George Boleyn

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George Boleyn (1503 fino al 1504Londra, 17 maggio 1536) fratello di Anna Bolena e Maria Bolena e cortigiano inglese divenne cognato di Enrico VIII d'Inghilterra quando questi sposò sua sorella Anna, figura di primo piano alla corte inglese durante il matrimonio di Anna con il re, accusato di Incesto con la sorella Anna fu processato e condannato a morte per alto tradimento.

Le origini[modifica | modifica sorgente]

George Boleyn fu il solo figlio maschio di Thomas Boleyn, I conte del Wiltshire ed Elizabeth Howard a raggiungere l'età adulta, altri due figli, Henry e Thomas, morirono bambini e i soli figli a superare l'infanzia furono George, Anna e Maria. Sulla data di nascita di George, come per quella delle sorelle, non v'è certezza e ormai si stima che egli sia nato fra il 1503 e il 1504[1], questa convinzione si evince da diverse fonti. George Cavendish afferma che George era attorno ai 27 anni quando venne ammesso al Consiglio privato di sua maestà nel 1529, lo scrittore pone questa età come massima per dare maggior assonanza ai suoi versi (tre volte nove), in aggiunta si deve notare che alcuni diplomatici stranieri notassero come George fosse troppo giovane per la carica di ambasciatore presso la corte di Francia, sempre del 1529. Se la data di nascita di Maria è ormai assodata per il 1500 circa per Anna ci sono pareri diversi che la collocano dal 1501 fino al 1507[2]. Tuttavia dopo la morte di George ed Anna nel 1536 il loro padre scrisse a Thomas Cromwell, I conte di Essex che la moglie gli aveva dato un figlio all'anno[3]. Thomas ed Elizabeth si erano sposati fra il 1498 e il 1499, ne consegue che tutti i loro figli, inclusi quelli morti prematuramente, dovevano essere nati fra il 1500 e il 1504. Accettando l'affermazione di Thomas come buona allora George potrebbe essere nato fra il 1503 e il 1504, Maria viene data infatti come primogenita[4] seguita quindi da Anna e dai tre maschi. I fratelli Boleyn nacquero nel Norfolk, probabilmente a Blickling Hall anche se dovettero passare gran parte della loro infanzia al Castello di Hever, nel Kent, che divenne la loro residenza principale quando il padre ereditò i beni di famiglia alla morte del padre William Boleyn (1451-10 ottobre 1505). Come il padre George fu avviato alla vita di corte, la monarchia era infatti ogni fonte di patronaggio e potenziale ricchezza ed era solo attraverso il servizio alla famiglia reale che si potevano raggiungere o proteggere, ricchezza ed ascesa sociale. Per questo all'età di dieci anni venne portato a corte dove presenziò alle festività natalizie del 1514-1515 e partecipò ad una mascherata insieme al padre e a due cortigiani ben più grandi di lui, Charles Brandon, I duca di Suffolk e Nicholas Carew[3]. Grazie all'influenza della propria famiglia e magari anche per via della buona impressione che fece George divenne, ancora giovane, uno dei paggi del sovrano. Poiché l'istruzione era necessaria per progredire nella carriera egli ricevette una buona educazione tanto che acquisì una buona padronanza del francese, del latino oltre e un po' di italiano e. ovviamente, le competenze di corte. Mentre le sue sorelle furono mandate a completare la propria istruzione all'estero George rimase in patria anche se taluni ritengono che abbia accompagnato il padre in Francia quando questi vi si recò nel 1519 adducendo a questo viaggio la ragione per cui egli parlava tanto bene il francese ed anche come mai lui e la sorella Anna acquisirono un legame tanto stretto (anch'ella infatti era in Francia)[5]. Queste comunque non sono altro che speculazioni, prove certe non ce ne sono, altra tradizione di lunga data è che George sia stato educato presso l'[[Università di Oxford] quando non era in servizio alla corte, anche se nei registri universitari il suo nome non appare la cosa tuttavia non è da scartare, infatti all'epoca non era inusuale che un aristocratico frequentasse senza essere "tecnicamente iscritto". George fu istruito anche come poeta e traduttore, come sua sorella, e mostrava interesse alla riforma religiosa.

Le voci[modifica | modifica sorgente]

Della vita personale di George non si sa molto se non che durante il 1525 convolò a nozze con Jane Parker,[6] sicuramente i due erano sposati nel gennaio 1526 poiché Thomas Wolsey predispose una piccola somma annuale per il giovane Boleyn e la moglie[3]. Vi sono state molte speculazioni sullo stato del matrimonio di George, se esso fosse felice o meno, ma non vi sono voci in merito così come i documenti di corte tacciono riguardo a Jane, non v'è menzione nemmeno dell'esistenza di alcun loro figlio ed essendo lui il cognato della regina dopo e il fratello dell'amante del re prima, se ve ne fossero stati si sarebbero trovati certamente citati. Nemmeno Jane del resto nomina un qualche loro figlio nelle lettere che scrisse a Cromwell dopo la morte del marito. Sia come sia testimonianze coeve vogliono che George sia stato un donnaiolo[7], ma anche un uomo di buona intelligenza[8], almeno nelle parole di Thomas Wyatt, suo buon amico. La reputazione di donnaiolo gli viene dagli scritti lasciati da Cavendish, un cattolico di ferro, che di certo non amava i riformisti come George, questo insieme al fatto che nessuno scandalo si sollevò mai intorno al matrimonio dei Boleyn e che nemmeno i suoi nemici citarono questo suo comportamento fa credere che questa fama sia esagerata. Allo stesso modo però va fatto notare che né Cavendish, né Eustace Chapuys, ambasciatore per il Sacro Romano Impero, entrambi in cerca di difetti da usare contro di lui nominarono mai la sua arroganza, spesso citata come tratto del suo carattere. Anche l'orientamento sessuale di George è stato oggetto di dibattito nel corso del tempo, specie dagli storiografi. Alcuni sostennero che gli uomini accusati di essere gli amanti di Anna fossero stati scelti a causa della loro ambiguità sessuale dando vita al perdurante mito che oltre che di tradimento fossero stati accusati anche di Sodomia, tuttavia tale accusa non venne mai formalizzata e le fonti coeve non parlano di comportamenti "devianti" dalla comune moralità dell'epoca[9]. Anche di recente la storiografia è tornata a puntare sulla presunta bisessualità di George aggiungedovi l'ipotesi che potesse essere un violentatore, idea tratta da un verso di Canvendish force the window che viene interpretato in senso metaforico. Tuttavia se anche Cavendish avesse saputo qualcosa di compromettente ben lo avrebbe saputo il resto della corte e di nuovo le fonti tacciono sia quelle favorevoli ai Boleyn, sia i loro nemici che ben avrebbero sfruttato tali informazioni[10].

La carriera[modifica | modifica sorgente]

La prima volta che George viene menzionato come adulto è nel 1522 quando lui e il padre ricevettero una proficua rendita in manieri nel Kent, tale rendita venne elargita ad aprile e si può supporre che possa essere stata una sorta di regalo per il diciottesimo compleanno[11]. La prima rendita posta al suo solo nome è del 1524 quando Enrico gli fece dono di Grimston Manor[11], la data, tanto vicina al matrimonio, fa pensare che potesse essere un dono di nozze a un giovane che si stava facendo strada nel favore del re. In effetti George viene spesso citato nelle spese affrontate dal sovrano e lo si trova nella lista di coloro che giocavano a Bowls, Tennis, a tirare con l'arco, alle carte e alle battute di caccia. Egli vinse grandi somme giocando d'azzardo con il re, ma è probabile che abbia anche perso altrettanto se non di più e del resto il gioco d'azzardo era un passatempo in gran voga in quel periodo[12]. Nel 1525 George venne nominato membro della camera privata del re, l'equivalente maschile della Dama di compagnia per la regina, in quel periodo Wolsey emanò le Ordinanze di Eltham, una riforma volta a ristrutturare la corte, egli era nemico dei Bolena e volendo ridimensiorne l'influenza tagliò della metà gli ammessi alla camera privata del re e George fu fra coloro che persero il posto. In ricompensa per l'incarico perso egli tuttavia ne ebbe un altro nel gennaio seguente oltre alla piccola rendita annuale, già citata, che lo stesso Wolsey gli versò. Nel 1519 sua sorella Maria tornò a casa, non si sa quando ella divenne l'amante del re o per quanto tempo lo fu, quel che è certo è che attorno al 1526 Enrico posò gli occhi su Anna e che entro un anno era in cerca di un modo per sposarla e buona parte della carriera di George, come di molti altri, dipese dal trovare per il re un modo per divorziare da Caterina d'Aragona e sposare Anna. Nel giugno 1528 George contrasse la pericolosa Malattia del sudore mentre si trovava con il sovrano e la regina all'Abbazia di Waltham, anche Anna si ammalò e il re le scrisse ad Hever per informarla che il fratello si andava rimettendo[13]. Sempre in quell'anno George divenne Esquire of the body e altre cariche gli piovvero addosso in poco tempo. Il 15 novembre 1528 fu nominato custode del Palace of Beaulieu e il 29 giugno 1529 fu nominato governatore del Bethlem Royal Hospital[11]. Nel tardo 1529 George venne insignito del cavalierato e tornò a far parte della camera privata del re, nel dicembre di quell'anno venne nominato Visconte di Rochford e poco dopo gli fu assegnato il primo incarico come diplomatico in Francia. Data la giovane età si pensò che Anna si fosse adoperata per il fratello, anche se mancano le prove che egli non fosse in grado di adempiere al compito. A dispetto della giovane età egli instaurò un buon rapporto con Francesco I di Francia e in totale George ebbe sei incarichi presso la corte francese, il primo fra l'ottobre 1529 e il febbraio 1530. Egli insieme a John Stokesley, decano della cappella reale fu incaricato di sollecitare le università francesi a supportare la sua causa di divorzio da Caterina. All'inizio la risposta fu negativa, ma George pressò Franceso a che si pronunciasse diversamente ed egli infine scrisse una lettera che ribaltò quella delle accademie[11]. Nel marzo 1533 George tornò in Francia per informare Francesco che Enrico aveva sposato sua sorella e per sollecitare un suo supporto alla decisione e di nuovo ebbe successo e il re francese scrisse una lettera a Papa Paolo III perché supportasse Enrico nei propri disegni matrimoniali[11]. Di nuovo nello stesso anno George tornò in Francia con lo zio Thomas Howard, II duca di Norfolk per proporre un incontro fra Enrico, Francesco e il papa, fu in questa occasione che si seppe che il pontefice aveva scomunicato Enrico e fu George a doverglielo comunicare[11]. Il 10 settembre di quell'anno George portò il baldacchino per sua nipote Elisabetta, in occasione del suo battesimo insieme agli zii Thomas Howard e William Howard, I barone Howard di Effingham oltre che a John Hussey, I barone Hussey. Nell'aprile 1534 George era ancora in Francia per chiedere a Francesco di approvare una serie di leggi contro il papa simili a quelle approvate in Inghilterra e chiedendo un incontro con Enrico ed Anna[11], nel luglio seguente fu incaricato di riprogrammare l'incontro slittato a causa della gravidanza di Anna che si concluse con un aborto spontaneo. L'ultimo viaggio in Francia lo fece nel maggio 1535 per proporre a Francesco le nozze fra Elisabetta e il suo terzogenito Carlo II d'Orléans. Quando non era all'estero George spesso scoratava gli ambasciatori stranieri alla presenza del re, in particolare Chapuys spesso fa riferimento a lui nei propri dispacci e la prima volta che lo vide, ironicamente, gli piacque, almeno prima di sapere chi fosse[11]. Come detto George era un apprezzato poeta e traduttore, appassionato alla riforma religiosa tradusse dal francese all'inglese due testi che dedicò alla sorella Anna[14]. Il testo codificava la riforma luterana in cui entrambi i fratelli erano immersi e quando ad Anna venne dato una sorta di Pamphlet da parte di Simon Fish, secondo la moglie di questi, fu George ad esortare la sorella a mostrarlo al re[15]. Le visioni religiose di George sono ben vedibili nel ruolo che ebbe nello Scisma anglicano dal suo concepimento nel 1529 alla sua morte avvenuta nel 1536, sia lui che Anna erano assai dotati nel dibattito delle questioni religiose e fu lui che Enrico scelse per argomentare l'indipendenza della chiesa inglese rispetto al Vaticano[11]. Il 5 febbraio 1533 egli fu convocato in parlamento per votare sull'effettiva indipendenza dell'Inghilterra dal pontefice, il suo voto fu ovviamente scontato e la sua partecipazione a queste riforme gli fece guadagnare molti nemici che rimanevano dei fedeli cattolici. George usò il proprio fervore riformista anche per scopi meno nobili, nel 1535 egli partecipò al processo contro Tommaso Moro e tre monaci dell'Ordine certosino tutti ugualmente incapaci, a causa della loro fede cattolica, di giurare l'Atto di Successione e Supremazia dell'anno precedente. George, suo padre, Henry FitzRoy, I duca di Richmond e Somerset e tutti i cortigiani furono presenti all'esecuzione dei frati il 4 maggio 1535[11]. Nel giugno 1534 George venne nominato Lord guardiano dei cinque porti e conestabile del Castello di Dover, egli espletò i propri compiti con zelo, tuttavia Cromwell vedeva la sua influenza come una spina sul fianco e il 26 novembre dello stesso anno George gli scrisse arrabbiato perché egli aveva fatto in modo di indebolire l'autorità di uno dei suoi ordini[11].

La condanna[modifica | modifica sorgente]

Nel 1536 Anna ebbe un altro aborto, la sua incapacità di generare un erede maschio coincise con l'infatuazione che Enrico aveva concepito per Jane Seymour, damigella d'onore di Anna. Per poter porre fine al matrimonio il re con Cromwell pensò di accusare la moglie di adulterio con altri cinque uomini e fra questi v'era anche George, egli fu formalmente accusato di incesto e di aver progettato la morte del re insieme alla sorella. Dopo la loro morte Cromwell si vantò con Chapuys di essere andato incontro a una quantità di problemi nell'indire le accuse, ma di averlo fatto per favorire l'alleanza con Carlo V d'Asburgo, tuttavia non mancò di elogiare il grande coraggio e spirito dei fratelli Bolena[16]. Il 23 aprile 1536 George doveva ricevere l'Ordine della Giarrettiera che andò invece a un loro oppositore[11] e Cromwell venne incaricato di indagare su possibili tradimenti entro la corte. Anna e George vennero arrestati il 2 maggio il giorno dopo il torneo del Calendimaggio in cui egli era stato uno dei principali concorrenti. Gli altri coinvolti furono Henry Norris, Francis Weston, William Brereton e il musico Mark Smeaton, arrestati il 12 maggio, di questi solo Smeaton confessò se non sotto tortura di certo sotto enormi pressioni. Nonostante la mancanza di prove tutti vennero trovati colpevoli e Thomas Boleyn fu fra coloro che condannarono la figlia e il figlio. Anna andò a processo il 15 maggio, poche ore prima del fratello, e venne giudicata colpevole di adulterio, incesto e tradimento, George venne processato poco dopo e fu una mossa scaltra perché difficilmente sarebbe stato giudicato innocente se la sorella era già stata trovata colpevole. George mise in piedi una magnifica difesa e molti, fra cui Chapuys erano convinti che sarebbe stato rilasciato, gli scommettitori davano dieci a uno che l'avrebbero assolto e il cronacotecario Charles Wriothesley sostenne che la sua difesa era straordinaria[17]. Non furono presentate prove attestanti l'incesto fra George ed Anna e Chapuys scrisse che era stato condannato sulla base delle supposizioni. La storia ha poi duramente accusato Jane, la moglie di George, di aver contribuito alla sua condanna adducendo prove a suo carico, ma gli incartamenti del processo non ne fanno menzione se non per una lettera in cui Anna diceva che Enrico era impotente[11]. Questo venne considerato sufficiente perché forniva un movente ad Anna, nonostante molti pensassero che fosse innocente George venne condannato a morte per Hanged, drawn and quartered, sentenza poi commutata in morte per Decapitazione, e George chiese che i suoi debiti venissero saldati così che nessuno dovesse soffrire per la sua morte. Egli insieme agli altri quattro uomini vennero decapitati alla Torre di Londra il 17 maggio 1536, il discorso che egli tenne sul patibolo fu lungo ed articolato e venne così ben registrato da far supporre che vi fosse silenzio e mancassero le beffe che spesso accompagnavano i condannati. Asserì la sua fede nella riforma religiosa, e poiché non era onorevole negare la colpevolezza una volta che la corte aveva giudicato tali si dichiarò colpevole e secondo l'usanza disse di meritare la morte. Chiese il perdono a tutti coloro che aveva potuto offendere e chiese il perdono di Dio, andò vicino a reclamare la propria innocenza quando disse attenti, non fidatevi della vanità mondana o delle lusinghe della corte, o del favore o del tradimento della fortuna tanto che egli sarebbe sopravvissuto se non l'avesse fatto. [18].

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Ives, Eric (2005). The Life and Death of Anne Boleyn: 'The Most Happy'. Blackwell Publishing
  2. ^ mentre Ives si attesta a favore della prima, vedi testo nota precedente, l'autrice Warnicke, Retha M. (1991). The Rise and Fall of Anne Boleyn: family politics at the court of Henry VIII. Cambridge: Cambridge University Press, da come data di nascita di Anna il 1507
  3. ^ a b c Lettere di corte.
  4. ^ Antonia Fraser, The Wives of Henry VIII (Alfred A. Knopf, New York, 1992
  5. ^ Bapst, Edmond; Macfarlane, J. A.; Ridgway, Claire (2013). Ridgway, Claire, ed. Two Gentleman Poets at the Court of Henry VIII: George Boleyn & Henry Howard. Tradotto dal francese da J.A. Macfarlane and Claire Ridgway. Madeglobal Publishing
  6. ^ Richardson, Douglas (2011). Everingham, Kimball G., ed. Plantagenet Ancestry: A Study in Colonial and Medieval Families II
  7. ^ Cavendish, George; Singer, Samuel Weller (1825). "Metrical Visions". The Life of Cardinal Wolsey, by George Cavendish, His Gentleman Usher, and Metrical Visions II
  8. ^ Wyatt, Thomas (1978). Rebholz, R. A., ed. The Complete Poems. Harmondsworth: Penguin
  9. ^ Wriothesley, Charles (1875). Hamilton, William Douglas, ed. A Chronicle of England During the Reign of the Tudors from A.D. 1485 to 1559 I. Camden Society. New Series XI. London: Camden Society
  10. ^ Ridgway, Claire (2013). The Anne Boleyn Collection. II: Anne Boleyn and the Boleyn Family. MadeGlobal Publishing
  11. ^ a b c d e f g h i j k l m lettere.
  12. ^ Nicolas, Nicholas Harris (1827). The Privy Purse Expences of Henry VIII from November 1529 to December 1532. London: William Pickering
  13. ^ Coates, Tim, ed. (2001). Letters of Henry VIII, 1526-29: Extracts From The Calendar Of State Papers Of Henry VIII. London: Stationery Office
  14. ^ testo.
  15. ^ Foxe, John (1837). Cattley, Stephen Reed, ed. The Acts and Monuments of John Foxe IV. London: R. B. Seeley and W. Burnside
  16. ^ Lipscomb, Suzannah (April 2013). "Why Did Anne Boleyn Have to Die". BBC History Magazine 14
  17. ^ documenti.
  18. ^ vi sono diverse versioni del discorso di George Boleyn, per questa vedere cronaca.

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