Alba de Céspedes

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Alba de Céspedes

Alba Carla Lauritai de Céspedes y Bertini (Roma, 11 marzo 1911Parigi, 14 novembre 1997) è stata una scrittrice, poetessa e partigiana italiana, autrice anche di testi per il cinema ed il teatro. Ha scritto non solo romanzi e poesie, ma si è occupata anche della stesura di copioni di programmi per la radio e la televisione. "Clorinda" è stato il suo pseudonimo radiofonico, e il suo nome di battaglia da partigiana.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Di madre romana (Laura Bertini Alessandrini) e figlia di Carlos Manuel de Céspedes y Quesada (nel 1911 ambasciatore di Cuba in Italia, e nel 1933 presidente cubano per alcuni mesi). Il nonno paterno, Carlos Manuel de Céspedes del Castillo, era stato il "primo presidente in armi" dell'isola caraibica, e fu ucciso dai militari colonialisti spagnoli nel 1874.

Alba crebbe in una famiglia benestante e politicamente impegnata in senso progressista e antifascista. Bilingue italo-spagnola (parlava anche le più importanti lingue europee), scrisse prevalentemente in italiano i suoi lavori. Aveva varie abitazioni in affitto (all'Avana, a Parigi, a Roma e nelle Alpi piemontesi), e una enorme biblioteca personale "itinerante".

Siccome Alba all'anagrafe era cubana, per ottenere anche la cittadinanza italiana si sposò nel 1926 a soli 15 anni di età, ed ebbe un figlio l'anno successivo (poi si risposò 20 anni dopo).

Una sua aggiornatissima biografia è stata stampata nel 2011 (anno del suo centenario) all'interno del ponderoso volume dei "Meridiani" di Arnoldo Mondadori Editore che raccoglie i suoi Romanzi a cura di Marina Zancan, una delle più note sue studiose, organizzatrice di mostre celebrative internazionali dedicate alla scrittrice.

Alba de Céspedes pubblicò la prima raccolta di racconti brevi, L'anima degli altri, a 24 anni di età, nel 1935 (poi seguirono le collezioni di poesie che continuò a pubblicare per altri 40 anni). Il suo primo romanzo è del 1938, Nessuno torna indietro, pubblicato per Mondadori. Ad Arnoldo la legava una solida amicizia, e l'editore in più occasioni fece da cuscinetto al carattere determinato e talvolta spigoloso della scrittrice, sostenendola sempre nei momenti più difficili, o quanto meno di tensione, come ad esempio quando il regime fascista arrivò a censurare proprio il suo primo romanzo chiedendo il ritiro delle copie. L'azione non andò a compimento grazie alla ferma, argomentata ed efficace opposizione della casa editrice milanese[1]. Il personaggio femminile del romanzo suddetto delinea una donna scaltra, mentalmente autonoma, certamente diversa dall'immagine idealista e un po' stereotipata della donna sottomessa, abile solo alla riproduzione proposta dal regime fascista. Il successo del libro, nonostante varie difficoltà, varcò i confini nazionali ponendosi subito come un best-seller internazionale. Nel 1940, Alba de Cespedes pubblicò il romanzo Fuga, e nel 1943, a Bari, durante la seconda guerra mondiale partecipò alla Resistenza attraverso la voce radiofonica con lo pseudonimo Clorinda[2]. Nel 1944 fondò la rivista letteraria "Mercurio", che si avvalse fin dalle prime pubblicazioni delle firme di Alberto Moravia, Ernest Hemingway, Massimo Bontempelli, Sibilla Aleramo. A corredare i testi erano i disegni di Mino Maccari, Toti Scialoja e Renzo Vespignani. Nel secondo dopoguerra la scrittrice ebbe modo di conoscere numerosi esponenti del mondo letterario dell'epoca, da Paola Masino ad Anna Banti, Maria Bellonci, Ottiero Ottieri, Elio Vittorini, Vitaliano Brancati, Aldo Palazzeschi e Corrado Alvaro. Più tardi, le sue frequentazioni letterarie si allargarono a una cerchia di giovani scrittori, tra cui Libero Bigiaretti, Walter Mauro, Luigi Silori.

Alba de Céspedes conobbe anche Italo Calvino (italo-cubano come lei) col quale progettò iniziative Pro-Cuba-Socialista al fine di dare vita alla futura "Associazione di Amicizia Italia-Cuba": entrambi avevano abitazioni a Roma e a Parigi, dove ogni tanto si frequentavano.

Alla chiusura della sua rivista "Mercurio", avvenuta alla fine del 1948, inizia a collaborare al settimanale "Epoca" curando una rubrica dal titolo Dalla parte di lei. Scrive anche per il quotidiano "La Stampa" di Torino e si dedica quasi totalmente, tra il 1949 e il 1963, alla scrittura di nuovi libri: Dalla parte di lei (1949), Quaderno proibito (1952), Prima e dopo (1955) e Il rimorso (1962), critica pungente della classe intellettuale all'epoca assai in auge.

Pubblica nel 1967 a Parigi La bambolona e scrive, in francese, Sans autre lieu que la nuìt (1973), tradotto da sé in italiano come Nel buio della notte (1976). Dà alle stampe anche una raccolta di poesie: Le ragazze di maggio (1970, anch'essa prima scritta in francese).

Da diversi suoi libri e da sue sceneggiature sono stati tratti film (come ad esempio, Le amiche, del 1955, diretto da Michelangelo Antonioni e La bambolona di Franco Giraldi, del 1968) e riduzioni teatrali.

L'ultimo suo racconto autobiografico (incompiuto, ma completato a cura delle edizioni Mondadori dopo la sua morte) fu da lei scritto nel ventennio 1980-novanta col titolo Con grande amore, (dedicato a Fidel Castro e alla Rivoluzione Cubana). Alba è morta a Parigi nel 1997, all'età di 86 anni. Nel 2001 Mondadori ha edito un importante catalogo biografico in occasione di una grande mostra su Alba tenuta al Palazzo delle Esposizioni di Roma. Nel 2011, in occasione del primo centenario della sua nascita, è stata ricordata in diversi paesi del mondo. Nel 2012 è stata omaggiata in varie iniziative culturali ed editoriali promosse dal Ministero della Cultura di Cuba.

La sua biblioteca e le sue carte, per sua volontà, sono state depositate presso gli Archivi riuniti delle donne, Corso di porta Nuova, 32, Milano[3].

Tematica progressista[modifica | modifica sorgente]

Alba de Céspedes è stata una delle protagoniste della letteratura del Novecento ed un'autrice e intellettuale a tutto tondo. Donna di rara tenacia e scrittrice riluttante a farsi incasellare in schemi prefissati, ha improntato il proprio percorso creativo su due binari: quello dello stile - nei termini della qualità letteraria - e, soprattutto, quello dell'impegno politico e dell'insopprimibile esigenza di libertà e giustizia. Questa sorta di leitmotiv ha fatto spesso capolino tra le pagine dei suoi scritti.

Sebbene taluna critica abbia inserito - o tentato di inserire - la sua opera nel contesto di quella che viene convenzionalmente definita letteratura rosa[4], l'opera di Alba de Céspedes, per contro, ha sempre mirato alla produzione di scritti di spessore etico e intellettuale, comunque in grado di far emergere la propria vocazione artistica senza che venisse meno l'impegno politico.

Le carte e documenti che nella sua lunga esistenza aveva raccolto e conservato personalmente, sono state donate dalla scrittrice, una settimana prima della sua morte, agli Archivi Riuniti delle Donne, con sede a Milano. Nella lettura di queste lettere, appunti, traduzioni, manoscritti e fotografie, pubblicamente consultabili, si possono rilevare i termini del suo impegno - tanto politico quanto culturale - così come le ragioni più profonde del suo lavoro. Sono, in definitiva, una testimonianza dell'appassionata e raffinata scrittura di questa autrice, nonché del suo desiderio di raccontare e interrogare (e interrogarsi) sul senso della storia, con una visione altra e alta, capace di andare in profondità rispetto al senso delle cose e degli eventi che circondavano le persone del suo tempo.

Il 9 ottobre 2002 a Cuba è nato l'annuale "Premio Letterario Alba de Céspedes", promosso dalla "Ambasciata Italiana all'Avana" e da varie istituzioni culturali di Roma, Milano, Venezia e Avana. La prima vincitrice è stata la scrittrice cubana Nancy Alonso con il suo racconto "Cerrado por reparacion". Nella stessa data è stata inaugurata anche la "Sala Alba de Céspedes" all'interno del "Museo Storico Carlos Manuel de Cespedes" di Bayamo, capoluogo della "Provincia di Granma" (zona di provenienza della famiglia De Cespedes). In tale sala il giorno 14 febbraio 2012 è stata presentata la prima edizione spagnola dell'ultimo romanzo di Alba de Céspedes "Con gran amor" (dedicato a Fidel Castro e alla Rivoluzione Cubana), edito dalle "Ediciones Union" dell'Avana e dall'"Arci Nazionale" di Roma.

Giudizi critici[modifica | modifica sorgente]

Fin dai primi racconti e già dal romanzo che le dà notorietà, Nessuno torna indietro, le analisi di Alba De Céspedes si dirigono verso le quattro mura familiari, in cui la donna, ancora negli anni trenta-quaranta, vive una vita domestica amara. L'indagine della De Céspedes naturalmente tende al sociale senza essere sociologica, in pratica preferendo l'attenzione critica verso un mondo di affetti e di soggezione più vicino a quello di Giuseppe Giacosa di "Come le foglie" che alla moderna liberazione. In modo femminilmente eccessivo la rassegnazione si tramuta in ribellione, come accade alla protagonista del romanzo "Dalla parte di lei", che dopo un solo anno di matrimonio uccide il marito, e nell'uccisione la coeva resistenza romana (cui nella realtà la scrittrice aderì) viene evocata e insieme rimossa. Oppure il personaggio femminile riconosce il fallimento delle proprie speranze, della propria vita, come avviene nel "Quaderno Proibito". Dall'iniziale autobiografismo e da un certo romanticismo che avviene nel ricordo e persino nelle descrizioni dei rapporti di coppia, la scrittrice sempre più viene liberando, anche attraverso un illimpidimento del linguaggio, una coscienza femminile di conquista dell'identità (Gilberto Finzi, da Novelle Italiane, ed. Garzanti).

Opere[modifica | modifica sorgente]

Prosa[modifica | modifica sorgente]

  • L'anima degli altri, Maglione, Roma 1935 (novelle).
  • Io, suo padre, Lanciano, Carabba, 1936 (romanzo).
  • Concerto, Lanciano, Carabba, 1937.
  • Nessuno torna indietro, Milano, Mondadori, 1938 (romanzo).
  • Fuga, Milano, Mondadori, 1940 (racconti).
  • Dalla parte di lei, Milano, Mondadori, 1949 (romanzo).
  • Quaderno proibito, Milano, Mondadori, 1952 (romanzo).
  • Invito a pranzo, Milano, Mondadori, 1955 (racconti).
  • Prima e dopo, Milano, Mondadori, 1955 (racconto).
  • Il rimorso, Milano, Mondadori, 1962.
  • La bambolona, Milano, Mondadori, 1967.
  • Sans autre lieu que la nuit, Paris, Seuil, 1973 (romanzo).
  • Nel buio della notte, Milano, Mondadori, 1976 (traduzione d'autrice del precedente).
  • Romanzi, a cura di Marina Zancan, Milano, I Meridiani Mondadori, 2011 [contiene: Nessuno torna indietro, Dalla parte di lei, Quaderno proibito, Nel buio della notte e Con grande amore).
  • Con gran amor, La Habana, Ediciones Union, 2011 (racconto autobiografico in spagnolo, edito in occasione del centenario della nascita).

Poesia[modifica | modifica sorgente]

  • Prigionie, Lanciano, Carabba, 1936.
  • Chansons des filles de Mai, Paris, Seuil, 1968.
  • Le ragazze di maggio, Milano, Mondadori, 1970 (traduzione d'autrice del precedente).

Teatro[modifica | modifica sorgente]

  • Gli affetti di famiglia (in collaborazione con A. Degli Espinosa), 1952
  • Quaderno proibito, Milano, Mondadori, 1961 (commedia in due tempi, dal romanzo omonimo)

Letteratura infantile e per ragazzi[modifica | modifica sorgente]

  • La compagnia dei sette (antologia scolastica, curata con Maria Bellonci), Roma, Faro, 1948.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Tjuna Notarbartolo, voce Alba de Céspedes in Italiane, a cura di Eugenia Roccella e Lucetta Scaraffia, Roma, Presidenza del Consiglio dei Ministri, Dipartimento per le pari opportunità, 2003, vol. III, p. 83.
  2. ^ Sandra Petrignani, Le signore della scrittura, Milano, La Tartaruga, 1984, p. 40.
  3. ^ Elisa Merlo, La biblioteca Alba De Cespedes.
  4. ^ Ci si riferisce alla letteratura tipica del romanzo d'appendice o ai romanzi scritti da autrici quali Liala o Carolina Invernizio.

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Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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