Anna Bolena (opera)
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| Anna Bolena | |
Copertina del libretto della prima di Anna Bolena |
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| Lingua originale: | italiano |
| Genere: | tragedia lirica |
| Musica: | Gaetano Donizetti |
| Libretto: | Felice Romani (libretto online) |
| Fonti letterarie: | Ippolito Pindemonte, Enrico VIII ossia Anna Bolena, Marie-Joseph Chénier, Henri VIII, Alessandro Pepoli, Anna Bolena |
| Atti: | due |
| Epoca di composizione: | novembre-dicembre 1830 |
| Prima rappresentazione: | 26 dicembre 1830 |
| Teatro: | Milano, Teatro Carcano |
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Personaggi:
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| « Cielo: a mei lunghi spasimi
Concedi alfin riposo E questi estremi palpiti Sian di speranza almen » |
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( Anna, atto II, scena ultima)
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Anna Bolena è un'opera di Gaetano Donizetti.
Debuttò al Teatro Carcano di Milano il 26 dicembre del 1830.
Il libretto di Felice Romani, è tratto da diverse fonti letterarie: Anna Bolena di Alessandro Pepoli (Venezia 1788), Enrico VIII ossia Anna Bolena di Ippolito Pindemonte (Torino 1816), che a sua volta costituisce poco più che una traduzione dell'Henri VIII di Marie-Joseph Chénier (Parigi 1791).
La prima Anna Bolena fu il soprano Giuditta Pasta. Dopo il fortunato debutto, nel corso dei decenni l'opera uscì di repertorio, tanto che dal 1877 non fu più eseguita alla Scala. Vi tornò nel 1957, diretta da Gianandrea Gavazzeni, con Maria Callas nel ruolo della protagonista, e da allora è eseguita con una certa frequenza, specie nei teatri italiani. Va anche detto però che alla sua "ripresa" alla Scala l'opera venne pesantemente tagliata dal direttore: venne eliminata la sinfonia, le cavatine dimezzate, eliminata la scena del carcere di Percy e Rochefort e nella cabaletta finale Coppia iniqua non compare il coro.
Dopo la Callas firmarono il ruolo di Anna altre illustri personalità come Beverly Sills, Joan Sutherland (purtroppo a carriera avanzata), Leyla Gencer, Montserrat Caballé. Famoso è lo scandalo del 1982, quando la Caballé, che doveva inaugurare la stagione al Teatro alla Scala, rinunciò indisposta a cantare, ma il teatro diede l'ufficialità del forfait solamente la sera dell'inaugurazione.
Il temibile ruolo rubiniano di Percy ha finora trovato soltanto nelle interpretazioni di Rockwell Blake e Gregory Kunde (peraltro non immortalate dalla discografia ufficiale) le dovute gratificazioni vocali e stilistiche.
Nel ruolo di Giovanna si distinsero sopratutto Giulietta Simionato, Marylin Horne e [[Shirley Verrett]. Da ricordare l'Enrico VIII di Samuel Ramey.
La trama è basata sugli ultimi giorni di vita di Anna Bolena, voluta uccidere dal marito perché innamorato di Jane Seymour.
| Ruolo | Registro vocale | Interprete |
|---|---|---|
| Anna Bolena | soprano | Giuditta Pasta |
| Enrico VIII | basso | Filippo Galli |
| Giovanna Seymour | mezzosoprano | Elisa Orlandi |
| Lord Rochefort | basso | Lorenzo Biondi |
| Lord Percy | tenore | Giovanni Battista Rubini |
| Smeton | contralto | Henriette Laroche |
| Hervey | tenore | Antonio Crippa |
Indice |
[modifica] Trama
[modifica] Atto I
Sala nel castello di Windsor negli appartamenti della regina. Il luogo è illuminato
L'opera si apre in uno degli appartamenti di Anna Bolena. I nobili passeggiano e discorrono (Né venne il re?): sono inquieti ed ansiosi. Infatti sanno che il "volubile cuore" di Enrico, così come di Anna, si è innamorato di un'altra donna, di cui si ignora l'identità. Entra Giovanna di Seymour, ancella di Anna, ed è proprio lei la nuova favorita del re. Giovanna rifiuta le proposte del re, anche se sa che non può cedere (Ella di me sollecita).
Entra Anna, turbata così come tutti i presenti. Fa cantare a Smeton, un paggio di corte innamorato di lei, una cantata (Deh non voler costringere), in cui il paggio dichiara implicitamente il suo amore alla regina. Anna, turbata, lo fa cessare, ed esce con tutti i presenti, dato che il re non si è ancora presentato, e dice alla fida Giovanna di non cedere al fascino del trono (Ah non v'ha sguardo).
Giovanna, rimasta sola, viene raggiunta da Enrico, che, amareggiato dai rifiuti di Giovanna, annuncia che ha un piano per divorziare da Anna e farla condannare: rivelerà che ella ha avuto un amante prima delle nozze, e dopo si potrà sposare con Seymour (Fama, sì l'avrete).
Parco nel castello di Windsor. È giorno
Intanto, nel parco del castello di Windsor, entrano Percy e Rochefort, fratello di Anna. Rochefort si rallegra per il ritorno di Percy, anche se l'amico si duole per il ritorno in Inghilterra, poiché è vicino all'amata Anna, il cui amore ha perduto (Da quel dì che lei perduta).
Entrano il re ed Anna per la caccia. Il re dice a Percy che l'ha graziato che è stata Anna ad intercedere per lui, ed ordina al fido Hervey di sorvegliarlo. Alla fine, il re parte per la caccia, e Anna si ritira nelle sue stanze.
Gabinetto nel castello, che mette all'interno delle stanza di Anna
Il paggio Smeton si aggira nell'appartamento della regina. Segretamente innamorato di lei, ne custodisce un immagine (Ah, parea che per incanto). Smeton si nasconde all'arrivo di Rochefort ed Anna. Anna è consigliata dal fratello di ricevere Percy. Percy le rivela il suo amore, ma Anna non può ricambiarlo, essendo regina (duetto: S'ei t'abborre io t'amo ancora). Al diniego di Anna, Percy estrae la spada per uccidersi, quando interviene Smeton per difendere la regina. Anna sviene, e il rumore richiama i cortigiani e il re. Il re accusa Anna di adulterio. Nel tentativo di difenderla, Smeton lascia cadere l'immagine di Anna, prova evidente dell'adulterio. L'atto si conclude con l'arresto di Anna, Percy e Smeton.
[modifica] Atto II
Gabinetto che mette nella stanza dov'è custodita Anna. Guardie alla porta
Le dame compiangono la regina (Oh, dove mai ne andarono), e vengono convocate da Hervey al Consiglio dei Pari. Giovanna compare, e chiede alla regina di confessare il misfatto, e di divoraziare dal re: in cambio avrà salva la vita. Anna rifiuta, maledicendo la nuova favorita del re. Giovanna, tra le lacrime, dice di essere lei, e chiede perdono. Anna dapprima si adira, poi perdona la rivale (duetto: Và infelice e teco reca).
Vestibolo che mette nella sala ov'è adunato il consiglio. Gli ingressi sono chiusi e le porte custodite da guardie
Percy ed Anna stanno per essere condotti davanti al tribunale (coro: Ebben? Dinnanzi ai giudici). Hervey comunica che il paggio Smeton, credendo di salvare Anna, ha confessato, confermando la tesi dell'adulterio, condannando così Anna, e compiacendo i piani del re.
Anna chiede ad Enrico di essere subito uccisa, e di non dover subire l'umiliazione del giudizio. Percy, allora, rivendica i diritti di Anna, affermando di essere stato suo marito, prima del matrimonio con il re. Allora Anna afferma di essersi pentita di aver scelto l'amore del re invece di quello di Percy. Il sovrano s'infuria, e manda al tribunale la coppia, e dichiara che un'altra donna sarà sua regina (terzetto: Ambo morrete, o perfidi).
Giovanna di Seymour è nominata Regina dal re, e prega il sovrano di salvare Anna (Per questa fiamma indomita) . Enrico non cede, e pensa di far uccidere anche la figlia avuta da Bolena (la futura Elisabetta I), e si riserva il diritto di grazia sulla sentenza di colpevolezza del Consiglio dei Pari.
Prigioni nella torre di Londra. Il fondo e le porte sono occupate da soldati
Percy e Rochefort sono condannati. Quest'ultimo è condannato solo perché è fratello di Anna. Entra Hervey che comunica che il re li ha graziati. I due rifiutano, anche se Percy supplica Rochefort di salvarsi (Vivi tu te ne scongiuro), anche se l'amico rifiuta, poiché invece non è stata graziata la sorella. I due uomini vengono condotti via.
Le damigelle compiangono il destino di Anna, che, dopo la sentenza, è impazzita (Chi può vederla a ciglio asciutto?). Compare Anna vestita di stracci, e vaneggia, in preda a visioni: vede le nozze col re, e l'amato Percy (Al dolce guidami castel natìo).
Entrano Percy, Rochefort e Smeton, pronti per il supplizio. Il paggio cerca di farsi perdonare dalla regina per ciò che ha fatto. Anna non lo ascolta: è di nuovo in preda alle visioni (Cielo, a miei lunghi spasimi). Suonano le campane e rimbombano i cannoni che festeggiano le nozze. Il suono risveglia Anna, che, invece di maledire la coppia regale (Coppia iniqua, l'estrema vendetta), la perdona, e, sfinita, muore. Smeton, Percy e Rochefort vengono condotti al supplizio.
[modifica] Brani famosi
- Sinfonia
- Deh non voler costringere, romanza di Smeton (atto I)
- Come innocente giovane, cavatina di Anna (atto I)
- Da quel dì che lei perduta, cavatina di Percy (atto I)
- Ah, parea che per incanto, cavatina di Smeton (atto I)
- Sul suo capo aggravi un dio duetto tra Anna e Giovanna (atto II)
- Per questa fiamma indomita, aria di Giovanna (atto II)
- Scena della pazzia:
- Chi può vederla a ciglio asciuto, coro delle damigelle
- Piangete voi? Donde tal pianto?, recitativo (Anna)
- Al dolce guidami castel natìo, aria (Anna)
- Qual mesto suon, tempo di mezzo (Anna, Hervey, Percy, Rochefort, Smeton, coro)
- Cielo, a' miei lunghi spasimi, arietta (Anna, coro)
- Chi mi sveglia?, transizione (Anna, coro)
- Coppia iniqua, l'estrema vendetta, cabaletta (Anna, coro)
[modifica] Discografia (parziale)
- Gianandrea Gavazzeni (direttore), Nicola Rossi-Lemeni (Enrico VIII), Maria Callas (Anna Bolena), Giulietta Simionato (Giovanna Seymour), Plinio Clabassi (Lord Rochefort), Gianni Raimondi (Lord Riccardo Percy), Gabriella Carturan (Smeton), Luigi Rumbo (Sir Hervey) - Orchestra e coro del Teatro alla Scala di Milano - 1957, live - EMI (ed. pesantemente tagliata)
- Julius Rudel (direttore), Paul Plishka (Enrico VIII), Beverly Sills (Anna Bolena), Shirley Verrett (Giovanna Seymour), Roberto Lloyd (Lord Rochefort), Stuart Burrows (Lord Riccardo Percy), Patricia Kern (Smeton), Robert Tear (Sir Hervey) - London Symphony Orchestra - 1972 - ed. Millennium
- Richard Bonynge (direttore), Samuel Ramey (Enrico VIII), Joan Sutherland (Anna Bolena), Susanne Mentzer (Giovanna Seymour), Giorgio Surjan (Lord Rochefort), Jerry Hadley (Lord Riccardo Percy), Bernadette Manca di Nissa (Smeton), Ernesto Gavazzi (Sir Hervey) - Orchestra e coro della Welsh National Opera Chorus & Orchestra - 1987 - Decca
[modifica] Bibliografia
- William Ashbrook, Donizetti. Le opere, prima edizione in lingua inglese: Donizetti and his Operas, Cambridge University Press, 1982, trad. it. di Luigi Della Croce, EDT, Torino 1987, pp. 95-98, 302-303. - ISBN 88-7063-047-1
- Philip Gossett, "Anna Bolena" and the artistic maturity of Gaetano Donizetti, New York: The Clarendon Press, Oxford University Press, 1985.

