Bocca degli Abati

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Bocca degli Abati (... – prima del 1300) è stato un nobile fiorentino di fazione ghibellina, vissuto nel XIII secolo.

Dante incontra Bocca degli Abati, incisione di Gustave Doré

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Combatté tra i guelfi nella Battaglia di Montaperti (1260) e durante l'assalto delle truppe tedesche di Manfredi egli si trovava nella schiera della cavalleria guelfa vicino a Jacopo de' Pazzi che reggeva lo stendardo guidando la schiera. Quando qualcuno gli mozzò la mano per far cadere la bandiera egli fu tra i sospettati di tradimento: con quell'atto la cavalleria guelfa rimase allo sbando e sgomentati di aver perso la direzione i guelfi si ritirano, venendo sconfitti.

Bocca degli Abati, guelfo prima della battaglia, fu poi dopo la battaglia tra i ghibellini che vittoriosi rientrarono a Firenze;ma dopo la rivincita della parte guelfa egli venne semplicemente esiliato (1266), segno che non ci furono abbastanza prove per incolparlo del tradimento dello stendardo.

Dante Alighieri invece l'accusa apertamente in uno degli episodi più crudi dell'Inferno: attraversando l'Antenora, la seconda zona del nono cerchio dove sono puniti i traditori della patria, Dante sbatte con il piede su una testa che sporge dal ghiaccio (egli stesso scrive che non sa spiegare se per sua volontà, per destino o per volontà divina), la quale impreca e fa un fugace accenno alla vendetta di Montaperti. Allora Dante ha un sospetto e chiede a Virgilio di aspettarlo un attimo; tornato dal dannato lo invita a dire il suo nome, ma quando egli si rifiuta con decisione (i due hanno un vero e proprio battibecco), Dante diventa violento e afferra il dannato per la collottola minacciandolo di strappargli i capelli e a un ennesimo rifiuto gliene tolse più d'una ciocca.

A quel punto un altro dannato tradisce Bocca, rivelando a Dante il suo nome, ma prima che il poeta se ne vada soddisfatto di avere risolto l'enigma del traditore di Montaperti, lo stesso Bocca si mette a urlare quanti più nomi possibili di suoi compagni di pena (Buoso da Duera, Tesauro dei Beccheria, Gianni de' Soldanieri, Gano di Maganza e Tebaldello Zambrasi), in modo da trascinare anch'essi nell'infamia di trovarsi nel punto più basso dell'Inferno.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

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