007 - Zona pericolo

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
007 - Zona pericolo
Zona pericolo.jpg
Una scena del film
Titolo originale The Living Daylights
Paese di produzione Regno Unito
Anno 1987
Durata 130 min
Colore colore
Audio sonoro
Rapporto 2,35:1
Genere azione, spionaggio
Regia John Glen
Soggetto Ian Fleming
Sceneggiatura Richard Maibaum Michael G. Wilson
Fotografia Alec Mills
Montaggio Peter Davies John Grover
Musiche John Barry
Tema musicale The Living Daylights - a-ha
(John Barry, Paul Waaktaar-Savoy)
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani

007 - Zona pericolo (The Living Daylights) è un film del 1987 diretto da John Glen. È il quindicesimo film della saga di James Bond. A impersonare l'agente segreto è per la prima volta l'attore gallese Timothy Dalton, che rende il personaggio più duro e pertanto più vicino all'idea del Bond fleminghiano.

Trama[modifica | modifica wikitesto]

James Bond prende parte, assieme ad alcuni suoi colleghi, a un'operazione del ministero della difesa inglese a Gibilterra: quella che sulla carta doveva essere una mera esercitazione si rivela invece una trappola, ordita da ignoti per colpire gli uomini di M.

La Stonor House nel South Oxfordshire, teatro del rapimento di Koskov.

Successivamente l'agente segreto viene inviato in missione a Bratislava, per organizzare la diserzione del generale sovietico Georgij Koskov. Malgrado la presenza di una donna cecchino risparmiata da 007, quest'ultimo porta a termine il compito facendo fuggire il militare in Occidente attraverso un gasdotto. Durante un primo interrogatorio in una casa sicura dell'MI6, Koskov viene rapito da quelli che in apparenza sembrano agenti del KGB, verosimilmente gli stessi dietro ai fatti dei Gibilterra. Indagando sull'accaduto, Bond scopre la vera identità del cecchino di Bratislava: è la violoncellista Kara Milovy, amante dello stesso Koskov, utilizzata da quest'ultimo per rendere più credibile la sua fuga.

Koskov si rivela un traditore della patria in combutta con il trafficante d'armi americano Brad Whitaker, in una grande operazione di armi, diamanti e droga, al fine di assumere il controllo del servizio segreto sovietico spodestandone il direttore, il generale Leonid Puškin. 007 e la Milovy si mettono sulle tracce del traditore, attraverso l'Austria, il Marocco e infine l'Afghanistan dove, a fianco dei mujaheddin del luogo, lottano contro il personale di una base sovietica.

Dopo aver avuto la meglio su Necros, un sicario al soldo di Koskov, Bond torna a Tangeri dove uccide Whitaker e consegna l'ufficiale traditore nelle mani di Pushkin. Una volta conclusa la missione, 007, M e il ministro degli esteri sovietico, il generale Gogol', si ritrovano a Vienna dove assistono alla prima esibizione internazionale della Milovy.

Produzione[modifica | modifica wikitesto]

La speciale Aston Martin V8 Vantage usata da Bond nella pellicola

Zona pericolo è il film che festeggia i venticinque anni della serie cinematografica di James Bond. La sceneggiatura della pellicola riprende in parte gli eventi narrati nel racconto breve Il lume dell'intelletto, scritto da Ian Fleming nel 1962; la struttura della trama e i vari personaggi dell'adattamento sul grande schemo sono invece in linea con il quadro politico della fine degli anni ottanta, quando si è ormai in clima di glasnost'.

In linea con l'introduzione di un Bond più duro e realistico, scarseggiano i gadget futuristici protagonisti dei precedenti capitoli. Trionfo tecnologico, invece, per la nuova auto di Bond, una Aston Martin V8 Vantage.

Cast[modifica | modifica wikitesto]

Il nuovo James Bond di Timothy Dalton è (insieme alla successiva interpretazione di Daniel Craig) quello che si avvicina maggiormente all'eroe originale dei romanzi di Ian Fleming: cioè sì un perfetto mix di eleganza e professionalità con un tocco di simpatia, ma che tradisce anche una certa durezza e serietà; un personaggio, quindi, molto diverso dagli 007 visti nelle precedenti pellicole della saga, soprattutto quelle di Roger Moore.[1]

Timothy Dalton e Jeroen Krabbé nel luglio del 1987 al Tuschinski Theater di Amsterdam, per l'anteprima olandese del film.

La giovane Maryam D'Abo, ex modella, viene scelta per il ruolo della protagonista femminile, la violoncellista Kara Milovy. Nel 1984, l'attrice aveva già sostenuto delle audizioni per la parte della spia sovietica Pola Ivanova in Bersaglio mobile (poi andata a Fiona Fullerton); venne successivamente richiamata, in vista della produzione di Zona pericolo, per fare da spalla nei provini dedicati alla ricerca del nuovo interprete di James Bond; in quest'occasione, Barbara Broccoli ne rimase inpressionata e suggerì una sua audizione per il ruolo di Kara, che stavolta ottenne.[2] La D'Abo è l'unica Bond girl presente nel film, quasi un unicum nella storia della saga bondiana: ciò, probabilmente, per via dei contemporanei cambiamenti nella vita e nel costume della seconda metà degli anni ottanta, con uno 007 meno "donnaiolo" in un mondo sconvolto dal crescente dilagare dell'AIDS.[1]

Ad affiancare i due protagonisti ritroviamo gli ormai abituali Robert Brown e Desmond Llewelyn, rispettivamente nei ruoli dell'ammiraglio Masservy e del maggiore Boothroyd, cioè il direttore e l'armiere dei servizi segreti britannici. Prima delle due apparizioni nella serie di Caroline Bliss nel ruolo di Miss Moneypenny, segretaria di M. Ultime apparizioni di Geoffrey Keen come Ministro della Difesa Frederick Gray e di Walter Gotell come generale Gogol'. Troviamo anche l'ennesimo Felix Leiter in John Terry, in una versione ineditamente giovane.

I cattivi di questa quindicesima avventura bondiana sono Jeroen Krabbé nel ruolo di Koskov e Joe Don Baker in quello di Brad Whitaker. Baker tornerà poi negli anni novanta in GoldenEye e Il domani non muore mai (entrambi con Pierce Brosnan) nel nuovo ruolo di Jack Wade, contatto CIA e amico di Bond.

Colonna sonora[modifica | modifica wikitesto]

Dopo tanti anni, John Barry arriva alla sua ultima collaborazione con la serie, al fine di dedicarsi più liberamente ad altri progetti. Per l'occasione, reinventa e introduce brani classici della serie, resi più ritmati e avvincenti. Barry scrive anche numerose canzoni per il film, in collaborazione con il gruppo The Pretenders e gli a-ha, una su tutte l'omonima The Living Daylights.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b (EN) Les Roopanarine, My favourite Bond film: The Living Daylights in theguardian.com, 5 ottobre 2012.
  2. ^ (EN) Production Notes – The Living Daylights in mi6-hq.com.

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

James Bond Portale James Bond: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di James Bond