Stegosaurus

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Progetto:Forme di vita/Come leggere il tassoboxCome leggere il tassobox
Stegosaurus
Stato di conservazione: Fossile
Periodo di fossilizzazione: Giurassico-Cretacico
Stegosaurus BW.jpg

Stegosaurus size.svg
Raffronto tra le dimensioni di Stegosaurus stenops e quelle umane

Classificazione scientifica
Dominio Eukaryota
Regno Animalia
Sottoregno Eumetazoa
Superphylum Deuterostomia
Phylum Chordata
Subphylum Vertebrata
Infraphylum Gnathostomata
Superclasse Tetrapoda
Classe Reptilia
Sottoclasse Diapsida
Infraclasse Archosauromorpha
Superordine Dinosauria
Ordine Ornithischia
Sottordine Thyreophora
Infraordine Stegosauria
Famiglia Stegosauridae
Genere Stegosaurus
Marsh, 1877
Sinonimi

Diracodon
Marsh, 1881
Hypsirophus
Cope, 1879

Specie
  • Stegosaurus armatus
  • Stegosaurus stenops
  • Stegosaurus ungulatus
  • Stegosaurus longispinus (?)
  • Stegosaurus caudatus (?)

Lo stegosauro (gen. Stegosaurus Marsh, 1877)[1] è un dinosauro erbivoro vissuto tra il Giurassico superiore (Oxfordiano, 155.7 milioni di anni fa) e Cretacico inferiore (Albiano, 99.6 milioni di anni fa).[2]
Lo stegosauro era lungo in media 6-9 metri, alto circa 4 metri e pesante 5 tonnellate; visse nell'Olartico, e i suoi resti fossili sono stati trovati nella Morrison Formation (America Settentrionale), la stessa formazione che ha portato alla luce altri dinosauri "classici", come Apatosaurus, Diplodocus, Brachiosaurus e Allosaurus, ma sono stati trovati resti anche in Portogallo e in Cina.[2]

È uno dei dinosauri più famosi; anche chi non si interessa di dinosauri, infatti, può facilmente riconoscere il profilo di questo dinosauro munito di una serie di piastre lungo la schiena. Il nome significa "lucertola tetto".

Ottanta esemplari[modifica | modifica sorgente]

I resti di oltre ottanta individui sono stati assegnati a questo genere, ma le prime ossa scoperte erano disarticolate e frammentarie, cosicché lo scienziato che diede il nome all'animale, O. C. Marsh, non riuscì a ricostruirlo in modo corretto. Solo dopo il ritrovamento di un esemplare più completo appartenente alla specie S. ungulatus si poté procedere a una vera e propria ricostruzione dello stegosauro. Questo dinosauro erbivoro, appartenente agli ornitischi, dà il nome al gruppo degli stegosauri e alla famiglia degli stegosauridi.

Placche dorsali[modifica | modifica sorgente]

L'aspetto dello stegosauro era davvero impressionante: questo quadrupede possedeva lungo il collo, il dorso e la coda una serie di placche ossee alte fino a un metro, disposte in maniera tale da formare una linea alternata lungo la colonna vertebrale; in sostanza, queste placche non erano altro che dei prolungamenti di ogni singola vertebra, tutte puntate verso l'alto. Spesso alcuni artisti dipingono lo stegosauro con una doppia fila di placche o una singola, ma alcuni fossili in connessione anatomica provano che queste strutture in alcuni punti si intersecavano tra loro. Forse queste piastre, oltre che per difendersi dai predatori, venivano usate anche come unità di termoregolazione: sulla loro superficie, infatti, vi sono tracce di numerosi vasi sanguigni. Più probabilmente, però, erano semplicemente utilizzate come deterrente: facendo affluire molto sangue in queste strutture, lo stegosauro aumentava vistosamente l'intensità del proprio colore, cosa che poteva sconcertare un predatore. Sembra tuttavia che, in caso di attacco, esse non sarebbero servite molto: le placche infatti risultano troppo fragili ed un carnivoro di grosse dimensioni, quale un Allosaurus, avrebbe potuto danneggiarle senza grossa difficoltà.

Il "thagomizer"[modifica | modifica sorgente]

Nella parte finale della coda, lo stegosauro possedeva quattro aculei che venivano utilizzati sicuramente a mo' di "mazza ferrata" contro Allosaurus e simili. Questa struttura è nota come "thagomizer": il nome era stato usato originariamente su una striscia comica di Gary Larson, nella quale un gruppo di uomini preistorici venivano informati dal loro professore che le spine dello stegosauro sarebbero state chiamate "thagomizer", in onore di Thag Simmons (ad implicare il fatto che il "thagomizer" era il responsabile della morte di Thag). Da allora, questo termine è stato adottato nella letteratura scientifica ed è usato da molte autorità nel campo della paleontologia, tra le quali la Smithsonian Institution.

Sistema nervoso[modifica | modifica sorgente]

Spesso questo dinosauro, almeno in certa letteratura divulgativa, è ritenuto possessore di due cervelli. Questo mito è nato probabilmente dal fatto che, in effetti, la cavità endocranica di Stegosaurus è davvero minuscola, e in corrispondenza del bacino, la colonna vertebrale era fornita di uno spazio allargato. Questo spazio, in realtà, non ospitava un secondo cervello ma probabilmente un ganglio nervoso che regolava i movimenti del treno posteriore. È sicuro che il cervello dello Stegosaurus fosse molto piccolo, delle dimensioni di una noce.

Alimentazione[modifica | modifica sorgente]

Lo stegosauro era erbivoro, e possedeva un'unica fila di denti deboli a forma di foglia; al contrario di molti altri dinosauri ornitischi, si pensa che lo stegosauro possedesse una dentatura estremamente semplice. Probabilmente si nutriva di felci e piante basse, a un'altezza di circa un metro da terra. È possibile, comunque, che gli stegosauri potessero sollevarsi sulle zampe posteriori in modo tale da raggiungere altezze considerevoli (anche 6 metri) per brucare le piante a un maggior livello.

Confusione fra le specie[modifica | modifica sorgente]

Tre specie di questo dinosauro sono comunemente riconosciute, ma tutte e tre sono molto simili tra di loro: S. ungulatus, S. armatus e S. stenops potrebbero di fatto essere la stessa specie. S. stenops, in particolare, potrebbe appartenere a un altro genere di dinosauro, Diracodon. Altre specie, ritrovate sempre in Nordamerica, sono meno conosciute e di dubbia identità: S. caudatus, dalle spine particolarmente corte, e S. longispinus, forse un rappresentante americano di Kentrosaurus, uno stegosauro scoperto in Tanzania.

Galleria[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Marsh, O. C., A new order of extinct Reptilia (Stegosauria) from the Jurassic of the Rocky Mountains in American Journal of Science and Arts, vol. 14, 1877, pp. 513-514.
  2. ^ a b Stegosaurus in Paleobiology Database. URL consultato il 2 novembre 2013.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • McWhinney LA, Rothschild BM & Carpenter K, Posttraumatic Chronic Osteomyelitis in Stegosaurus dermal spikes in Carpenter, Kenneth(ed) (a cura di), The Armored Dinosaurs, Indiana University Press, 2001, pp. 141–156, ISBN 0-253-33964-2.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]