Enrico VI d'Inghilterra

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Enrico VI
Ritratto di Enrico VI tratto dal Cassell's History of England del 1902
Ritratto di Enrico VI tratto dal Cassell's History of England del 1902
Re d'Inghilterra e Signore d'Irlanda
Stemma
In carica 31 agosto 1422 -
4 marzo 1461 e
30 ottobre 1470 -
11 aprile 1471
Predecessore Enrico V
Successore Edoardo IV
Re di Francia
De iure
In carica 31 agosto 1422 - 1453
Nome completo Henry of Windsor
Altri titoli Duca di Lancaster,
duca d'Aquitania
Nascita Windsor, Berkshire, Inghilterra, 6 dicembre 1421
Morte Torre di Londra, Londra, Inghilterra, 21 maggio 1471
Casa reale Lancaster
Padre Enrico V di Monmouth
Madre Caterina di Valois
Consorte Margherita d'Angiò (1430-1482)
Figli Edoardo di Lancaster
Firma HenryVISig.svg

Enrico VI, d'Inghilterra (Windsor, 6 dicembre 1421Londra, 21 maggio 1471), fu re d'Inghilterra dal 1422 al 1461 (con un reggente fino al 1437) e poi dal 1470 al 1471 e re di Francia dal 1422 al 1453.

Era figlio maschio primogenito ed unico del re d'Inghilterra e duca di Lancaster, Enrico V di Monmouth e di Caterina di Valois. È stato un caso singolare di re asceso sia al trono d'Inghilterra che al trono di Francia, all'età di appena un anno. Enrico ebbe due fratellastri, Edmondo[1] e Jasper Tudor, figli del secondo matrimonio della madre, a cui fu concesso successivamente il titolo di conte.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Il re bambino[modifica | modifica sorgente]

Essendo Enrico l'unico figlio ed erede di Enrico V di Inghilterra, si attendevano grandi cose alla sua nascita. Egli salì al trono all'età di soli nove mesi, il 31 agosto 1422, alla morte del padre. La madre, Caterina di Valois, che era figlia del re di Francia, Carlo VI e di Isabella di Baviera ed aveva solo 20 anni, fu vista con sospetto e le fu impedito di prendere parte attiva nell'educazione del figlio.

Blasone di Enrico VI

Il 28 settembre 1423 i nobili giurarono fedeltà ad Enrico VI. Riunirono il parlamento nel nome del re e stabilirono un consiglio di reggenza.

Humphrey di Lancaster duca di Gloucester, il più giovane figlio di Enrico IV, fu nominato protettore e difensore del regno e della chiesa, fino alla maggiore età del sovrano; tale incarico era revocabile in qualsiasi momento dal consiglio. I suoi compiti si limitarono a mantenere la pace e riunire e sciogliere il parlamento. Il vescovo di Winchester Henry Beaufort, cardinale dal 1426, ebbe un ruolo importante nel consiglio. Il fratello maggiore ancora vivente di Enrico V, Giovanni, 1º Duca di Bedford, era il reggente più anziano, essendo stato nominato reggente di Francia con l'incarico di condurre la guerra in corso, come pure di sostituire Gloucester quale reggente d'Inghilterra, ogniqualvolta Bedford stesso si fosse trovato nel paese.

Dal 1428 il tutore di Enrico fu il Conte di Warwick, il cui padre aveva fortemente contribuito al dissenso contro il governo di Riccardo II. Enrico fu influenzato anche da Henry Beaufort e più tardi da William de la Pole, I duca di Suffolk, primo Duca di Suffolk. Il giovane re arrivò a favorire una politica di pacificazione in Francia.

Durante la reggenza, Enrico confermò i privilegi ai mercanti della Hansa; nel 1431, però furono aumentate le tasse di importazione e di esportazione di diversi generi, che la Hansa non accettò di buon grado e furono intavolati dei negoziati che arrivarono ad una conclusione, nel 1437 per merito del cardinale Beaufort, con un trattato che, in cambio della libertà per i mercanti inglesi di commerciare in tutte le città anseatiche, prevedeva il ripristino di tutti i privilegi per i mercanti anseatici esentati da tutti i diritti non menzionati nella Charta Mercatoria[2] del 1303. Nonostante le buone intenzioni, gli attacchi inglesi al naviglio anseatico, continuarono, e i mercanti inglesi nei porti anseatici non furono favoriti nei loro commerci e inoltre i prodotti inglesi venivano boicottati.

Nel 1451, fu conclusa una tregua di breve durata perché, poco dopo un convoglio di 110 navi olandesi e tedesche fu catturato dagli inglesi, che liberarono le navi olandesi ma si impossessarono dei carichi di quelle anseatiche, con conseguenti rappresaglie da parte della Hansa e la situazione rimase conflittuale per tutta la durata del regno[3] di Enrico VI.

Guerra contro il Delfino Carlo e incoronazione[modifica | modifica sorgente]

Regno d'Inghilterra
Lancaster

Red Rose Badge of Lancaster.svg

Enrico IV (1400–1413)
Enrico V (1413–1422)
Enrico VI (1422–1471)

Come risultato dei successi conseguiti durante la guerra dei cento anni, Enrico V aveva lasciato il suo paese in possesso di ampi territori francesi e il figlio Enrico VI erede al trono di Francia, dove alla morte di Carlo VI, nel 1422, fu acclamato re, Enrico II di Francia, mentre il duca di Bedford, consolidava le conquiste del fratello, e alleato al duca di Borgogna, Filippo III il Buono reggeva il governo di tutto il nord e l'ovest della Francia. Però l'impeto della conquista inglese si era perso con la morte di Enrico V. Nel 1429, Bedford assediava la città di Orléans, che pareva prossima a cadere, quando l'arrivo di Giovanna d'Arco, nella città assediata, cambiò l'esito della battaglia e gli inglesi, dopo circa novanta giorni di assedio, si ritirarono dalla città. Da questo evento iniziò la rinascita del nazionalismo francese che portò alle vittorie militari di Giovanna d'Arco ed all'incoronazione a re di Francia, del Delfino Carlo a Reims, il 17 luglio 1429. Solo l'arrivo in Francia del cardinale Beaufort con truppe fresche impedì la caduta di Parigi.

Bedford allora pensò di far venire in Francia il giovane Enrico che, prima, fu incoronato re d'Inghilterra nell'Abbazia di Westminster il 6 novembre 1429, un mese prima del suo ottavo compleanno, e, varcata la Manica, nell'aprile 1430, fu incoronato re di Francia nella Cattedrale di Notre-Dame di Parigi il 16 dicembre 1431. Ora la Francia aveva due re incoronati. Comunque la guerra contro il delfino, ora Carlo VII, non proseguiva al meglio e il duca di Bedford dovette rientrare in patria, nel 1433, per riappacificare il protettore del regno, suo fratello, Humphrey di Grafton, col cardinale, Henry Beaufort, cercando di riportare l'unanimità nel consiglio e impegnarsi nella guerra contro i francesi, senza però ottenere i fondi necessari. Nel 1434, un'insurrezione in Normandia obbligò Bedford a ritornare in Francia, dove, circa un anno dopo, nel 1435, a Rouen, Giovanni, 1º Duca di Bedford morì all'improvviso. Dopo la sua morte, errori diplomatici (la perdita dell'alleanza del duca di Borgogna[4]) e le sconfitte militari furono la causa principale della perdita di molti territori francesi.

Maggiore età di Enrico e matrimonio con Margherita d'Angiò[modifica | modifica sorgente]

Enrico impugnò le redini del paese quando divenne maggiorenne, nel 1437, l'anno in cui morì sua madre. Divenuto adulto, Enrico VI dimostrò di essere un uomo profondamente votato allo spirito, privo di quella saggezza mondana necessaria affinché governasse. Assunto il potere permise alla sua corte di essere dominata da pochi favoriti ed il partito pacifista (che era a favore della fine della guerra in Francia) rapidamente dominò la scena, mentre le voci di Riccardo, duca di York e Humphrey di Grafton[5], esponenti di punta della fazione guerrafondaia, furono relegate ai margini e generalmente ignorate.

Nel contempo il cardinale Beaufort e William de la Pole, duca di Suffolk convinsero il re che la via migliore per mantenere il controllo dei territori che governava in Francia fosse quella di ottenere la pace con la Francia. Nel 1439, Il cardinale Beaufort e la duchessa di Borgogna, Isabella, in rappresentanza di Carlo VII, iniziarono delle trattative che però ben presto fallirono. Nel 1444, il duca di Suffolk guidò una ambasceria in Francia ottenne una tregua di due anni, attraverso il matrimonio di Enrico con la nipote di Carlo VII, Margherita d'Angiò. Enrico acconsentì, specialmente quando sentì i racconti sulla bellezza della donna, ed inviò Suffolk a negoziare con il monarca francese. Quest'ultimo approvò il matrimonio, a condizione che egli non avesse dovuto preoccuparsi della dote prevista e che avesse invece ricevuto in cambio i territori del Maine e dell'Anjou dagli inglesi. Tali condizioni furono accettate col trattato di Tours, ma della cessione dei predetti territori, il parlamento inglese fu tenuto all'oscuro. Era infatti risaputo che ciò sarebbe stato immensamente impopolare.

Il matrimonio avvenne nel 1445 e Margherita sembrò aver integrato la personalità del consorte; ella era pronta a prendere delle decisioni e dimostrava capacità di comando, laddove egli si rivelava contento di essere guidato dalla moglie. In ciò Margherita si dimostrò una governante capace, più di quanto lo fosse mai stato il marito, sebbene all'epoca avesse soltanto 16 anni. Si giunse quindi alla spinosa questione del Maine e dell'Anjou. Enrico aveva procrastinato la fine dell'affare con Carlo VII, sapendo che sarebbe stata una mossa fortemente antipopolare e che Humphrey, Duca di Gloucester ed il partito della guerra sarebbero stati particolarmente critici. Margherita, tuttavia era decisa ad aiutarlo ed alla fine la questione divenne pubblica, nel 1446. La maggior parte del risentimento popolare fu diretto contro Suffolk, che aveva negoziato il Trattato di Tours, ma Enrico e Margherita erano decisi a proteggerlo, sapendo di essere parimenti vulnerabili, dato che avevano avuto piena conoscenza delle condizioni matrimoniali.

Nel 1447 il re, la regina ed i loro fidi (Suffolk, il conte di Somerset Edmund Beaufort, ed il cardinale Beaufort) convocarono Gloucester davanti al parlamento, a Bury St Edmunds, con l'accusa di tradimento e questi morì in prigionia, non si sa se per cause naturali o per mano assassina. La morte di Gloucester lasciò York come apparente erede di Enrico, ma quest'ultimo non lo riconobbe mai ufficialmente e York continuò ad essere escluso dalla corte, essendo stato “bandito” a governare l'Irlanda[6], mentre Enrico e Margherita appoggiarono Suffolk e Edmund Beaufort, che nel frattempo era stato elevato alla dignità di duca (un titolo normalmente riservato ai parenti stretti del sovrano), divenendo il secondo duca di Somerset.

L'impopolarità del governo e primi sintomi della malattia di Enrico[modifica | modifica sorgente]

Trattamenti di
Enrico VI
Stemma
Re d'Inghilterra, Re di Francia e Signore d'Irlanda
Trattamento di cortesia Sua Maestà
Trattamento colloquiale Vostra Maestà
Trattamento alternativo Sir
I trattamenti d'onore

L'aumento dell'impopolarità governativa conseguì allo sfacelo della legge e dell'ordine, alla corruzione, alla distribuzione delle terre del re ai favoriti di corte, alla situazione problematica delle finanze della corona ed alla continua perdita di territori in Francia. Il Duca Beaufort, allo scadere della tregua del trattato di Tours, fu inviato in Francia a condurre la guerra. Nel 1449, dopo la caduta di Rouen, il parlamento prese posizione contro William de la Pole, il più malvisto tra i seguaci del re e considerandolo un traditore, per la consegna del Maine e dell'Angiò ai francesi, nel febbraio del 1450, fu rinchiuso nella torre di Londra, per essere processato. Alla fine fu raggiunto un compromesso, SuffolK non venne giudicato, ma Enrico fu costretto ad esiliarlo per cinque anni. Uscito dalla torre, de la Pole, il 1º maggio si imbarcò per Calais, ma la nave su cui era imbarcato fu intercettata nel canale della Manica da una nave reale ribelle ed egli fu assassinato[7]. Il corpo fu rinvenuto sulla spiaggia a Dover. La regina ne fu sconvolta.

Intorno al 1450, i francesi, dopo che Beaufort, nel 1449, si era dovuto ritirare a Caen, avevano ripreso l'intera provincia della Normandia, tanto duramente conquistata da Enrico V. I reduci inglesi, spesso senza paga, aumentarono il senso di anomia che vigeva nelle contee meridionali d'Inghilterra e Jack Cade, forse in accordo con Riccardo di York, guidò una ribellione nel Kent, nel 1450, con l'appellativo di "John Mortimer"; ai primi di giugno, ventimila ribelli si concentrano presso la città di Blackheath (ora Lewisham, sobborgo parte dell'area metropolitana londinese), a sud-est della capitale. Ai rivoltosi, in gran parte contadini, si unisce una parte della cittadinanza e, soprattutto, un buon numero di soldati e marinai inglesi di ritorno dalla Francia, raddoppiandone il numero. Enrico si recò allora a Londra con un esercito per schiacciare la ribellione, e, lasciato a Greenwich il grosso delle sue truppe, con l'avanguardia incontrò i ribelli a Sevenoaks. Cade prevalse sulle forze reali, che si ritirarono da Londra, e riuscì a impossessarsi del ponte della torre di Londra; entrato in città stabilì la sua residenza alla locanda del Cervo Bianco (che era stato il simbolo del deposto Riccardo II) a Southwark.

Durante la notte le truppe reali, organizzatesi nella torre di Londra, diedero l'assalto al ponte, ma, alla fine, dovettero ritirarsi nella torre. I ribelli si impossessarono della città e dopo pochi giorni di disordini, il Lord Cancelliere, l'arcivescovo John Kemp[8], convinse Cade[9] a porre fine alla rivolta, l'8 luglio 1450, in cambio del perdono e la promessa che il governo ottempererà alle richieste dei ribelli. La rivolta non portò a risultati concreti, ma l'evento servì ad esternare i sentimenti di malcontento che stavano infervorando gli animi.

Durante il 1450 il Ducato di Aquitania, posseduta sin dai tempi di Enrico II di Inghilterra, andò perso, rimanendo Calais l'unico territorio di Londra in terra di Francia. Sempre nel 1450 Riccardo, Duca di York rientrò dall'Irlanda, come dalle richieste di Cade, reclamando il suo posto di diritto in seno al consiglio, onde mettere fine al mal governo e presentando una lista di doglianze e di istanze agli ambienti di corte, inclusa la richiesta di arresto del Duca di Somerset. Benché la sua causa fosse popolare la corte boicottò le sue proposte e ben presto York venne accantonato e allora, nel 1452, formò un esercito a Shrewsbury. Il partito di corte, nel frattempo, fece altrettanto a Londra e York dovette capitolare. Il 13 ottobre 1453, nacque il figlio di Enrico, Edoardo di Lancaster, Principe di Galles, ma nello stesso periodo, il re cadde in uno stato di ebetismo totale[10].

La regina, Margherita chiese la reggenza, ma nel marzo 1454, Riccardo di York fu nominato protettore del regno, ottenendo finalmente la posizione di peso che aveva desiderato, mentre la regina fu completamente esclusa dal governo e Somerset imprigionato nella Torre di Londra per essere giudicato. York mise Somerset sotto accusa, ma intervenne la regina Margherita per impedirne il processo[11]. Oltre a ciò, molti seguaci di York sparsero la voce, mai provata, che il figlio del re non fosse suo, bensì di Somerset. La reggenza di York fu impegnata nell'affrontare il problema delle spese esagerate del governo. Il giorno di Natale del 1454, il re si riprese e l'influenza di Somerset riprese vigore, mentre York fu nuovamente isolato. Nel contempo, la guerra in Francia, nonostante un'avanzata inglese in Aquitania che aveva permesso la riconquista di Bordeaux volgeva al termine, con la sconfitta degli inglesi.
York intanto aveva guadagnato un alleato importante, Richard Neville Conte di Warwick, uno dei più influenti notabili e forse più ricco di York stesso.

La guerra delle due rose[modifica | modifica sorgente]

York e Warwick, nella primavera del 1455, raccolsero delle truppe, marciarono su Londra e alla fine di maggio, entrati in città sconfissero le truppe reali (il 22 maggio 1455 nella prima battaglia di St Albans), comandate da Somerset, che perse la vita assieme a Northumberland; il re, di fatto prigioniero, fu confermato re dal parlamento che emanò un'amnistia per tutti i ribelli. In novembre il re ebbe una ricaduta e Riccardo di York fu nominato protettore, per la seconda volta, ma prima della fine dell'anno, Enrico si riprese e pur tenendo York come consigliere, il loro rapporto fu sempre meno amichevole, e, nel 1456, Enrico si ritirò nei possedimenti dei Lancaster e a Coventry organizzò un incontro in cui York e i suoi amici giurarono fedeltà al re, ma subito dopo si allontanarono dalla corte.

Dopo che, nel 1458, fu inscenata una pacificazione fittizia, si arrivò ad uno scontro armato: York, Warwich e i loro alleati si erano riuniti, a Ludlow, nel settembre 1459, ma quando l'esercito realista sopraggiunse, essi si dispersero nella rotta di Ludford. Il duca Riccado e il suo secondogenito, Edmondo, conte di Rutland, si ritirarono prima in Galles e poi in Irlanda, dove furono accolti con entusiasmo, mentre l'erede di Riccardo, Edoardo, conte di March si ritirò a Calais con Warwick.

Comunque i nobili ostili ad Enrico VI, che nel frattempo avevano accresciuto il proprio potere, spalleggiarono le rivendicazioni degli York appoggiando, nel giugno del 1460, lo sbarco nel Kent di Edoardo di March e Warwich, che, nella battaglia di Northampton (10 luglio 1460), trionfarono sui Lancaster. Conquistata Londra e fatto prigioniero il re, attesero l'arrivo di Riccardo, che convocò, in ottobre, il parlamento a cui chiese di essere eletto re, il parlamento rifiutò, confermando Enrico re, nominando però Riccardo, nel frattempo di nuovo protettore, per la malattia di Enrico, suo erede. Nel frattempo, la regina Margherita, con l'appoggio degli scozzesi, aveva raccolto nel nord un imponente esercito che riunitosi nello Yorkshire si avviava verso sud. Riccardo affrontò i lancasteriani, ma, il 30 dicembre 1460, fu sconfitto e nella battaglia perse la vita, mentre suo figlio, Edmondo, conte di Rutland, fu pugnalato a morte dopo la battaglia.

Warwich si fece incontro alle truppe di Margherita, ma anche lui fu sconfitto, ed Enrico VI si poté ricongiungere alle sue truppe. Londra era a portata di mano, ma per evitare il saccheggio Enrico decise di non farle entrare in città. Edoardo, conte di March, riunitosi alle truppe sconfitte di Warwich, fece allora il suo ingresso in città, il 26 febbraio 1461. Enrico fu deposto il 4 marzo 1461 e suo cugino Edoardo di York, fu eletto re per acclamazione divenendo re Edoardo IV di Inghilterra. Edoardo IV inseguì i lancasteriani e li sconfisse a Towton (North Yorkshire), il 29 marzo 1461, senza riuscire a catturare Enrico e la regina, i quali riuscirono a fuggire all'estero.

La battaglia di Tewkesbury in un manoscritto di Gand

Durante il primo periodo del regno di Edoardo IV, la resistenza dei Lancaster proseguì soprattutto sotto la guida della Regina Margherita e di pochi nobili fedeli delle contee settentrionali dell'Inghilterra e del Galles. Enrico fu catturato da Edoardo nel 1465 e successivamente imprigionato nella Torre di Londra. La Regina Margherita, che visse in esilio in Scozia e quindi in Francia, era decisa a riprendersi il trono a favore del marito e del figlio. Con l'aiuto di Re Luigi XI di Francia formò pertanto un'alleanza con Richard Neville, Conte di Warwick, che aveva avuto un alterco con Edoardo IV. Dopo aver fatto sposare sua figlia con il Principe di Galles, Warwick tornò in Inghilterra, sconfisse gli York in battaglia, liberò Enrico VI e lo rimise sul trono il 30 ottobre 1470.

Il ritorno in auge di Enrico durò molto poco. In quel momento, gli anni passati alla macchia ed in prigionia avevano avuto il loro peso sul monarca, che, tanto per cominciare, era privo della forza di volontà e mentalmente instabile. Da tutti i resoconti dell'epoca, il sovrano risulta letargico ed indifferente, specie mentre Warwick ed i suoi uomini lo facevano sfilare per le strade di Londra come il legittimo Re d'Inghilterra; il contrasto con il maestoso Re Edoardo, che egli aveva rimpiazzato, era evidente. Nell'arco di pochi mesi Warwick fece il passo più lungo della gamba e dichiarò guerra alla Borgogna, il cui governante reagì fornendo ad Edoardo IV l'aiuto necessario per riprendersi il trono con la forza. Il Principe di Galles rimase ucciso dopo la Battaglia di Tewkesbury del 4 maggio 1471.

Morte ed eredità[modifica | modifica sorgente]

Enrico VI fu rinchiuso nella Torre di Londra, dove fu assassinato il 21 maggio 1471. Una leggenda popolare accusò Riccardo, Duca di Gloucester sia di tale misfatto, sia della morte di Edoardo di Westminster. Ogni anno all'anniversario della morte di Enrico VI, i prevosti di Eton e Cambridge depongono delle rose e dei gigli sull'altare eretto nel luogo in cui morì.

Il sovrano inglese fu dapprima sepolto nell'abbazia di Chertsey, poi nel 1845 il suo corpo fu trasferito nella cappella di San Giorgio, nel castello di Windsor.

Fu succeduto da Edoardo IV, figlio di Riccardo, Duca di York.

La figura di Enrico VI[modifica | modifica sorgente]

La figura di Enrico VI come re è meglio sintetizzabile in quella di uomo devoto, indeciso e facilmente influenzabile e, qualche tempo dopo, di persona seriamente instabile di mente. Fu premuroso e generoso verso coloro di cui si prendeva cura (il che non aiutò la disastrosa situazione delle finanze della corona), regalando terre e titoli ai suoi consiglieri. Enrico evitò i pomposi simboli del suo ruolo, preferendo abiti semplici. Fu appassionato dalla lettura e dallo studio dei libri, ma non dimostrò alcuna inclinazione nel guidare in battaglia il suo paese; ciò può apparire ironico, se si considera che il suo regno fu uno dei più sanguinosi della storia inglese. Enrico VI detestò fare la guerra ai suoi fratelli cristiani e fu desideroso che fosse fatta giustizia nel suo nome; ancora una volta il fatto può apparire paradossale, se si tiene conto dell'enorme diffusione della corruzione e del tracollo della legge e dell'ordine avvenute sotto il suo scettro. Il sovrano sembrò utilizzare la religione e la pietà come mezzi di fuga dal duro mondo delle aspre rivalità e delle lotte di potere che lo attorniavano a corte. Fu eccessivamente pudico, incoraggiato dal suo confessore, che lo consigliò di astenersi dal praticare il sesso con la propria moglie il più possibile.

Appassionato nel promuovere l'istruzione, Enrico elargì generose sovvenzioni sia alla fondazione dell'Eton College, vicino Windsor, per l'istruzione di studenti di umili origini, sia per il college di Cambridge, dove potevano continuare gli studi. Il sovrano appariva come un uomo onesto, ma completamente inadatto al potere regale. Permise di essere dominato dalle varie fazioni assetate di potere, che lo circondavano a corte, e più tardi fu inefficace nel fermare lo scoppio della sanguinosa guerra civile. Fu troppo per lui, come la sua ricorrente malattia mentale dimostrò progressivamente a partire dal 1453. Durante la guerra delle due rose, fu la regina Margherita ad essere la colonna portante della fazione dei Lancaster, mentre Enrico fu catturato prima da una parte e poi dall'altra. Chiunque infatti avesse avuto il re in suo potere, poteva rivendicare di governare nel suo nome.

Paradossalmente, un personaggio così pio ed amante della pace, lasciò in eredità grossi conflitti ed una guerra civile. Forse uno dei suoi ultimi successi fu la diffusione della conoscenza. Continuando il patrocinio architetturale di Enrico V di Inghilterra, commissionò opere generalmente consistenti in grandi chiese in stile tardo gotico (ingannevolmente definite “cappelle”), con annesse delle fondazioni monastiche e/o di istruzione.

Matrimonio e figli[modifica | modifica sorgente]

Margherita d'Angiò

Enrico VI sposò Margherita d'Angiò, figlia di Renato d'Angiò e di Isabella di Lorena, quindi nipote di Carlo VII di Francia. Margherita diede a Enrico un figlio:

Enrico VI nella letteratura[modifica | modifica sorgente]

Onorificenze[modifica | modifica sorgente]

Gran Maestro dell'Ordine della Giarrettiera - nastrino per uniforme ordinaria Gran Maestro dell'Ordine della Giarrettiera
Rosa d'Oro della cristianità - nastrino per uniforme ordinaria Rosa d'Oro della cristianità
— 1444

Ascendenza[modifica | modifica sorgente]

Enrico VI d'Inghilterra' Padre:
Enrico V d'Inghilterra
Nonno paterno:
Enrico IV d'Inghilterra
Bisnonno paterno:
Giovanni di Gand
Trisnonno paterno:
Edoardo III d'Inghilterra
Trisnonna paterna:
Filippa di Hainaut
Bisnonna paterna:
Bianca di Lancaster
Trisnonno paterno:
Henry Plantageneto
Trisnonna paterna:
Isabelle di Beaumont
Nonna paterna:
Maria di Bohun
Bisnonno paterno:
Humphrey di Bohun, VII conte di Hereford
Trisnonno paterno:
William di Bohun, I conte di Northampton
Trisnonna paterna:
Elizabeth de Badlesmere
Bisnonna paterna:
Joan FitzAlan
Trisnonno paterno:
Richard FitzAlan, X conte di Arundel
Trisnonna paterna:
Eleanor di Lancaster
Madre:
Caterina di Valois
Nonno materno:
Carlo VI di Francia
Bisnonno materno:
Carlo V di Francia
Trisnonno materno:
Giovanni II di Francia
Trisnonna materna:
Bona di Lussemburgo
Bisnonna materna:
Jeanne di Borbone
Trisnonno materno:
Pietro I di Borbone
Trisnonna materna:
Isabelle di Francia
Nonna materna:
Isabella di Baviera
Bisnonno materno:
Stefano III di Baviera-Ingolstadt
Trisnonno materno:
Stefano II di Baviera
Trisnonna materna:
Isabella d'Aragona
Bisnonna materna:
Taddea Visconti
Trisnonno materno:
Bernabò Visconti
Trisnonna materna:
Regina della Scala

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Edmondo fu il padre di Enrico Tudor, futuro re d'Inghilterra.
  2. ^ La Charta Mercatoria che, in cambio della promessa di pagare ulteriori tasse sulle merci importate o esportate, concedeva ampi privilegi ai mercanti stranieri era stata promulgata da Edoardo I d'Inghilterra; tali privilegi furono sfruttati soprattutto dai mercanti della Hansa
  3. ^ Nel 1471, diverse città anseatiche fornirono la flotta che servì a riportare in Inghilterra il re Edoardo IV, che undici anni prima aveva spodestato Enrico.
  4. ^ Il duca di Borgogna, Filippo III il Buono il 21 settembre 1435, ad Arras, si era riconciliato con Carlo e gli assassini di suo padre, Giovanni Senza Paura.
  5. ^ Humphrey di Lancaster, che durante la giovinezza del re era stato il più potente tra i reggenti, cadde in disgrazia, accusato di tradimento e probabilmente assassinato nel 1447.
  6. ^ Riccardo, duca di York non accettò di buon grado l'ordine di recarsi in Irlanda, infatti lo eseguì solo due anni dopo, nel 1449.
  7. ^ William de la Pole, I duca di Suffolk, senza giudizio e senza ulteriore processo, fu decapitato da un ignoto irlandese, con sei colpi di una spada arrugginita.
  8. ^ John Kemp, Arcivescovo di York, ricoprì due volte la carica di Lord Cancelliere: nel periodo 1426-1432 e dal 1450 fino alla morte, il 22 marzo 1454. Si distinse per la determinazione e la capacità di trattare con i ribelli e fu ricompensato, per questo, con l'elezione ad Arcivescovo di Canterbury nel 1452. Nello stesso anno venne eletto cardinale da papa Niccolò V. La morte lo colse proprio nell'imminenza dello scoppio della guerra delle due rose, quando, con l'ascesa degli York, la sua popolarità stava rapidamente declinando.
  9. ^ Jack Cade venne catturato e ucciso quattro giorni dopo che i ribelli avevano lasciato Londra.
  10. ^ Il sovrano poteva aver ereditato la sua malattia da Carlo VI di Francia, suo nonno materno, il quale ebbe a che fare con periodi intermittenti di pazzia per oltre 30 anni della sua vita.
  11. ^ Edmund Beaufort, II duca di Somerset, fu tenuto in prigionia nella torre di Londra per proteggerlo dai seguaci di Riccardo di York.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • A. Weiner, "La Hansa", cap. XII, vol. VI (Declino dell'impero e del papato e sviluppo degli stati nazionali) della Storia del Mondo Medievale, 1999, pp. 460-500
  • A. Coville, "Francia: armagnacchi e borgognoni (1380-1422)", cap. XVII, vol. VI (Declino dell'impero e del papato e sviluppo degli stati nazionali) della Storia del Mondo Medievale, 1999, pp. 642-672
  • K.B. Mc Farlane, "Inghilterra: i re della casa di Lancaster, 1399-1461", cap. XIII, vol. VII (L'autunno del Medioevo e la nascita del mondo moderno) della Storia del Mondo Medievale, 1999, pp. 445-508.
  • C.H. Williams, "Inghilterra: i re della casa di York, 1461-1485", cap. XIV, vol. VII (L'autunno del Medioevo e la nascita del mondo moderno) della Storia del Mondo Medievale, 1999, pp. 509-545.
  • Joseph Calmette, "Il regno di Carlo VII e la fine della guerra dei cent'anni in Francia", cap. XVII, vol. VII (L'autunno del Medioevo e la nascita del mondo moderno) della Storia del Mondo Medievale, 1999, pp. 611-656.
  • Charles Petit Dutailles, "Francia: Luigi XI", cap. XVIII, vol. VII (L'autunno del Medioevo e la nascita del mondo moderno) della Storia del Mondo Medievale, 1999, pp. 657-695.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Predecessore Re d'Inghilterra Successore Royal Standard of England (1406-1603).svg
Enrico V 1422-1461
1470-1471
Edoardo IV
Predecessore Signore d'Irlanda Successore Banner of the Lordship of Ireland.svg
Enrico V 1422-1461
1470-1471
Edoardo IV
Predecessore Re di Francia Successore Royal Standard of the King of France.svg
Carlo VI 1422-1453 Carlo VII
Predecessore Duca d'Aquitania Successore Flag of Aquitaine.svg
Enrico V 1422-1449 Carlo VII di Francia


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