Gul'dan

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Gul'dan
UniversoWarcraft
Lingua orig.Inglese
AutoreBlizzard Entertainment
EditoreBlizzard Entertainment
Interpretato daDaniel Wu
Voci italiane
SpecieOrco
SessoMaschio

Nell'universo di Warcraft, Gul'dan fu uno dei più potenti stregoni orchi mai esistiti e principale responsabile della corruzione demoniaca della sua razza. Appare nei videogiochi, romanzi e fumetti del franchise e nel film Warcraft - L'inizio. È inoltre un personaggio giocabile in Heroes of the Storm e in Hearthstone: Heroes of Warcraft.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Il giovane ed ambizioso apprendista orco nacque nell'allora paradisiaco mondo di Draenor e divenne apprendista del, all'epoca ancora saggio, Ner'zhul, il quale lo educò alla nobile magia sciamanica orchesca. Quando il malvagio demone Kil'jaeden cercò di distruggere Draenor rendendo gli orchi una razza spietata (scopo di Kil'jaeden era quello di lanciare gli Orchi alla conquista di Azeroth, in modo da indebolire la sua gente in previsione dell'attacco dei suoi demoni) tentò dapprima di corrompere Ner'zhul, ed alla resistenza di esso volse gli occhi a Gul'dan. Il giovane sciamano consegnò il maestro a Kil'jaeden ed apprese i segreti dell'empia magia demoniaca, facendo crescere il suo potere di giorno in giorno e formando il Concilio dell'Ombra, una setta che controllava gli orchi per portare a compimento il piano di Sargeras (il signore di Kil'jaeden, colui che era dietro a tutte le mosse di quest'ultimo). Esigendo un'ulteriore prova della sua lealtà, Kil'jaeden fece evocare a Gul'dan uno dei demoni più potenti; Mannoroth, il re dei signori delle fosse. In seguito, durante la Seconda Guerra, dedicandosi allo studio di antichi testi che aveva trovato su Azeroth, Gul'dan scoprì l'esistenza di un potentissimo manufatto, l'Occhio di Sargeras, custodito in una delle isole circostanti il Maelstrom, nella misteriosa Tomba di Sargeras; dopo aver deciso quindi di dissociarsi da Kil'jaeden, l'orco guidò una spedizione nella cripta. Ma Gul'dan pagò caro il prezzo del suo orgoglio: centinaia di Demoni lì nascosti attaccarono lui e i seguaci che l'avevano seguito. Nella battaglia che seguì, i seguaci di Gul'dan vennero massacrati e lo stesso orco, ferito a morte, fuggì nelle cripte scrivendo, mentre si addentrava, un resoconto dell'avventura nella Tomba sui muri (in lingua runica). Morì lì, cadendo fra i corpi dei demoni che egli stesso aveva distrutto, avendoli attaccati con tutto il potere rimastogli in un ultimo impeto di autoconservazione.

L'Orda di Ferro[modifica | modifica wikitesto]

Origini[modifica | modifica wikitesto]

Nella linea temporale alternativa, il giovane Gul'dan nacque in un clan dal nome sconosciuto dove era oggetto di disprezzo e scherno a causa della sua debolezza e deformità fisica unita al suo carattere arrogante. Essendosi rifiutato di seguire il suo destino sciamanico venne bandito e esiliato nelle terre selvagge, ma non prima che il vecchio sciamano del clan gli consigliasse di recarsi al Trono degli Elementi, dove Gul'dan avrebbe potuto trovare il suo destino. Dopo giorni di estenuante cammino nelle terre aride, Gul'dan ormai stremato raggiunse il Trono degli Elementi, offrendosi al servizio di qualunque cosa mettesse fine alla sua pena. Tuttavia, gli elementi stessi rifiutarono Gul'dan, vedendo in lui troppa sete di potere. In loro assenza però, fu contattato dai demoni che gli conferirono enormi poteri in cambio della sua lealtà. Tornato dal suo vecchio clan, Gul'dan massacrò tutti i suoi abitanti e ne distrusse il villaggio, ma non prima di aver ringraziato il suo vecchio mentore sciamano che lo aveva difeso per poi ucciderlo, ereditandone quindi il bastone.[1]

« Grazie ... ho trovato il mio destino »

(Gul'dan al suo vecchio mentore sciamano prima di ucciderlo)

L'Orda di Ferro[modifica | modifica wikitesto]

Nel futuro, Garrosh Malogrido, figlio di Grom Malogrido, grazie all'aiuto del suo nuovo alleato Kariozdormu, andò nel passato di una linea temporale alternativa, dove trovò Gul'dan in catene per via della violenta mutazione dovuta al sangue di Mannoroth, e ingannò lo stregone facendogli rivelare l'ora e il luogo quando gli Orchi sarebbero diventati l'avanguardia della Legione Infuocata. In questo modo, Garrosh fermò appena in tempo gli Orchi dal bere il sangue di Mannoroth, e a mandare in fumo i piani di Gul'dan e della Legione Infuocata, formando la nuova Orda di Ferro. Gul'dan venne fatto prigioniero e portato proprio sotto il Portale Oscuro. Quando l'Alleanza e l'Orda arriveranno su Draenor, per chiudere il Portale dovranno per forza liberare Gul'dan, il quale se ne andrà, ma con la promessa che si sarebbero rivisti. In seguito ai fallimenti di Grommash e della sua Orda di Ferro, Gul'dan si fece avanti schernendo Grom per i suoi fallimenti e le perdite dell'Orda di ferro, affermando anche che aveva promesso ai clan conquiste, ma aveva ottenuto solo la loro rovina, tra cui la morte di Garrosh, che rivelò essere suo figlio, lanciandogli Urloatroce ai piedi. A quel punto, Gul'dan rievocò la proposta a Grommash di bere il sangue di Mannoroth per potersi vendicare. Ma Grommash rifiutò nuovamente e attaccò lo stregone ma venne immobilizzato da uno degli incantesimi di Gul'dan. A quel punto lo stregone cercò di convincere tutti gli altri Orchi presenti ad accettare il suo dono per poter avere più potere. Si fece avanti Kilrogg che, nonostante gli avvertimenti di Grommash, bevve il sangue di Mannoroth e diventò, davanti ai suoi occhi, un Vilorco. In seguito Gul'dan portò Grom nel punto in cui lui e tutti gli altri orchi avrebbero dovuto bere il sangue di Mannaroth facendogli assistere impotente alla creazione della Cittadella di Fuoco Infernale, dove lo stregone fece rinchiudere Grommash, tenuto prigioniero dal vilsignore Zakuun. Solo in seguito, quando gli avventurieri sconfissero il demone liberarono anche Grommash, che si preparò a confrontarsi contro Gul'dan. Così Khadgar, Yrel, Durotan e Grommash e altri campioni di Azeroth, parteciparono alla sconfitta di Archimonde, evocato da Gul'dan su Draenor. Tuttavia Archimonde prima di morire spedì Gul'dan in portale per Azeroth dove l'orco stregone pote nascondersi sapendo che l'arcimago Khadgar era sulle sue tracce.

Il ritorno della Legione[modifica | modifica wikitesto]

In seguito alla sua fuga da Draenor, Gul'dan venne contattato da Kil'jaeden che lo persuase a raggiungere le Isole Disperse e raggiungere la Tomba di Sargeras, per poter aprire un portale che permettesse alla Legione Infuocata di raggiungere Azeroth. L'orco allora rubò una nave e si recò alle Isole Disperse dove naufragò rovinosamente. Giunto lì si rese conto di essere ancora inseguito dall'arcimago Khadgar che chiedeva aiuto a Maiev Cantombroso e alle sue Guardiane per stanarlo. Nonostante avesse l'occasione di ucciderli Kil'jaeden glielo impedì. Una volta raggiunta la tomba Gul'dan cominciò a rompere i sigilli magici che tenevano relegato un antico potere che avrebbe permesso di aprire un portale per la Legione Infuocata. Tuttavia esso temeva che i demoni lo avrebbero tradito (come era successo con il Gul'dan della linea temporale principale) perciò decise di tradire Kil'jaeden e non appena Khadgar arrivò assorbì tutto il potere della Tomba. Sentendosi invincibile Gul'dan mise temporaneamente fuori gioco Khadgar e si rivolto a Kil'jaeden. Tuttavia l'Eredar gli pose un ultimatum: avrebbe potuto aiutare la Legione e diventare un condottiero agli ordini della Legione oppure avrebbe dovuto conquistare Azeroth e contrastare tutti i suoi campioni da solo. Nel frattempo Khadgar si liberò e insieme alla sopraggiunta Maiev attaccarono Gul'dan che cominciò a riflettere sulle parole dell'Eredar e dopo aver ammirato la tenacia dei suoi avversari liberò l'enorme potere della Tomba che venne incanalato da Kil'jaeden per creare un portale per permettere alla Legione Infuocata di giungere ad Azeroth. Una volta liberati i demoni Gul'dan venne accolto benevolmente da Kil'jaeden che lo nominò capo delle innumerevoli truppe di demoni. Alla fine il perfido stregone orco guardò ghignante l'arcimago Khadgar che volava via in forma di corvo ad avvisare l'Alleanza, l'Orda ed il Kirin Tor del ritorno della Legione.

Aspetto e personalità[modifica | modifica wikitesto]

Gul'dan appare come un orco con una lunga barba nera caratterizzato da una veste scura completa di cappuccio e due enormi spallacci; dalla schiena compaiono tre spunzoni. In Warlords of Draenor è vestito con una cappa rosso scuro aperta al petto e gli spunzoni sono più spessi e storti, al vertice dei quali si trovano dei teschi. In Heroes of the Storm il suo aspetto è basato sullo sprite di Warcraft II con le caratteristiche di Warlords of Draenor: la veste è viola bordata di rosso e con il simbolo del clan Razziatempesta sul bassoventre, gli spunzoni sono spessi ma ricurvi in alto, e la barba e le sopracciglia sono bianche. Gul'dan possiede una insaziabile brama di potere ed è completamente senza scrupoli. Disposto a manipolare sia nemici che alleati, cerca in continuazione di migliorare la propria posizione con qualsiasi mezzo possibile. Anche se Gul'dan tende spesso ad essere coinvolto in vari piani e schemi, il suo obiettivo principale è trovare la tomba di Sargeras e ottenere i poteri del titano oscuro. Nient'altro ha importanza in confronto a questo scopo, e Gul'dan è volenteroso di tradire il proprio popolo e i suoi amici pur di raggiungerlo.

Altri media[modifica | modifica wikitesto]

Nel film Warcraft - L'inizio Gul'dan è interpretato da Daniel Wu attraverso la motion capture. L'aspetto di Gul'dan è basato sulla versione di Warlords of Draenor, con l'unica differenza che ha barba e sopracciclia bianche e gli occhi sono verdi invece che rossi. Gul'dan, dopo aver corrotto gli Orchi con il Vil cambiando la loro pelle da marrone a verde, e prendendo sotto la sua custodia Garona la Mezz'Orchessa, conduce gli Orchi su Azeroth attraverso il Portale Oscuro per conquistarlo, insieme al Capoguerra Manonera e agli altri capiclan; l'unico a diffidare dei suoi metodi è Durotan, il quale non approva l'utilizzo del Vil considerandolo pericoloso. Quando, però, Durotan cercherà di allearsi con gli umani per rovesciarlo, fallendo, Gul'dan avrà l'occasione di distruggere i Lupi Bianchi, risparmiando solamente Orgrim Martelfato, che li aveva avvertiti, e prendendo Durotan come prigioniero. Orgrim, tuttavia, pentitosi delle sue azioni, libera il suo capoclan il quale sfida Gul'dan ad un mak'gora. Gul'dan accetta la sfida, dimostrandosi abile anche nel combattimento corpo a corpo, ma quando Medivh pronuncia l'incantesimo per il Portale Oscuro Gul'dan decide di porre fine allo scontro utilizzando la magia, uccidendo Durotan e facendo infuriare gli orchi per aver barato in un duello per loro sacro, i quali, tuttavia, continuano a seguirlo avendo Gul'dan dimostrato di poterli uccidere facilmente con la sua magia. A questo punto, quando gli umani comandati da re Llane Wrynn stanno per attaccare, Guldan usa il Vil per potenziare Manonera e aprire il Portale Oscuro per far passare tutta l'Orda. Viene però fermato dall'intervento di Anduin Lothar e Khadgar che fermano Medivh, e il primo, giunto sul campo di battaglia, sconfigge Manonera ad un mak'gora: benché Gul'dan ordini la morte di Lothar gli Orchi non lo ascoltano, in quanto, a differenza sua, Lothar ha vinto lealmente.

Curiosità[modifica | modifica wikitesto]

  • La seconda tinta del costume base di Gul'dan in Heroes of the Storm è basata sul suo aspetto in Warlords of Draenor.

Note[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

(EN) Gul'dan, in Wowpedia, Curse Inc.

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