Bernadette Manca di Nissa

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Bernadette Manca di Nissa (Cagliari, 27 settembre 1954) è un contralto italiano.

Biografia e carriera[modifica | modifica sorgente]

Di nobili origini,[1], Bernadette Manca di Nissa ha studiato canto privatamente, poi perfezionandosi al Mozarteum di Salisburgo nella classe di Giulietta Simionato, ricevendo inoltre consigli da Leyla Gencer e Sesto Bruscantini. Di formazione barocca e rossiniana, ha cantato un selezionato repertorio che va dal Seicento alla musica contemporanea con alcune prime mondiali di Luigi Nono[2]. Ha cantato con illustri direttori, tra i quali Claudio Abbado, Bruno Bartoletti, Riccardo Chailly, James Conlon, Carlo Maria Giulini, John Eliot Gardiner, Bernhard Haitink, Christopher Hogwood, Zubin Mehta, Neville Marriner, Riccardo Muti, Seiji Ozawa, Antonio Pappano, Georges Prêtre, Christian Thielemann. Ha lavorato con registi come Roberto De Simone, Pier Luigi Pizzi, Jean-Pierre Ponnelle, Luca Ronconi, Giorgio Strehler, Graham Vick.

Dopo le prime esperienze concertistiche e la partecipazione nel ruolo di Margret a un Wozzeck a Cagliari, ha debuttato al Rossini Opera Festival nel 1982 come Isaura nel Tancredi (direttore Gelmetti, regista Pizzi, protagonista Lucia Valentini Terrani), ritornando a Pesaro nel 1984 (partecipazione alla ripresa moderna del Viaggio a Reims diretto da Claudio Abbado con regia di Ronconi, Stabat Mater di Vivaldi, Petite Messe Solennelle), nel 1989 (Pippo nella Gazza ladra), nel 1992 (ripresa moderna della Messa di Gloria di Rossini) e nel 1993 (arie inedite e alternative di Rossini, con Devia, Pertusi, Kunde).

Nel 1983 ha debuttato alla Fenice come Isaura in Tancredi con Marilyn Horne, poco dopo ha cantato nel Messiah ed ha interpretato Ottone in Agrippina di Händel diretta da Christopher Hogwood, che debuttava in Italia, nel Teatro Malibran. Alla Fenice è stata presente a lungo, cantando tra l'altro nel Mitridate re di Ponto di Mozart (Farnace) e nel Nascimento dell'aurora di Albinoni (Apollo) nel 1984, musiche sacre barocche in varie chiese (San Giovanni e Paolo, San Marco, Santo Stefano) nel 1985, e negli anni seguenti Semele di Händel (doppio ruolo di Ino e Juno), Orfeo ed Euridice di Gluck, L'Italiana in Algeri, la Rapsodia per contralto di Brahms, la Nona di Beethoven ed altro.

Al Teatro alla Scala ha debuttato nel 1985 come Bradamante nell'Alcina di Händel, tornando in questo teatro per opere e concerti nell'arco di circa un ventennio[3]. Sempre per la Scala nel 1986 ha cantato nella Lauda per la natività del Signore di Ottorino Respighi nella Chiesa di San Marco di Milano e nel 1988 è stata Libia nella prima rappresentazione moderna del Fetonte di Niccolò Jommelli. Nel 1989, diretta da Riccardo Muti, con la regia di Roberto De Simone ha interpretato l'Orfeo di Gluck, il che le è valso il premio "Abbiati" della critica musicale italiana. Nel medesimo teatro è stata poi, ancora con Muti, Nina in Lo frate 'nnamorato di Pergolesi. Nel 1990 ha cantato in Elia di Mendelssohn, nella Basilica di San Simpliciano e, in teatro, nella Messa in si minore di Johann Sebastian Bach diretta da Carlo Maria Giulini. Nel 1991 nel Requiem mozartiano diretta da Muti. Nel 1993 è stata Mrs. Quickly (ruolo che aveva debuttato a Lyon nel 1987 con John Eliot Gardiner) nel Falstaff verdiano con Juan Pons, Ramón Vargas e Daniela Dessì diretta da Muti, ruolo ripreso con lo stesso maestro e con altri per oltre un centinaio di recite, e nel 1994 ha interpretato Holofernes nella Juditha triumphans di Vivaldi con Sonia Ganassi al suo debutto scaligero ed I Solisti Veneti diretta da Scimone nonché Ottone nell'Incoronazione di Poppea con Anna Caterina Antonacci. Sempre alla Scala con Muti ha ripreso molte volte il Falstaff, anche nella trasferta a Busseto per il centenario verdiano del 2001.

Nel 1992 ha debuttato al Comunale Bologna come protagonista nel Tancredi di Rossini, accanto a Mariella Devia (direttore Gelmetti, regista Pizzi) ed ha poi cantato in quel teatro nell'Italiana in Algeri, ne L'incoronazione di Poppea, con la regia di Vick (Ottone, in un cast che includeva Anna Caterina Antonacci, Jennifer Larmore, Patricia Schuman, Carlo Colombara) e nel Serse di Händel.

Nel 1996 al Lyric Opera di Chicago è stata la Principessa in Suor Angelica diretta da Bruno Bartoletti e nel 1998 Mistress Quickly in Falstaff con Bryn Terfel, diretta da Anthony Pappano.

Nel 1999 alla Royal Opera House, Covent Garden di Londra è stata ancora Quickly in Falstaff con Terfel e Barbara Frittoli diretta da Bernard Haitink, con la regia di Graham Vick, spettacolo che celebrava la riapertura del teatro dopo i grandi lavori di ristrutturazione.

Ha preso parte al "Progetto Pollini", col grande pianista al cembalo e alla direzione, cantando Madrigali di Monteverdi (con Sara Mingardo, Monica Bacelli, Furio Zanasi, Antonio Abete) a Salisburgo, a Tokyo, a Roma e a New York.

È stata inoltre attiva in molti altri tra i maggiori teatri e sale da concerto in Europa, Stati Uniti e Giappone: San Carlo di Napoli, Maggio Musicale Fiorentino, Comunale di Bologna, Regio di Torino, Regio di Parma, Liceu di Barcellona, Saõ Carlos di Lisbona, Accademia di Santa Cecilia, Opera di Roma, Festival di Salisburgo, Konzerthaus di Vienna, Festival di Wiesbaden, Festival di Schwetzingen, Carnegie Hall, Festival di Tanglewood, NHK Tokio, Festival di Matsumoto[4].

Si è dedicata anche alla musica da camera e al Lied. Si è infine affermata in campo didattico, con masterclass e seminari (Conservatorio di Genova, ASLICO, Teatro del Giglio di Lucca, Fondazione Pergolesi-Spontini di Jesi, Festival "Dino Ciani" ecc.), nonché come docente all'Accademia Musicale Chigiana di Siena (succedendo a Shirley Verrett)[5], al Lyric Opera of Chicago, all'Accademia del Maggio Fiorentino, allo Sperimentale di Spoleto[6], all'Ateneo della Lirica di Sulmona[7], a Ticino Musica. Al presente, insegna canto lirico al Conservatorio di Cagliari[8].

Repertorio (parziale)[modifica | modifica sorgente]

Discografia (studio)[modifica | modifica sorgente]

Anno Compositore Titolo Ruolo Cast Orchestra e Coro Direttore Etichetta
1989 Gaetano Donizetti Anna Bolena Smeton Joan Sutherland, Samuel Ramey, Giorgio Surjan Welsh Opera Orchestra and Chorus Richard Bonynge Decca
1990 Igor Stravinsky Pulcinella mezzosoprano David Gordon, John Ostendorf The Saint Paul Chamber Orchestra Christopher Hogwood Decca
1991 Wolfgang Amadeus Mozart Weisenhaus-Messe K. 139 e Credo-Messe K. 257 contralto King's College Choir e English Chamber Orchestra Stephen Cleobury Decca
1999 Giacomo Puccini Suor Angelica La zia Principessa Angela Gheorghiu, Maria Guleghina, Roberto Alagna, Neil Schicoff, London Symphony Orchestra Antonio Pappano EMI

Discografia (live)[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ http://www.araldicasardegna.org/genealogie/alberi_genealogici/albero_famiglia_manca.pdf
  2. ^ "Quando stanno morendo". Diario polacco n. 2, Guai ai gelidi mostri, Prometeo. Fondazione Archivio Luigi Nono Onlus.
  3. ^ V. l'archivio del Teatro alla Scala e il cofanetto "La Scala torna alla Scala" pubblicato dal Teatro alla Scala nel 2004
  4. ^ V. gli archivi di teatri e sitituzioni citate
  5. ^ www.chigiana.it
  6. ^ www.tis.belli.it/ang/docenti 2008.html
  7. ^ B. Manca di Nissa
  8. ^ Personale Docente

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Dizionario UTET degli interpreti musicali, Torino 1993; ISBN 88-7819-195-7, pp. 335-336.
  • Enrico Stinchelli, Le stelle della Lirica. I grandi cantanti della storia dell'opera, Gremese Editore, Roma 1986; ISBN 88-7605-262-3, pp. 171, 173, 220.
  • Fedele D'Amico, Scritti teatrali, Rizzoli, Milano 1992; ISBN 88-17-242-13-6, pp. 346, 378, 390.
  • Giorgio Bagnoli, Opera. Dizionario illustrato, Mondadori, Milano 1993; ISBN 88-7813-581-X, pp. 234, 397, 400-401.
  • La Scala torna alla Scala, IMG Artists-Teatro alla Scala, Milano 2004, vol. I, pp.8, 9.
  • Martino Ragusa, Figaro su Figaro giù. Come amare e come odiare l'opera lirica, Nuova Tempi stretti & Fuori Thema, Bologna 1994; ISBN 88-8062-007-X, p. 122.
  • Philip Gossett, Divas and Scholars. Performing Italian Opera The University of Chicago Press, Chicago and London 2006; ISBN 978-0-226-30482-3, pp. 156, 331, 491.

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

Controllo di autorità VIAF: 200869