo»), mentre gli altri di fronte;
- Il re di cuori ha alle volte una spada dietro alla sua testa e pertanto venne soprannominato re suicida. Originariamente, come spiegato più sopra, era un'ascia che la figura brandiva e che si è trasformata a causa del deterioramento dei dettagli nel tempo [10].
Le carte da gioco hanno una dimensione tipica, detta bridge size (3,5 pollici - 89 mm di altezza × 2,25 pollici di larghezza - 57 mm), che è quella più utilizzata. La poker size ha la stessa altezza ma è lievemente più larga (2,5 pollici - 62 mm).
I mazzi di Blackjack per casinò alle volte includono dei segni per essere identificate da una macchina[senza fonte], e in generale i mazzi da casinò hanno indici su tutti e quattro gli angoli anziché solo su due. Molti dei mazzi hanno grandi indici per l'uso in giochi di stud poker dove la possibilità di leggere le carte da lontano è un beneficio e le dimensioni delle mani di gioco sono piccole.
Per abbreviare il nome delle carte si usa generalmente (per le carte numeriche) il suo valore seguito dal suo seme (eccetto l'Asso indicato con "A"), mentre per le figure si usa "J", "Q" e "K" rispettivamente per "Fante", "Regina" e "Re" (sono le abbreviazioni dei nomi inglesi Jack, Queen e King). Per esempio le carte del seme di picche sono: "A♠", "2♠", "3♠", "4♠", "5♠", "6♠", "7♠", "8♠", "9♠", "10♠", "J♠", "Q♠", "K♠".
In Croazia, nella regione di Zagora, queste carte si chiama hrvatice (le croattine). I cuori si chiamano "srce", i quadri si chiamano "dijamant", i fiori si chiamano "ditelina" e le picche si chiamano "list".
[modifica] Italiane
| Seme | ||||
| Italiano Spagnolo Tedesco |
Spade Espadas Schwerter |
Coppe Copas Kelche |
Denari Oros Münzen |
Bastoni Bastos Stäbe |
|---|
I mazzi di carte italiane sono tipicamente composti di 40 carte di 4 diversi semi (tipiche napoletane), ma c'è una grande varietà stilistica nel disegno delle carte. In alcune regioni sono diffuse le carte di stile italiano o spagnolo, con i semi di bastoni, coppe, denari e spade e con le figure fante, cavallo e re; in altre sono diffuse carte illustrate con i semi francesi, cuori, quadri, fiori e picche, con le figure fante, donna e re. Di ogni seme troviamo i numeri 2, 3, 4, 5, 6, 7, più l'asso e le figure. Le carte regionali italiane possono essere iscritte a quattro gruppi:
- tipo italia settentrionale: derivano dai tarocchi del XIV-XV secolo; hanno le spade in forma di scimitarre e i bastoni in forma di scettri. Gli assi elaborati possono riportare un motto. Esistono nelle versioni a 36 carte (raro), 40 o 52. Appartengono a questo gruppo le bergamasche, le bresciane, le trevisane o venete, le triestine e le trentine. Sono diffuse nelle regioni del nord est.
- tipo spagnolo: hanno i bastoni in forma di tronchi e le spade più corte e dritte con figura intera, tranne che le piacentine di "tipo moderno" (dopo il 1950). Appartengono a questo gruppo le piacentine (le più diffuse tra il tipo spagnolo insieme alle napoletane), le napoletane, le romagnole, le siciliane e le sarde. Sono diffuse nelle regioni del centro-sud, o in tutta Italia (napoletane e piacentine).Esistono solo nella versione a 40 carte. Un particolare gruppo di carte appartenenti a questo gruppo sono le romane, nate negli anni '70, hanno incontrato poca fortuna tra i giocatori e non sono state più prodotte; queste carte avevano le figure che si rifacevano alla tradizione romana: legionario, centurione, imperatore.
- tipo francese: hanno i semi delle carte francesi e normalmente senza indici. Appartengono a questo gruppo le genovesi, le milanesi o lombarde, le fiorentine o toscane, le piemontesi. Hanno le figure intere, tranne le genovesi (figure di tipo francese o belga). Sono diffuse nel nord-ovest. Esistono nelle versioni a 36 (genovesi e piemontesi), 40 o 52 carte.
- tipo tedesco: hanno i semi di tipo tedesco (cuori, ghiande, foglie e campane) e sono diffuse nella provincia di Bolzano, dove sono conosciute con il nome di "Salisburghesi" o "Salzburger"; sono a figura intera e in Austria sono conosciute anche come Einfachdeutsch (ovvero tedesche a figura intera) per distinguerle dalle "Bavaresi" che hanno la figura doppia. Nate come mazzo da 36 carte negli anni '80 è stato introdotto il mazzo da 40 che oggi è l'unico diffuso in Alto Adige (la versione da 36 è ancora diffusa in Austria).
[modifica] Carte bergamasche
Le carte bergamasche sono carte in stile italiano. Il quattro di spade è chiamato anche margì per la donnina disegnata al centro. Mazzo da 40 carte con figure a due teste. Sull'asso di bastoni è presente il motto "VINCERAI". Inoltre in mazzi di alcune produzioni sono presenti 4 carte supplementari di cui 2 recano i numeri dall'1 all'8 e due che recano i numeri dall'1 al 10.
[modifica] Carte bolognesi o primiera bolognese
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Le bolognesi sono carte in stile italiano diffuse per lo più nella zona di Cento. Questo mazzo è la derivazione diretta del mazzo del tarocco o tarocchino bolognese.A quest'ultimo sono stati tolti i trionfi, le regine e le carte numerali dall'8 al 10, aggiungendo i valori numerali dal 2 al 5. Figure a due teste.
[modifica] Carte bresciane
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Le bresciane sono carte in stile italiano. È l'unico mazzo regionale che esiste solo nella versione a 52 carte, poiché servono per giocare a cicera bigia, un gioco tipico della provincia di Brescia. Le carte dall'otto al dieci sono detti scartini, in quanto per alcuni giochi, ad esempio la briscola, è necessario che tali carte vangano scartate. Le carte bresciane sono strette, con un rapporto larghezza lunghezza di 3. Le figure intere sono di tipo "naive" con colori piatti e proporzioni del corpo approssimative e faccia bianca. Come tutte le carte di "tipo italiano" hanno le spade in forma di scimitarre, e i bastoni in forma di scettri. Gli assi sono elaborati. È il più piccolo mazzo di carte d'Italia.
[modifica] Carte genovesi
Diffuse in tutta la Liguria, le carte genovesi sono a semi francesi con figure doppie a linea di divisione diagonale. Il loro stile è molto simile a quello francese tradizionale (il cosiddetto stile di Parigi) e ancor più a quello belga, dal quale di distinguono solo per piccoli dettagli (mancanza di indici). Il mazzo tradizionale è composto da 40 carte, ne esistono tuttavia versioni a 36 carte meno diffuse. Il mazzo di 52 carte usato per il Baccarà e lo Chemin de fer è composto da carte in stile genovese.
[modifica] Carte lombarde o milanesi
Le carte milanesi sono carte a seme francese di forma più stretta, rispetto alle fiorentine hanno disegni leggermente diversi. Le figure sono molto elaborate, con figure doppie in stile "svizzero" a divisione orizzontale. Esiste una versione di carte lombarde, chiamate "lombarde estero" diffuse nel Canton Ticino, che presentano gli indici e le scritte "fante", "regina" e "re" sulle rispettive figure.
[modifica] Carte napoletane
Le carte napoletane sono carte in stile spagnolo. Sono molto probabilmente le carte regionali più diffuse in Italia, essendo utilizzate in tutto il Sud Italia, dall'Abruzzo alla Calabria e forse del mondo. Notare che il "fante" viene chiamato "La Donna" e la raffigurazione è effettivamente molto più effemminata. Il mascherone centrale del tre di bastoni è detto gatto mammone[11] e viene utilizzato per alcuni giochi tipici. Il mazzo da 40 carte è a figure intere.
[modifica] Carte siciliane
Sono simili alle napoletane, ma con dimensioni solitamente inferiori e proporzioni diverse. Anche qui «La Donna» prende il posto del fante. Il re di denari è detto Matta e ha un ruolo particolare in giochi come il sette e mezzo e il cucù. Sono di dimensioni più piccole rispetto ad altre carte regionali e con figure meno elaborate, ma con presenza di disegni supplementari su diverse carte (es. sul 5 di spade). Il mazzo è da 40 carte e le figure sono intere. Probabilmente sono la derivazione (con l'esclusione dei trionfi e di alcune carte numerali) del Tarocco Siciliano le cui carte sono molto simili, se non addirittura uguali, al mazzo delle siciliane. Il mazzo del Tarocco Siciliano è composto da 64 carte.
[modifica] Carte nuoresi
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Le nuoresi sono carte a seme francese, con figura doppia divisa orizzontalmente.
[modifica] Carte piacentine
Le carte piacentine sono carte in stile spagnolo. Mazzo a 40 carte ed a figure a due teste. Fino a qualche decennio fa le figure erano intere. Create nella città di Piacenza, importato probabilmente sotto l'occupazione francese. I soldati francesi, infatti, usavano mazzi spagnoli per giocare ad Aluette. Questo mazzo si è diffuso nelle regioni del centro durante il XIX secolo, quando i territori dello Stato Pontificio arrivavano a toccare le città emiliane. Forse l'aspetto finale venne raggiunto in quegli anni.
Il mazzo piacentino trova molti punti di contatto con un mazzo spagnolo, disegnato da Phelippe Ayet nel 1575 circa, e ritrovato nella Torre de los Lujanes a Madrid durante la demolizione (si visiti questo collegamento). Tutte le figure sono in piedi, al contrario dei mazzi del nord Italia dove solitamente i re sono assisi su un trono. Il cinque di spade ha la particolare caratteristica del motivo vegetale che contraddistingue anche il mazzo piacentino, e molte delle pose delle figure sono analoghe. Anche l'impostazione generale delle carte numerali è molto simile. Non faceva eccezione il quattro di bastoni, nella versione spagnola sorretto dalle mani e dai piedi di un putto (in alcuni mazzi è una scimmia). I primi disegni delle piacentine infatti avevano i gambi dei bastoni tutti verso il basso, mentre sugli esemplari più moderni sono verso il centro.
Gli esempi più eleganti e dettagliati di questo stile furono disegnati da Ferdinando Gumppemberg (o Guppemberg, o Gumppenberg) nei primi dell'800, oggi impossibili da reperire. Un disegno abbastanza diffuso, invece, è quello eseguito dall'incisore Antonio Lamperti, ad una testa, e riprodotto da Modiano (da non confondere con il disegno classico usato da Modiano, dal 1950 a due teste).
[modifica] Carte piemontesi
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Le carte piemontesi sono simili alle Genovesi, dalle quali probabilmente discendono; sono carte a semi francesi, con le figure doppie di stile franco-belga. La divisione orizzontale delle figure le rende facilmente riconoscibili da quelle genovesi. Un ulteriore differenza rispetto ad altre carte di derivazione francese è la presenza di un ornamento ellittico intorno al seme degli assi, di colore identico a quello del seme o nero. Sono diffusi mazzi da 40 carte, da 36 (con asso, fante, donna e re e le carte numerali 6, 7, 8, 9 e 10) e da 52 (come tutto il classico mazzo di carte anglo-francesi esclusi i due jolly).
[modifica] Carte romagnole
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Le romagnole sono carte in stile spagnolo alquanto simili alle piacentine, ma a figura intera con mazzo da 40 carte. Usate nelle province di Forlì-Cesena, Rimini, Ravenna, Ferrara e nella Repubblica di San Marino.
[modifica] Carte sarde
Più che un mazzo di carte italiane tende più allo stile del mazzo di carte spagnolo: la somiglianza è fortissima e denuncia i forti rapporti culturali fra Spagna e Sardegna. I semi sono cuppas (coppe), oros (denari), bastos (bastoni, dallo spagnolo "bastos") e ispadas (spade). Il mazzo è composto di 40 carte a figura intera; similmente alle carte spagnole, le carte sarde presentano due piccoli indici: pur essendo un mazzo da 40 carte ed il valore del fante (in sardo sutta, dallo spagnolo "sota") è 8, del cavallo (caddu) 9 e del re (re) 10, gli indici riportati sulle carte numerali vanno da 1 (assu) a 7 mentre sulle figure l'indice riporta rispettivamente il numero 10, 11 e 12, proprio a riprova delle 48 carte del mazzo spagnolo in cui sono presenti anche l'8 ed il 9 come carte numerali.
[modifica] Carte toscane e fiorentine
Le carte toscane sono a seme francese, a figura intera con mazzo da 40 carte. Toscane e fiorentine si differenziano solo per il formato. Le Fiorentine sono più grandi (67x100) delle Toscane (58x88). Le carte Fiorentine sono anche le carte più grandi d'Italia.
[modifica] Carte trentine
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Le trentine sono carte in stile italiano. Il mazzo è composto da 40 carte; le "figure" (o "carte vestite") sono a figura intera, di disegno arcaico, con soli cinque colori privi di sfumature (bianco, nero, blu, giallo, rosso). Misurando 50×94 mm, sono più tozze delle trevigiane. Il valore delle carte dal 2 al 7 è riportato negli angoli.
[modifica] Carte trevisane
Le carte trevisane sono a seme italiano. Possono essere 40, od in alternativa 52, in quest'ultimo caso, quando si gioca allo scarabocio o ai trionfi. Sono dette anche venete o trevigiane. Esiste anche un mazzo da 54 carte a cui si aggiungono, rispetto al mazzo tradizionale da 40, le carte numerali dell'8, del 9 e del 10, oltre alle due matte. Figure a due teste. In particolare si distingue per i motti citati sull'asso di coppe "per un punto Martin perse la capa", sull'asso di bastoni "se ti perdi tuo danno", sull'asso di spade "non ti fidar di me se il cuor ti manca" e (talvolta) sull'asso di denari "non val sapere a chi ha fortuna contra".
[modifica] Carte triestine
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Assai simili alle trevigiane, dalle quali discendono, le triestine presentano le figure più stilizzate che denotano l'influenza stilistica austriaca. Mazzo da 40 carte e figure a due teste. Le carte numerali sono indicizzate dall'1 al 7 mentre le figure sono indicizzate con l'11, il 12 ed il 13. Come a far ricordare che probabilmente in antichità il mazzo fosse completato dagli 8, dai 9 e dai 10 numerali. Una particolarità è che sugli assi sono presenti i motti: "son gli amici molto rari quando non si ha danari" sull'asso di denari, "molte volte le giuocate van finire a bastonate" sull'asso di bastoni, "il giuoco della spada a molti non aggrada" sull'asso di spade e "una coppa di buon vin fa coraggio fa morbin" sull'asso di coppe.
[modifica] Carte viterbesi
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Oggi estinte e diffuse soprattutto in Italia meridionale, erano un ibrido tra le piacentine e le romagnole, con le quali spesso venivano confuse; queste carte di altezza uguale alle romagnole erano però più strette. La similitudine con le piacentine era evidente soprattutto per l'asso di denari raffigurante un'aquila.
[modifica] Spagnole
Gli spagnoli hanno un mazzo speciale, detto baraja española, i cui semi sono Bastos (bastoni), Oros (Ori), Espadas (Spade), Copas (Coppe). Normalmente il mazzo comprende 40 carte, ma a seconda dei giochi può averne anche 48 o 50. Di norma, dopo le prime 7 carte (dall'asso, as, al 7) vengono le figure: sota "fante" (valore 10), caballo "cavallo" (11) e rey "re" (12). Il mazzo di 48 carte comprende anche l'8 e il 9; inoltre, in alcuni giochi vi sono anche 2 comodines "jolly" che portano a 50 il totale.
Questo mazzo è diffuso non solo in Spagna, ma anche in alcune ex-colonie, come nelle Filippine o in Porto Rico. Si usano anche in Francia, a Milano, Roma, Palermo e in Portogallo.
[modifica] Tedesche ed austriache
| Per approfondire, vedi la voce Watten (gioco). |
| Seme | ||||
| Eichel | Gras Grün Laub Blatt Schippen Pik |
Herz Rot |
Schellen |
|---|
Le carte tedesche e austriache hanno un aspetto diverso. Per esempio, in molti mazzi tedeschi le carte di quadri sono gialle o arancio, mentre le picche sono verdi. Nella Germania del sud e nell'Austria sono diffusi i mazzi tradizionali con cuori, campanelli, foglie e ghiande (che sostituiscono rispettivamente cuori, quadri, fiori e picche). Si usano anche in Slovenia, Ungheria, Croazia e nelle aree d'Italia ove sono presenti minoranze di lingua tedesca. Ad esempio, nella Valcanale (Friuli-Venezia Giulia) si gioca a "Schnaps" (variante più semplice del "Bauernschnapsen" austriaco), un gioco con venti carte e di conseguenza con partite molto brevi. Il mazzo di carte regionali a semi tedeschi usato nella provincia di Bolzano è detto Salisburghese (Salzburger), composto un tempo da 36 ed ora più frequentemente da 40 carte a figure intere. Il particolare che più lo differenzia (oltre ai semi) dagli altri mazzi regionali italiani sono i valori. Nell'ordine sono presenti l'asso, le carte numerali del 5, del 6, del 7, dell'8, del 9 e del 10 e le figure sono l'Under (il Fante o Valletto Inferiore) l'Ober (il Fante o Valletto Superiore) ed il König (il Re).
[modifica] Svizzere
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Per giocare al gioco nazionale svizzero, chiamato Jass, ad est della linea Brünig-Napf-Reuss si usa un mazzo di 36 carte, che ha due semi in comune con le carte tedesche (ghiande - Eicheln e campanelli - Schellen) e due semi diversi (scudi - Schilten e rose - Rosen). I valori vanno dal sei al nove, la Bandiera (Banner) corrisponde ai 10, poi vi sono le figure Under, Ober, König ed infine un Due con valore di Asso (As, Sau, Daus). Ad ovest della linea Brünig-Napf-Reuss sono impeigate le carte francesi.
[modifica] Tecniche di produzione
La manifattura delle carte era interamente artigianale, in una tecnica piuttosto costosa e che non consentiva la produzione di massa. Alcuni sostengono che l'arte di incidere il legno, che portò alla stampa, sia nata addirittura per la necessità di stampare le carte da gioco. Ammesso che sia vero, bisogna dunque assumere che i primi produttori o pittori di carte di Ulma, Norimberga e di Augusta risalenti a un periodo tra il 1418 e il 1450 furono probabilmente anche incisori di legno.
Quel che è certo è che le carte vengono inizialmente stampate con il metodo della xilografia: sui fogli di carta vengono impressi i disegni medianti matrici incise nel legno, quindi colorate a mano sovrapponendo varie mascherine e utilizzando tamponi imbevuti di inchiostro - il che, per le produzioni più economiche implicava numerose sbavature. Il motivo principale del successo dei semi francesi e della loro diffusione nel mondo è legato probabilmente all'economicità della loro stampa: data la colorazione a tinta unita di questi semi le carte numerali possono essere prodotte direttamente mediante la sovrapposizione delle maschere senza dover passare per la xilografia (comunque necessaria per le figure).
Non si ha notizia di evoluzione nella stampa delle carte fino all'inizio del 1800 quando venne introdotta la litografia, più economica della xilografia, ma si deve arrivare al 1900 e all'introduzione della cromolitografia per poter produrre le carte da gioco senza bisogno di doverle colorare a mano.
Il processo produttivo che porta alla realizzazione di un mazzo di carte da gioco inizia col scegliere il materiale più adatto: cartoncino o plastica.
Le carte così, vengono impresse su fogli unici che, in successivamente, vengono sovrapposte da uno strato di vernice per aumentarne la luminosità e brillantezza dei colori, per la viscosità e incrementarne la durata nel tempo.
Nel mercato odierno, sono presenti alcuni prodotti HQ che, grazie a particolari trattamenti superficiali quali la calandratura e telatura, garantiscono grandi performance in termini di resa per un uso casalingo e professionale della carta da gioco.
Successivamente, i fogli vengono tagliati e predisposti in bande, cioè in strisce verticali che, a loro volta, vengono passati in una lama e quindi tagliati in singole carte. I mazzi di carte ottenuti, attraversano i processo automatizzato di arrotondamento degli angoli, per giungere quindi alla forma, rettangolo arrotondato tipico della carta da gioco.
Infine, ogni mazzo viene confezionato ed avvolto in cellophan ed inserito nell'astuccio pronto per la distribuzione e l'utilizzo.
[modifica] Simboli delle carte da gioco in Unicode
Lo standard Unicode definisce 8 caratteri per i semi delle carte, da U+2660 a U+2667:
♠ ♡ ♢ ♣ ♤ ♥ ♦ ♧
[modifica] Note
- ^ The Chinese origin of playing cards
- ^ Portrait d'Allemagne sul sito The International Playing Cards Society.
- ^ Il mazzo moresco Italia 2
- ^ I tarocchi dei Visconti.
- ^ Giordano Berti, Storia dei Tarocchi. Verità e leggende sulle carte più misteriose del mondo. Mondadori, Milano, 2007. ISBN 978-88-04-56596-3
- ^ I tarocchi dei Visconti.
- ^ (EN) Paris and Rouen pattern figures
- ^ Phelippe Ayet, 1754
- ^ (EN) The Decline of English Court Cards Over Time
- ^ Playing-cards Frequently Asked Questions
- ^ Guida alle carte da gioco
[modifica] Bibliografia
- Salvatore Spoto, Le carte da gioco italiane: storia e mistero, Roma, Logart Press, 1994.
- Alberto Milano. Le carte da gioco milanesi.
[modifica] Voci correlate
[modifica] Altri progetti
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