Puma yagouaroundi

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Yaguarondi[1]
Herpailurus yagouaroundi cacomitli.jpg
Stato di conservazione
Status iucn3.1 LC it.svg
Rischio minimo[2]
Classificazione scientifica
Dominio Eukaryota
Regno Animalia
Sottoregno Eumetazoa
Ramo Bilateria
Superphylum Deuterostomia
Phylum Chordata
Subphylum Vertebrata
Infraphylum Gnathostomata
Superclasse Tetrapoda
Classe Mammalia
Sottoclasse Theria
Infraclasse Eutheria
Superordine Laurasiatheria
Ordine Carnivora
Sottordine Feliformia
Famiglia Felidae
Sottofamiglia Felinae
Genere Puma
Specie P. yagouaroundi
Nomenclatura binomiale
Puma yagouaroundi
(É. Geoffroy Saint-Hilaire, 1803)[3]
Sinonimi
Herpailurus yagouaroundi
(Lacépède, 1809)
Herpailurus yaguarondi
(Lacépède, 1809)
Areale

Jaguarundi area.png

Lo yaguarondi (Puma yagouaroundi É. Geoffroy Saint-Hilaire, 1803) è un felino di medie dimensioni diffuso dal Texas meridionale (Stati Uniti) al Sudamerica.

Etimologia[modifica | modifica wikitesto]

In passato gli studiosi ritenevano che le due forme cromatiche di questo animale fossero due specie distinte; quella grigia era nota come yaguarondi e quella rossa come eyra. In alcuni Paesi di lingua spagnola lo yaguarondi viene chiamato leoncillo, cioè «piccolo leone». Tra gli altri nomi comuni spagnoli con cui la specie viene indicata ricordiamo gato colorado, gato moro, león brenero, onza e tigrillo[2].

Tra i Maya della penisola dello Yucatán lo yaguarondi è noto come emuch.

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

Formula dentaria
Arcata superiore
1 3 1 3 3 1 3 1
1 2 1 3 3 1 2 1
Arcata inferiore
Totale: 30
1.Incisivi; 2.Canini; 3.Premolari; 4.Molari;
Forma cromatica rossa.

Per quanto riguarda l'aspetto fisico, lo yaguarondi è forse il rappresentante della sua famiglia che somiglia meno a un felino tipico. Misura 53-73 cm di lunghezza, esclusa la coda di 31-51 cm, e pesa 3,5-9,1 kg[4][5].

Con le zampe corte, il corpo allungato e la lunga coda lo yaguarondi ricorda molto una lontra o una martora. Per questo motivo viene chiamato talvolta «gatto lontra». Le orecchie sono corte e arrotondate. Il mantello, privo di macchie, è di colore uniforme, con al massimo qualche chiazza poco evidente sulla faccia e sulla regione ventrale. La colorazione può variare dal nerastro al grigio-brunastro (forma grigia) o dal rosso volpe al castano (forma rossa); nella stessa cucciolata possono essere presenti esemplari di entrambe le fasi cromatiche[4].

Distribuzione e habitat[modifica | modifica wikitesto]

Lo yaguarondi è diffuso dal Texas meridionale e dalle coste del Messico fino all'Argentina settentrionale, attraverso l'America centrale e le regioni sudamericane a est delle Ande. Predilige i boschetti di pianura nei pressi dei corsi d'acqua, ma la gamma degli habitat che occupa va dalle foreste secche alle zone erbose umide. Nonostante si incontri più comunemente in pianura, è stato avvistato anche a 3200 m di altitudine[4]. Solo raramente si spinge all'interno delle foreste pluviali.

A partire dagli inizi del XX secolo esemplari di questa specie sono stati avvistati anche in Florida. Si ritiene che si tratti di animali deliberatamente introdotti dall'uomo, ma non sappiamo quando siano avvenute tali introduzioni. La loro presenza in Florida si dice sia dovuta all'opera di uno scrittore che importò alcuni di questi animali dal loro habitat originario per poi rilasciarli nei pressi della sua città natale, Chiefland, e in altre località del Paese. Nessun esemplare, sia vivo che morto, è mai stato trovato, ma si sono susseguite voci di presunti avvistamenti ritenuti credibili dai biologi. Il primo di questi risale al 1907 e tra gli anni '30 e '50 è stato seguito da molti altri, avvenuti un po' in tutta la penisola. Il primo rapporto ufficiale venne rilasciato nel 1942. Da allora il numero degli avvistamenti è diminuito sempre più e nel 1977 W. T. Neill concluse che la popolazione era ormai scomparsa. Tuttavia, gli avvistamenti sono continuati[6].

Altri avvistamenti di yaguarondi sono avvenuti nelle aree costiere dell'Alabama. Ciò potrebbe indicare che la popolazione della Florida si sia spostata verso ovest[6].

Biologia[modifica | modifica wikitesto]

Forma cromatica grigia.

Diversamente da molti altri felini, lo yaguarondi è un animale prevalentemente diurno, attivo più nelle ore centrali della giornata che la sera o la notte. Si muove agilmente tra i rami degli alberi, ma preferisce cacciare al suolo. Si nutre di quasi qualsiasi animale riesca a catturare, generalmente roditori, piccoli rettili e uccelli che si nutrono sul terreno. È stato visto anche uccidere prede più grandi, come conigli e opossum; in alcuni casi cattura anche pesci e perfino uistitì. La sua dieta, come quella di molti altri felini, comprende anche piccole quantità di vegetali e artropodi[4].

Nonostante in cattività si dimostri più gregario di molti altri felini, tollerando la presenza stretta di altri membri della sua specie, in natura si incontra quasi sempre da solo, il che fa supporre che abbia uno stile di vita solitario. A seconda dell'ambiente naturale, le dimensioni del suo territorio variano molto, dai 6,8 ai 100 km². Come altri felini, marca i confini del territorio grattando il terreno o i rami più bassi, strofinando la testa, urinando e lasciando ben esposte le feci[4]. Timido e riservato, è molto cauto nei confronti delle trappole posizionate dall'uomo[6].

Gli yaguarondi emettono un'inusuale vasta gamma di vocalizzi, compresi fusa, fischi, guaiti, chiacchiericci e perfino una sorta di cinguettio simile a quello degli uccelli[4].

Riproduzione[modifica | modifica wikitesto]

Gli studiosi non hanno ancora scoperto quali mesi siano deputati alla riproduzione, ma è probabile che lo yaguarondi si riproduca in qualsiasi periodo dell'anno. La femmina va in estro per tre-cinque giorni, durante i quali segnala la sua recettività rotolandosi sul dorso e urinando. Dopo una gestazione di 70-75 giorni, partorisce da uno a quattro piccoli all'interno di una tana costruita nel fitto della boscaglia, nella cavità di un albero o in luoghi simili[4].

Alla nascita i piccoli hanno il dorso ricoperto da una serie di macchie, le quali scompaiono con l'età. Verso le sei settimane sono in grado di mangiare cibi solidi, sebbene inizino a giocare con le prede catturate dalla madre già all'età di tre settimane. Lo yaguarondi raggiunge la maturità sessuale intorno ai due anni e in cattività può vivere fino a dieci anni[4].

Tassonomia ed evoluzione[modifica | modifica wikitesto]

Questo felino è strettamente imparentato con il più grande e massiccio puma, come indicano la struttura genetica molto simile e lo stesso numero di cromosomi; sebbene entrambe le specie vengano classificate nel genere Puma, alcuni studiosi pongono lo yaguarondi in un genere a parte, Herpailurus; fino a tempi recenti, comunque, tutte e due le specie venivano classificate all'interno del genere Felis.

Secondo quanto scoperto durante uno studio genomico effettuato nel 2006, un antenato delle attuali specie dei generi Leopardus, Lynx, Puma, Prionailurus e Felis raggiunse le Americhe attraverso il ponte di terra di Bering tra gli 8 e gli 8,5 milioni di anni fa. Successivamente, i suoi discendenti dettero vita ai generi suddetti, nello stesso ordine in cui sono stati elencati[7].

Gli studi hanno dimostrato che il puma e lo yaguarondi siano stretti parenti dell'odierno ghepardo dell'Africa e dell'Asia occidentale[7][8], ma quale tipo di parentela intercorra tra essi non è stato ancora ben definito. È stato ipotizzato che gli antenati del ghepardo si siano separati dalle specie del genere Puma nel continente americano, per poi tornare nuovamente in Asia e Africa[7][8], mentre altri ricercatori sostengono che il ghepardo si sia evoluto nel Vecchio Mondo[9]. Malgrado tutto, la storia evolutiva dei piccoli felidi delle Americhe rimane ancora avvolta nel mistero (vedi ghepardo americano).

Uno yaguarondi nello zoo di Děčín (Repubblica Ceca).

Conservazione[modifica | modifica wikitesto]

Questo felino non è mai stato cacciato intensamente per la sua pelliccia, ma ha comunque subito un forte declino a causa della perdita dell'habitat. Secondo il Dipartimento della Natura e dei Parchi del Texas è da imputarsi proprio a quest'ultima causa la rarefazione dello yaguarondi nel Texas meridionale[10].

Alcuni esemplari di yaguarondi sono stati avvistati nei dintorni del Centro Spaziale della Guiana, nella Guiana Francese[11].

Sottospecie[modifica | modifica wikitesto]

  • Puma yagouaroundi yagouaroundi É. Geoffory Saint-Hilaire, 1803 - yaguarondi di Geoffroy (Guyana e foresta pluviale amazzonica)[3];
  • Puma yagouaroundi ameghinoi Holmberg, 1898 (Argentina occidentale e propaggini più orientali del Cile);
  • Puma yagouaroundi cacomitli Berlandier, 1859 - yaguarondi della Costa del Golfo (Texas meridionale e Messico orientale);
  • Puma yagouaroundi eyra Fischer, 1814 (Brasile, Paraguay e Argentina);
  • Puma yagouaroundi fossata Mearns, 1901 - yaguarondi del Guatemala (dal Messico meridionale all'Honduras);
  • Puma yagouaroundi melantho Thomas, 1914 (Perù e Brasile);
  • Puma yagouaroundi panamensis J. A. Allen, 1904 - yaguarondi di Panama (dal Nicaragua all'Ecuador);
  • Puma yagouaroundi tolteca Thomas, 1898 - yaguarondi del Sinaloa (Messico occidentale; avvistamenti non confermati in Arizona e Sonora)[5].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (EN) D.E. Wilson e D.M. Reeder, Puma yagouaroundi in Mammal Species of the World. A Taxonomic and Geographic Reference, 3ª ed., Johns Hopkins University Press, 2005, ISBN 0-8018-8221-4.
  2. ^ a b (EN) Caso, A., Lopez-Gonzalez, C., Payan, E., Eizirik, E., de Oliveira, T., Leite-Pitman, R., Kelly, M. & Valderrama, C. 2008, Puma yagouaroundi in IUCN Red List of Threatened Species, Versione 2014.2, IUCN, 2014.
  3. ^ a b (EN) ITIS Standard Report Page: Puma yagouaroundi in Integrated Taxonomic Information System. URL consultato il May 17, 2010.
  4. ^ a b c d e f g h Sunquist, Mel e Sunquist, Fiona, Wild cats of the World, Chicago, University of Chicago Press, 2002, pp. 113–119, ISBN 0-226-77999-8.
  5. ^ a b Jaguarundi (Felis yagouaroundi tolteca) (PDF), United States Fish and Wildlife Service. URL consultato il 1º gennaio 2009.
  6. ^ a b c Daniel Simberloff, Don C. Schmitz, and Tom C. Brown, Strangers in Paradise: Impact and Management of Nonindigenous Species in Florida, Island Press, 1997, pp. 172–173, ISBN 1-55963-430-8. URL consultato l'11 agosto 2010.
  7. ^ a b c W.E. Johnson, Eizirik, E.; Pecon-Slattery, J.; Murphy, W.J.; Antunes, A.; Teeling, E.; and O'Brien, S.J., The Late Miocene radiation of modern Felidae: A genetic assessment in Science, vol. 311, nº 5757, 6 gennaio 2006, pp. 73–77, DOI:10.1126/science.1122277, PMID 16400146. URL consultato il 4 giugno 2007.
  8. ^ a b M. Culver, Johnson, W.E., Pecon-Slattery, J., O'Brein, S.J., Genomic Ancestry of the American Puma (PDF) in Journal of Heredity, vol. 91, nº 3, Oxford University Press, 2000, pp. 186–97, DOI:10.1093/jhered/91.3.186, PMID 10833043.
  9. ^ Ross Barnett, Ian Barnes; Matthew J. Phillips; Larry D. Martin; C. Richard Harington; Jennifer A. Leonard; and Alan Cooper, Evolution of the extinct Sabretooths and the American cheetah-like cat in Current Biology, vol. 15, nº 15, Cell Press, 9 agosto 2005, pp. R589–R590, DOI:10.1016/j.cub.2005.07.052, PMID 16085477. URL consultato il 4 giugno 2007.
  10. ^ Endangered Species
  11. ^ Centre Spatial Guyanais - Un florilège de faune sauvage au CSG

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