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Diocesi di Nocera Inferiore-Sarno

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Diocesi di Nocera Inferiore-Sarno
Dioecesis Nucerina Paganorum-Sarnensis
Chiesa latina
Suffraganea dell'arcidiocesi di Salerno-Campagna-Acerno
Regione ecclesiasticaCampania
 
Mappa della diocesi
Collocazione geografica
Collocazione geografica della diocesi
 
VescovoGiuseppe Giudice
Vicario generaleVincenzo Leopoldo
Presbiteri125, di cui 75 secolari e 50 regolari
1.826 battezzati per presbitero
Religiosi63 uomini, 202 donne
Diaconi7 permanenti
 
Abitanti240.350
Battezzati228.300 (95,0% del totale)
StatoItalia
Superficie157 km²
Parrocchie54 (5 vicariati)
 
ErezioneIII secolo (Nocera)
XI secolo (Sarno)
Ritoromano
CattedraleSan Prisco
ConcattedraleSan Michele
Santi patroniPrisco di Nocera, Michele Arcangelo, Alfonso Maria de' Liguori
IndirizzoVia Vescovado 4, 84014 Nocera Inferiore (SA), Italia
Sito webwww.diocesinocerasarno.it
Dati dall'Annuario pontificio 2024 (ch · gc)
Chiesa cattolica in Italia
La concattedrale di San Michele a Sarno.
Ingresso del palazzo vescovile di Nocera Inferiore.
Facciata del palazzo vescovile di Sarno.
Facciata della curia diocesana, Ex Seminario Vescovile di Nocera.

La diocesi di Nocera Inferiore-Sarno (in latino Dioecesis Nucerina Paganorum-Sarnensis) è una sede della Chiesa cattolica in Italia suffraganea dell'arcidiocesi di Salerno-Campagna-Acerno appartenente alla regione ecclesiastica Campania. Nel 2023 contava 228.300 battezzati su 240.350 abitanti. È retta dal vescovo Giuseppe Giudice.

La diocesi si estende su 13 comuni, nella provincia di Salerno e nella città metropolitana di Napoli.[1]

Sede vescovile è la città di Nocera Inferiore, dove si trova la basilica cattedrale di San Prisco. A Sarno sorge la concattedrale di San Michele.

Il territorio si estende su 157 km² ed è suddiviso in 54 parrocchie, raggruppate in 5 foranie: Angri, Nocera Inferiore, Nocera Superiore-Rocca, Pagani e Sarno-San Valentino.[3]

Basiliche e santuari

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Nel territorio sono presenti diverse basiliche e santuari:[4]

La prima diocesi della Campania Inferiore risalirebbe, secondo alcuni, al I secolo, allorché Prisco (primo vescovo di Nuceria), sarebbe giunto in Italia insieme a Pietro e ai 72 discepoli di Gesù. Tuttavia, questa affermazione si perde nella leggenda, nei cui meandri la storia del vescovo nocerino si mischia a quella dell'omonimo santo di Capua.

Tuttavia il cristianesimo dovette attecchire molto presto a Nuceria Alfaterna, se il Martyrologium Hieronymianum (IV secolo) ricorda i nomi dei santi Prisco, Felice e Costanza.

È più probabile che il primo vescovo (oggi patrono della città e della diocesi), sia vissuto durante il III secolo. È citato da Paolino di Nola, che ricorda come il suo culto fosse praticato, nel 405, nella sua città oltre che a Nuceria Alfaterna.

Nel 499 venne eletto vescovo di Nocera l'antipapa Laurenzio. Eletto papa insieme a Simmaco, perse la carica dopo un clima da guerra civile.

Sconosciuta è la sede della prima cattedra nocerina. Il vescovo, secondo la tradizione, si spostò nel battistero paleocristiano che, nel VI secolo, fu realizzato all'interno delle mura di Nuceria Alfaterna.[5]

Alcuni autori ritengono che in seguito all'invasione dei Longobardi, all'inizio del VII secolo la diocesi di Nuceria sia stata soppressa, per essere ripristinata solo nel XIII secolo.[6] Le cronotassi tradizionali dei vescovi nucerini riportano i nomi di alcuni vescovi per questo periodo, la cui attribuzione alla sede campana è tuttavia controversa.[7] Di certo, nella bolla pontificia di papa Alessandro III del 1169, indirizzata all'arcivescovo di Salerno Romualdo II, Nuceria è annoverata tra gli arcipresbiterati della sede salernitana.[8] Solo nel 1228 ritroviamo il nome di un vescovo nucerino, Valerio, che prese parte alla consacrazione dell'ospedale di San Lazzaro, nell'arcidiocesi capuana.[9][10]

La storia della diocesi nocerina ebbe un momento di crisi nel 1260, quando i nocerini assassinarono il proprio vescovo (del quale è incerto anche il nome, forse Matteo). Papa Alessandro IV privò la città dell'onore episcopale[9][10] e ne divise il territorio fra le arcidiocesi di Salerno e di Amalfi. Tuttavia questa notizia, riportata dal vescovo Simone Lunadoro, autore della prima storia della chiesa nocerina, non trova conferma negli storici successivi: Orlando ed Eubel, infatti, nelle loro cronotassi, riportano i nomi di alcuni vescovi (Placido, Filippo, Iametro) del periodo della presunta soppressione.

A partire da giugno 1384 papa Urbano VI stabilì nel castello del Parco dell'attuale Nocera Inferiore la sua residenza pontificia, per rifugiarsi dall'assedio delle truppe di Carlo III di Napoli. In questa occasione, il 10 ottobre 1384, il papa ripristinò la sede diocesana di Nuceria e nominò come nuovo vescovo, frate Francesco, dell'Ordine dei frati minori del convento di Sant'Antonio, in una delle cui sale s'era svolta la congiura dei cardinali contro il pontefice.[11]

La cattedra si spostò forse dal battistero dell'attuale Nocera Superiore alla nuova cattedrale di San Prisco (sorta sul precedente monastero benedettino di San Prisco) nel quartiere che prenderà il nome di Vescovado nell'attuale Nocera Inferiore. Tuttavia stando a Teodorico di Niem, presente a Nocera durante la residenza di papa Urbano VI, «presso il Borgo, si scorge nei campi la chiesa di San Prisco, che fu un tempo cattedrale».[12] Quindi la chiesa di San Prisco presso l'antico monastero sarebbe stata già cattedrale prima del 1386, quando fu ricostituita come tale.[13]

In questo periodo la diocesi prese il nome di Nuceria Paganorum, com'era al tempo denominata la città.

Tra i vescovi illustri della sede nucerina si distinsero i comensi Giovio, che ressero la diocesi durante il Rinascimento. Il primo fu Paolo Giovio il vecchio, succeduto dal fratello, Giulio Giovio e dal nipote Paolo Giovio il giovane. Fu soprattutto il terzo vescovo della dinastia comense a compiere le più importanti opere per dare lustro alla sua diocesi: Paolo Giovio il giovane diede vita alla prima realizzazione del seminario e del palazzo vescovile, prima allocato nei locali dell'ex abbazia benedettina che sorgeva nell'area della cattedrale.

Ancorché sede vacante dal 1806, restò diocesi autonoma fino al 27 giugno 1818, quando venne soppressa in forza della bolla De utiliori di papa Pio VII ed il suo territorio fu incorporato in quello della diocesi di Cava.

La diocesi fu ripristinata il 7 dicembre 1833, in forza della bolla In vinea Domini di papa Gregorio XVI, nuovamente suffraganea dell'arcidiocesi di Salerno. La bolla inoltre assegnava alla diocesi il territorio che già le apparteneva prima della soppressione del 1818, ossia i comuni di Nocera San Matteo, Nocera Corpo, Angri, Corbara, Pagani e Sant'Egidio.[14]

Il 30 agosto 1956, con la lettera apostolica Antiquis laudibus, papa Pio XII associò sant'Alfonso Maria de' Liguori a san Prisco a patrono della diocesi.[15]

Il 15 ottobre 1979 la diocesi si ampliò con le parrocchie di Casali[16] e di Materdomini appartenute all'arcidiocesi di Salerno, e con quelle di San Giovanni Battista, La Madonna del Ponte e San Potito,[16] appartenute all'abbazia territoriale della Santissima Trinità di Cava de' Tirreni.[17]

Al momento della piena unione con Sarno nel 1986, la diocesi di Nocera comprendeva 39 parrocchie, di cui 10 nel comune di Nocera Inferiore, 8 in quello di Pagani, 6 nei comuni di Angri e di Nocera Superiore, 4 in quello di Roccapiemonte, 3 in quello di Sant'Egidio del Monte Albino, e una ciascuna nei comuni di Corbara e di Scafati.[18]

Secondo la storiografia tradizionale la diocesi di Sarno venne eretta nel 1066 da Alfano I, arcivescovo di Salerno, con bolla convalidata da papa Alessandro II, e suo primo vescovo fu Riso, salernitano,[19] che avrebbe preso dimora nella zona che assunse il nome di Episcopio, rimasto fino ad oggi.[20]

La bolla di Alfano I, tuttavia, si riferisce a una riorganizzazione della diocesi, in quanto la chiesa di Sarno è più antica, come attesta un documento di febbraio 1025, dove è fatta menzione di Giovanni gratia Dei sancte sedis episcopatus sarnense,[21] e un altro documento del 1055, conservato nel Codex diplomaticus Cavensis,[22] nel quale si accenna ad un episcopio sarnense.[20]

Il territorio originario comprendeva buona parte dell'attuale valle dell'Agro nocerino-sarnese, con i territori vesuviani, fino al mare.

Dopo il 1513 la diocesi è affidata ad amministratori apostolici fino al 1534, ad eccezione dei brevi periodi di episcopato di Ludovico Platamone e di Guglielmo Beltràn. Durante questo periodo il territorio di Sarno perse i territori di Palma Campania, Scafati, Ottaviano e quelli vesuviani, che passarono alla diocesi di Nola.

Nel 1627 venne consacrata la cattedrale di San Michele.

Il 27 giugno 1818, in forza della bolla De utiliori di papa Pio VII, fu unita aeque principaliter alla diocesi di Cava, entrambe immediatamente soggette alla Santa Sede.

Il 13 aprile 1979 entrò a far parte della provincia ecclesiastica di Salerno.[23]

Al momento della piena unione con Nocera nel 1986, la diocesi di Sarno comprendeva 15 parrocchie, di cui 10 nel comune di Sarno, 2 in quello di San Valentino Torio, e una ciascuna nei comuni di San Marzano sul Sarno, Poggiomarino e Striano.[24]

Nocera Inferiore-Sarno

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Il 25 settembre 1972 fu sciolta l'unione tra Cava e Sarno; quest'ultima fu unita in persona episcopi alla diocesi di Nocera dei Pagani.[25] Il 30 settembre 1986, in forza del decreto Instantibus votis della Congregazione per i vescovi, l'unione è divenuta piena e la diocesi risultante ha assunto il nome di Nocera Inferiore-Sarno.

Nel 2008 è stato inaugurato il museo diocesano di Nocera Inferiore, presso i locali della Curia; voluto fortemente dal vescovo Gioacchino Illiano e da don Natale Gentile, raccoglie testimonianze storiche ed artistiche della diocesi dalla fondazione ai giorni nostri.

Il 13 maggio 2025, il vescovo Giuseppe Giudice ha dedicato la biblioteca della diocesi, presso i locali della Curia, al beato papa Giovanni Paolo I; della biblioteca fanno parte anche le sezioni dedicate a mons. Gaetano Ficuciello e al servo di Dio Igino Giordani. Durante la cerimonia, la postulatrice ha donato alla diocesi una reliquia del papa.[26][27]

Si omettono i periodi di sede vacante non superiori ai 2 anni o non storicamente accertati.

Vescovi di Nocera

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  • San Prisco † (III secolo)[28]
  • Felice † (menzionato tra il 401 e il 417)[29]
  • Celio Lorenzo † (circa marzo 499 - dopo Pasqua 502)[30]
  • Aprile † (menzionato a novembre 502)[31][32]
  • Leone ? † (menzionato nel 510)
  • Aurelio Priscano ? † (530)[33]
  • Numerio † (593 - ?)[34]
  • Primerio † (menzionato nel 598)[35]
  • Anonimo † (menzionato nel 601)[35]
  • Amanzio ? † (menzionato nel 743)[36]
  • Liutardo ? † (menzionato nell'826)[37]
  • Ragiperto o Rumperto ? † (menzionato nell'861)[38]
  • Lando ? † (1061 - 1073 deposto)[39]
  • Felice ? † (al tempo di papa Innocenzo III)[40]
  • Valerio † (menzionato nel 1228)[9][10]
  • Anonimo[10] (Matteo ?) † (? - 1260 deceduto)
    • Sede soppressa (1260-1386)[9]
  • Francesco, O.F.M. † (1386 - 1402 deceduto)[41]
  • Angelo da Castellaneta, O.S.B. † (10 febbraio 1402 - 1429 deceduto)
Ritratto di Paolo Giovio.
  • Gabriele de' Garofalis, O.E.S.A. † (8 giugno 1429 - 1433 deceduto)
  • Giuliano de Angrisani † (1433 - 1436 deceduto)
  • Giacomo Benedetti o d'Atri † (18 luglio 1436 - 6 settembre 1443 nominato vescovo di Orvieto)
  • Bartolomeo de Micheli † (6 settembre 1443 - agosto 1455 deceduto)
  • Pietro di Nocera, O.P. † (12 settembre 1455 - 1478)
  • Giovanni de' Cerretanis † (13 ottobre 1478 - 1479 dimesso)
  • Pietro Strambone, O.P. † (16 giugno 1479 - 1503 deceduto)
  • Bernardino Orsini † (7 maggio 1503 - 1511 deceduto)
  • Domenico Giacobazzi † (8 novembre 1511 - 14 agosto 1517 dimesso)
  • Andrea Giacobazzi † (14 agosto 1517 - 1524 deceduto)
  • Domenico Giacobazzi † (1524 - 1527 o 1528 deceduto) (per la seconda volta)
  • Paolo Giovio il Vecchio † (13 gennaio 1528 - 11 dicembre 1552 deceduto)
  • Giulio Giovio † (11 dicembre 1552 succeduto - 1560 dimesso)
  • Paolo Giovio il Giovane † (1560 succeduto - 1585 deceduto)
  • Sulpizio Costantino † (21 ottobre 1585 - 1601 deceduto)
  • Simone Lunadoro † (17 giugno 1602 - 1610 deceduto)
  • Stefano de Vicari, O.P. † (24 novembre 1610 - 1620 deceduto)
  • Francesco Trivulzio † (29 marzo 1621 - 22 agosto 1631 deceduto)
  • Ippolito Francone † (19 gennaio 1632 - 1653 deceduto)
  • Bonaventura d'Avalos, O.S.A. † (13 aprile 1654 - 1659 dimesso)
  • Felice Gabrielli, O.F.M.Conv. † (22 settembre 1659 - 15 dicembre 1684 deceduto)
  • Emiddio Lenti † (9 aprile 1685 - 10 gennaio 1691 deceduto)
  • Sebastiano Perissi † (9 gennaio 1692 - 28 maggio 1700 nominato vescovo di Grosseto)
  • Giovanbattista Carafa † (21 giugno 1700 - 22 febbraio 1715 deceduto)
    • Sede vacante (1715-1718)
  • Niccolò de Dominicis † (11 febbraio 1718 - 22 agosto 1744 deceduto)
  • Gherardo Antonio Volpe † (18 dicembre 1744 - 28 gennaio 1768 deceduto)
  • Benedetto dei Monti Sanfelice, O.S.B.Oliv. † (16 maggio 1768 - 23 marzo 1806 deceduto)
    • Sede vacante (1806-1818)
    • Sede soppressa (1818-1834)
  • Agnello Giuseppe d'Auria Loffredo † (23 giugno 1834 - 20 febbraio 1860 deceduto)
  • Michele Adinolfi † (23 marzo 1860 - circa 1863 deceduto)
    • Sede vacante (1863-1871)
  • Raffaele Ammirante † (27 ottobre 1871 - 23 ottobre 1881 deceduto)
  • Francesco Vitagliano † (30 marzo 1882 - 25 luglio 1885 dimesso[42])
  • Luigi del Forno † (27 luglio 1885 - 4 gennaio 1913 deceduto)
  • Giuseppe Romeo † (12 luglio 1913 - 26 ottobre 1935 deceduto)
  • Teodorico de Angelis † (23 novembre 1936 - 7 agosto 1951 dimesso[43])
  • Fortunato Zoppas † (26 aprile 1952 - 25 novembre 1964 dimesso[44])
    • Sede vacante (1964-1971)
  • Jolando Nuzzi † (4 gennaio 1971 - 30 settembre 1986 nominato vescovo di Nocera Inferiore-Sarno)

Vescovi di Sarno

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  • Giovanni I † (menzionato nel 1025)[21]
  • Riso † (1066 - ?)[19]
  • Giovanni II † (menzionato nel 1119)[45]
  • Pietro † (menzionato nel 1134)[45]
  • Giovanni III † (prima del 1156[45] - 21 ottobre 1168 deceduto[19][46])
  • Giovanni IV † (menzionato nel 1179)[19][45]
  • Unfrido † (settembre 1181 - dopo maggio 1202)[47]
  • Tibaldo ? † (1201 - 1208)[48]
  • Anonimo † (menzionato nel 1208/1209?)[49]
  • Ruggero I ? † (1209 - 1216)[50]
  • Anonimo † (menzionato nel 1215)[51]
  • Giovanni V † (prima di dicembre 1218 - dopo agosto 1243)[52]
  • Giovanni VI ? † (1224 - 1254)[53]
  • Giovanni VII † (prima di maggio 1258 - 9 agosto 1296 deceduto)[55]
  • Guglielmo † (1296 - 1309)
  • Ruggiero †
  • Ruggiero de Canalibus † (23 marzo 1311 - 1316)
  • Giordano de Miramonte, O.P. † (1316 - 1324)
  • Napoleone I † (1324 - 1330)
  • Nicola ? † (1333 - 1333 deceduto)
  • Francesco, O.F.M.Obs. ? † (15 marzo 1333 - 1340)
  • Napoleone II † (1340 - 1350 deceduto)
  • Teobaldo † (16 aprile 1350 - 1370)
  • Giovanni VIII † (24 novembre 1372 - 1418 deceduto)
  • Marco da Teramo † (29 dicembre 1418 - 1439 deceduto)
  • Andrea da Nola, O.F.M. † (23 novembre 1439 - ? deceduto)
  • Leonardo † (29 gennaio 1470 - ? deceduto)
  • Antonio de' Pazzi † (18 agosto 1475 - 26 febbraio 1477 nominato vescovo di Mileto)
  • Giovanni IX † (1º giugno 1477 - 16 febbraio 1481 nominato vescovo di Crotone)
  • Andrea De Ruggiero † (16 febbraio 1481 - ? deceduto)
  • Agostino Tuttavilla † (6 luglio 1496 - 1501 deposto)
  • Giorgio Maccafano de' Pireto † (16 agosto 1501 - 1513 deceduto)
  • Ludovico Platamone † (11 febbraio 1517 - 18 febbraio 1518 nominato vescovo di Siracusa)
    • Silvio Passerini † (18 febbraio 1518 - 20 giugno 1519 dimesso) (amministratore apostolico)
  • Guglielmo Beltràn † (20 giugno 1519 - 1524)
    • Silvio Passerini † (1524 - 20 aprile 1529 deceduto) (amministratore apostolico, per la seconda volta)
    • Andrea Matteo Palmieri † (24 maggio 1529 - 24 agosto 1530 dimesso) (amministratore apostolico)
    • Pompeo Colonna † (24 agosto 1530 - 28 giugno 1532 deceduto) (amministratore apostolico)
  • Ludovico Gomez † (24 aprile 1534 - 1543 deceduto)
  • Francesco Sfondrati † (12 ottobre 1543 - 27 ottobre 1544 nominato arcivescovo di Amalfi)
  • Mario Ruffino † (27 ottobre 1544 - 7 febbraio 1547 nominato vescovo di Melfi e Rapolla)
  • Donato Martuccio † (16 marzo 1547 - 1548 dimesso)
  • Guglielmo Tuttavilla † (27 aprile 1548 - 1569 deceduto)
  • Vincenzo Ercolani, O.P. † (14 dicembre 1569 - 9 febbraio 1573 nominato vescovo di Imola)
  • Vincenzo De Siena, O.P. † (19 febbraio 1573 - 10 gennaio 1578 deceduto)
  • Paolo Fusco † (17 febbraio 1578 - 27 aprile 1583 deceduto)
  • Girolamo Matteucci † (8 agosto 1583 - 5 dicembre 1594 nominato vescovo di Viterbo)
  • Antonio d'Aquino † (24 novembre 1595 - 23 luglio 1618 nominato arcivescovo di Taranto)
  • Stefano Sole De Castelblanco, C.R. † (22 ottobre 1618 - 21 ottobre 1657 deceduto)
  • Antonio De Matteis Corano † (27 gennaio 1659 - 8 ottobre 1665 deceduto)
  • Sisto Maria Pironti, O.P. † (5 maggio 1666 - 12 agosto 1673 deceduto)
  • Nicola Antonio De Tura † (18 dicembre 1673 - maggio o 16 luglio 1706 deceduto)
  • Marcantonio Attaffi † (6 dicembre 1706 - 11 febbraio 1718 nominato vescovo di Squillace)
  • Diego De Pace † (11 maggio 1718 - 28 novembre 1737 deceduto)
  • Francesco De Novellis † (27 gennaio 1738 - 11 maggio 1760 deceduto)
  • Giovanni Saverio Pirelli † (21 luglio 1760 - 23 marzo 1792 dimesso)
  • Lorenzo Potenza † (26 marzo 1792 - 1º settembre 1811 deceduto)
  • Jolando Nuzzi † (25 settembre 1972 - 30 settembre 1986 nominato vescovo di Nocera Inferiore-Sarno)

Vescovi di Cava e Sarno

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  • Silvestro Granito † (6 aprile 1818 - 18 dicembre 1832 deceduto)
  • Tommaso Bellacosa † (23 giugno 1834 - 15 settembre 1843 dimesso)
  • Salvatore Fertitta † (25 gennaio 1844 - 31 ottobre 1873 deceduto)
  • Giuseppe Carrano † (15 giugno 1874 - 3 aprile 1890 deceduto)
  • Giuseppe Izzo † (3 aprile 1890 succeduto - 15 gennaio 1914 deceduto)
  • Luigi Lavitrano † (25 maggio 1914 - 16 luglio 1924 nominato arcivescovo di Benevento)
    • Sede vacante (1924-1928)
  • Pasquale Dell'Isola † (29 settembre 1928 - 12 gennaio 1938 deceduto)
  • Francesco Marchesani † (30 gennaio 1939 - 22 aprile 1948 nominato vescovo di Chiavari)
  • Gennaro Fenizia † (21 luglio 1948 - 15 novembre 1952 deceduto)
  • Alfredo Vozzi † (25 settembre 1953 - 25 settembre 1972 nominato arcivescovo di Amalfi[56])

Vescovi di Nocera Inferiore-Sarno

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La diocesi nel 2023 su una popolazione di 240.350 persone contava 228.300 battezzati, corrispondenti al 95,0% del totale.

Anno Popolazione Presbiteri Diaconi Religiosi Parrocchie
battezzati totale % n. secolari regolari battezz. per
presbitero
uomini donne
194990.00090.000100,013085456928838024
1970132.099132.27299,910865431.2236033929
1980159.000163.00097,59759381.6394628134
1990210.550218.55096,311367461.86316725654
1999222.250233.29795,312778491.75066621854
2000226.000236.57495,513577581.67467721354
2001226.000236.57495,512469551.82278021954
2002223.000233.29795,611871471.88967421854
2003226.000236.57495,511969501.89965821154
2004227.000236.57496,012768591.78776721154
2013226.700234.01896,911365482.00686720054
2016225.000233.90096,210360432.18486519054
2019228.500240.70094,912070501.90486620454
2021228.350240.50094,912676501.81286419954
2023228.300240.35095,012575501.82676320254
  1. Territorio diocesano, su diocesinocerasarno.it. URL consultato il 15 novembre 2025.
  2. 1 2 Il resto del territorio comunale appartiene alla diocesi di Nola.
  3. Parrocchie, su diocesinocerasarno.it. URL consultato il 15 novembre 2025.
  4. Basiliche e santuari, su diocesinocerasarno.it. URL consultato il 15 novembre 2025.
  5. Tuttavia è plausibile che il vescovo avesse a disposizione una cattedrale che non è ancora stata individuata.
  6. Kehr, p. 304.
  7. Kehr, pp. 304-305.
  8. Kehr, p. 358, nº 45.
  9. 1 2 3 4 Kehr, p. 305.
  10. 1 2 3 4 Ughelli, col. 526.
  11. Gerardo Ruggiero, L'Abbazia di San Prisco di Nocera: ipotesi interpretative e prospettive di ricerca (PDF), in Rassegna storica salernitana, XXVII/1, 2009, pp. 37-38 (archiviato dall'url originale il 2 aprile 2015). Sui motivi che indussero il papa a ripristinare la diocesi, vedi Ruggiero, pp. 44-46.
  12. De schismate libri III.
  13. Viste le «frequenti inesattezze dell'opera teodericiana», Gerardo Ruggiero (op. cit., p. 42) invita a «una certa prudenza, se non diffidenza verso il testo sopra citato: piuttosto è possibile che sia stata fatta qualche confusione di ruoli fra la chiesa di S. Maria Maggiore e quella di San Prisco, nonché una sovrapposizione di ricordi circa le funzioni ricoperte dalle due chiese».
  14. Collezione degli atti..., VI, p. 81.
  15. (LA) Lettera apostolica Antiquis laudibus (PDF), AAS 49 (1957), pp. 717-718.
  16. 1 2 Frazione del comune di Roccapiemonte.
  17. (LA) Decreto Quo aptius, AAS 71 (1979), p. 1362.
  18. Decreto 11 ottobre 1986, Gazzetta Ufficiale, Serie Generale n. 247 del 23-10-1986.
  19. 1 2 3 4 Kehr, p. 303.
  20. 1 2 Palazzo Vescovile di Sarno <Sarno>, su Le chiese delle diocesi italiane, Conferenza Episcopale Italiana. URL consultato il 16 novembre 2025.
  21. 1 2 Ruocco, vol. III, pp. 67-69.
  22. Volume VII, p. 266.
  23. (LA) Costituzione apostolica Quamquam Ecclesia, AAS 71 (1979), pp. 562-563.
  24. Decreto 8 settembre 1986, Gazzetta Ufficiale, Serie Generale n. 221 del 23-09-1986.
  25. AAS 64, 1972, p. 645.
  26. Salvatore D'Angelo, A Giovanni Paolo I sarà dedicata la Biblioteca diocesana, su Diocesi Nocera Inferiore-Sarno, 12 maggio 2025. URL consultato il 30 gennaio 2026.
  27. 13 maggio 2025, diocesi di Nocera Inferiore-Sarno, su www.fondazionevaticanagpi.va. URL consultato il 30 gennaio 2026.
  28. Prosopographie de l'Italie chrétienne, vol. II, p. 1828.
  29. Prosopographie de l'Italie chrétienne, vol. I, pp. 774-775.
  30. Prosopographie de l'Italie chrétienne, vol. II, pp. 1244-1246.
  31. Prosopographie de l'Italie chrétienne, vol. I, pp. 170-171.
  32. Secondo Gino Sigismondi (Nuceria in Umbria. Contributo per la sua storia dalle origini all'età feudale, Foligno, 1979, pp. 212-231), Aprile era vescovo di Nocera in Umbria, essendo contestualmente vescovo di Nocera in Campania Laurenzio (recensione in Civiltà Cattolica, anno 130, volume IV, 1979, pp. 97-98).
    Dello stesso avviso l'autore dell'articolo: Un antipapa e uno scisma al tempo del re Teodorico, in Civiltà Cattolica, anno 59, volume II, 1908, pp. 68-78.
  33. I vescovi Leone e Aurelio Priscano sono menzionati nello studio di Simone Lunadoro (1610, p. 31), ma sconosciuti ad altri autori quali d'Avino, Cappelletti, Gams, Lanzoni, Pietri. Secondo Lunadoro, Leone avrebbe sottoscritto gli atti del concilio romano del 502; ma in realtà questo vescovo si chiamava Aprile. Il nome di Aurelio Priscano (o Prisciano) invece sarebbe "somministrato da una pietra di marmo in un sepolcro molt'antico".
  34. Prosopographie de l'Italie chrétienne, vol. II, p. 1545.
  35. 1 2 Prosopographie de l'Italie chrétienne, vol. II, p. 1821.
  36. Questo vescovo, che prese parte al concilio romano indetto da papa Zaccaria nel 743, è attribuito alla sede campana da diversi autori (Gams, Cappelletti, d'Avino). I manoscritti che riportano gli atti di questo concilio sono molto corrotti, e si trovano lezioni diverse circa la sede di appartenenza del vescovo Amanzio. Nell'edizione critica degli atti conciliari edita dalle Monumenta Germaniae Historica, Amanzio è attribuito alla diocesi di Orvieto. (LA) Concilia aevi Karolini (742–842), tomo I, 1906, pp. 22-24 (Amantius Orbemveto).
  37. Liutardo, che prese parte al concilio romano dell'826, è menzionato negli atti conciliari come episcopo Nucerense, senza ulteriori specificazioni geografiche. (LA) Concilia aevi Karolini (742–842), tomo II, 1908, p. 561. È menzionato anche nelle cronotassi dei vescovi di Nocera Umbra.
  38. Questo vescovo, che prese parte al concilio romano dell'861, è indicato negli atti conciliari come Ragiperto o Rumperto, ed è attribuito alla sede campana da d'Avino, ma non da Cappelletti e Gams. Nell'edizione critica degli atti conciliari edita dalle Monumenta Germaniae Historica, questo vescovo è attribuito alla sede di Nocera Umbra. (LA) Die Konzilien der karolingischen Teilreiche 860–874, Hannover, 1998, pp. 64-65. Lo stesso vescovo prese parte anche ai concili dell'844 e dell'853.
  39. Questo vescovo è attribuito da Gams, Cappelletti e d'Avino alla sede campana. Altri autori tuttavia lo indicano come vescovo di Lucera, e non di Nocera. (DE) Klewitz, Zur Geschichte der Bistumsorganisation Campaniens und Apuliens im 10. und 11. Jahrhundert (PDF), in Quellen und Forschungen aus italienischen Archiven und Bibliotheken, XXIV, 1932-33. Kehr, pp. 304-305.
  40. Questo vescovo è attribuito a Nocera da Gams e Cappelletti. Secondo Kehr, p. 305, c'è stata confusione, attribuendo al tempo di papa Innocenzo III il vescovo Felice, che visse all'epoca di papa Innocenzo I (401-417).
  41. Secondo Eubel, Francesco è preceduto da tre vescovi, Placido, Filippo e Jametro, senza alcuna indicazione cronologica.
  42. Il 27 luglio 1885 fu nominato vescovo titolare di Emeria.
  43. Nominato vescovo titolare di Anastasiopoli.
  44. Nominato vescovo titolare di Siccenna.
  45. 1 2 3 4 Ughelli, col. 572.
  46. Necrologio del "Liber Confratrum" di S. Matteo di Salerno (sec. X-XVI), a cura di C. A. Garufi, Fonti per la storia d'Italia, 56, 1922, p. 164.
  47. Kamp, pp. 477-478.
  48. Secondo Kamp, p. 478, nota 7, il vescovo Tibaldo documentato nelle cronotassi tradizionali, è frutto di un errore nella lettura dei documenti coevi; in realtà si tratta del vescovo Teobaldo, menzionato nel XIV secolo.
  49. Kamp, pp. 478-479.
  50. Secondo Kamp, p. 479, attorno al 1210 la sede di Sarno era vacante. Le fonti coeve ignorano il vescovo Ruggero, che secondo Ughelli, col. 572, avrebbe retto la sede di Sarno dal 1209 al 1216.
  51. Kamp, p. 479.
  52. Kamp, pp. 479-480.
  53. Kamp, pp. 479-480 documenta l'esistenza di un solo vescovo di nome Giovanni, attestato dal 1218 al 1243.
  54. Kamp, pp. 480-481.
  55. Kamp, p. 481.
  56. AAS 64 (1972), p. 645. Sciolta l'unione con Sarno, Alfredo Vozzi rimase vescovo di Cava de' Tirreni e fu nominato anche arcivescovo di Amalfi.

Per la sede di Nocera

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Per la sede di Sarno

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