Paolo Moci

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Paolo Moci
Paolo moci.jpg
24 settembre 1911 - 1º maggio 2002
Nato a Sanremo
Morto a Roma
Cause della morte cause naturali
Dati militari
Paese servito Italia Italia
Forza armata Regia Aeronautica
Aeronautica Militare
Anni di servizio 1932-1971
Grado generale di squadra aerea
Guerre Guerra di Spagna
Seconda guerra mondiale
Comandante di 4º Stormo
5º Stormo

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Paolo Moci (Sanremo, 24 settembre 1911Roma, 1º maggio 2002) è stato un generale e aviatore italiano. Nel corso della sua carriera ha pilotato 130 tipi diversi di velivoli nazionali ed esteri, tra cui 13 alianti, 3 elicotteri e 114 velivoli a motore (64 monomotore, 40 plurimotore, 5 idrovolanti e 5 jet).

Carriera militare[modifica | modifica wikitesto]

Entrato nella Regia Aeronautica nel 1932 per frequentare in accademia il I corso "Marte", nel 1936 partecipa alle Olimpiadi di Berlino quale pilota di aliante nelle gare di presentazione di questo nuovo sport olimpico. Durante gli allenamenti, eseguiti sull'aeroporto militare di Centocelle a Roma, aveva portato a quota 1.400 metri il primato italiano di altezza su veleggiatore con l’Orion LT.16.

Dopo aver preso parte alla guerra civile spagnola (1937-1938), durante la quale partecipa al bombardamento di Guernica (tre aeroplani), viene assegnato come collaudatore al I Centro sperimentale di Guidonia della Regia aeronautica, di cui era responsabile l'allora colonnello Mario Pezzi. Dall'agosto 1939, passa al "Reparto alta quota" dove effettua 21 voli di prova del nuovo paracadute, progettato dal tenente colonnello Prospero Freri sul Fiat C.R.32 per uscire dalla vite piatta.

Nell’aprile 1940 partecipa alla spedizione in Albania e quindi, allo scoppio della seconda guerra mondiale, alle operazioni contro la flotta inglese e contro obiettivi terrestri e navali in Medio Oriente e nel settore Grecia – Albania. Il 18 ottobre 1940, partendo dall'aeroporto di Gadurrà nell'isola di Rodi, guida un’azione di bombardamento eseguita da una formazione di quattro S.82 sulle raffinerie di petrolio[1] di Manama, nel Bahrein e questo resta, per quell'epoca, il volo di una formazione di bombardieri portato alla maggiore distanza dalla base di partenza (4.100 km percorsi per una durata di 15 ore e 33 minuti)[1]. Quel giorno, così come in altri 131 voli di guerra, suo compagno di volo era Ettore Muti, con il quale ha eseguito altri 128 voli di collegamento e 23 di allenamento. Quindi partecipa ad attacchi contro navi militari e da carico nel Mediterraneo centrale e orientale fino al settembre 1942, quando viene nuovamente assegnato al Centro sperimentale di Guidonia.

Mandato in licenza l'8 settembre 1943, organizza un piano di fuga per sé ed altri aviatori. Il 16 settembre, avendo sottratto un S.79 ai tedeschi che occupavano l’aeroporto dell’Urbe e recando accordi per il funzionamento di una stazione radio clandestina, lascia Roma a bordo del trimotore per raggiungere il governo legittimo in Puglia e partecipare alla guerra di liberazione. Quale comandante del 28º gruppo dello stormo bombardamento terrestre Baltimore, subentrando a Carlo Emanuele Buscaglia, dal novembre 1944 opera contro obiettivi tedeschi in Jugoslavia e nei Balcani, meritando il soprannome di Mister Stopping train ("signor bloccatreni") per aver colpito in pieno nella stazione di Bos Novi un treno merci carico di munizionamenti.

Nel maggio 1946, al termine del conflitto, viene destinato al ricostituendo stato maggiore dell'Aeronautica con il compito di organizzarne la sezione tecnica. Il 15 aprile 1948 ha l’incarico di ricostruire il centro sperimentale e diventa comandante del Nucleo sperimentale di volo di Guidonia. In questo periodo, oltre al collaudo di prototipi e velivoli nazionali ed esteri, organizza l’esecuzione di alcuni voli fotografici in Jugoslavia con Supermarine Spitfire e Lightning. Ispirandosi al Bristol 170 propone la trasformazione degli S.79 ancora funzionanti in cargo bimotore ma, nonostante l'interesse dello stato maggiore, la SIAI non aderisce all'iniziativa. Infine predispone il trasferimento di una parte del centro sperimentale nella nuova base di Pratica di Mare.

Negli anni successivi assume il comando del 4º Stormo caccia terrestre intercettori "Francesco Baracca" e del 5º Stormo cacciabombardieri, poi 5ª aerobrigata, presso i quali dà impulso alle attività di volo in formazione prima con i velivoli Mustang, quindi con i primi jet: l'inglese Vampire e il caccia bombardiere tattico a reazione americano F-84G. Con questi ultimi esegue con i suoi piloti decolli simultanei, anche notturni, di 24 velivoli in 2'10" e di 36 velivoli in 3'10" e guida voli di formazione con 12, 24, 36 velivoli in occasione di parate militari. Nello stesso periodo organizza la prima pattuglia acrobatica del dopoguerra riconosciuta dallo stato maggiore aeronautica, Guizzo, che in seguito prenderà il nome di "Getti tonanti". Negli anni sessanta, in qualità di capo delegazione, partecipa negli USA alla valutazione del velivolo F-104 e supera in collaudo la velocità di Mach 2,2.

Assume quindi vari incarichi di vertice tra cui: ispettore dell'aviazione per la marina (MARINAVIA), sottocapo di stato maggiore della difesa (quando erano capi di stato maggiore i generali Aldo Rossi prima e Giuseppe Aloia poi), comandante della II^ regione aerea e presidente della sezione aeronautica del Consiglio superiore delle Forze armate negli anni 1969-1970. Promosso generale di squadra aerea con incarichi speciali, assume la carica di presidente del Consiglio superiore delle Forze armate sino al 1971. Dal 1972 al 1977 diventa direttore generale dell'aviazione civile presso il Ministero dei trasporti e dell’aviazione civile.

Nel 2000, pubblica Scritti e Discorsi - 1940/1998 per l'Ufficio storico Aeronautica militare. Con il titolo Seguendo la Bandiera - vita di un aviatore, edito (2001) da Giorgio Apostolo Editore - Milano, ha scritto le sue memorie e nel 2003 il libro è stato il vincitore assoluto della 5ª edizione del premio letterario AAA.

Il medagliere con le principali decorazioni, buona parte dell'oggettistica e dei documenti, appartenuti al generale Paolo Moci, sono stati donati dalla famiglia al Museo storico dell'Aeronautica Militare di Vigna di Valle - Bracciano, come pure all'ufficio storico del 5º reparto dell'AMI, Roma.

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Onorificenze italiane[modifica | modifica wikitesto]

Cavaliere di gran croce dell'Ordine militare d'Italia - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di gran croce dell'Ordine militare d'Italia
«Combattente della Seconda Guerra Mondiale, già più volte decorato per il coraggio e l’abnegazione dimostrati in numerose azioni belliche, si distingueva in maniera particolare per la straordinaria capacità organizzativa, l’eccezionale ardimento e l’altissimo valore quale Comandante di formazioni aeree. Nel periodo successivo alla guerra, per circa 40 anni, ha continuato a servire la Repubblica esprimendo eccelse doti di ideatore e di organizzatore, fino ad assumere elevate responsabilità istituzionali, sempre dimostrando profondo amore per la Patria. Luminoso esempio di cittadino e di soldato, fedele servitore dello Stato e benemerito della Nazione, da additare alle attuali e future generazioni.»
— 2 novembre 2000[2]
Cavaliere di gran croce dell'Ordine al merito della Repubblica italiana - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di gran croce dell'Ordine al merito della Repubblica italiana
«Presidente del Consiglio superiore delle FF.AA.»
— 1º giugno 1970[3]
Grande ufficiale dell'Ordine al merito della Repubblica italiana - nastrino per uniforme ordinaria Grande ufficiale dell'Ordine al merito della Repubblica italiana
«Su proposta della Presidenza del Consiglio dei ministri»
— 2 giugno 1965[4]
Commendatore dell'Ordine della Corona d'Italia - nastrino per uniforme ordinaria Commendatore dell'Ordine della Corona d'Italia
Cavaliere dell'Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere dell'Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro
Cavaliere dell'Ordine militare d'Italia - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere dell'Ordine militare d'Italia
— 13 maggio 1948[2]
6 Medaglie d'Argento al Valore Militare, di cui 3 sul campo - nastrino per uniforme ordinaria 6 Medaglie d'Argento al Valore Militare, di cui 3 sul campo
1 Medaglia di Bronzo al Valore Militare sul campo - nastrino per uniforme ordinaria 1 Medaglia di Bronzo al Valore Militare sul campo
1 Medaglia di Bronzo al Valore Aeronautico - nastrino per uniforme ordinaria 1 Medaglia di Bronzo al Valore Aeronautico
5 Croci al Merito di Guerra - nastrino per uniforme ordinaria 5 Croci al Merito di Guerra
Medaglia Mauriziana - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia Mauriziana
Croce d'oro con corona reale per anzianità di servizio militare per gli ufficiali con 40 anni di servizio - nastrino per uniforme ordinaria Croce d'oro con corona reale per anzianità di servizio militare per gli ufficiali con 40 anni di servizio
Medaglia militare aeronautica per lunga navigazione aerea (20 anni) - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia militare aeronautica per lunga navigazione aerea (20 anni)
Promozione per merito di guerra - nastrino per uniforme ordinaria Promozione per merito di guerra
Avanzamento per merito di guerra - nastrino per uniforme ordinaria Avanzamento per merito di guerra

ed inoltre

  • Croce di partecipazione "Aviazione Egeo" 1940-43
  • Elogio
  • Encomio Semplice
  • Titolo di "Pioniere dell'Aeronautica" come COLLAUDATORE (1984)
  • Diploma dell'Associazione Trasvolatori Atlantici (1997)

Onorificenze straniere[modifica | modifica wikitesto]

Ufficiale dell'Ordine di Scanderbeg (Albania) - nastrino per uniforme ordinaria Ufficiale dell'Ordine di Scanderbeg (Albania)
Cavaliere di III classe dell'Ordine dell'Aquila Tedesca (Germania nazista) - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di III classe dell'Ordine dell'Aquila Tedesca (Germania nazista)
Cruz por la Unidad Nacional Española - nastrino per uniforme ordinaria Cruz por la Unidad Nacional Española

ed inoltre

  • Medalla Militar Collettiva Española
  • Medalla de la Campana Española
  • Diploma "Paul Tissandier" (1972) della Federation Aeronautique Internationale

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ www.dodecaneso.org
  2. ^ a b Sito web del Quirinale: dettaglio decorato.
  3. ^ Sito web del Quirinale: dettaglio decorato.
  4. ^ Sito web del Quirinale: dettaglio decorato.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Gianni Rocca, I disperati
  • Martino Aichner e Giorgio Evangelisti, Storia degli Aerosiluranti
  • Giuseppe D'Avanzo, Morte a Fregene
  • Giuseppe D'Avanzo, I lupi dell'aria
  • Renato Rocchi, La meravigliosa avventura - storia del volo acrobatico
  • Eginaldo Giansanti, Le ali di Guidonia
  • Giulio Lazzati, Stormi d'Italia - storia dell'aviazione italiana
  • Sebastiano Licheri, L'Arma Aerea Italiana
  • Antonio Mura, In volo tra guerra e pace
  • Pietro Mazzadri Album di Pattuglia
  • Ferdinando Pedriali Guerra di Spagna e Aviazione Italiana
  • Gregory Alegi e Baldassarre Catalanotto, Coccarde Tricolore
  • Renzo Roda Reparto Sperimentale di Volo
  • Carlo Unia Storia degli Aerosiluranti Italiani
  • Anna Magliocchino Tatano Pilota
  • Autori Vari Impegno dell'Aeronautica Militare nella Guerra di Liberazione
  • Autori Vari Nei cieli di guerra - La Regia Aeronautica a colori 1940 - 45
  • Vittorio Sanseverino Le nuvole sotto... autobiografia di un pilota collaudatore
  • Edoardo Grassia L'Aviazione Legionaria da bombardamento Spagna 1936 - 1939
  • Autori Vari Aeronautica Militare Museo Storico (Vigna di Valle)1977 - 2007
  • Mirko Molteni "L'Aviazione Italiana 1940-1945" - azioni belliche e scelte operative.