Amnesia

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Amnesia
Codici di classificazione
ICD-9-CM (EN) 780.9, 780.93
ICD-10 (EN) R41.3

Nel linguaggio medico, l'amnesia è un disturbo della memoria a lungo termine episodica. La persona affetta da amnesia può essere incapace di ricordare eventi della sua vita recente, o in casi gravi anche eventi remoti, e può non riuscire ad acquisire stabilmente nuovi ricordi, mentre in genere è preservata la capacità di imparare nuove azioni.

Eziologia[modifica | modifica wikitesto]

Per comprendere al meglio qual è l'origine dell'amnesia si deve conoscere la parte dell'encefalo conosciuta come il sistema limbico. Dietro a tale definizione si nasconde un insieme di parti (l'ippocampo, l'amigdala, l'ipotalamo e altre), che fra le sue funzioni ha una specializzazione, quella della memoria. Tale funzione è composta in tre fasi:

  • Registra di continuo eventi ed esperienze,
  • Codifica le informazioni ricevute,
  • Recupera le informazioni archiviate.

Se una di queste tre fasi viene alterata si può assistere alla amnesia[1].

Forme amnesia acuta[modifica | modifica wikitesto]

Essa può sopraggiungere in seguito ad un trauma cerebrale, oppure (nel caso in cui coinvolga un determinato evento) potrebbe scaturire da esperienze negative avvenute durante l'infanzia (secondo le teorie psicoanalitiche). Altre cause sono l'ipossia, disturbi derivanti dall'assunzione di elevate quantità di alcool, encefalopatia di Wernicke[2].

Forme amnesia cronica[modifica | modifica wikitesto]

Cause fisiologiche[modifica | modifica wikitesto]

Le persone con il passare del tempo e l'incombere della vecchiaia subiscono danni alle facoltà mnemoniche, dimenticandosi prima di tutto i nomi delle persone.

Tipologie[modifica | modifica wikitesto]

Esistono vari tipi di amnesie:

Differenziazione selettiva[modifica | modifica wikitesto]

  • amnesia retrograda - ovvero perdita di memoria per eventi accaduti prima della causa, ma completa lucidità per tutto ciò che è successo in seguito.
  • amnesia anterograda - ovvero perdita di memoria che non compromette i ricordi passati, ma limita enormemente la capacità dell'individuo di memorizzare informazioni nuove.
  • amnesia globale - ovvero riguardante entrambi gli aspetti sopra citati.
  • amnesia lacunare ovvero perdita di memoria che interessa uno specifico periodo di tempo, che non viene ricordato dal paziente. Tale perdita di memoria è però limitata ad alcune ore o al massimo a giorni, ossia un breve periodo, dopo il paziente non ricorda quanto accaduto durante le ore precedenti. Essa si contrappone dunque all'amnesia retrograda, che causa invece la perdita di memoria di tutto il passato del degente.
  • amnesia senso-specifica - se riguarda un unico senso.

Differenziazione temporale[modifica | modifica wikitesto]

Variano a seconda della causa che ha comportato la nascita dell'amnesia, a cui è strettamente correlata la durata della stessa:

  • amnesia transitoria - come nel caso di un evento traumatico, con ritorno alle funzionalità normali
  • amnesia stabile - se provocata da un evento morboso grave (come arresto cardiaco)
  • amnesia progressiva - se riscontrata in malattie degenerative, che comportano l'andamento progressivo della mancanza di memoria.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Research Laboratories Merck, The Merck Manual quinta edizione, pag 1886, Milano, Springer-Verlag, 2008, ISBN 978-88-470-0707-9.
  2. ^ David A Greenberg, Aminoff Micheal J, Simon Roger P, Neurologia Clinica quinta edizione pag 66, Milano, McGraw Hill (Lange), 2004, ISBN 88-386-2980-3.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Joseph C. Segen, Concise Dictionary of Modern Medicine, New York, McGraw-Hill, 2006, ISBN 978-88-386-3917-3.
  • Douglas M. Anderson, A. Elliot Michelle, Mosby’s medical, nursing, & Allied Health Dictionary sesta edizione, New York, Piccin, 2004, ISBN 88-299-1716-8.
  • Stephen L. Hauser, Harrison: Neurologia clinica, Casarile (Milano), McGraw-Hill, 2007, ISBN 978-88-386-3923-4.
  • David A Greenberg, Aminoff Micheal J, Simon Roger P, Neurologia Clinica quinta edizione, Milano, McGraw Hill (Lange), 2004, ISBN 88-386-2980-3.
  • Research Laboratories Merck, The Merck Manual quinta edizione, Milano, Springer-Verlag, 2008, ISBN 978-88-470-0707-9.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]