Titani (Warcraft)

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Jump to navigation Jump to search

I Titani (Titans) sono una razza dell'universo di Warcraft creato da Blizzard Entertainment. I primi accenni alla loro presenza vengono introdotti nei manuali del gioco di ruolo, e sono poi citati in World of Warcraft e nelle sue espansioni, ricoprendo via via un ruolo sempre più importante nella trama, pur non apparendo mai di persona.

Vengono descritti come dotati di ingenti poteri magici (i più elevati nell'universo di Warcraft) e di grande intelligenza, che usano per portare vita, equilibrio, armonia e pace relativa su tutti i pianeti (i cosiddetti "mondi") sospesi nella Grande Oscurità.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

La storia dei Titani è ancora frammentaria e parzialmente oscura, perlopiù riportata alla luce grazie agli studi dei nani[1]. La loro provenienza è ignota, come anche il motivo delle loro azioni[2]. È noto solo che i Titani, da tempo immemore, viaggiano nella Grande Oscurità di pianeta in pianeta, portando l'ordine e la vita sui mondi con cui vengono a contatto[2]. Sono noti sotto molteplici nomi, fra cui "i creatori" (the makers)[3][4], "i viaggiatori" (the travelers, nome usato fra i troll)[5], "i Grandi" (the Great Ones, nome usato dagli Oracoli gorloc)[6] e anche "gli Usurpatori"[7].

L'allontanamento di Sargeras[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Sargeras.

L'obiettivo dei Titani di plasmare tutti i mondi portando ordine e armonia non era però universalmente condiviso: delle creature chiamate demoni, originarie della Distorsione Fatua, col tempo riuscirono a farsi strada sui mondi toccati dai Titani e a devastarli[8].

Per opporsi a loro il Pantheon, l'assemblea che governava i Titani, elesse un campione, Sargeras; per un tempo incalcolabile Sargeras combatté contro i demoni, uccidendoli o imprigionandoli[8]; la loro corruzione però alla fine toccò anche lui, e Sargeras perse di vista il senso della missione sua e dei Titani, convincendosi che la sola costante nell'universo fosse il caos[8]. Gli altri Titani cercarono di calmarlo e di fargli capire il suo errore, ma Sargeras se ne andò, lasciando per sempre le loro schiere e alleandosi poi con gli stessi demoni che aveva combattuto, formando la Legione Infuocata[8]. Al suo posto, come campione del Pantheon, venne scelto il suo luogotenente Aggramar.

Azeroth e gli Dei Antichi[modifica | modifica wikitesto]

Durante il loro incessante vagare per il cosmo, i Titani incapparono in un pianeta che sarebbe poi divenuto noto come "Azeroth"[9]: esso era sotto il dominio dei malvagi Dei Antichi e dei loro servitori elementali, contro i quali i Titani cominciarono a combattere[9].

Almeno uno degli Dei Antichi, Y'Shaarj, venne ucciso, ma con il suo ultimo respirò infestò la regione circostante (l'odierna Pandaria) con lo sha[10]; anche un Titano cadde in battaglia[11]. Ai Titani divenne chiaro che gli Dei Antichi erano talmente legati ad Azeroth, che distruggendoli avrebbero distrutto anche il pianeta: quindi, decisero di imprigionarli nelle profondità della terra, bandendo inoltre gli elementali nei quattro piani elementali[2][9][12][13].

I Titani predisposero una serie di potenti difese per assicurarsi che non potessero più creare problemi, oltre che numerose "sentinelle titaniche"[14], e crearono numerose razze che li assistessero nel loro lavoro (giganti, terrigeni, meccagnomi, vrykul, tol'vir, mogu). Tutte queste razze furono, prima o dopo, alcune i più e alcune di meno, affette dalla Maledizione della Carne, una debilitazione generata dagli Dei Antichi[12][13]. Conferirono inoltre grandi poteri ai capi dei cinque maggiori stormi di draghi, rendendoli Aspetti Draconici[2][12].

Un'Goro e Sholazar[modifica | modifica wikitesto]

Anche se i Titani crearono la vita un po' ovunque su Azeroth (ad esempio, la Forgia delle Volontà da cui venivano prodotti i terrigeni è nelle Cime Tempestose), i veri e propri laboratori biologici erano il Cratere di Un'Goro e il Bacino di Sholazar[15][16]. Rispetto al resto del mondo, dove il corso evolutivo venne influenzato da altri fattori, Un'Goro e Sholazar vennero tenuti protetti e posti sotto pesante sorveglianza da golem di pietra, perché essi potessero osservare lo sviluppo naturale delle forme di vita[15]. Le due zone vennero collegate da un portale e la difesa potenziata tramite dei piloni di cristallo[15]. Oltre ai golem, mere sentinelle meccaniche, i Titani posero a custodia di ogni zona una sentinella titanica (l'Avatar di Freya a Sholazar e Nablya a Un'Goro), ed una singola, potentissima unità di difesa condivisa da entrambe, l'Etymidian, una delle armi più distruttive mai create dai Titani[15][17].

Il Cratere di Un'Goro venne posto sotto assedio dalle forze dei qiraji di C'Thun durante la Guerra delle Sabbie Mutevoli, ma qualcosa impedì alle creature di prenderne il controllo[11] (forse lo stesso Etymidian[15]), mentre il Bacino di Sholazar venne attaccato molto tempo dopo dalle orde del Flagello, che cominciarono a distruggere i piloni di cristallo[15][16]. Guadagnatosi la fiducia dell'Avatar di Freya, un avventuriero riuscì a recuperare l'Etymidian (che si trovava ad Un'Goro) e ad usarlo per sterminare le forze del Flagello, ponendo fine all'attacco[17].

Uldaman, Ulduar e Uldum[modifica | modifica wikitesto]

Per assicurarsi che gli Dei Antichi non costituissero più alcun problema, i Titani crearono una serie di meccanismi di difesa e di guardiani in tutto il pianeta[12], dopodiché, se ne andarono di nuovo da Azeroth[1]. I tre punti centrali di questo sistema di sicurezza erano le fortezze di Uldaman (nelle odierne Maleterre di Khaz Modan), Ulduar (nelle Cime Tempestose) e Uldum[12].

Uldaman fungeva da archivio per tutta la storia della creazione e dello sviluppo di Azeroth, ed è il luogo dal quale i nani riuscirono in seguito a scoprire le proprie origini e i primi indizi sulla Maledizione della Carne[12]. Uldaman aveva un custode, Archaedas, incaricato di proteggere i dischi su cui Norgannon aveva trascritto la storia di Azeroth[12].

Ulduar era il luogo dove i Titani avevano posto i guardiani più importanti, e dove era localizzato il sistema di sicurezza. Nell'eventualità che gli Dei Antichi fossero riemersi, un segnale sarebbe partito verso i Titani, che avrebbero a loro volta inviato un osservatore per verificare le condizioni del pianeta[12]. Nel caso l'osservatore avesse trovato il pianeta corrotto, avrebbe reinviato un altro segnale ai Titani, chiamato "omega", con cui richiedeva la "ri-originazione" di Azeroth, cioè ridurre il mondo al suo stato primordiale di pianeta senza vita e ricostruirlo da capo[12]. I guardiani titanici di Ulduar sono Freya, Hodir, Mimir (o Mimiron), Thorim, Tyr[18] e Loken (i nomi chiaramente ripresi dalla mitologia norrena).

Uldum, infine, era una vasta zona situata nel sud di Kalimdor, ed era il posto dove era localizzato il meccanismo di re-originazione[12], sorvegliato da altri quattro guardiani, cioè Isiset, Ammunae, Setesh e Rajh (i nomi, stavolta, ispirati alla mitologia egizia).

La riscoperta dei Titani[modifica | modifica wikitesto]

In seguito alla loro partenza, i segni del passaggio dei Titani erano ancora visibili, sia nella geografia di Azeroth che nella presenza di razze come terrigeni, giganti del mare ed altre. Dopo la Guerra degli Antichi e la Frattura, il mondo venne per sempre sconvolto, cancellando o sotterrando buona parte delle tracce lasciate dai Titani. Fra le più evidenti vi sono le regioni del Bacino di Sholazar e del Cratere di Un'Goro, rimaste pressoché immutate dalla partenza dei Titani. Sono noti anche i siti di Uldum, Ulduar e Uldaman[1], nonché Bael Modan nelle Savane Settentrionali e il Tempio della Lega dei Draghi a Dracombra, ma la stragrande maggioranza della gente crede che essi siano solo antiche rovine[1] dei nani o di qualche altra razza.

Solo recentemente, con la fondazione della Lega degli Esploratori, i nani hanno cominciato a rivangare il loro passato, conducendo scavi archeologici in alcune di quelle zone, rivelando buona parte della storia ad oggi conosciuta sul passato remoto di Azeroth.

Loken, Yogg-Saron e Algalon[modifica | modifica wikitesto]

Loken era incaricato di custodire la prigione del Dio Antico Yogg-Saron, situata sotto ad Ulduar, il quale riuscì ben presto a farlo impazzire e schierare dalla sua parte[19]. Yogg-Saron, tramite Loken, riuscì a rapire e ottenere il controllo su Freya, Hodir e Mimir[18], e più tardi anche su Thorim[19] (a cui Loken aveva ucciso la moglie, Sif, una gigantessa); Loken venne ucciso da avventurieri[20], e gli altri guardiani liberati durante l'offensiva contro il Dio Antico. Il fato di Tyr, invece, è ignoto[18].

La morte di Loken attivò però il sistema di sicurezza dei Titani, che inviarono così su Azeroth un loro servitore, Algalon l'Osservatore[12]. Visti la morte di Loken, la corruzione delle sentinelle titaniche, la distruzione del Pozzo dell'Eternità, la corruzione dell'Aspetto Draconico Neltharion e la morte di Malygos e le attività di Yogg-Saron e C'Thun, era pressoché certo che Algalon avrebbe inviato il codice di risposta "omega", che avrebbe dato il via alla ri-originazione di Azeroth.

Un gruppo di avventurieri riuscì però a sconfiggere Algalon e lui[12], vista la forza di volontà e il desiderio di sopravvivenza delle razze di Azeroth che non aveva mai riscontrato su altri mondi, riformulò il codice da omega ad alfa, risparmiando il pianeta[4]. Il codice alfa venne portato a Dalaran e trasmesso ai Titani, utilizzando la fontana dei desideri del quartiere della Piazza del Vespro come punto di trasmissione[21].

Dopo il Cataclisma, Alamorte inviò dei servitori ad Uldum ad appropriarsi di un artefatto chiamato "Forziere della Promessa" (Coffer of Promise), che costituiva la chiave per attivare il meccanismo di re-originazione[12]. Per evitare che il drago potesse usarlo, Brann Barbabronzea guidò degli avventurieri dentro le Sale della Creazione di Uldum, distruggendo le quattro sentinelle a guardia del sistema e disattivandolo permanentemente[22].

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

Descritti spesso in maniera simile a divinità, i Titani in realtà non lo sono, sebbene i loro poteri le equivalgano. Hanno l'aspetto di umanoidi giganteschi, con la pelle di colori metallici[1].

Tutti i Titani sono immortali: non invecchiano né hanno bisogno di nutrirsi, dormire o respirare; la loro pelle è di metallo, e al posto del sangue il loro apparato circolatorio pompa ferro fuso e metalli preziosi[23]. Hanno una serie pressoché infinita di poteri, compresi la levitazione e il volo, hanno sensi sviluppatissimi e sono in grado di ricordare con precisione ogni singolo avvenimento che hanno vissuto[23]. Tutti i Titani sono governati dal Pantheon, un'assemblea dei più potenti fra di loro[1]

Il concetto dei Titani è stato probabilmente preso dalla Blizzard Entertainment dalle mitologia greca per quel che riguarda i nomi, dove i Titani sono i progenitori degli dei dell'Olimpo, e da quella norrena per la separazione in Æsir e Vanir, che sono le due divisioni degli dei norreni.

Titani conosciuti[modifica | modifica wikitesto]

I soli Titani attualmente conosciuti sono i membri del Pantheon, l'assemblea che li governa; da dopo il suo allontanamento, Sargeras non fa più parte del Pantheon, e viene chiamato "Titano Oscuro". Essi sono:

  • Aggramar: Titano Vanir, detto "il Vendicatore", in origine luogotenente di Sargeras, prese il suo posto quando questi se ne andò, ed ora combatte con tutte le sue forze per sradicare la corruzione portata da lui e dalla Legione Infuocata. Aggramar non prova altro che odio, concentrato esclusivamente verso Sargeras[24]; brandisce la spada Taeshalach.
  • Aman'Thul: Titano Aesir, detto "l'Alto Padre", Aman'Thul è il capo del Pantheon ed il più anziano e saggio fra i Titani, ed è fratello di Sargeras, marito di Eonar e padre di Golganneth[25]; dominatore di fulmini e tuoni, possiede la magica staffa Orodur.
  • Eonar: è un Titano Vanir, l'unica femmina nota, consorte di Aman'Thul. Soprassiede ai poteri della vita, della natura e della guarigione. Evita il combattimento, se può, tranne contro i non morti, che considera un abominio[26].
  • Golganneth: Titano Aesir figlio di Aman'Thul, noto come "il Tonante", Golganneth è il creatore dei mari e dei cieli[27]; possiede il gigantesco corno Shargahn.
  • Khaz'goroth: Titano Vanir, Khaz'goroth è colui che modella la terra e le montagne. Facendosi aiutare da Eonar, creò i terrigeni e i giganti della montagna. È dal suo nome che deriva quello di Khaz Modan[28]; è il possessore di Vulraiis, potente martello magico che usa nelle sue opere.
  • Norgannon: Titano Aesir, signore dei misteri e della magia, Norgannon è uno storico e la sua conoscenza non ha limiti[29]; conosce quasi tutta la magia e gli incantesimi dell'universo ed è il custode dei dischi di Norgannon.

Le sentinelle titaniche[modifica | modifica wikitesto]

Le sentinelle titaniche (titanic watchers o titanic keepers) sono creazioni dei Titani[14] poste su Azeroth per sorvegliare determinati luoghi importanti. Tra di essere si annoverano:

Sentinelle di Uldaman (Maleterre)
  • Archaedas: distrutto durante l'esplorazione di Uldaman
  • Ironaya: distrutta durante l'esplorazione di Uldaman
  • Storico di Norgannon
Sentinelle di Ulduar (Cime Tempestose)
  • Primarie
    • Freya: corrotta da Yogg-Saron, poi liberata dal suo influsso
    • Hodir: corrotto da Yogg-Saron, poi liberato dal suo influsso
    • Loken: carceriere di Yogg-Saron; corrotto dal Dio Antico; distrutto da avventurieri
    • Mimiron (o Mimir): corrotto da Yogg-Saron, poi liberato dal suo influsso
    • Thorim: corrotto da Yogg-Saron, poi liberato dal suo influsso
    • Tyr: scomparso, locazione ignota
  • Secondarie
    • Algalon l'Osservatore: attivatore della ri-originazione di Azeroth; fermato da avventurieri
    • Ancella della Pena (Maiden of Grief); oppressa dal dolore per gli ordini datile da Loken; distrutta da avventurieri
    • Auriaya: archivista di Ulduar; corrotta da Yogg-Saron, distrutta da avventurieri
    • Creteus: custode della Motrice dei Creatori; distrutto dai nani del ferro
    • Jotun (Dracombra): detto "Il Portatore della Maledizione"; funzione ignota
    • Storico di Norgannon
Sentinelle di Uldum
  • Primarie
    • Ammunae: distrutta durante la disattivazione meccanismo di re-originazione
    • Isiset: distrutta durante la disattivazione meccanismo di re-originazione
    • Rajh: distrutto durante la disattivazione meccanismo di re-originazione
    • Setesh: distrutto durante la disattivazione meccanismo di re-originazione
  • Secondarie
    • Anraphet: distrutto durante la disattivazione meccanismo di re-originazione
Altre
  • Aman (Terre Umide; poi Rivafosca); funzione ignota
  • L'Etimidiano (The Etymidian); protettore di Un'Goro e Sholazar
  • Nablya (Cratere di Un'Goro); custode del Cratere di Un'Goro
  • Norushen: custode della prigione di Y'Shaarj; distrutto dallo Sha dell'Orgoglio mentre stava aiutando alcuni avventurieri contro quest'ultimo
  • Ra (Isola del Tuono); detto Ra-den ("Maestro Ra") dai mogu; sorvegliante dei mogu; suoi poteri assorbiti da Lei Shen

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c d e f Campbell et al., p. 105.
  2. ^ a b c d Matthew Rossi, Know Your Lore: The Titans, su wow.joystiq.com, 3 ottobre 2007. URL consultato il 21 gennaio 2011 (archiviato dall'url originale il 25 novembre 2010).
  3. ^ World of Warcraft, citazioni di Ironaya (testo su Wowpedia).
  4. ^ a b World of Warcraft, citazioni di Algalon l'Osservatore (testo su Wowpedia).
  5. ^ Blizzard Entertainment, The Third Troll Legend (libro interno a World of Warcraft; testo su Wowpedia).
  6. ^ World of Warcraft, missione Power of the Great Ones (testo su Wowpedia).
  7. ^ World of Warcraft, dialogo con Kil'ruk il Razziatore del Vento (testo su Wowpedia).
  8. ^ a b c d Blizzard Entertainment, Sargeras and the Betrayal (libro interno a World of Warcraft; testo su Wowpedia).
  9. ^ a b c Blizzard Entertainment, History of Warcraft - Chapter I: Mythos - The Old Gods and the Ordering of Azeroth (testo su Wowpedia).
  10. ^ (EN) Best Buy Developer Q&A, MMO-Champions. URL consultato il 27 settembre 2012.
  11. ^ a b Blizzard Entertainment, The Prophecy of C'Thun (libro interno a World of Warcraft; testo su Wowpedia).
  12. ^ a b c d e f g h i j k l m Anne Stickney, Know Your Lore: Uldaman, Ulduar, and Uldum, strongholds of the Titans, WoW Insider, 23 gennaio 2011. URL consultato il 25 gennaio 2011 (archiviato dall'url originale il 27 gennaio 2011).
  13. ^ a b World of Warcraft, dialogo con il Tribunale delle Ere (testo su Wowpedia).
  14. ^ a b (EN) Ask Creative Development -- Round II Answers, Blizzard Entertainment, 23 giugno 2011. URL consultato il 27 maggio 2013.
  15. ^ a b c d e f Matthew Rossi, Know Your Lore: Un'Goro and Sholazar, petri dishes of the Titans, WoW Insider, 29 dicembre 2010. URL consultato il 25 gennaio 2011 (archiviato dall'url originale il 1º gennaio 2011).
  16. ^ a b World of Warcraft, missione The Fallen Pillar (testo su Wowpedia).
  17. ^ a b World of Warcraft, missione Reclamation (testo su Wowpedia).
  18. ^ a b c World of Warcraft, mission Fate of the Titans (testo su Wowpedia).
  19. ^ a b World of Warcraft, missione The Reckoning (testo su Wowpedia).
  20. ^ World of Warcraft, missione Whatever it Takes! (testo su Wowpedia).
  21. ^ World of Warcraft, missione All Is Well That Ends Well (testo su Wowpedia).
  22. ^ World of Warcraft, missione Doing it the Hard Way (testo su Wowpedia).
  23. ^ a b Campbell et al., p. 107.
  24. ^ Campbell et al., p. 109.
  25. ^ Campbell et al., p. 111.
  26. ^ Campbell et al., p. 113.
  27. ^ Campbell et al., p. 115.
  28. ^ Campbell et al., p. 117.
  29. ^ Campbell et al., p. 118.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Tim Campbell, Bob Fitch, Bruce Graw, Luke Johnson, Seth Johnson, Warcraft-gioco di ruolo - Luce & Ombra - Supplemento Fantasy, ISBN 88-8288-161-X.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

(EN) Titani, in Wowpedia, Curse Inc.

Fantasy Portale Fantasy: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di fantasy