Battaglia di Castillon

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Battaglia di Castillon
Parte della Guerra dei cento anni
La battaglia di Castillon‎

Data: 17 luglio 1453
Luogo: Castillon-la-Bataille, Francia
Esito: vittoria decisiva francese
Schieramenti
Francia e Bretagna Inghilterra
Comandanti
Carlo VII di Francia Sir John Talbot
Effettivi
8000-13000 uomini 4000-6000 uomini
Perdite
100 tra morti e feriti 4000 tra caduti, feriti e prigionieri
Guerra dei cento anni
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La battaglia di Castillon ebbe luogo il 17 luglio 1453 tra gli eserciti di Enrico VI d'Inghilterra e Carlo VII di Francia. Lo scontro si risolse con una vittoria decisiva per i francesi.

Indice

[modifica] Introduzione

La lunga dominazione inglese di 300 anni in Aquitania non provocò alla regione alcuna miseria né oppressione, bensì favorì il fiorire di proficue relazioni commerciali. I sovrani inglesi accordarono ai comuni delle autonomie e delle agevolazioni mediante degli statuti liberali.

In seguito alla riconquista della Normandia (campagna del 1450), i francesi volsero i loro sforzi verso l'unica regione in mano agli inglesi. La Guyenne era stata quasi tutta riconquistata dai francesi, ma le pretese di Carlo VII fecero rimpiangere la dominazione inglese.

Enrico VI incaricò John Talbot di procedere alla riconquista dei territori d'oltremanica perduti. Dopo una veloce campagna, Bordeaux fu ripresa il 23 ottobre 1452. Castillon accolse i Godons. Nonostante ciò, la situazione inglese rimase molto difficile, poiché il loro paese era sull'orlo della guerra civile, il che limitava l'invio di rinforzi.

I francesi decisero di contrattaccare l'estate successiva, lanciando quattro colonne contro Bordeaux. Una di queste avanzò dentro la valle della Dordogna, catturò Gensac l'8 luglio 1453 e si avvicinò a Castillon, centro abitato fortificato, senza assediarlo. Tale comportamento rompeva con la strategia offensiva che aveva permesso in passato di espugnare parecchie piazzeforti. L'obiettivo francese non era più quello di riconquistare Castillon e la Guyenne città per città, bensì di distruggere l'esercito di Talbot e di decidere così le sorti dell'Aquitania in unico scontro. I fratelli Bureau conoscevano Castillon ed i suoi dintorni per aver preso d'assalto il posto nel 1451 con l'esercito di Penthièvre.

[modifica] Preliminari della battaglia

L'esercito franco-bretone si stabilì a 1,8 km ad est, nella valle, sulla riva destra della Dordogna. Questi comprendeva circa 10.000 uomini, 1800 lancieri, degli arcieri franchi, un'artiglieria di 300 pezzi servita da 700 addetti, al quale bisognava aggiungere un'armata bretone di 1.000 uomini, di cui 240 lancieri. L'area scelta offriva degli indubbi vantaggi. A nord si addossava alla Lidoire, un piccolo fiume dalle rive scoscese, il cui livello poteva essere elevato grazie ad uno sbarramento. Ad ovest, a sud ed ad est, si snodava un fossato lungo 1,6 km, largo 5-6 m, e profondo circa 4 m, sufficiente a scoraggiare gli assalitori. Realizzato in tre giorni, presentava della sinuosità e delle frastagliature che permettevano il fuoco incrociato. Protetto da una scarpata, rinforzato da tronchi d'albero, cagionò dei preoccupanti problemi alla cavalleria inglese. Così realizzato, il campo si estendeva da nord a sud per 200-300 m e per 600 m da ovest ad est. Davanti a questi giaceva per 500-600 m la piana della Dordogna, fiume che poteva essere superato in un solo guado: il passo di Rauzan.

Se il nemico giungeva da nord, avrebbe incontrato la Lidoire, un ostacolo difficile da oltrepassare, posto negli immediati dintorni del campo. Se proveniva da ovest, non avrebbe potuto schierarsi interamente davanti l'angusto fronte del luogo (200 m); da sud, il campo di battaglia fino al fiume Dordogna si sarebbe trovato sotto il fuoco dell'artiglieria.

Il dispositivo dei franco-bretoni fu completato con due operazioni:

  1. 700 uomini occuparono il priorato di Saint-Florent, a nordovest del campo,
  2. la cavalleria bretone fu posta in riserva a Horable, 1,5 km a nord.

[modifica] La battaglia

Avvertito dagli abitanti di Castillon dell'arrivo dei francesi, John Talbot, fermo a Bordeaux, esitò, poi decise di attaccare. Pernottò a Libourne ed il mattino del 17 luglio si occultò nel bosco che dominava il priorato. Come gli avevano consigliato i cittadini di Castillon, il militare inglese piombò sulla debole guarnigione di Saint-Florent e la mise in crisi. Quest'ultima quindi fuggì, prodigandosi di raggiungere il campo, ma la ritirata era difficile lungo il versante sopra il fiume. Dopo dei sanguinosi corpo a corpo, i fuggitivi superarono il piccolo corso d'acqua grazie ad un guado od ad un ponte provvisorio e si ritrovarono all'interno del campo. Forse sorpresi dalle difficoltà incontrate, gli inglesi rifluirono sul priorato, dove vollero ristorarsi e dissetarsi spillando da qualche botte abbandonata dal nemico.

Talbot si apprestava ad ascoltare la messa, allorché gli riferirono che i francesi erano fuggiti abbandonando il campo trincerato. Delle nubi di polvere difatti si alzavano ad est, nella valle al di sopra delle posizioni tenute dai francesi. Sarà più tardi che si renderà conto che si trattava di paggi e salmerie inutili al combattimento. Ingannato dalle apparenze, Talbot non esitò oltre e si precipitò con le truppe di cui disponeva per mettere in rotta il nemico.

I racconti dell'epoca sottolineano la calma dei francesi. Avanzando fino alla controscarpa del fossato, gli inglesi tentarono di piantare lo stendardo del loro comandante all'entrata del campo francese. Ci fu una mischia confusa e lo stendardo finì nel fossato. L'artiglieria francese, comandata dai fratelli Gaspare e Giovanni Bureau (quest'ultimo fu Gran Maestro dell'artiglieria di Carlo VII), ebbe il tempo di prepararsi: 300 pezzi alla volta spararono a mitraglia. Ci fu una spaventosa carneficina. Gli assalitori furono schiacciati l'uno contro l'altro, senza poter scappare o nascondersi. Coraggiosamente i sopravvissuti si raggrupparono, ma delle nuove scariche vi gettarono lo scompiglio. I francesi allora aprirono gli sbarramenti e si gettarono sugli inglesi. Dalla mischia che ne scaturì, John Talbot, il cui cavallo era stato abbattuto da una palla di cannone, cadde al suolo e fu ucciso da un arciere. Al rumore delle cannonate, i bretoni in riserva a Horable, caricarono con la cavalleria ed accelerarono la rotta degli inglesi.

I superstiti fuggirono, alcuni raggiungendo la Dordogna (ma molti annegarono), altri rifluendo verso ovest (taluni in direzione di Saint-Émilion), altri infine si rifugiarono a Castillon-la-Bataille. Tale riparo aveva i giorni contati: in effetti il 18 luglio i francesi piazzarono qualche pezzo d'artiglieria sotto le mura, ottenendo la capitolazione della città. Al castello di Pressac (Saint-Étienne-de-Lisse) fu firmata la resa degli inglesi.

La salma di Talbot fu riconosciuta dal suo araldo e deposta a Notre-Dame-de-Colle, sul campo di battaglia; in seguito fu trasportata in Inghilterra e sepolta a Witchurch. Con la scomparsa del comandante inglese, tutte le piazzeforti tenute dagli inglesi si arresero e Bordeaux capitolò senza spargimenti di sangue.

[modifica] Conseguenze

Questa battaglia suggellò la ritirata inglese e permise il consolidamento dell'autorità del sovrano francese. Per l'Aquitania le conseguenze non furono positive: niente più statuti liberali, tantomeno libertà di imposizione tributaria. Gli abitanti di Castillon persero i loro privilegi, i quali furono ricostituiti poco a poco. Nel 1474 Giovanni di Foix-Candale accordò loro uno statuto in cui le disposizioni furono confermate e poi ampliate da Gastone II nel 1487. D'altra parte la disfatta inglese sconvolse l'economia regionale: le vendite di vino all'Inghilterra, senza cessare del tutto, si ridussero pericolosamente. L'esilio, volontario od imposto, diradò la classe dei maggiorenti. Ciò nonostante, qualche anno dopo, coloro che avevano scelto la via dell'esilio furono nuovamente ben accetti. Qualcuno riacquisì le stesse terre abbandonate.

Dal punto di vista militare, la vittoria francese, frutto di una nuova strategia, valorizzò il ruolo importante e formidabile dell'artiglieria, l'azione di percussione della cavalleria allorquando fosse utilizzata al momento opportuno. Tutta una concezione medioevale della guerra crollò e mostrò i suoi limiti davanti alle nuove armi.

[modifica] Collegamenti esterni

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