Il Pozzo dell'Eternità

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Il Pozzo dell'Eternità
Titolo originaleWar of the Ancients I: The Well of Eternity
AutoreRichard A. Knaak
1ª ed. originale2004
1ª ed. italiana2007
Genereromanzo
Sottogenerefantasy
Lingua originaleinglese
SerieTrilogia della Guerra degli Antichi
Seguito daL'Anima dei Demoni

Il Pozzo dell'Eternità (The Well of Eternity) è un romanzo fantasy del 2004 di Richard A. Knaak, primo libro della Trilogia della Guerra degli Antichi (Warcraft: War of the Ancients Trilogy), ambientata nell'universo di Warcraft. Il libro prende il nome dal Pozzo dell'Eternità, un grande lago di origine magica generato ai primordi del mondo di Azeroth.

Trama[modifica | modifica wikitesto]

L'anomalia[modifica | modifica wikitesto]

Korialstrasz, un drago rosso compagno di Alexstrasza, chiamato dagli umani Krasus, viene richiamato dall'Aspetto Draconico del tempo Nozdormu, che riesce solo ad avvertirlo di un pericolo, un'immane catastrofe per Azeroth. Il drago chiede l'aiuto di Rhonin, un mago guerriero che inizialmente rifiuta, visto che sua moglie Vereesa Windrunner, sorella minore di Sylvanas Windrunner, è incinta di due gemelli, ma poi viene convinto dalla stessa Vereesa ad accettare. Così Korialstrasz e Rhonin iniziano il viaggio verso Kalimdor, il luogo in cui si trova questa anomalia, preannunciata da Nozdormu. Prima di arrivare a Kalimdor atterrano su un'isola sconosciuta ma vengono attaccati da creature nefande e sono costretti a ripartire. Nel frattempo anche un vecchio orco sciamano, Khaltar, ha avvertito l'esistenza dell'anomalia e informa il giovane capo dell'orda Thrall del pericolo che si annida sulle montagne vicine. Thrall manda due guerrieri, l'eroe di guerra Broxigar, tormentato dai sensi di colpa per non aver raggiunto una morte onorevole in battaglia, e il giovane Gaskal. Gaskal muore inghiottito dall'anomalia mentre Broxigar viene sbalzato indietro nel tempo, così come Krasus e Rhonin, e finiscono nel periodo di tempo immediatamente precedente alla Guerra degli Antichi.

Il Sogno di Smeraldo[modifica | modifica wikitesto]

In quest'epoca vivono il giovane Malfurion Stormrage, elfo della notte diverso dai suoi simili in quanto preferisce il druidismo alla magia elfica, Tyrande Whisperwind sacerdotessa novizia al tempio della dea Elune e Illidan Stormrage, fratello gemello di Malfurion che tutti credono destinato a grandi imprese per via dei suoi occhi dorati e affetto dalla brama di magia. I tre ricevono insegnamenti druidici dal semidio dei boschi Cenarius, ma Malfurion sembra essere il più dotato. Egli ultimamente fa un sogno ricorrente di cui parla a Cenarius: una Kalimdor priva di vita per via di creature uscite dal Pozzo dell'Eternità. Cenarius teme che si tratti di un presagio e fa attraversare al suo studente il Sogno di Smeraldo, universo appartenente a Ysera, uno dei Grandi Aspetti. Malfurion scopre che le origini delle turbolenze del pozzo provengono dal palazzo della regina degli Elfi Azshara e dei suoi Eletti. Malfurion prova ad entrare nel palazzo, ma questo è protetto da barriere magiche, e rischia quasi di perdersi per sempre in quel mondo onirico, ma poi, con l'aiuto del suo shand'do Cenarius, riesce a tornare nel suo corpo.

Gli Eletti[modifica | modifica wikitesto]

Intanto Krasus e Rhonin si ritrovano insieme dopo il viaggio nel tempo. Durante questo viaggio il drago ha visto Nozdormu intrappolato nella rete del tempo e probabilmente deve averli salvati dall'anomalia, facendoli però viaggiare nel tempo. Stranamente Krasus sembra aver molto più risentito del viaggio rispetto al mago guerriero, e quando vengono intercettati da un gruppo di elfi della notte, il drago riesce a malapena a difendersi, a differenza di Rhonin. Vengono comunque catturati nonostante i loro sforzi, e il capitano delle guardie Varo'then li conduce dal suo signore, lord Xavius, ministro consigliere della regina Azshara, e capo degli Eletti. Lui e gli Eletti stanno appunto sconsideratamente usando le energie del pozzo per ottenerne l'immensa potenza, così da creare un mondo perfetto, in cui vivono solo le razze superiori. Ma le loro magie sul pozzo attirano l'attenzione di Sargeras, il Titano oscuro signore della Legione Infuocata, che riesce a farsi venerare come un dio da tutti gli Eletti (in particolare lord Xavius) e dalla regina Azshara.

Gli elfi della notte[modifica | modifica wikitesto]

Intanto anche Broxigar, catapultato vicino a Zin-Azshari, la capitale degli Elfi della notte, viene catturato dagli elfi, mentre Rhonin e Krasus vengono liberati dal semidio Cenarius, che interviene con le forze della foresta contro le guardie di Varo'then. Al suo risveglio Krasus ha una discussione con Cenarius ma la sua memoria è piena di vuoti e non si ricorda nulla di quel periodo tranne di una grande catastrofe. Così il drago si decide ad aspettare il risveglio di Rhonin, il quale però non racconta tutta la verità a Cenarius, temendo di cambiare drasticamente il corso degli eventi passati.

Nel frattempo Broxigar viene esposto nella pubblica piazza come una strana creatura (gli elfi della notte non avevano mai visto prima un orco). Tyrande, uscita dal tempio della sua dea, vede l'orco e non si fa prendere dai pregiudizi ma gli offre del cibo. I due così si conoscono e mentre l'orco sta per renderle la ciotola, interviene Illidan con un incantesimo che ferisce l'orco. Illidan pensava che Tyrande fosse in pericolo ma lei lo critica aspramente per la sua intromissione. Allora Tyrande cura Broxigar con i suoi poteri, poi saluta freddamente Illidan. Illidan, come il suo fratello Malfurion, ama Tyrande e si era quasi deciso a rivelarle i suoi sentimenti ma, furioso contro l'orco, gli fa provare un grande dolore da lontano con un'altra magia, senza che le guardie se ne accorgano.

Poi Malfurion va da Tyrande e le confida ciò che ha scoperto nel Sogno di Smeraldo, mentre Tyrande gli racconta lo strano incontro con Broxigar. I due vanno dall'orco e scoprono che a breve sarà portato via da lord Kur'talos Ravencrest nella sua Fortezza di Black Rook per interrogarlo, nell'ipotesi di una futura invasione degli orchi. Broxigar spiega loro com'è arrivato in quel tempo, e Malfurion teme che ciò sia successo per via degli usi sconsiderati del Pozzo dagli Eletti, quindi prende la decisione di liberare l'orco per portarlo da Cenarius. Tyrande e Malfurion si recano quindi da Illidan per chiedere il suo aiuto, e liberano Broxigar.

I Cinque Aspetti[modifica | modifica wikitesto]

Intanto Krasus e l'altro drago arrivano al nido della regina dei draghi rossi Alexstrasza, e lì Krasus viene messo alla prova in vari modi, ma riesce anche a riconoscere con molto sforzo, dato che la sua memoria è sempre difettosa, il consorte prescelto di Alexstrasza, Tyranastrasz il Sapiente, che quindi lo conduce finalmente al cospetto della Regina della Vita. A lei Krasus è disposto a rivelare la verità anche se questo forse potrebbe significare la sua morte e quella di Rhonin, perché pur di salvare la Storia da un'implosione temporale Alexstrasza potrebbe decidere per l'eliminazione degli intrusi nel loro tempo. Alexstrasza lo accoglie con un altro drago, il suo io più giovane, un Korialstrasz stranamente indebolito e afflitto da una misteriosa malattia.

Malfurion e Broxigar arrivano alla radura di Cenarius, dove incontrano anche Rhonin, riuscito a superare gli esami delle forze del bosco, ma Cenarius li avverte di un pericolo imminente su di loro. Infatti una bestia ferale è riuscita ad avere la meglio sulla quercia sentinella, e si è moltiplicata in un intero branco, minacciando l'intero bosco.

Il raduno dei Cinque Aspetti[modifica | modifica wikitesto]

Nello stesso momento Alexstrasza decide di convocare una riunione dei Cinque Aspetti per raccontare loro la storia di Krasus. La versione più giovane di Krasus li accompagnerà perché i due attingono probabilmente alla stessa energia vitale e quando i due draghi sono insieme l'esaurimento di forze non è così tremendo. Dalla riunione dei draghi potrà scaturire la decisione di eliminare sia lui sia Rhonin, e i timori di Krasus vengono confermati da Alexstrasza. Nessuno può permettersi di cercare di modificare il corso della Storia, anche pensando di operare bene.

Tuttavia quando le bestie ferali attaccano la foresta, Rhonin decide di contravvenire agli ordini di Krasus e di intervenire aiutando Malfurion, Broxigar, che ha ricevuto in dono un'ascia magica da Cenarius, e lo stesso semidio contro i mostri. La sua magia sembra molto più potente, come se lo sbalzo nel tempo lo avesse rafforzato, al contrario di Krasus, ma poi finisce incosciente dato che un mostro quasi gli succhia via la sua magia.

Al raduno dei Cinque Aspetti, Nozdormu non viene e non è possibile rintracciarlo nemmeno dai suoi servitori. Krasus teme che per tenere a bada l'anomalia, Nozdormu sia impegnato contro di lei nel passato, nel presente e nel futuro, essendo quindi irrintracciabile nel piano mortale. Questo provoca un'altra delusione a Krasus, perché sperava in Nozdormu per concludere la cosa pacificatamente. Invece ora l'unica possibilità che rimane per rimediare alla loro intrusione temporale è la morte per lui e Rhonin. Ma il peggio è che non riesce nemmeno a raccontare la vera storia agli aspetti dato che viene bloccato da Neltharion, il guardiano della Terra, già scivolato nella pazzia che lo trasformerà in Deathwing. Questi teme che Krasus lo tradisca e quindi gli impedisce magicamente di raccontare tuta la verità e lo scopo della riunione fallisce.

L'arrivo di Mannoroth[modifica | modifica wikitesto]

Attraverso il varco arriva un nuovo comandante della Legione Infuocata, il signore delle cripte Mannoroth. Mannoroth prende in mano la situazione, ordina dopo aver saputo di Rhonin, Broxigar, a cui si interessa molto come essere, e Malfurion, che vengano catturati. Poi riesce ad isolare il Pozzo da tutti gli elfi della notte, salvo gli Eletti. Intanto per la magia che ha usato Rhonin è sbalzato nello spazio e si ritrova accanto Broxigar. Qui ha il tempo di chiedere all'orco la sua storia e di spiegargli dove erano finiti. Poi trovano Malfurion, che spiega loro che sono finiti vicino a casa sua, dove trovano ad aspettarli Lord Ravencrest, Illidan e un drappello di guardie che li cattura e li porta alla fortezza di Black Rook. Quando Malfurion sta per essere interrogato dalle Guardie della Luna, poiché dopo aver raccontato la sua storia loro devono controllare nella sua mente, nonostante Illidan cerchi in qualche modo di proteggerlo, i loro incantesimi non funzionano, il pozzo è stato isolato. La Legione Infuocata miete le sue prime vittime nella folla appostata davanti ai cancelli del palazzo.

Il ruolo di Malfurion[modifica | modifica wikitesto]

Contemporaneamente Krasus, nel suo svenimento ha un incubo prima su Deathwing, poi una visione di Nozdormu, che gli rivela che tutte le vie al future sono ormai precluse tranne una. La via di salvezza sta in un elfo. Dopo il suo risveglio avverte Alexstrasza e l'altro Korialstrasz dell'imminente arrivo della Legione Infuocata, ma non può parlare del tradimento di Neltharion. Così si reca con il suo alter ego verso la capitale degli elfi per cercare l'elfo che gli ha mostrato Nozdormu. Lì trovano già la Legione Infuocata all'opera e infine anche Krasus decide di intervenire di fronte a quegli orrori nonostante la possibile modifica del passato. Poi però la stanchezza arriva in entrambi i Korialstasz, perché ancora non sono del tutto un unico individuo e quindi devono battere in ritirata.

Un messaggero arriva alla fortezza di Black Rook per informare Lord Ravencrest dell'arrivo della Legione Infuocata e della sua devastazione su Zin-Azshari. Malfurion si reca quindi al tempio di Elune con Broxigar, dove ritrova anche Tyrande e le spiega brevemente cosa ha intenzione di fare. Malfurion torna nel Sogno di Smeraldo per cercare di entrare nuovamente al palazzo e distruggere l'isolamento del pozzo, a cui bada personalmente lord Xavius. Questi si accorge della presenza dell'elfo della notte grazie ai suoi bulbi artificiali, ovvero occhi magici, e imprigiona lo spirito di Malfurion in una gemma magica.

Nel frattempo Krasus ha trovato l'area in cui abita l'elfo che cerca e si separa dal suo alter ego. Krasus viene poi arrestato dal Capitano Jarod Shadowsong, appartenente al Corpo di Sorveglianza di Suramar. Tuttavia lo influenza mentalmente e questi va a cercare Tyrande Whisperwind e Broxigar, mentre vegliano su Malfurion. Tyrande si convince a portarlo con sé, vedendo che Broxigar lo conosce tramite le parole di Rhonin e quando Krasus vede Malfurion immobile, riconosce in lui l'elfo che Nozdormu gli ha indicato. Con loro vi è sempre Jarod Shadowsong che controlla il suo prigioniero.

La prima sconfitta della Legione Infuocata[modifica | modifica wikitesto]

Intanto l'esercito di Lord Ravencrest affronta la Legione Infuocata, e inizialmente ottiene un buon successo grazie anche al potere magico di Illidan e Rhonin, ma la tenacia l'implacabilità della Legione Infuocata rende vani gli sforzi degli elfi della notte, che perdono numerosi uomini. Malfurion viene liberato da Krasus e Tyrande e prova ancora a richiudere il portale, ma ancora una volta lord Xavius interviene. Inizia una dura battaglia tra i due che viene infine vinta da Malfurion grazie all'aiuto che ottiene da Krasus, Tyrande, Korialastrasz più giovane e Broxigar. Lord Xavius muore, il suo scudo protettivo e isolante scompare, e Malfurion chiude il portale. Sargeras cerca di attrarlo dentro il portale che crolla, ma ancora una volta i suoi amici lo salvano. La sua vittoria coincide con il ribaltamento della situazione per l'esercito di lord Ravencrest. Riottenuti i poteri massacrano la Legione Infuocata, che infine batte in ritirata, ma sono costretti a fermarsi per la stanchezza dell'esercito. Illidan si è distinto particolarmente, tanto che Rhonin si ripromette di controllarlo attentamente, e Lord Ravencrest lo mette alla guida delle Guardie della Luna come ricompensa.

Personaggi[modifica | modifica wikitesto]

Protagonisti[modifica | modifica wikitesto]

Personaggi secondari[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

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