Bellincione Berti

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Bellincione Berti (... – ...), appartenente alla nobile famiglia fiorentina dei Ravignani, è stato a capo di una delle casate più stimate del XII secolo.

Stemma dei Ravignani

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Fu preso da Dante nella Divina Commedia come esempio della sobrietà e semplicità nella Firenze antica, quella della prima cerchia di mura. Nel canto XV del Paradiso infatti Dante mette in bocca al suo avo Cacciaguida queste parole:

«Bellincion Berti vid' io andar cinto
di cuoio e d'osso, e venir da lo specchio
la donna sua sanza 'l viso dipinto»

(Paradiso, Canto XV, vv. 112-114)

Il fatto che vestisse con semplice cuoio e osso ne attesta e sottolinea la sobrietà per cui era famoso.

Pare che rivestisse il ruolo di cavaliere.

Discendenza[modifica | modifica wikitesto]

Bellincione ebbe una figlia, Gualdrada, che sposò nel 1180 Guido Guerra III dei Conti Guidi, dal quale ebbe cinque figli (Ruggero, Guido, Marcovaldo, Aghinolfo e Teudegrimo).[1]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Pompeo Litta, Famiglie celebri d'Italia. Guidi di Romagna, Torino, 1835.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]