Uther l'Araldo della Luce

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Uther l'Araldo della Luce
UniversoWarcraft
Nome orig.Uther the Lightbringer
Lingua orig.Inglese
AutoreBlizzard Entertainment
EditoreBlizzard Entertainment
Voce orig.Michael McConnohie
Voce italiana
SpecieUmano
SessoMaschio

Uther l'Araldo della Luce (Uther the Lightbringer, tradotto anche come "Uther il Portatore di Luce"[2]) è un personaggio immaginario dell'universo di Warcraft. Era un paladino degli umani al servizio dell'Alleanza ed è stato il mentore (oltre che un amico) di Arthas Menethil. Appare la prima volta in una missione di Warcraft II: Tides of Darkness.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

La fondazione della Mano d'Argento[modifica | modifica wikitesto]

Uther era un cavaliere ed un apprendista chierico dell'arcivescovo Alonsus Faol durante la Prima Guerra[3][4][5], nonché un adoratore della Luce Sacra fin dalla gioventù. La caduta di Roccavento fece realizzare a Faol che a volte la sola fede non bastava per combattere le forze del male, così decise di creare un nuovo ordine per combattere i nemici sia con il dono della Luce che con l'abilità guerriera. Nacquero così i cavalieri della Mano d'Argento, e Faol offrì ad Uther di esserne il leader. Uther divenne così il primo paladino della storia di Azeroth[5].

La Seconda Guerra[modifica | modifica wikitesto]

Uther partecipò ai più sanguinosi conflitti della Seconda Guerra, incluso l'assedio di Lordaeron da parte di Orgrim Martelfato. Il titolo di Araldo della Luce (che non è il suo reale cognome) gli fu attribuito da Turalyon, un altro paladino e luogotenente di Anduin Lothar, dopo la battaglia dei Bastioni di Roccianera[5][6].

Era sulla strada per il Lago Darrowmere quando fu attaccato da pirati di Alterac, e scoprì una cospirazione con cui la nazione di Alterac aveva tradito l'Alleanza[5]. Era in prima linea quando le forze dell'Alleanza respinsero l'Orda fin sotto al Massiccio Roccianera, nella battaglia dove morì lord Anduin Lothar[5]. Un'altra sua impresa fu quella di guidare l'assalto finale contro il clan delle Lame Ardenti[5] al Portale Oscuro assieme a Turalyon. Negli anni che seguirono alla Seconda Guerra, Uther continuò a servire e a proteggere la sua gente, e re Terenas Menethil II arrivò anche ad affidargli l'istruzione di suo figlio Arthas[5]. Durante l'addestramento di quest'ultimo a paladino, i due divennero ottimi amici, tanto da considerarsi quasi come una famiglia. In questo periodo Uther celebrò anche la cerimonia con la quale Tirion Fordring veniva escluso dalla Mano d'Argento per aver aiutato un orco, Eitrigg[5].

Il Flagello[modifica | modifica wikitesto]

« Arthas: Maledizione, Uther, come tuo futuro re ti ordino di ripulire la città!
Uther: Non sei ancora il mio sovrano, ragazzo, e non ti obbedirei neppure se lo fossi! »

(Uther ed Arthas in Warcraft III: Reign of Chaos, nella missione Selezione)

Quando cominciarono le avvisaglie della Terza Guerra, Uther e Arthas unirono le loro forze per difendere la cittadina di Strahnbrad dagli orchi del clan Roccianera che avevano evitato la cattura grazie alla guida del loro letale capo, Jubei'Thos. Mentre Uther difendeva la città, Arthas assediava il loro campo, scacciando gli orchi e Jubei'Thos[5].

Uther non fu coinvolto nell'azione fino a che un giorno improvvisamente incontrò l'incantatrice Jaina Marefiero che lo cercava: la donna arrivava da Valsalda, dove Arthas era sotto attacco dai non morti. Uther accorse immediatamente assieme ai suoi paladini, ma la città aveva subito gravi danni e Arthas riusciva a stento a tenerla al sicuro[5]. Orripilato, umiliato e disturbato dalla sua quasi sconfitta, Arthas partì velocemente per Stratholme, dove sperava di fronteggiare il signore del terrore Mal'Ganis. Uther lo seguì, e giunti a Stratholme scoprirono che tutta la città era stata infettata dalla piaga della non morte. Entrambi sapevano cosa questo significasse: tutti gli abitanti si sarebbero presto mutati in non morti[5]. Arthas allora ordinò che la città venisse ripulita ma Uther, sconvolto anche solo dall'idea di un gesto simile, rifiutò di farlo[5]. Arthas, furioso, lo accusò di tradimento e sollevò Uther dal suo incarico di leader della Mano d'Argento (cosa che comunque non aveva il potere di fare)[5], mandandolo via. Al paladino non rimase che ritornare tre giorni dopo a Stratholme, solo per trovare una città massacrata in maniera terrificante, e seppe da Jaina che Arthas era partito per Nordania all'inseguimento di Mal'Ganis.

Uther allora raccontò tutto a re Terenas, e i due decisero che il ragazzo era stato compromesso, molto probabilmente dagli eventi di Valsalda, e mandarono un emissario per ordinargli di ritornare[5]. Arthas rientrò a casa alcune settimane dopo, anche se sembrava diverso. Ciononostante, la Capitale di Lordaeron celebrò con giubilò il ritorno del principe. La festa si tramutò in terrore quando Arthas, nella sala del trono, impalò il suo vecchio padre sulla sua nuova spada, la malefica Gelidanima.

La morte[modifica | modifica wikitesto]

Terenas fu cremato e le sue ceneri chiuse in un'urna magica. Uther, distrutto per aver appena perso due amici in un colpo solo, si incaricò personalmente della sua sorveglianza ad Andorhal[5]. La città però fu razziata dai non morti guidati dallo stesso Arthas, che era diventato un cavaliere della morte per il Re dei Lich. Arthas cercava l'urna perché aveva le proprietà necessarie per contenere ciò che restava del negromante Kel'Thuzad, che aveva intenzione di far risorgere. Uther fronteggiò Arthas e la sua schiera di non morti, ma dopo una dura battaglia fu sconfitto, ucciso dalle mani del suo ex apprendista, una delle persone a cui aveva voluto più bene[5].

Il corpo di Uther fu recuperato dopo la battaglia con Arthas e sepolto in un grande mausoleo nel territorio attualmente noto come Terre Infette Occidentali, l'unico luogo di luce in una terra di oscurità. L'iscrizione sulla tomba reca scritto:

Qui giace Uther l'Araldo della Luce
Primo Paladino - Fondatore dell'Ordine della Mano d'Argento

Uther visse e morì per difendere il regno di Lordaeron. Anche se fu tradito da uno dei suoi più amati studenti, noi crediamo che il suo spirito viva ancora. Continua a vegliare sopra di noi, anche quando le tenebre si richiudono sopra la nostra terra in rovina. La sua luce è la luce di tutta l'umanità - e finché onoreremo il suo esempio, non svanirà mai.
- Anonimo.

L'Araldo della Luce[modifica | modifica wikitesto]

Uther è universalmente noto come l'Araldo della Luce (the Lightbringer, letteralmente "Portatore di Luce"), ma non è stato sempre chiamato così. Di fatto, fu il generale Turalyon che ebbe l'idea di questo soprannome dopo aver visto l'ispirazione che il paladino dava ai suoi uomini. Quando Khadgar rese Turalyon Supremo Comandante dell'Alleanza, l'uomo dichiarò:

"E ringrazio te, Uther the Lightbringer"[7] replicò Turalyon, e vide gli occhi del più anziano Paladino allargarsi al sentire il nuovo titolo. "Perché tu possa essere conosciuto così d'ora in poi, in onore della Luce Sacra che hai portato a noi questo giorno." Uther s'inchinò, chiaramente compiaciuto, quindi si girò senza una parola e ritornò fra i suoi cavalieri della Mano Argentata, senza dubbio per riferire ad essi i loro nuovo ordini.[6]

Da allora in poi, Uther è sempre stato noto come Lightbringer.

In World of Warcraft[modifica | modifica wikitesto]

In origine la tomba di Uther nelle Terre Infette Occidentali era solo un punto sulla mappa. Con l'aggiunta in the Burning Crusade di PNG elfi del sangue e draenei in tutto il mondo, comunque, Uther è nuovamente apparso in World of Warcraft, quantomeno sotto forma di fantasma. L'anacoreta draenei Truuen desidera onorare Uther trovando una sacra reliquia che possedeva in vita e portandola alla sua tomba. L'elfo del sangue Mehlar Lama d'Aurora invece vuole rubare la sopracitata reliquia, e successivamente dissacrare la tomba stessa, per vendicarsi dell'addestramento di Arthas da parte di Uther, dato che il cavaliere della morte ha devastato la sua patria, Quel'Thalas. Uther appare anche nell'istance dell'Epurazione di Stratholme, dove rivive brevemente gli eventi della missione di Warcraft III "La Selezione". Con l'uscita dell'espansione Wrath of the Lich King, lo spirito di Uther è presente anche nell'istance delle Sale dei Riflessi, dove viene evocato da Gelidanima da Jaina Marefiero (per i giocatori dell'Alleanza o da Sylvanas Ventolesto (per quelli dell'Orda). In quest'occasione Uther avvisa che, se il Re dei Lich verrà distrutto, dovrà essere rimpiazzato o il Flagello distruggerà Azeroth. Il suo spirito compare anche durante la catena di missioni per purificare la spada Quel'Delar, così come in seguito alla morte del Re dei Lich.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Warcraft III: Reign of Chaos, in Il mondo dei doppiatori, AntonioGenna.net.
  2. ^ Golden, p. 54.
  3. ^ Blizzard Entertainment Manuale di Warcraft II, p.32.
  4. ^ White Wolf Alliance Player's Guide, p.152.
  5. ^ a b c d e f g h i j k l m n o p Matthew Rossi, Know Your Lore: Uther the Lightbringer, WoW Insider. URL consultato il 16 settembre 2010.
  6. ^ a b Aaron Rosenberg, Tides of Darkness, p.359.
  7. ^ Ne La discesa delle tenebre viene usato il termine inglese.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

(EN) Uther l'Araldo della Luce, in Wowpedia, Curse Inc.

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