Codex diplomaticus Cavensis

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Jump to navigation Jump to search
Codex diplomaticus Cavensis
– Codex diplomaticus cavensis, 1873 – BEIC 1084748.jpg
Codex diplomaticus cavensis, frontespizio del volume I della prima edizione del 1873
AutoreAA.VV.
1ª ed. originale1873
Generearchivistica
Lingua originalelatino
AmbientazioneItalia medievale
Scorcio di una parte dell'archivio della badia di Cava

Il Codex diplomaticus cavensis (abbreviazione bibliografica CDC; in italiano: Codice diplomatico cavense, o cavese) è un progetto editoriale attivo nel campo della storia dell'Italia medievale e della Langobardia Minor, iniziato nel 1873 e proseguito con andamento irregolare. Il progetto persegue l'obiettivo della pubblicazione esaustiva dell'intero corpus diplomatico e documentario custodito nell'archivio della Badia benedettina della Santissima Trinità, situata a Cava de' Tirreni. La consistenza dell'archivio si dipana su oltre 15.000 pergamene, a partire dalla prima scrittura che risale al 792. A tale patrimonio membranaceo è da aggiungere una mole consistente di documenti su carta[1].

Storia editoriale[modifica | modifica wikitesto]

La raccolta a stampa dei documenti d'archivio conobbe il suo esordio nel 1873, con l'edizione del primo volume dell'opera. Il progetto è poi proseguito fino al 1893, anno in cui si è arrestato, dopo la stampa dell'ottavo volume. L'intervallo cronologico coperto dai primi 8 volumi partiva dall'anno 792 e giungeva fino al 1065. L'edizione degli otto tomi ottocenteschi si deve a tre monaci dell'abbazia, Mauro Schiani, Silvano De Stefano e Michele Morcaldi, con quest'ultimo in veste di contributore principale[2].

La ripresa delle pubblicazioni è avvenuta circa un secolo dopo, negli anni dal 1984 al 1990, in cui hanno visto la luce due nuovi volumi, il nono e il decimo, curati dal prof. Giovanni Vitolo, medievista dell'Università Federico II di Napoli, e dall'archivista don Simeone Leone. I due volumi hanno prolungato l'edizione alla serie di documenti datati dal 1065 al 1080.

Il contenuto dei primi dieci volumi assomma a un totale di 1669 documenti d'archivio pubblicati[1].

Edizione ottocentesca[modifica | modifica wikitesto]

Volumi e risorse on line[modifica | modifica wikitesto]

I volumi del Codex dal primo al decimo sono scaricabili e consultabili online accedendo al sito ALIM-Archivio della Latinità Italiana del Medioevo, mantenuto da una collaborazione interuniversitaria che coinvolge gli atenei di Milano-Statale, Napoli-Federico II, Palermo, Roma Tre, Venezia Ca' Foscari, Verona. L'edizione degli ultimi due volumi, avutasi nel 2015 a coprire l'arco cronologico dal 1081 al 1090, è stata possibile grazie ad un finanziamento accordato dal comune di Cava de' Tirreni e oggetto di un protocollo d'intesa stipulato con l'abbazia il 22 maggio 2009[3]. È comunque previsto il prosieguo dell'imponente opera editoriale.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Biblioteca e archivio della Badia dal sito ufficiale dell'Abbazia
  2. ^ Cenni storici, dal sito ufficiale dell'Abbazia
  3. ^ Millennio, c'è l'accordo tra gli enti, la Città di Salerno, 23 maggio 2009, p. 17

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Simeone Leone, Giovanni Vitolo, Minima Cavensia. Studi in margine al IX volume del «Codex diplomaticus Cavensis», Salerno, Pietro Laveglia editore, Salerno, 1983.
  • Simeone Leone, Giovanni Vitolo, Codex diplomaticus Cavensis, vol. IX (1065-1072), Badia di Cava, 1984.
  • Simeone Leone, Giovanni Vitolo, Codex diplomaticus Cavensis, vol. X (1072-1080), Badia di Cava, 1990.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autoritàVIAF (EN215182821 · GND (DE4148193-8 · BNF (FRcb122082081 (data)