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Porridge

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Porridge
Havregrød på vand.JPG
Porridge di avena
Origini
Altri nomi Porage, porrige, parritch
Luogo d'origine Europa del Nord, Russia
Dettagli
Categoria piatto unico
Ingredienti principali Di solito cereali ricchi di amido, acqua o latte e aromatizzanti
Altre informazioni Da consumare caldo; salato o dolce
 

Il porridge (detto anche porage, porrige, parritch ecc.)[1] è un piatto ottenuto facendo bollire in acqua o latte chicchi macinati, schiacciati o tritati di alimenti ricchi di amido (di solito cereali) e aromatizzanti a piacere. Viene di solito servito caldo in una ciotola e può essere dolce o salato. È per tradizione un alimento di base nella cucina africana,[2] in quelle dei Paesi dell'Europa Settentrionale e in quelle russa[3] e statunitense. Particolarmente apprezzato è il porridge d'avena della Scozia, anche per la buona qualità del cereale coltivato nel Paese.[4]

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Kaša russa con grano saraceno

Tra le più antiche forme di porridge sono state citate alcune versioni del pane maza presente nell'alimentazione nell'antica Grecia, preparate con un impasto umido e denso che ricorda i porridge scozzesi, e i pulmentum degli etruschi, soffici paste mischiate con latte consumate come dessert di consistenza simile al budino.[5]

I porridge moderni hanno invece origine in buona parte dell'Europa Settentrionale e in Russia. Il particolare tipo di porridge chiamato kaša è stato per secoli il cibo preferito dai russi. Consumato secondo la tradizione locale per importanti celebrazioni e rituali, tra il XII e il XIV secolo il termine kaša divenne sinonimo di festa. Fu in seguito consumato per ogni tipo di pasto collettivo, in particolare in occasione del raccolto, quando gli addetti lavoravano e si alimentavano tutti assieme con la kaša, che diventò sinonimo di cooperativa.[3]

Cottura di porridge d'avena con mirtilli e cannella

Il termine porridge deriva dall'arcaico inglese pottage, che significa zuppa o stufato. Fu inizialmente preparato nelle isole britanniche verso la metà del XVII secolo, addensando le zuppe con l'orzo,[1] altri cereali o i piselli di afaca, a seconda dei diversi luoghi o della disponibilità. Veniva consumato salato ed era preparato con carni, ortaggi da radice, verdure ed erbe aromatiche. Veniva cotto in un grande bollitore metallico scaldato a carbone o in più economici tegami in terracotta. Fino all'introduzione del pane lievitato e del forno per la cottura di alimenti, il porridge era il modo più comune per cucinare i cereali.[5]

Fu agli inizi una pietanza per i poveri, visto che il pane era a quei tempi particolarmente costoso. Nel XVIII secolo cominciò ad entrare anche nei pasti dei ricchi. Goethe scrisse: "Se piovesse porridge i poveri contadini non avrebbero cucchiai per mangiarlo". Nel suo libro di memorie, Mademoiselle de Montpensier scrisse che durante una cena il re Luigi XIV di Francia ed il fratello Filippo I di Borbone-Orléans si lanciarono l'un l'altro piatti di porridge.[5] Divenne quindi un alimento comune per i carcerati britannici, tanto che a partire dagli anni cinquanta del XX secolo l'espressione doing porridge (fare il porridge) è nello slang locale sinonimo di essere carcerato.[1]

Ingredienti[modifica | modifica wikitesto]

Vi sono moltissime varianti e molti piatti che possono essere considerati porridge. Oltre al cereale e al liquido scelto, tra gli aromatizzanti che si possono utilizzare nei porridge dolci vi sono zucchero, sciroppo d'acero, frutta ecc.[6] Nei porridge salati si possono aggiungere spezie, verdure, carni ecc.[3]

Colazione con porridge preparato con chicchi di avena e altri semi interi, acqua, latte di soia, uva, mele, noci e more

Tipi di porridge e affini[modifica | modifica wikitesto]

Il più diffuso tra i porridge è la zuppa d'avena, di solito consumata dolce nei Paesi anglosassoni per colazione[6] con aggiunta di sale, zucchero, frutta, cannella o noci ed eventuali altri ingredienti a piacere. Il porridge d'avena si può trovare nei negozi anche precotto o liofilizzato, ma queste versioni sono nocive in confronto a quelle preparate con ingredienti freschi.[7]

Jok, versione thai del congee cinese, porridge di riso con palline di maiale macinato, striscette di zenzero fresco, cipollotti a fette, salsa di soia, pepe e vermicelli di riso fritti

Tra i cereali utilizzati per altri tipi di porridge vi sono semolino, riso, grano, orzo, granoturco, triticale, grano saraceno, sorgo, miglio ecc. Tra i vari piatti che possono essere considerati porridge vi sono la polenta italiana, il grits statunitense, la kasha dell'Europa Orientale e il congee cinese, quest'ultimo diffuso con altri nomi in altri paesi asiatici.[2] Al posto dei cereali, in alcune cucine vengono utilizzati per il porridge anche ortaggi da radice (come la manioca),[2] castagne, legumi ecc.[5]

Nelle diete[modifica | modifica wikitesto]

Il porridge d'avena è considerato un alimento ad alto assorbimento intestinale ed è anche apprezzato per il suo alto contenuto energetico,[4] viene quindi usato nelle tradizioni culinarie di molti Paesi come alimento per i malati e per gli atleti.[8][9]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c (EN) Porridge, en.oxforddictionaries.com. URL consultato il 28 aprile 2017.
  2. ^ a b c (EN) African Porridge, the Staple Food of Sub Saharan Africa, thespruce.com. URL consultato il 28 aprile 2017.
  3. ^ a b c (EN) Porridge in pots, the most "Russian" dish ever, rbth.com. URL consultato il 28 aprile 2017.
  4. ^ a b (EN) The Good Scots Diet, westonaprice.org. URL consultato il 28 aprile 2017.
  5. ^ a b c d (EN) Maguelonne Toussaint-Samat, A History of Food, 2ª ediz., John Wiley & Sons, 2009, pp. 161-162, ISBN 144430514X.
  6. ^ a b (EN) Healthy breakfasts (for people who hate breakfast), NHS. URL consultato il 28 aprile 2017.
  7. ^ (EN) Instant porridge may not be as healthy as advertised, independent.co.uk. URL consultato il 28 aprile 2017.
  8. ^ (EN) Fisher, Roxanne, Eat like an athlete - Beckie Herbert, su bbcgoodfood.com. URL consultato il 28 aprile 2017.
  9. ^ (EN) Randall, David, Cursed! The astonishing story of porridge's poster boy, The Independent. URL consultato il 28 aprile 2017.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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