Breguet Bre 690

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Breguet Bre 693
Descrizione
Tipo bombardiere leggero
aereo da attacco al suolo
Equipaggio 2
Progettista Georges Ricard
Costruttore Francia SNCAC
Data primo volo 1939
Data entrata in servizio 1940
Utilizzatore principale Francia Armée de l'air
Altri utilizzatori Francia di Vichy Armée de l'air de l'armistice
Italia Regia Aeronautica
Esemplari 224 del Br.693, 386 totale
Dimensioni e pesi
Lunghezza 9,67 m
Apertura alare 15,37 m
Altezza 3,19 m
Superficie alare 29,20
Peso a vuoto 3 010 kg
Peso carico 4 500 kg
Peso max al decollo 4 900 kg
Propulsione
Motore 2 radiali Gnome-Rhône 14M-6/7
Potenza 700 cavalli (522 kW) ciascuno
Prestazioni
Velocità max 427 km/h a 4 000 m
Velocità di crociera 400 km/h
Velocità di salita 556 m/min
Autonomia 1 350 km
Tangenza 8 400 m
Armamento
Mitragliatrici 4 MAC 1934 calibro 7,5 mm
Cannoni un HS 404 calibro 20 mm
Bombe 400 kg, tipico 8 da 50 kg

i dati sono estratti da Уголок неба[1]

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Il Breguet Bre 690[2], e la serie di velivoli da esso derivati, erano una famiglia di bimotori di costruzione interamente metallica inizialmente sviluppati e prodotti dall'azienda francese Société anonyme des ateliers d'aviation Louis Breguet quindi, a seguito della nazionalizzazione, negli stabilimenti Société nationale de constructions aéronautiques du Nord (SNCAN), Société nationale des constructions aéronautiques de l'ouest (SNCAO) e Société nationale de constructions aéronautiques du Centre (SNCAC) (a seconda dai modelli) tra la fine degli anni trenta e l'inizio degli anni quaranta.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Intorno alla metà degli anni trenta in Europa si sviluppa il concetto di caccia pesante bimotore bi-triposto che darà origine in Germania al Messerschmitt Bf 110 e nei Paesi Bassi al Fokker G.I. In quest'ambito anche le autorità militari francesi decisero di valutare le caratteristiche di una simile tipologia di velivolo e, nel 1935, l'Armée de l'Air (l'aeronautica militare francese) emise una specifica per la fornitura di un nuovo caccia triposto definito di categoria C3. Furono otto le aziende nazionali che avviarono il progetto di massima per rispondere a tale richiesta tra cui l'Hanriot, che sviluppò l'H.220, la Breguet, con il Bre 690. la Loire-Nieuport che presentò l'LN-20, la Potez con il suo 630 e la Romano con il Ro.HO.[1]

Sviluppo[modifica | modifica sorgente]

La Breguet ne inizia lo sviluppo nella propria sede di Vélizy-Villacoublay affidando la direzione del progetto a Georges Ricard.[3]

Ricard disegnò un velivolo bimotore monoplano ad ala bassa di costruzione interamente metallica al quale venne assegnata la designazione Bre 690. Il velivolo risultava più pesante di quanto richiesto dalle autorità militari francesi per una precisa scelta commerciale in previsione di poterne sviluppare più versioni ottimizzate in base al ruolo richiesto.[3] Infatti la contemporanea esigenza da parte dell'Armée de l'air di dotarsi di un nuovo aereo da attacco al suolo biposto suggerì al team di sviluppo di integrare le caratteristiche necessarie affinché potesse essere facilmente convertito anche in quel ruolo.[1]

La costruzione del prototipo Bre 690.01 iniziò nel corso del 1937 ma a causa delle ultime modifiche apportate, prima, e dei conseguenti ritardi nella sua ultimazione, poi, gli fecero preferire il 630 e la produzione dei motori venne completamente assegnata al velivolo della Potez. Il Bre 690 venne portato in volo solamente l'anno successivo, il 23 marzo 1938, quando si rese disponibile una coppia di radiali Hispano-Suiza 14AB (02 e 03, rispettivamente a funzionamento destrorso e sinistrorso) da 680 CV (500 kW).[1][4]

Mentre il Potez serie 630 divenne la macchina bimotore più diffusa nell'Armée de l'Air, il Breguet languiva per questo motivo.
Fu un errore negargli le unità propulsive idonee, essenzialmente per via del fatto che la ditta in questione era fuori dal gruppo di industrie nazionali, e quando la macchina volò dimostrandosi veloce almeno quanto i migliori caccia monomotore francesi dell'epoca (ad esempio il Morane-Saulnier MS.406) era ormai troppo tardi. Per questo, a fronte di una produzione di 1.300 buoni ma assai superati Potez, vennero realizzati solo 356 Br.690/95.

Tecnica[modifica | modifica sorgente]

Struttura[modifica | modifica sorgente]

L'aereo di per sé aveva un disegno estremamente ardito, con una fusoliera molto rastremata verso poppa e una doppia deriva di piccole dimensioni. Era certamente il frutto di uno studio che prediligeva una costruzione compatta e molto aerodinamica.

Le superfici di coda erano piccole e sdoppiate, le ali avevano una struttura trapezoidale molto allungata, i due motori erano raffreddati ad aria, leggeri ed affidabili (nel solo Br.693), nelle stesse gondole motori erano presenti gli elementi principali del carrello e due mitragliatrici calibro 7,5 (quando presenti).

Armamento[modifica | modifica sorgente]

Nel muso il pilota aveva a disposizione un cannone Hispano-Suiza HS.404 da 20 mm e due mitragliatrici MAC 1934 da 7,5 mm, rispettivamente con caricatori da 60 e 1.000 colpi. Le armi si potevano abbassare di 15° per condurre degli efficaci mitragliamenti al suolo senza picchiare ogni volta. Disponeva di una mitragliera dorsale per il secondo uomo d'equipaggio, altre tre (o anche una sola) erano nella invece sistemate nella parte posteriore dell'aereo e sparavano verso dietro e in basso, in installazione fissa. Nel vano portabombe erano alloggiate 8 bombe di 50 kg l'una.

Impiego operativo[modifica | modifica sorgente]

Il servizio operativo del velivolo venne funestato dalla situazione bellica ormai compromessa. Infatti per una volta che l'industria aeronautica francese avrebbe potuto produrre una macchina valida e in tempi utili, dal momento che il Br.690 dimostrò 50 km/h di velocità in più del Potez, l'occasione venne perduta e il Breguet giunse in linea ormai tardi.
I primi 100 velivoli vennero prodotti in breve tempo, ma queste macchine, chiamate Br.691, ebbero noie ai motori e dopo incidenti e incendi vari venne cambiata la versione in produzione con il successivo Br.693, che venne prodotto in 224 esemplari, i tipici esponenti di questa famiglia di aeroplani.

Cinquanta Bre 695 con motori americani Pratt&Whitney vennero gettati nella mischia nel giugno 1940, appena 2 mesi dopo il decollo del prototipo. Questi motori, più leggeri e potenti, erano però voluminosi, e peggiorarono la visuale del pilota e le caratteristiche di volo.

Su oltre 400 missioni volate, le squadriglie francesi subirono 47 perdite, pari ad oltre il 10%, ma si batterono molto valorosamente. I progetti successivi vertevano anche su macchine come il Br.696, un caccia pesante, ma non ebbero a quel punto seguito.
I Br.693, pochi dei quali ebbero impiego anche nella Regia Aeronautica, furono importanti anche perché ebbero un ruolo nella Luftwaffe, con i loro motori prodotti per gli Henschel Hs 129 e i Messerschmitt Me 323 Gigant

In pratica, a parte la sorte seguita alla debàcle francese, questa ottima e leggera macchina riuscì dove altri velivoli, come l'italiano Breda Ba.88, fallirono.
Paragonato a quest'ultimo, nonostante l'autonomia e il carico bellico teoricamente minore, il Br.693 raggiungeva la stessa velocità (effettiva) di quella -teorica- del Breda, con appena 1.400 cavalli anziché 2.000, oltre ad avere ottime doti di volo in generale, come la buona maneggevolezza e il tempo di salita a 4.000 metri in appena 7 minuti.

Utilizzatori[modifica | modifica sorgente]

Francia Francia
Francia di Vichy Francia di Vichy
bandiera Regno d'Italia

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b c d Breguet Br.691(693) in Уголок неба.
  2. ^ Non esistendo un sistema di designazione ufficiale suggerito dalle autorità militari, la bibliografia e le fonti on line non sono univoche e, come in altri velivoli di produzione francese, questo viene citato come Br 690, Br.690 (puntato) e Bre 690.
  3. ^ a b Breguet Br.693 in avionslegendaires.net.
  4. ^ Breguet Bre 690 in Aviafrance

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • (FR) Cuny, Jean e Pierre Leyvastre. Les avions Breguet, 1940-1971 - Collection DOCAVIA - Volume 6. Editions Larivière.

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]