Bianco, rosso e Verdone

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Bianco, rosso e Verdone
Bianco, rosso e verdone (pasquale).JPG
Carlo Verdone interpreta Pasquale Ametrano
Titolo originale Bianco, rosso e Verdone
Paese Italia
Anno 1981
Durata 109 min
Colore colore
Audio sonoro
Genere commedia
Regia Carlo Verdone
Soggetto Leonardo Benvenuti, Piero De Bernardi, Carlo Verdone
Sceneggiatura Leonardo Benvenuti, Piero De Bernardi, Carlo Verdone
Produttore Sergio Leone
Distribuzione (Italia) Medusa Film
Fotografia Luciano Tovoli
Montaggio Nino Baragli
Musiche Ennio Morricone
Scenografia Carlo Simi
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani

Bianco, rosso e Verdone è il secondo film - articolato in tre episodi - diretto ed interpretato da Carlo Verdone nel 1981.

Indice

[modifica] Trama

[modifica] Incipit

Spunto per la trama del film è una tornata elettorale, che spinge i protagonisti a viaggiare in lungo e largo per l'Italia, rivelando a sé stessi ed allo spettatore i più grotteschi aspetti della realtà italiana. Verdone mette in mostra tutto ciò con grande abilità, lasciando che l'aspetto comico delle situazioni e dei caratteri sia (almeno apparentemente) predominante, senza però oscurare l'interiorità dei personaggi. L'amaro finale viene compensato dalle numerose gag esilaranti presenti in tutto il film.

[modifica] I tre protagonisti

Sono Furio, Mimmo e Pasquale. Trattandosi di un comico road movie, hanno tutti e tre un'auto: Furio viaggia su una Fiat 131 Panorama cl bianca del 1978, Pasquale su un'Alfa Romeo Alfasud rossa del 1973, e Mimmo su una Fiat 1100 D verde del 1963, costituendo i colori del Tricolore italiano.

[modifica] Furio Zòccaro

È un impiegato romano residente a Torino. Pignolo oltre ogni ragionevole possibilità, soffre di turbe maniaco-ossessive. Opprime la giovane moglie Magda ed i figli Antongiulio e Antonluca con ogni sorta di pedanti quanto inopportune puntualizzazioni. Per lui tutto è calcolabile senza possibilità di errore, ma Magda esasperata si allontanerà da lui in modo quasi romanzesco, complici un aitante playboy e un rocambolesco incidente stradale. Personaggio fatale e familiare all'attore, già collaudato nel suo repertorio cabarettistico, proposto nel varietà Non stop e ripreso nel film Viaggi di nozze ed il recente Grande, grosso e Verdone con nomi e storie diverse.

[modifica] Mimmo

Cosiddetto "giovane e fregnone", infantile ed immaturo nonché timido, deve accompagnare sua nonna (Elena Fabrizi) dal nord Italia a Roma, smaniosa di poter dare il proprio voto al PCI. Nel tragitto non mancheranno curiosi contrattempi e deviazioni, nonché incontri "particolari" come una bellissima turista dell'allora URSS, una squillo d'albergo ed un burbero camionista detto er Principe, interpretato da Mario Brega, che si crede responsabile della morte non avvenuta di Furio. Il rapporto fra i due parenti rivela la fragilità del giovane dinanzi alle vicissitudini della vita le quali al contrario vengono affrontate con sagacia e saggezza popolare dall'energica nonna. Mimmo riprende a grandi linee la maschera di Leo nel precedente Un sacco bello. Viene riproposto in Grande, grosso e Verdone sempre sotto il nome di Leo.

[modifica] Pasquale Ametrano

Macchietta dello sciatto, pacchiano e taciturno emigrante italiano in Germania, a Monaco di Baviera. Sopra il suo letto troneggia come immagine devozionale il rassicurante sorriso dello juventino Franco Causio. L'uomo lascia a casa la bionda e teutonica consorte per recarsi al seggio nel "profondo Sud" a Matera, a bordo della propria Alfasud rossa. Spaesato in un mondo così diverso dalla tranquilla periferia tedesca e dall'Italia che aveva lasciato, appena messo piede sul suolo italiano inizia a subire una serie continua di furti e vessazioni. Silenzioso per tutto il film, arrivato al seggio, Pasquale dà vita ad un accoratissimo quanto esilarante sfogo verbale elencando i torti subiti in un dialetto incomprensibile ai suoi stessi compaesani, chiudendo il film con una frase lapidaria, l'unica comunemente intendibile.

[modifica] Galleria d'immagini

[modifica] Commento

Seconda carrellata di personaggi del repertorio cabarettistico e televisivo di Carlo Verdone, insistendo sul loro impaccio, accentuato nel personaggio di Mimmo. Come in Un sacco bello, è l'attualità del contesto a fare da contorno: un paese disorganizzato, fitto di antagonismi ideologici nonché insicuro per i forestieri.

Segue l'immagine datata dell'emigrante meridionale all'estero, straniero sia in patria che nel paese d'adozione.

Il film propone brillantemente una comicissima Sora Lella, antico stereotipo della romana dalla saggezza ancestrale, in antitesi ad un nipote sprovveduto.

Preponderante il commento musicale il cui tormentone riprende le note dell'inno di Mameli.

Di notevole importanza è la leggera critica lanciata da Verdone contro la politica e "il rito del voto". La nonna di Mimmo muore nel seggio elettorale, ma gli scrutinatori anziché aiutarla o curarsi del ragazzo litigano se accettare o meno il di lei voto nell'incertezza di valutare la scheda "mezza aperta o mezza chiusa". Furio farà notare un disegno volgare sulla cabina elettorale chiedendone la censura, causando al contrario l'ilarità degli scrutinatori. Lo sfogo di Ametrano atto a denunciare l'inutilità di un voto che non servirà a cambiare niente.

[modifica] Luoghi e personaggi minori del film

  • La scena del motel è ambientata presso l'Hotel Torre Sant'Angelo di Tivoli così come il set del cimitero fu allestito nella medesima città, situata in provincia di Roma.
  • Le scene esterne in automobile sono state girate sull'autostrada Roma-Civitavecchia. La scena dell'iniezione a Lella Fabrizi è stata girata invece nell'area di sosta Pineto Est, in direzione Civitavecchia.
  • La scena del seggio elettorale, dove Furio va a votare, è stata filmata presso il palazzo comunale in Piazza della Bocca della Verità; il seggio elettorale di Mimmo e sua nonna è nel palazzo rosa, cosiddetto dei Cento Preti, con il vistoso porticato in Lungotevere dei Vallati, dirimpetto a Ponte Sisto, nel quale la famiglia Verdone visse dagli anni quaranta alla fine del 2009, anno della morte di Mario Verdone.
  • Il bersagliere, che accompagna la nonna di Mimmo nel salire le scale per il seggio elettorale, è interpretato da Stefano Natale, grande amico d'infanzia di Carlo Verdone ed attore in molti dei suoi film. Verdone ci si è ispirato per il personaggio di Mimmo e quello di Leo in Un sacco bello.

[modifica] La produzione di Sergio Leone

  • Sergio Leone era molto titubante e scaramantico nell'intitolare il film Bianco, Rosso e Verdone, in quanto nel 1972 uscì un film con Sophia Loren intitolato Bianco, rosso e... che non ebbe successo.
  • Una succinta Milena Vukotic, interpreta la prostituta che tenta di sedurre Mimmo. Per la famosa inquadratura senza veli, attraverso il vaso di pesci rossi, su indicazione del produttore Sergio Leone, si ricorse ad una vera "professionista".
  • Sergio Leone incaricò il fratello di Carlo, Luca Verdone, affinché gli comunicasse segretamente un resoconto quotidiano e dettagliato delle riprese.
  • Mario Brega era solito redarguire Verdone qualora non salutasse Leone, quando questi lasciava il set.
  • Leone non era d'accordo nello scritturare Elena Fabrizi per il ruolo della nonna a causa della sua salute precaria, temendo problemi durante le riprese, in quanto Elena era effettivamente diabetica. Vennero fatti provini con altre coetanee, ma nessuna convinse il regista quanto la Fabrizi.
  • Le riserve di Leone vertevano anche sul personaggio di Furio, temendo che questi potesse risultare odioso al pubblico. Prima dell'uscita del film, organizzò una proiezione privata in casa sua cui parteciparono, oltre a Verdone, Alberto Sordi, Monica Vitti e il calciatore Paulo Roberto Falcão; Sordi gradì molto il personaggio di Furio, sciogliendo così ogni riserva per il produttore Leone.
  • Il film è stato girato prevalentemente nell'autunno 1980 poiché Leone tardò nel dare inizio alle riprese; tra numerose difficoltà per il clima freddo ed i prodromi influenzali, Carlo Verdone interpreta Mimmo e Pasquale in tenuta estiva.

[modifica] Bloopers

  • Il film potrebbe alludere alle consultazioni amministrative del maggio 1980, riguardanti anche la regione Lazio, ma il notiziario radiofonico all'inizio del film riporta una data domenicale dei primi di giugno. Sulla ricevuta del ristorante dove cena Pasquale è indicata una data ancora posteriore. I personaggi voterebbero tuttavia un lunedì mattina.
  • Nella scena notturna del motel si intravede della luce diurna penetrare da delle persiane.
  • La locandina pittorica che ritrae il cast presenta Pasquale indossare erroneamente la t-shirt di Mimmo recante il nome di quest'ultimo.

[modifica] Dietro le quinte

[modifica] Citazioni e riconoscimenti

[modifica] Altri progetti

[modifica] Collegamenti esterni

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